Storia
Pirateria. Storie di predatori e imperi sui mari dall'antichità all'epoca contemporanea
Alberto Massaiu
Libro: Libro in brossura
editore: DIARKOS
anno edizione: 2025
pagine: 240
La pirateria è nata nel momento stesso in cui l’uomo ha imparato a navigare sui flutti. Si è saputa adattare con il passare dei millenni e con l’avvicendarsi di regni e imperi, sfruttando ogni vuoto lasciato dalla mancanza di autorità statale. Ogni tanto un popolo forte fu capace di sopprimerla fin quasi a farla sparire, come fece Roma con i pirati della Cilicia, mentre altre volte la civiltà sembro sull’orlo di collassare contro la sua forza distruttrice, come accadde per l’Europa cristiana a cavallo del IX e X secolo, violata dalle incursioni di vichinghi e saraceni. All’alba dell’Era moderna le potenze europee dovettero vedersela contro l’ascesa delle città-Stato barbaresche di Algeri, Tunisi e Tripoli, lungo braccio armato dell'Impero ottomano, che ridussero in cenere, schiavizzandone gli abitanti, città e porti attraverso tutto il Mediterraneo. Nella stessa epoca, per circa due secoli i Caraibi videro sorgere la versione più iconica della pirateria: corsari, avventurieri, bucanieri di ogni tipo sfruttarono il caos dei conflitti tra le potenze coloniali di Spagna, Inghilterra, Francia, Olanda e Portogallo per arricchirsi, trasformando le acque dell’Atlantico in un immenso campo di battaglia che vide emergere figure leggendarie. Le immense ricchezze dell’Asia, dal Celeste impero agli stretti di Malacca, fino all’India, attirarono nell’Ottocento predatori del mare di ogni sorta, fino a che le potenti marine militari occidentali non annientarono quasi del tutto il fenomeno. Ancora oggi tuttavia, quando un Paese collassa, come accaduto in Somalia, il fenomeno torna ad acuirsi in forme più complesse e moderne. Alberto Massaiu racconta la storia della pirateria lungo lo scorrere delle civiltà in ogni angolo del globo, un fenomeno che ha saputo esercitare un fascino romantico e avventuroso come l’immensa, terribile libertà di cui è sovrano il mare.
Culti imperiali. Le religioni nell'epoca romana
John Ferguson
Libro: Libro in brossura
editore: Ghibli
anno edizione: 2025
pagine: 322
Nel cuore dell’Impero romano, tra il I e il IV secolo d.C., la religione non era solo culto degli dei, ma un’esperienza quotidiana e politica, spesso inquieta. Quali risposte cercavano gli uomini e le donne dell’antichità di fronte all’angoscia del futuro? Come convivevano – a volte confondendosi – astrologia, filosofia, magia e fede nella sacralità dell’Imperatore? John Ferguson ci guida in un viaggio sorprendente alla scoperta di un mondo spirituale complesso e vibrante, dove gli antichi dei lasciano spazio a misteri iniziatici, rituali di salvezza e nuovi profeti… e dove la ricerca di protezione si esprime anche attraverso l’uso dei colori, di immagini d’argilla, di erbe e pozioni. Grazie a reperti archeologici, epigrafi e testi letterari, Culti imperiali racconta come l’Impero romano sia stato non solo crocevia di popoli, ma anche di religioni, riti e speranze. Un saggio che ci parla da vicino, perché le domande degli antichi sono ancora le nostre.
Il ricettario della SS. Annunziata di Firenze. Edizione, fonti e glossario
Giovanni Urraci
Libro: Libro in brossura
editore: Olschki
anno edizione: 2025
pagine: 362
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze custodisce un manoscritto anonimo, databile alla seconda metà del XVII secolo, sulle cui pagine sono appuntate ben 386 ricette. Precedentemente conservato presso il convento della SS. Annunziata, questo taccuino apparentemente modesto, di probabile origine cortigiana, è punteggiato di riferimenti ad esponenti della famiglia Medici, protagonisti di desinate raccontate attraverso dettagliate liste di pietanze e alle cui consuetudini gastronomiche vengono ricondotte varie preparazioni. Nel corposo ricettario, di cui il presente volume offre la prima edizione, risalta per la sua antichità la ricetta relativa alla cioccolata, la cui preparazione ha qui una precoce e dettagliata documentazione, e non meno importanti risultano quelle per la birra e i sorbetti – questi ultimi approntati secondo modalità eccezionalmente vicine ai modelli arabi – nonché i rimandi a prodotti squisitamente toscani.
Orientalismi femminili? Oriente e Occidente nelle scritture di viaggio delle donne (secoli XVIII e XIX)
Elisabetta Serafini
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2025
pagine: 348
A partire dal XVIII secolo e più intensamente nel XIX, un numero crescente di viaggiatrici si mosse dall'Europa occidentale per esplorare il Mediterraneo e il Vicino Oriente. Nelle loro peregrinazioni - che fossero viaggi al seguito di ambasciatori e studiosi, spostamenti prototuristici o viaggi d'azione, per dirla con Michelle Perrot - la conoscenza di culture altre e la scrittura occuparono un posto importante. Contestualmente le politiche coloniali delle potenze europee si facevano più aggressive, determinando un rapporto inscindibile tra esplorazione ed espansione. Nelle scritture odeporiche è possibile osservare come l'incontro con l'alterità abbia fornito l'occasione per una riflessione di ampia portata sulle società, costruita attraverso il rispecchiamento tra l'Occidente e le molteplici rappresentazioni dell'Oriente, in un arco temporale caratterizzato da trasformazioni importanti ma anche da sostanziali permanenze.
Europa 1937. Guerre esterne e guerre civili
Karl Polanyi
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2025
pagine: 160
«In un'Europa sull'orlo del collasso, le parole di Polanyi su guerra, autoritarismi e impotenza delle istituzioni internazionali ci toccano da vicino. Al di là dell'analisi storica, il suo metodo può aiutarci a comprendere le trasformazioni in atto» (Michele Cangiani). Nel 1937, alle soglie del secondo conflitto mondiale e in piena guerra civile spagnola, Karl Polanyi, testimone e interprete tra i più acuti del suo tempo, ricostruisce in questo saggio la trama delle vicende europee dalla fine della prima guerra mondiale. Riflette sul fallimento del «sistema di Versailles»: i conflitti innescati dal cambiamento dei confini e dalla formazione di nuovi Stati; i circoli viziosi delle diplomazie europee; la progressiva sconfitta delle prospettive di governo internazionale della crisi; il riarmo. Viene già delineato un tema che sarà centrale nel suo libro del 1944, La grande trasformazione: la frattura storica legata alla grande crisi e al diffondersi del fascismo. Nell'Europa degli anni trenta si ridisegnano schieramenti e alleanze: la polarità fondamentale appare ora non più tra Francia e Germania, ma tra Germania e Urss. Il conflitto tra fascismo e democrazia tende a prevalere su quello tra «revisionisti» dei Trattati di pace e sostenitori della «sicurezza collettiva». Resta la politica di potenza, ma acquista importanza il conflitto sociale. Guerra esterna e guerra civile si intrecciano. Riletto oggi, questo testo mostra quanto quel tempo parli al nostro presente: le questioni irrisolte di allora – sostiene il curatore Michele Cangiani nel suo ampio saggio introduttivo – restano al centro dell'agenda politica, e il conflitto «civile» che Polanyi leggeva fra gli Stati europei emerge oggi a livello globale. È vero che gli sviluppi economici e tecnologici hanno prodotto ai nostri giorni una concentrazione del potere economico e una possibilità di dominio sulla politica e sulla conoscenza – quindi sull'intera società e in particolare sull'opinione pubblica – che nell'Europa del 1937 appartenevano alla fantascienza. Eppure, la teoria di Polanyi sulla natura e sugli sviluppi della società di mercato, insieme alla sua concezione della libertà e della democrazia, aiuta a comprendere e quindi ad affrontare la nostra realtà.
La diplomazia del capitale. Imperialismo e costruzione dello Stato in Etiopia 1941-1960
Luca Puddu
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2025
pagine: 252
La fine delle dominazioni coloniali non sancì il tramonto dell’imperialismo europeo in Africa né il pieno ripristino delle sovranità africane. In Etiopia, nei due decenni successivi alla fine dell’Impero dell’Africa Orientale Italiana, il sovrano Haylä Śәllase I e i suoi collaboratori di governo dovettero confrontarsi con i tentativi del Regno Unito di imporre un protettorato economico informale sul Paese. Addis Abäba sfruttò a proprio vantaggio la competizione tra gruppi capitalistici europei, indiani e nordamericani per respingere i piani di Londra e affermare la propria sovranità sui circuiti commerciali e finanziari di collegamento con i mercati internazionali. La sconfitta dell’imperialismo britannico ebbe conseguenze durevoli sul processo di decolonizzazione del Corno d’Africa, aprendo di fatto la strada all’affermazione del progetto imperiale etiopico nelle periferie contese dell’Eritrea e dell’Ogaden.
1799 la Vandea italiana. L'insorgenza antifrancese nel Dipartimento del Basso Po e in Romagna
Alberto Ferretti
Libro: Libro in brossura
editore: Youcanprint
anno edizione: 2025
pagine: 106
Nel 1799, mentre Suvorov respinge i francesi dall'Italia settentrionale, nelle campagne del Ferrarese, del Polesine, del Bolognese e della Romagna esplode una vasta insorgenza popolare contro la Repubblica Cisalpina. Migliaia di contadini, artigiani, preti e renitenti alla leva imbracciano le armi per difendere le loro famiglie, la fede e il diritto di non essere arruolati con la forza nell'esercito rivoluzionario. È la più grande rivolta dell'Italia moderna, definita già dai contemporanei "la Vandea italiana". Il libro ricostruisce l'intero arco degli avvenimenti: le cause profonde (tasse, requisizioni, anticlericalismo e coscrizione), l'arrivo degli austro-russi, l'assedio e la caduta della Cittadella di Ferrara, la liberazione della Romagna e la breve stagione delle reggenze imperiali. Seguono poi la repressione dopo Marengo, le fucilazioni, le deportazioni e le nuove rivolte del 1805, 1809 e 1814. Basato su cronache coeve, documenti francesi e austriaci e testimonianze locali, 1799. La Vandea italiana restituisce una pagina rimossa della nostra storia: una guerra civile durata vent'anni, in cui decine di migliaia di italiani combatterono e morirono per ciò in cui credevano.
La voce del re. Parola, potere, libertà sull’altopiano sudafricano, ca. 1800-1903
Ettore Morelli
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2025
pagine: 340
Il volume ricostruisce per la prima volta il ruolo della voce in due importanti istituzioni politiche dell’altopiano sudafricano del diciannovesimo secolo: l’assemblea e il consiglio. Lo studio approfondisce in particolare il caso del regno del Lesotho. Preparate con cura dal sovrano, le assemblee costituivano l’ultimo passaggio di un processo politico che iniziava nel ristretto consiglio di corte del re e che attribuiva la massima importanza alla voce, tratto distintivo degli esseri umani in quanto soggetti politici. Pula! tuonava l’assemblea: raccolta nelle ampie piazze tonde al centro dell’abitato, o nella vasta pianura immediatamente al di fuori, la comunità riunita ascoltava, assisteva e aspettava fino a quando l’ultimo degli oratori non finiva il suo intervento. Tutte le voci risuonavano allora all’unisono invocando la pioggia benefica, testimonianza e sanzione delle decisioni prese. Nell’assemblea e nel consiglio del re, la voce era ascoltata, riportata, rappresentata; la parola era comando, condanna, legge: ma solo quando la singola voce del re si fondeva nel tonare del popolo.
Imperial religious policy from Constantine to Theodosius I
Ferdinando Emilio Abbate
Libro
editore: PM edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 89
La Resistenza dei partigiani del campo 13 del tempio crematorio e di altri settori del cimitero monumentale di Staglieno
Giuseppe Morabito
Libro: Libro in brossura
editore: ERGA
anno edizione: 2025
pagine: 367
Volume polisensoriale con contenuti multimediali fruibili con l'app Vesepia. Con questa nuova pubblicazione, curata da Giuseppe Morabito, l’ANPI di Genova prosegue il suo progetto di diffondere i valori tesi a “Difendere la Democrazia, tramandare la Memoria della Resistenza e contribuire allo sviluppo morale e materiale del Paese in conformità alla Costituzione”. Insieme alla rievocazione dei tanti eccidi e rastrellamenti compiuti dai nazifascisti, viene elaborata un’ampia cronaca dei più importanti eventi dell’insurrezione popolare del 24/25 aprile 1945, e dei giorni successivi, che portarono alla Liberazione e alla cacciata dei nazifascisti da Genova. Anche questo volume, come i precedenti: L’Antifascismo e la Resistenza nelle “Pietre” di Genova (di Elio Berneri e Giuseppe Morabito) e “Chicchi” la Resistente - Teresa Mattei, dalla Resistenza alle battaglie per i diritti delle donne e dei bambini (di Anita Ginella), ha la caratteristica di avere diversi contenuti multimediali (QrCode, Tabelle, ecc.) che rendono approfondita e moderna la sua lettura. Tra questi, le schede informative delle formazioni partigiane, politiche e armate della VI Zona operativa ligure, con i rispettivi gruppi di Comando; e le formazioni delle brigate delle Squadre d’Azione Patriottiche di città e di montagna. Il libro chiude con le biografie di alcuni tra i più importanti comandanti partigiani sepolti in altri settori del Cimitero e nel Tempio crematorio della So.Crem. Per agevolare la visita del Campo 13 è allegata una mappa con la Planimetria per individuare facilmente le posizioni delle 268 tombe. Il libro raccoglie video, QrCode e approfondimenti del Cimitero di Staglieno.
La repubblica mancata. Michael Gaismair e le guerre contadine (1525-26)
Ralf Höller
Libro: Libro in brossura
editore: Alphabeta
anno edizione: 2025
pagine: 302
Nella tumultuosa vicenda di Michael Gaismair, leader delle guerre contadine in Tirolo nella prima metà del Cinquecento, emergono le imprese e le idee di un “visionario” destinate a infrangersi contro i poteri consolidati dell’Impero e della Chiesa. Un saggio avvincente che intreccia cronaca, biografia e storia sociale. repubblica mancata è l’appassionante racconto dei conflitti che sconvolsero il Tirolo e l’Europa centrale esattamente cinquecento anni fa, quando contadini, minatori e cittadini si sollevarono contro i privilegi e i soprusi dei signori feudali e della Chiesa. A guidarli, la figura indomita e carismatica di Michael Gaismair: di famiglia rurale, scrivano e poi militare, infine capo di una rivolta che ambiva a una maggior giustizia sociale e a un nuovo ordine politico – laico ed egualitario. Attingendo a numerose fonti d’archivio e con un taglio piacevolmente narrativo, il libro ritrae un’epoca di transizione – il tramonto del Medioevo e l’alba dell’Età moderna – in una storia di ribellione e utopia che parla al nostro presente, cinque secoli dopo.
Il monte dei maritaggi. Atti di notai. La dote e altri documenti ultra principato di Avellino
Sabato Cuttrera
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2025
pagine: 112
All'epoca le vergini venivano collacate in matrimonio con lo sposo dalla famiglia con promessa di consegna della dote valutata in ducati. Per Olimpia Iacenna nel 1726, il padre e la madre consegnarono al marito Natale Matarazzo di Avellino una dote di 130 ducati, cioè docati venti di panni di lino, lana, ed oro lavorato, e poi docati centodieci sine fu assegnata una casa di tre stanze, con orto e largo avanti nel Casale della Valle di Mercogliano. Prima di dare concedere la mano di una figlia, il genitore era tenuto a preparare la nota delli panni di sposa, cioè la dote della vergine. Questo accadeva per Pietrastornina, paese situato a monte della Valle di Benevento. In un atto del 1735 del notaio Ragucci è accluso un appunto del padre di Nicoletta Salvi che dà la figlia in moglie a Francesco Lambiasi di Napoli, scrivendo un breve memorandum della dote. Egli fa una nota delle robbe che si porta Nicoletta mia figlia in Napoli per il suo matrimonio col Signor Francesco Lambiasi elencando un vestito con struscio giallo nuovo, altro vestito sottanetto di damasco rosso di color amaranto nuovo, un busto di pioppo ricamato novegno, una toleschina di damasco, un drappo ricamato per un copertino, sei camiscie, quattro maccatora bianche nuove, e due altra di velo di seta usate. L'uomo beneventano vestiva in modo semplice, con pantalone e camicia bianca; la donna con abito scarlatto con fregi ai polsi. Fin dal 1674, sul Partenio, si conosceva anche il secreto del Signor Principe della Pietra Sturnina acciò partorisca subito una donna, fu svelato solo nel 1674. Fu tramandato dal notaio Gaita di Montefusco alle popolazioni della Montagna. Egli stesso suggerisce: se scrive il seguente; et potendosile la donna inghiuttire sarebbe meglio, ò vero si la lega così la donna, et vi la ponghi sopra del ventre che partorirà; et a Deus. Questa la filastrocca da recitare al momento opportuno: Anna peperit Mariam, Maria peperit Salvearem creature exi foras, quia Christy te vocat, Christy veghat, Christy venit, Christi imperat, Christi xe ab omni molo defendat. Ma il notaio aveva sperimentato anche un rimedio contro il freddo, quello che stavolta chiama secreto per la quartena Deus. Bastava bere un ottimo bicchiere di vino greco con della polvere di ventricello di gallina essiccato. Se l'esperimento falliva una prima e seconda volta lo si poteva ripetere una terza volta che sicuramente sarebbe riuscito. Garantito dal notaio Giordano di Montefusco: - Dal ventre della gallina la pelle di dentro lo ventricello si secca, et si ne fà polve pestata, et poi se ne dà quanto copre un' tre cavalli al patiente dentro d'un bicchiero di greco perfetto, et si la dà all'hora quando il patiente sa conosce che sta per venire il freddo seu patere; et sì conoscendo che habbia colpito alla prima; seguiti per tre volte, è exeperimentato. I costumi ufficiali maschili sono rappresentati dall'uomo in pantalone e camicia bianca e dalla donna in abito lungo scarlatto con fregi ai polsi dello stesso tessuto, seta o anche d'argento. Presumibilmente si tratta quindi di una gonnella di panno scarlatto tagliato a guisa di toga o stola fino al tallone e lavorata a mano. E' ornata nel lembo da varie fasce sempre di scarlatto o vellutino in seta uguale o diverso da quello della toga. Le cuciture delle maniche sarebbero quindi ornate di liste di scarlattino o vellutino forse ad interlaccio che può ornare anche il busto. Il caso dell'argento è forse propriamente della chiusura della pettina, così come in alcuni usi, con bottoni d'argento o lacci di seta. L'abito a gonnella si completerebbe quindi, nella parte sottostante, con la vera tunica senza maniche, una sorta di casacca, mentre le gambe, a questo punto, sarebbero coperte da calzette ricamate in seta con ai piedi i classici pianelli ma anch'essi ricamati. Non resta che rovistare nelle soffitte alla ricerca della veste scarlatta.

