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Saggistica

Anabasi

Anabasi

Senofonte

Libro

editore: Fermento

anno edizione: 2025

15,00

Il profeta. Testo inglese a fronte

Il profeta. Testo inglese a fronte

Kahlil Gibran

Libro: Libro in brossura

editore: San Paolo Edizioni

anno edizione: 2025

pagine: 144

Pubblicato in inglese a New York nel 1923, Il Profeta è unanimemente considerato il capolavoro dello scrittore-pittore libanese. Si tratta — come scrive il curatore del volume, Francesco Medici — di un “inno sublime di lode alla vita, a Dio e soprattutto all’uomo che, avendo le sue radici in Dio, non può in alcun modo essere malvagio" e anzi è destinato lui stesso “a trascendere i confini dell’esistenza verso la luce di un assoluto infinito e senza limiti". Questa edizione con testo originale a fronte è arricchita da un’ampia introduzione.
12,00

Post reditum in senatu oratio

Post reditum in senatu oratio

Marco Tullio Cicerone

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2025

pagine: 476

L’orazione Post reditum in senatu, nota anche con il titolo Cum senatui gratias egit, fu pronunciata da Cicerone in senato il 5 settembre del 57 a.C., il giorno successivo al suo ritorno a Roma dopo un anno e mezzo di esilio. In questo discorso l’oratore prende quindi la parola dopo un prolungato periodo di assenza dalla capitale, durante il quale vive una sensazione di cambiamento profondo: da un lato è tormentato da oscillazioni emotive e insicurezze politiche, dall’altro desidera ridefinire la propria immagine pubblica e reinserirsi nei complessi giochi politici del tempo. Per perseguire questi obiettivi, Cicerone scrive un’orazione governata da una strategia retorica complessa, incentrata sull’elogio dei sostenitori politici, sull’attacco ai nemici dichiarati e, non da ultimo, sull’apologia. L’esegesi della Post reditum in senatu proposta in questo volume punta a metterne in luce le qualità di testo esemplare dell’oratoria epidittica nella Roma tardo-repubblicana – un testo dai complessi e raffinati meccanismi linguistici, stilistici e retorici, per molto tempo misconosciuti.
45,00

Io, futurista

Io, futurista

Roman Jakobson

Libro: Libro in brossura

editore: Gramma Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 240

Nella storia del futurismo russo Roman Jakobson è un nome leggendario, quasi mitico. Giovane genio, nel 1915, all’età di diciannove anni, figura tra i fondatori del Circolo linguistico di Mosca. Due anni più tardi contribuisce alla nascita dell’Opojaz – la Società per lo studio della lingua poetica – assieme, tra gli altri, a Viktor Šklovskij e Osip Brik. Amico di Vladimir Majakovskij, Velimir Chlebnikov e Boris Pasternak, compone sulle loro opere dei saggi che non hanno pari per intuizioni e acume. Nel 1920, a ventiquattro anni, è tra i promotori del Circolo linguistico di Praga, la scuola che ha posto le basi della fonologia e indirizzato gli studi linguistici successivi. Considerato uno dei massimi studiosi del XX secolo, in grado, stando a Vasilij Katanjan, secondo marito di Lili Brik, di “maneggiare la propria memoria come una somma di fatti precisi”, Jakobson non ha lasciato nessuna opera autobiografica scritta sulla sua formazione giovanile e sui suoi rapporti con i protagonisti del futurismo russo. Tra il febbraio e il marzo del 1977, tuttavia, Bengt Jangfeldt, autore della monumentale biografia Majakovskij. Una vita in gioco, ebbe l’opportunità di registrare e poi trascrivere dodici lunghe conversazioni con il grande linguista. Assieme ad altro materiale – lettere, articoli, poesie – le conversazioni furono pubblicate in forma di libro nel 1992 a Mosca. L’opera viene ora riproposta in italiano in una nuova edizione che getta una luce inedita sulla biografia di Jakobson e consolida la sua posizione di figura centrale nella storia del formalismo e del futurismo russi. Tra struggenti ricordi di Vladimir Majakovskij e di Osip e Lili Brik, confessioni intime dell’amore nutrito per Elsa Triolet, memorie della vita grama dei migranti russi dopo la vittoria bolscevica, emerge in queste pagine non soltanto “un filologo professionista, ma un uomo in possesso di una rara genialità creativa”, un testimone unico di un secolo grande e tragico. Le memorie di un grande linguista: uno sguardo inestimabile sui protagonisti di un’epoca della Storia unica – Majakovskij, Chlebnikov, Belyj, i Brik, Šklovskij, Pasternak, Malevič su tutti – e sul contesto storico-politico della rivoluzione bolscevica e del futurismo russo.
17,00

Propizio è avere ove recarsi

Propizio è avere ove recarsi

Emmanuel Carrère

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 429

"Propizio è avere ove recarsi" è una delle risposte che fornisce, quando lo si interroga, l'I Ching, l'antico libro oracolare cinese. Seguendo questa preziosa indicazione, Emmanuel Carrère è partito innumerevoli volte, con una meta e uno scopo sempre diversi (e non necessariamente scelti da lui): è andato nella Romania del dopo Ceausescu sulle tracce del conte Dracula, nei tribunali della "Francia profonda" a seguire processi per atroci delitti, nella Russia di Putin a immergersi nell'infinito caos del postcomunismo, al Forum di Davos a "chiacchierare" con i potenti della terra, nel Nord dello Stato di New York a incontrare il fantomatico "uomo dei dadi" - imbattendosi non di rado in storie e personaggi sorprendenti, e a volte sconvolgenti, che avrebbero offerto materia a L'Avversario, Un romanzo russo, Limonov. Negli stessi anni faceva anche altri viaggi, per così dire, attorno alla sua mente: inventando soggetti di film che non avrebbe mai girato, riflettendo sul proprio modo di fare letteratura, scoprendo libri folgoranti o rileggendone altri immensamente amati. Questo, e molto altro, è ciò che troviamo nei testi qui raccolti, molto diversi tra loro eppure legati da un tono riconoscibilissimo e peculiare - a riprova di quanto Carrère ha sempre sostenuto, ossia che gli sembra vano contrapporre letteratura e giornalismo, e quel che gli importa è scrivere un reportage nello stesso modo in cui scrive i suoi libri: "alla prima persona, menando il can per l'aia e raccontando le cose in maniera un po' sinuosa". Quella che ci viene offerta qui è insomma una fondamentale via di accesso al laboratorio dell'autore. E soprattutto un appassionante autoritratto involontario.
15,00

Scusi, da che parte per Piazza del Duomo?

Scusi, da che parte per Piazza del Duomo?

Dino Buzzati

Libro: Libro in brossura

editore: Mondadori

anno edizione: 2025

pagine: 468

Milano è stata, per Dino Buzzati, «luogo del cuore e voce dello spirito, dove convivono gli opposti»: la bellezza nascosta e la bruttezza evidente, la durezza e la fragilità, la diffidenza e la solidarietà. Allo stesso modo, nello scrittore convivevano in perfetta armonia l'uomo di città e l'uomo di montagna, come dimostra il suo dipinto più famoso, quel Duomo di Milano che sembra una cima dolomitica, e come confermano le centinaia di pagine nelle quali, fin dai primi giorni nella redazione della cronaca del «Corriere», Buzzati le ha dato voce. Testimone d'eccezione, egli ha indagato la città, interpretandola e svelandola, cogliendone in tempo reale, se non in anticipo, le trasformazioni lungo i decenni, dal centro alla periferia, dalle piccole realtà alle grandi istituzioni; ha raccontato la città fascista, teatro di imponenti manifestazioni, le bombe della guerra, il fervore edilizio della ricostruzione e quello culturale e creativo, la metropoli soffocata dal traffico e dallo smog e persino quella del futuro. Negli scritti raccolti in questo volume - in massima parte cronache o bozzetti apparsi sul «Corriere della Sera» e sul «Corriere d'informazione», ma anche poesie, testi per documentari, reportage immaginari, articoli per riviste o cataloghi, racconti - Milano diventa un giornale da sfogliare, un album dei ricordi fatto di vie, negozi, case, tram, delitti, industrie, cinema e tanto altro. Scusi, da che parte per Piazza del Duomo? è la dichiarazione d'amore di un grande scrittore per la città che l'ha accolto e che egli ha fatto sua: la testimonianza di una lunga, ininterrotta fedeltà.
19,00

Avvertimento all'Europa

Avvertimento all'Europa

Thomas Mann

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2025

pagine: 83

Nel 1936 sul lago di Zurigo a Küsnacht, dove Thomas Mann si era auto-esiliato dopo l'ascesa al potere di Hitler, si incontrano lo scrittore tedesco (premio Nobel nel 1929) e André Gide (futuro premio Nobel nel 1946). Dall'incontro nasce l'idea di pubblicare un libro che descrivesse la situazione in cui versava il vecchio continente allora. Ne nacque l'Avvertimento all'Europa che uscì in Francia nel 1937 e che comprendeva 4 scritti di Mann e la prefazione di Gide. Un volumetto snello, di non molte pagine, ma che ancora oggi rivela spunti ed elementi di natura profetica sul tema della guerra, della pace e sul ruolo dell'Europa nel contesto mondiale.
12,00

Del romanzo storico. e, in genere, de’ componimenti misti di storia e d’invenzione

Del romanzo storico. e, in genere, de’ componimenti misti di storia e d’invenzione

Alessandro Manzoni

Libro: Libro in brossura

editore: Studium

anno edizione: 2025

pagine: 240

Frutto di reiterate meditazioni lungo l’arco di almeno un ventennio, Del romanzo storico è pubblicato nel 1850, nel fascicolo VI delle Opere varie, di seguito alla Lettre à Mr C*** con cui si pone in esplicita relazione. È annunciato come un «andare avanti» rispetto alla prospettiva teorica del 1823, in parte mutata, ma non espressamente rinnegata: le relazioni fra storia e poesia, vero storico e verisimile sono, infatti, i principali oggetti di riflessione di entrambe le opere, ma il Discorso ne fa emergere nuovi aspetti introducendo la categoria del vero ideale e risemantizzando il verbo inventare, che si affaccia, così, sul contiguo dialogo Dell’invenzione. Molto oltre la dimensione del dibattito sorto negli anni Trenta, Manzoni riesamina i presupposti teorici del romanzo storico e le forme (e le ragioni) dei componimenti misti negli ambiti di epopea e tragedia sino alle problematiche conclusioni che sembrano sancire la fine del genere. Il commento qui proposto mira a rendere più accessibile un’opera controversa, lea talvolta come la palinodia dei Promessi sposi, ma che in realtà si inserisce senza strappi – anche se non senza difficoltà – nella riflessione estetica manzoniana.
23,00

Parigi 1867. Testo francese a fronte

Parigi 1867. Testo francese a fronte

Victor Hugo

Libro: Libro in brossura

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2025

pagine: 172

Nel 1867, mentre Parigi si prepara a ospitare l’Esposizione Universale, come introduzione al volume Paris Guide, che raccoglie contributi dedicati alla capitale francese in occasione della grande esposizione da autori come Renan, Michelet, Dumas, George Sand, Victor Hugo scrive questa prosa poetica e appassionata, sviluppando una riflessione profonda sulla città che ha plasmato il destino dell’Europa. Attraverso secoli di storia, l’autore mostra come Parigi si sia trasformata da semplice insediamento a faro della civiltà, incarnando gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità. L’opera esplora le molteplici identità di Parigi: centro culturale, fucina di rivoluzioni, laboratorio di democrazia. Hugo intreccia magistralmente la narrazione storica con la visione filosofica, mostrando come ogni pietra della città racconti una storia di progresso umano. Dal Medioevo alla Rivoluzione Francese, dalle barricate alle grandi riforme sociali, emerge il ritratto di una metropoli che ha sempre guardato al futuro. La visione di Hugo si proietta oltre il suo tempo, prefigurando una Parigi che trascende i confini nazionali per diventare simbolo universale di progresso e fratellanza. L’autore ci presenta una città destinata a essere non più solo francese, ma patrimonio dell’umanità intera, dove le diversità si fondono in un’armonica unità.
13,00

Un lungo soggiorno. Cinque ritratti femminili

Un lungo soggiorno. Cinque ritratti femminili

Leonardo Sciascia

Libro: Libro in brossura

editore: Henry Beyle

anno edizione: 2025

pagine: 72

Una pittrice divenuta esemplare, l’altra metà di Savinio, una studiosa di cose siciliane, una traduttrice russa, una scrittrice capace di attraversare il Novecento. Testi che raccontano i sentimenti, le ambizioni, il lavoro di cinque diverse esistenze. Artemisia Gentileschi, Maria Savinio, Hélène Tuzet, Cecilia Kin, Sibilla Aleramo.
32,00

Orazione 24 per l'invalido

Orazione 24 per l'invalido

Lisia

Libro

editore: Pàtron

anno edizione: 2025

pagine: 96

I discorsi giudiziari presenti nel Corpus Lysiacum si rivelano particolarmente utili per chi voglia ricostruire sia gli eventi storici, sia la vita quotidiana dell’Atene di fine V, inizio IV sec. a.C. Nello stesso tempo, poiché l’obiettivo del processo non era tanto accertare la verità quanto persuadere una giuria avvezza agli spettacoli teatrali e, più in generale, alle forme letterarie contemporanee, le scene e i personaggi delineati dal logografo risentono del loro influsso (in primis della commedia e della novella). In tale contesto, l’orazione Per l’invalido risulta paradigmatica: da un lato, offre una significativa testimonianza sia sulle politiche di sostegno ai disabili dell’Atene del tempo, sia sulle limitazioni e i pregiudizi a cui essi soggiacevano; dall’altro, l’efficace caratterizzazione del protagonista e le argomentazioni utilizzate nella sua difesa consentono di entrare nel laboratorio dello scrittore e cogliere l’eco non solo di generi letterari più nobili, ma anche del dibattito culturale di quegli anni.
12,00

Microgrammi

Microgrammi

Robert Walser

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 233

Quando morì, dopo oltre vent'anni trascorsi nella clinica psichiatrica di Herisau, Robert Walser lasciò dietro di sé una vecchia scatola da scarpe: conteneva lettere, cartoline, foglietti di ogni genere, buste e ricevute di pagamento, sui quali aveva tracciato minuti colpi di lapis. Che cosa si nascondeva dietro quella micrografia all'apparenza impenetrabile, ultimo mistero trasmessoci dal «più solitario fra tutti i poeti solitari», come lo definì Sebald? Pazientemente decifrati e qui presentati per la prima volta in italiano, i Microgrammi racchiudono un universo letterario anarchico e ingannevole, in cui prosa e versi, scarabocchio e fiaba si confondono, e ogni parola, ogni frase, ogni racconto, si mescola alla chiacchiera. Eppure, chi vedesse questi minuscoli geroglifici come lo sbocco della sua follia capirebbe molto poco di Walser. La follia, semmai, è quello che precede tutta la sua opera, e che essa deve celare. «Mi aleggia sulle labbra qualcosa che in genere non si dovrebbe mai permettere alle labbra di pronunciare, sicché riconosco di appartenere al vastissimo gruppo di quei chiacchieroni che, oralmente o per iscritto, assicurano di essere discreti» scrive in queste pagine – e si ha l'impressione che se smettesse di chiacchierare per lui sarebbe la paralisi. Quelle chiacchiere hanno una funzione protettiva. I suoi personaggi escono dalla notte, «là dove essa è più nera, una notte veneziana» ha osservato una volta Walter Benjamin – e in quella notte devono ritornare, come il Minotauro al centro del labirinto.
20,00

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