Saggistica
Un milione di stanze tutte per sé
Tamara Tenenbaum
Libro: Libro in brossura
editore: Fandango Libri
anno edizione: 2025
pagine: 324
Partendo dalla sua traduzione di Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf, Tamara Tenenbaum riflette sul ruolo della tradizione e sulla condizione contemporanea delle donne. In un dialogo vivace con Woolf, affronta temi come il lavoro precario, l’amore digitale, il denaro, il risentimento politico e la nostalgia, intrecciando filosofia, letteratura e cultura pop. Il risultato è un saggio lucido e aperto, che invita a riscrivere il passato per immaginare nuove forme di libertà e uguaglianza nel XXI secolo.
Messaggi rivoluzionari
Antonin Artaud
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2025
pagine: 304
Di Antonin Artaud sappiamo ormai tutto, o quasi. Più che dire chi è stato, converrà dire cosa non è stato. Non è stato un sognatore. Né un utopista. Forse è stato un pazzo. Ha contaminato mondi tra loro incompatibili; non con spirito di avventura, ma con la ferrea disciplina di un ricercatore che ostinatamente metta alla prova le sue conclusioni. Così, ha letto diversamente i dati del reale, per rimetterne in questione la pregnanza; ha scoperto vasti crateri di senso, nascosti dal reale per celare le proprie, improvvide debolezze. Dove altri avrebbe perso l’uso della ragione, si è fatto forte di una coerenza assoluta. Oggi non ci stupisce un’archeologia dell’anima, né un’antropologia del cosmo. E l’idea di una scienza dell’immaginario vagliata al microscopio non è peregrina. Ebbene, Artaud non è andato in Messico – lo racconta questo libro – per fuggire la realtà. Ma per andare alla ricerca del reale e delle sue origini. E il viaggio gli rivela le possibilità del reale, inutilizzate dal reale stesso. Da scienziato, allora, avrebbe voluto riprendere il mondo dagli inizi. E farne teatro. Che il suo palcoscenico appartenesse a uno di quei possibili, l’ha dimostrato il secolo.
Amore e dovere
Lev Tolstoj
Libro: Libro in brossura
editore: Bibliotheka Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 84
Da ufficiale, nel Caucaso e a Sebastopoli, Lev Tolstoj aveva condotto un'esistenza "d'orgia e di gioco" e aveva assistito agli orrori della guerra. A trentaquattro anni si sposa e, nell'ambiente calmo e pacifico della famiglia, scrive due dei suoi capolavori, Guerra e pace e Anna Karenina. Ma, alla soglia dei cinquanta, Tolstoj abbandona il mondo e si ritira nel suo eremo di Jàsnaja-Poljana a lavorare la terra. Un'esistenza semplice che, ispirata alla dottrina cristiana, rinuncia alle ricchezze terrene ed esercita la bontà verso gli altri. A tale concezione religiosa lo scrittore si ispira anche nel trattare il grande problema dell'amore.
Cantiere mediterraneo. Rivista promossa dalla FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori). Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Bertoni Editore
anno edizione: 2025
pagine: 112
"Cantiere Mediterraneo” è un periodico quadrimestrale promosso dalla FUIS e diretto da Nicola Bottiglieri, nato come spazio di dialogo tra le culture dei popoli affacciati sul Mare Nostrum. La rivista indaga le radici comuni e le tensioni contemporanee del Mediterraneo attraverso saggi, narrativa, poesia e arte. Dalla riflessione storica e geopolitica alle espressioni artistiche e letterarie, il progetto mira a “rammendare” le fratture culturali e umane che dividono le sue sponde. Un laboratorio di idee e visioni per ricostruire un’identità condivisa nel cuore dell’umanità mediterranea.
Il profeta. Testo inglese a fronte
Kahlil Gibran
Libro: Libro in brossura
editore: San Paolo Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 144
Pubblicato in inglese a New York nel 1923, Il Profeta è unanimemente considerato il capolavoro dello scrittore-pittore libanese. Si tratta — come scrive il curatore del volume, Francesco Medici — di un “inno sublime di lode alla vita, a Dio e soprattutto all’uomo che, avendo le sue radici in Dio, non può in alcun modo essere malvagio" e anzi è destinato lui stesso “a trascendere i confini dell’esistenza verso la luce di un assoluto infinito e senza limiti". Questa edizione con testo originale a fronte è arricchita da un’ampia introduzione.
Post reditum in senatu oratio
Marco Tullio Cicerone
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2025
pagine: 476
L’orazione Post reditum in senatu, nota anche con il titolo Cum senatui gratias egit, fu pronunciata da Cicerone in senato il 5 settembre del 57 a.C., il giorno successivo al suo ritorno a Roma dopo un anno e mezzo di esilio. In questo discorso l’oratore prende quindi la parola dopo un prolungato periodo di assenza dalla capitale, durante il quale vive una sensazione di cambiamento profondo: da un lato è tormentato da oscillazioni emotive e insicurezze politiche, dall’altro desidera ridefinire la propria immagine pubblica e reinserirsi nei complessi giochi politici del tempo. Per perseguire questi obiettivi, Cicerone scrive un’orazione governata da una strategia retorica complessa, incentrata sull’elogio dei sostenitori politici, sull’attacco ai nemici dichiarati e, non da ultimo, sull’apologia. L’esegesi della Post reditum in senatu proposta in questo volume punta a metterne in luce le qualità di testo esemplare dell’oratoria epidittica nella Roma tardo-repubblicana – un testo dai complessi e raffinati meccanismi linguistici, stilistici e retorici, per molto tempo misconosciuti.
Io, futurista
Roman Jakobson
Libro: Libro in brossura
editore: Gramma Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 240
Nella storia del futurismo russo Roman Jakobson è un nome leggendario, quasi mitico. Giovane genio, nel 1915, all’età di diciannove anni, figura tra i fondatori del Circolo linguistico di Mosca. Due anni più tardi contribuisce alla nascita dell’Opojaz – la Società per lo studio della lingua poetica – assieme, tra gli altri, a Viktor Šklovskij e Osip Brik. Amico di Vladimir Majakovskij, Velimir Chlebnikov e Boris Pasternak, compone sulle loro opere dei saggi che non hanno pari per intuizioni e acume. Nel 1920, a ventiquattro anni, è tra i promotori del Circolo linguistico di Praga, la scuola che ha posto le basi della fonologia e indirizzato gli studi linguistici successivi. Considerato uno dei massimi studiosi del XX secolo, in grado, stando a Vasilij Katanjan, secondo marito di Lili Brik, di “maneggiare la propria memoria come una somma di fatti precisi”, Jakobson non ha lasciato nessuna opera autobiografica scritta sulla sua formazione giovanile e sui suoi rapporti con i protagonisti del futurismo russo. Tra il febbraio e il marzo del 1977, tuttavia, Bengt Jangfeldt, autore della monumentale biografia Majakovskij. Una vita in gioco, ebbe l’opportunità di registrare e poi trascrivere dodici lunghe conversazioni con il grande linguista. Assieme ad altro materiale – lettere, articoli, poesie – le conversazioni furono pubblicate in forma di libro nel 1992 a Mosca. L’opera viene ora riproposta in italiano in una nuova edizione che getta una luce inedita sulla biografia di Jakobson e consolida la sua posizione di figura centrale nella storia del formalismo e del futurismo russi. Tra struggenti ricordi di Vladimir Majakovskij e di Osip e Lili Brik, confessioni intime dell’amore nutrito per Elsa Triolet, memorie della vita grama dei migranti russi dopo la vittoria bolscevica, emerge in queste pagine non soltanto “un filologo professionista, ma un uomo in possesso di una rara genialità creativa”, un testimone unico di un secolo grande e tragico. Le memorie di un grande linguista: uno sguardo inestimabile sui protagonisti di un’epoca della Storia unica – Majakovskij, Chlebnikov, Belyj, i Brik, Šklovskij, Pasternak, Malevič su tutti – e sul contesto storico-politico della rivoluzione bolscevica e del futurismo russo.
Propizio è avere ove recarsi
Emmanuel Carrère
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
pagine: 429
"Propizio è avere ove recarsi" è una delle risposte che fornisce, quando lo si interroga, l'I Ching, l'antico libro oracolare cinese. Seguendo questa preziosa indicazione, Emmanuel Carrère è partito innumerevoli volte, con una meta e uno scopo sempre diversi (e non necessariamente scelti da lui): è andato nella Romania del dopo Ceausescu sulle tracce del conte Dracula, nei tribunali della "Francia profonda" a seguire processi per atroci delitti, nella Russia di Putin a immergersi nell'infinito caos del postcomunismo, al Forum di Davos a "chiacchierare" con i potenti della terra, nel Nord dello Stato di New York a incontrare il fantomatico "uomo dei dadi" - imbattendosi non di rado in storie e personaggi sorprendenti, e a volte sconvolgenti, che avrebbero offerto materia a L'Avversario, Un romanzo russo, Limonov. Negli stessi anni faceva anche altri viaggi, per così dire, attorno alla sua mente: inventando soggetti di film che non avrebbe mai girato, riflettendo sul proprio modo di fare letteratura, scoprendo libri folgoranti o rileggendone altri immensamente amati. Questo, e molto altro, è ciò che troviamo nei testi qui raccolti, molto diversi tra loro eppure legati da un tono riconoscibilissimo e peculiare - a riprova di quanto Carrère ha sempre sostenuto, ossia che gli sembra vano contrapporre letteratura e giornalismo, e quel che gli importa è scrivere un reportage nello stesso modo in cui scrive i suoi libri: "alla prima persona, menando il can per l'aia e raccontando le cose in maniera un po' sinuosa". Quella che ci viene offerta qui è insomma una fondamentale via di accesso al laboratorio dell'autore. E soprattutto un appassionante autoritratto involontario.
Scusi, da che parte per Piazza del Duomo?
Dino Buzzati
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 468
Milano è stata, per Dino Buzzati, «luogo del cuore e voce dello spirito, dove convivono gli opposti»: la bellezza nascosta e la bruttezza evidente, la durezza e la fragilità, la diffidenza e la solidarietà. Allo stesso modo, nello scrittore convivevano in perfetta armonia l'uomo di città e l'uomo di montagna, come dimostra il suo dipinto più famoso, quel Duomo di Milano che sembra una cima dolomitica, e come confermano le centinaia di pagine nelle quali, fin dai primi giorni nella redazione della cronaca del «Corriere», Buzzati le ha dato voce. Testimone d'eccezione, egli ha indagato la città, interpretandola e svelandola, cogliendone in tempo reale, se non in anticipo, le trasformazioni lungo i decenni, dal centro alla periferia, dalle piccole realtà alle grandi istituzioni; ha raccontato la città fascista, teatro di imponenti manifestazioni, le bombe della guerra, il fervore edilizio della ricostruzione e quello culturale e creativo, la metropoli soffocata dal traffico e dallo smog e persino quella del futuro. Negli scritti raccolti in questo volume - in massima parte cronache o bozzetti apparsi sul «Corriere della Sera» e sul «Corriere d'informazione», ma anche poesie, testi per documentari, reportage immaginari, articoli per riviste o cataloghi, racconti - Milano diventa un giornale da sfogliare, un album dei ricordi fatto di vie, negozi, case, tram, delitti, industrie, cinema e tanto altro. Scusi, da che parte per Piazza del Duomo? è la dichiarazione d'amore di un grande scrittore per la città che l'ha accolto e che egli ha fatto sua: la testimonianza di una lunga, ininterrotta fedeltà.
Avvertimento all'Europa
Thomas Mann
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2025
pagine: 83
Nel 1936 sul lago di Zurigo a Küsnacht, dove Thomas Mann si era auto-esiliato dopo l'ascesa al potere di Hitler, si incontrano lo scrittore tedesco (premio Nobel nel 1929) e André Gide (futuro premio Nobel nel 1946). Dall'incontro nasce l'idea di pubblicare un libro che descrivesse la situazione in cui versava il vecchio continente allora. Ne nacque l'Avvertimento all'Europa che uscì in Francia nel 1937 e che comprendeva 4 scritti di Mann e la prefazione di Gide. Un volumetto snello, di non molte pagine, ma che ancora oggi rivela spunti ed elementi di natura profetica sul tema della guerra, della pace e sul ruolo dell'Europa nel contesto mondiale.
Del romanzo storico. e, in genere, de’ componimenti misti di storia e d’invenzione
Alessandro Manzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Studium
anno edizione: 2025
pagine: 240
Frutto di reiterate meditazioni lungo l’arco di almeno un ventennio, Del romanzo storico è pubblicato nel 1850, nel fascicolo VI delle Opere varie, di seguito alla Lettre à Mr C*** con cui si pone in esplicita relazione. È annunciato come un «andare avanti» rispetto alla prospettiva teorica del 1823, in parte mutata, ma non espressamente rinnegata: le relazioni fra storia e poesia, vero storico e verisimile sono, infatti, i principali oggetti di riflessione di entrambe le opere, ma il Discorso ne fa emergere nuovi aspetti introducendo la categoria del vero ideale e risemantizzando il verbo inventare, che si affaccia, così, sul contiguo dialogo Dell’invenzione. Molto oltre la dimensione del dibattito sorto negli anni Trenta, Manzoni riesamina i presupposti teorici del romanzo storico e le forme (e le ragioni) dei componimenti misti negli ambiti di epopea e tragedia sino alle problematiche conclusioni che sembrano sancire la fine del genere. Il commento qui proposto mira a rendere più accessibile un’opera controversa, lea talvolta come la palinodia dei Promessi sposi, ma che in realtà si inserisce senza strappi – anche se non senza difficoltà – nella riflessione estetica manzoniana.

