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Rubbettino: Zonafranca

Paracarri. Cronache da un'Italia che nessuno racconta

Paracarri. Cronache da un'Italia che nessuno racconta

Alessandro Calvi

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2015

pagine: 235

Mussolinia di Sicilia, la città che avrebbe dovuto dar lustro all'Italia fascista ma non vide mai la luce, se non in qualche fotomontaggio spedito al duce affinché non sospettasse che quella città era soltanto una sua tragica illusione. Tra la Puglia e la Basilicata, in un paesaggio che mescola Hopper con De Chirico, galleggiano centinaia di casette costruite negli anni Cinquanta e oggi dimenticate, le quali rappresentano la sconfitta della civiltà rurale, come la raccontò Pasolini. Nella pancia di Messina migliaia di famiglie vivono in favelas, terribile impasto di lamiera e amianto. E poi ci sono Taranto con l'Ilva che è ancora cronaca e Casale Monferrato con l'Eternit che è già storia. Il "baretto" di Vezio, dietro il Bottegone, "struttura del comunismo italiano" che non c'è più. E ancora: alla fine degli anni Cinquanta, in piena Guerra Fredda, nelle Murge vennero istallati 30 missili con testata nucleare ma nessuno ne ha mai saputo niente sebbene per tre anni l'Italia fu l'obiettivo privilegiato di Mosca. Sono tante le storie che ancora si incontrano nelle pieghe di questo paese. Storie piccole, lente, laterali, raccontate con Pasolini in valigia, e con in mente le inchieste di Danilo Dolci e Nuto Revelli, i pensieri di Carlo Levi, i racconti di Leonardo Sciascia, e il ricordo di certe trasmissioni in bianco e nero della Rai. Tutte insieme raccontano un Paese rimosso dai giornali e dalla televisione e che però svela il conformismo che affligge il Centro: il Palazzo, Roma e Milano...
14,00

No prison. Ovvero il fallimento del carcere

No prison. Ovvero il fallimento del carcere

Livio Ferrari

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2015

pagine: 138

Cos'è il carcere, oggi e in Italia? Sono trascorsi 40 anni dall'approvazione della Legge 354, circa 55 dall'inizio della sua gestazione, e possiamo affermare senza possibilità di smentita che è fallita su tutti i fronti. I dati di questo fallimento sono davanti agli occhi di tutti coloro che a vario titolo hanno a che vedere con il mondo penitenziario, e lo sono sia sotto l'aspetto punitivo, che rieducativo, nonché di sicurezza. È necessario ripensare completamente le modalità di esecuzione delle condanne, eliminando innanzi tutto dal nostro lessico il termine "pena", che tanto ricorda la gogna e il suo retaggio culturale e corporale nell'afflizione e sofferenza, ridando dignità agli esseri umani coinvolti, sia ai condannati che agli operatori pubblici e privati. Insomma: l'impianto e le convenzioni che ruotano attorno al mondo della giustizia e della conseguente esecuzione sono da resettare e ricostruire dalla radice. Prefazione Massimo Pavarini. Postfazione Luciano Eusebi.
12,00

Memorie al confino. Pavese, Brancaleone e altri miti

Memorie al confino. Pavese, Brancaleone e altri miti

Giovanni Carteri

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2015

pagine: 114

Un canto di fedeltà quasi dolente, rivissuto dall'autore come una sorta di "passo d'addio" verso la sua vecchia Brancaleone, ben lontana dalla "volgarità del mondo in cui siamo, superficiale, corrotto, consumista, stoltamente tecnologico". Carteri, a suo modo, è un "principe dell'esilio" - scrive Cesare Cavalleri, e "riscopre la terra dove è nato, che per Pavese era "confino", sia pure pittoresco e accogliente - come un Eden dal quale ancora e per sempre surgere linfa". Un amore carnale che si dilata nello studio degli autori più amati: Pavese, Costabile, Scotellaro, Calogero e, soprattutto, Alvaro. Arricchiscono il libro le pagine dedicate ai maestri che l'hanno fatto crescere, Vito Teti e Pascquino Crupi, riferimenti costanti di resistenza morale e di speranza feconda in una terra sempre in stato d'assedio, che ama poco la sua storia ed è sempre più vittima delle sue secolari tradizioni.
10,00

Servire non servirsi. La prima regola del buon politico

Servire non servirsi. La prima regola del buon politico

Luigi Sturzo

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2015

pagine: 79

"Questo libro è stato scritto da Luigi Sturzo, tranne il titolo, ma sono sicuro che lo avrebbe approvato. Contiene il testo di un suo intervento al Senato, di tre lettere e di 12 articoli scritti tra il 1946 e il 1959. Tutti riguardano la 'questione morale'. Ben 4 articoli hanno praticamente lo stesso titolo, che invita alla moralizzazione della vita pubblica, condizione che il sacerdote di Caltagirone riteneva indispensabile per la soluzione dei problemi politici, economici e sociali di qualsiasi Paese. Il libro ha l'obiettivo di ricordare una verità storica dimenticata e di ricordare una opportunità storica perduta. Entrambe possono essere utili ai lettori di oggi e soprattutto ai giovani, per fornire loro quei fondamenti di buona cultura necessari per alimentare la speranza di risanamento morale, politico ed economico dell'Italia. La verità storica dimenticata è che il gravissimo problema della 'questione morale' non fu sollevato per primo da Enrico Berlinguer all'inizio degli anni '80, bensì da Luigi Sturzo sul finire del 1946, poche settimane dopo il suo ritorno dall'esilio di 22 anni impostogli dal fascismo. E per tutti gli anni '50, sino al suo ultimo giorno di vita, egli combatté con grande forza, purtroppo invano, contro le tre 'malebestie' (lo statalismo, la partitocrazia e lo sperpero del denaro pubblico)." (Dalla prefazione di Giovanni Palladino). Postfazione di Marco Vitale.
9,00

La vita dimenticata. Storie d'Alzheimer e di altre demenze

La vita dimenticata. Storie d'Alzheimer e di altre demenze

Francesca Frangipane, Amalia C. Bruni, Rosanna Colao

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2014

pagine: 77

Dal camice alla penna, dallo sconforto all'ironia. Così l'autrice riesce a tratteggiare i vari volti di una malattia che stravolge i ricordi di una vita e l'identità di una persona. Identità che, nonostante tutto, traspare in ognuno degli undici racconti in cui vivono altrettanti personaggi. È il medico che si cimenta in qualcosa che non gli appartiene per mestiere, ma che risponde ad un'esigenza derivante dalle esperienze non solo professionali ma anche umane; ne nasce l'idea di diffondere la conoscenza della "demenza" anche in modo diverso, attraverso la rielaborazione di vissuti reali in forma narrativa, valorizzando la prospettiva e la visione del malato e dei suoi familiari. I racconti traggono ispirazione da storie vere e le illustrazioni sono opera di pazienti. Prefazione di Marco Trabucchi.
10,00

Cavalieri erranti. Fortuna e declino degli scacchi in Calabria (XVI-XVIII secolo)

Cavalieri erranti. Fortuna e declino degli scacchi in Calabria (XVI-XVIII secolo)

Giovanni Sole

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2014

pagine: 100

Il gioco degli scacchi conquista nuovi territori non solo per le sue qualità intrinseche, ma anche perché funzionale all'ideologia dei gruppi dominanti o emergenti. Dal XVI al XVIII secolo, la sua diffusione e legittimazione in aree periferiche come la Calabria è incoraggiata e gestita dalle grandi dinastie europee, in primo luogo da quella spagnola. Gli scacchi, metafora della società d'ancien regime, affermano le gerarchie esistenti, celebrano il potere assoluto del sovrano e l'arte della guerra, da sempre privilegio dei nobili. Gli scacchisti calabresi sono ritenuti tra i giocatori più temibili e sulle loro straordinarie imprese si raccontano aneddoti che li presentano come cavalieri erranti. Contesi e viziati dagli aristocratici, sono ricoperti di onori e ricchezze, ma la loro vita è difficile e avventurosa, la loro fortuna effimera e altalenante. Per primeggiare tra centinaia di bravi giocatori bisogna tenersi sempre in allenamento e avere nervi saldi poiché basta una sola sconfitta perché la gloria tramonti. Alla fine sono uomini sviliti e infelici, degni di compassione poiché vivono una vita raminga, subiscono aggressioni e spesso muoiono soli e in miseria.
12,00

Le maschere del saracino e altre storie

Le maschere del saracino e altre storie

Domenico Zappone

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2014

pagine: 125

"Le maschere del Saracino" è una selezione di scritti giornalistici di Domenico Zappone apparsi tra il 1934 e il 1969 sulle Terze pagine del "Giornale d'Italia", del "Tempo" del "Giornale dell'Emilia", della "Gazzetta del Mezzogiorno" e di altre testate nazionali. Suddiviso in piccole aree tematiche il volume presenta fatti della vita reale e personaggi altrettanto veri, ma strambi, colti nei momenti in cui manifestano le loro stravaganze: estrosi barbieri, patetici pompieri esautorati sul campo per manifesta incapacità, "rudi artieri" che disertano bettole e cantine per frequentare l'Università Popolare, il cocchiere che discetta di "ermetismo" e dà il nome di 'Ungaretti' al vecchio cavallo, ladri di cocomeri, penitenti blasfemi, visionari in cerca di antichi tesori. Su di essi Zappone riversa la sua ironia e il suo umorismo da cui tuttavia trapela la pervasiva, insinuante e arruffata malinconia dell'autore alla disperata ricerca del tempo in cui l'uomo credeva alle favole e aveva altro cuore.
10,00

Io, il teatro. Arnoldo Foà racconta se stesso

Io, il teatro. Arnoldo Foà racconta se stesso

Anna Procaccini

Libro

editore: Rubbettino

anno edizione: 2014

pagine: 95

Non è una biografia, nè un libro su Arnoldo Foà. È un piccolo libro su Arnoldo Foà attore di teatro, sulla sua idea di "fare teatro", sul suo mestiere al servizio del teatro.
10,00

Cardarelli e dintorni

Cardarelli e dintorni

Vincenzo Talarico

Libro: Libro in brossura

editore: Rubbettino

anno edizione: 2013

pagine: 144

"Cardarelli e dintorni", presenta una raccolta di scritti da "I passi perduti" (1967) di Vincenzo Talarico, uno dei protagonisti della belle époque romana che va dagli anni del secondo dopoguerra alla fine degli anni Sessanta e che ebbe come luoghi di elezione, Palazzo Madama, Montecitorio, via Veneto, piazza del Popolo e i caffè storici: Aragno, Greco, Rosati Canova e, perché no?, le osterie e le fiaschetterie del centro di Roma. Vincenzo Talarico descrive la singolare compagnia di "attori", di cui egli stesso fa parte, che si muove sul palcoscenico di questo vasto "teatro". Sono intellettuali appartenenti a mondi diversi ma che operano in una "felice osmosi" delle loro specifiche competenze. Dominante è la figura di Vincenzo Cardarelli, ma altri protagonisti sono Ennio Flaiano, Massimo Bontempelli, Corrado Alvaro, Giuseppe Ungaretti, Domenico Bartoli, Mino Maccari, Milena Milani, Maria e Goffredo Bellonci, Alfredo Mezio, Francesco Trombadori, Sandro De Feo, Ercole Patti, Sandro Penna, Vittorio De Sica, ed altri, tanti altri, che Talarico coglie in particolari momenti della loro giornata rivelandone, con la sua verve e la sua tagliente ironia, i tratti essenziali del loro modo di essere, i lati sconosciuti del loro carattere, le loro debolezze e, in definitiva, la loro "umanità". Prefazione di Giovanni Russo.
12,00

Il barbaro buono e il falso beato. Sull'invenzione della storia e della tradizione in una città di provincia

Il barbaro buono e il falso beato. Sull'invenzione della storia e della tradizione in una città di provincia

Giovanni Sole

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2013

pagine: 182

Eruditi e storici locali, nel tentativo di attribuire a Cosenza un glorioso passato, hanno usato disinvoltamente le fonti, manipolato avvenimenti, mescolato il vero al verosimile. I cosentini si sarebbero differenziati dagli abitanti delle altre città del Sud per alcune peculiarità come lo spirito indipendente, l'amore per la cultura e l'apertura nei confronti dello straniero. Oggi la costruzione della memoria avviene in un ambito metastorico e genera un nuovo modo di interpretare il passato che azzera la differenza tra attività intellettuale e attività economica, favorisce la distinzione tra cultura alta e cultura popolare. La strategia degli operatori culturali produce iniziative effimere, offre una facile fruizione dell'evento da parte del pubblico, mette in scena sogni collettivi e forme archetipe dell'immaginario su cui gli uomini ordinano da sempre i loro desideri.
15,00

Innocenti evasioni. Uso e abuso politico della musica pop (1954-1980)

Innocenti evasioni. Uso e abuso politico della musica pop (1954-1980)

Eugenio Capozzi

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2013

pagine: 194

Secondo un luogo comune ormai consolidato la musica di consumo di massa diffusa nei Paesi occidentali da più di mezzo secolo, a partire dal rock'n'roll, avrebbe la sua origine in una rivolta giovanile anti-sistema. Una tesi a cui corrisponde, in Italia, la tendenza ad enfatizzare la rilevanza dei musicisti "impegnati". In questo volume si sostiene invece che il rock e il pop - le forme artistiche forse più popolari in tutta la storia umana - sono sempre stati aperti per loro natura a qualsiasi messaggio facilmente universalizzabile. Rispetto ai temi pubblici, dunque, anche nei periodi di maggiore fortuna di un'idea militante dell'arte (tra anni Sessanta e Settanta) essi sono stati portatori di sentimenti diversificati e contraddittori: rivoluzionari o "integrati", progressisti, conservatori o addirittura antipolitici.
14,00

La pena visibile (o della fine del carcere)

La pena visibile (o della fine del carcere)

Salvatore Ferraro

Libro: Libro in brossura

editore: Rubbettino

anno edizione: 2013

pagine: 186

"La pena visibile" è una teoria dell'esecuzione penale che mira a dimostrare come l'esperienza dell'utilizzo del carcere, quale luogo ideale e irrinunciabile dell'esecuzione della sanzione penale, deve ritenersi finita: causa fallimento. Questa teoria non si limita a offrire fatti e argomentazioni atti unicamente a descrivere e provare le ragioni di questo fallimento. È una teoria che aspira a molto di più. Essa, infatti, oltre a offrire ragioni nuove e più profonde nello spiegare dove e in che modo il carcere abbia rivelato i suoi lati deboli, paradossali e contraddittori, mira a modellare un nuovo scenario esecutivo della pena: alternativo, utile e produttivo. Questo modello è fondato su una specifica qualità: la visibilità, ossia la possibilità, da parte della società e della vittima del reato, di partecipare il percorso sanzionatorio inflitto al reo; e muove da due presupposti, meglio, due urgenze fondamentali: ricreare intorno al reo un nuovo ambiente "condizionante" e dissolvere "l'ambiente carcerario".
12,00

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