Rubbettino: Zonafranca
La fine del pensiero. Inchiesta sulle condizioni dell'intelligenza e dello spirito critico nell'era digitale
Andrea Cangini
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2026
pagine: 198
Il libro analizza le trasformazioni che la rivoluzione digitale, i social network, l'Intelligenza artificiale e il nuovo conte
Sui vizi dei letterati
Giovanni Sole
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2026
pagine: 218
I letterati di oggi hanno gli stessi vizi di quelli del passato
Il lato B del Paradiso. John Milton e padre Serafino della Salandra. Convergenze parallele del Barocco
Antonio Cecere, Igor Uboldi
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2026
pagine: 136
Mentre l'Europa si spacca tra guerre di religione, il teatro sacro esplode in cori di angeli e demoni, i salotti accademici pa
Il mare d'inverno. Dialogo tra un magistrato e un biologo marino sui crimini ambientali
Camillo Falvo, Silvio Greco
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2026
pagine: 112
Il volume racconta l'esperienza investigativa avviata nel 2021 dalla Procura di Vibo Valentia sotto la guida di Camillo Falvo,
Oratorio Italia. Viaggio nel paese del bene
Alessia Ardesi
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 172
Un libro sulla storia e il metodo dell’oratorio, da San Filippo Neri a don Bosco ai Salesiani. L’oratorio di oggi e le storie di terzo settore e di chi fa bene (Le Scuola della Pace di Sant’Egidio e le testimonianze del volontariato). Vite narrate in prima persona dalle persone che da ragazze e ragazzi hanno frequentato l’oratorio e si sono distinte poi nella vita lavorativa, Alcide De Gasperi, il presidente di Copasir Lorenzo Guerini, l’ex ministro della Giustizia Paola Severino, il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Luciano Portolano, Aldo Cazzullo, i cardinali Camillo Ruini, Gianfranco Ravasi, Gualtiero Bassetti e Matteo Zuppi, Gianluca Vialli e Cesare Prandelli, Dolce & Gabbana, Angelo Gaia. I capitoli finali lanciano uno sguardo sull’oratorio del futuro, luogo costruttivo di integrazione tra diverse culture. Prefazione di Pietro Parolin. Postfazione di Aldo Cazzullo.
Il tramonto del passato. La crisi della storia nella società contemporanea
Giovanni Belardelli
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 116
Nelle società democratiche non è soltanto la storia in quanto disciplina ad essere in crisi. È in realtà la percezione stessa del passato che – per una serie di cause analizzate in questo libro – va scomparendo, a vantaggio di una nuova dimensione esperienziale e cognitiva incentrata sul presente come unica dimensione possibile. Questo implica una trasformazione gravida di conseguenze. È infatti il senso del passato, il rapporto con la storia, che dicono chi siamo, che aiutano una comunità ad avere una valutazione adeguata dei suoi problemi e delle sue possibilità, educano a una visione realistica delle cose. Conservare la percezione del passato, della profondità storica dalla quale proveniamo, è tanto più essenziale in un momento in cui avvenimenti inaspettati – dal ritorno della guerra nel nostro continente all’allontanamento tra le due sponde dell’Atlantico legato alla presidenza Trump – hanno risvegliato bruscamente l’Europa dall’illusione di poter continuare nella vita tranquilla, sonnacchiosa e pacifica in cui si era da tempo accomodata.
Fuori non è ancora così. Voci da una classe multietnica
Miriam D'Ambrosio
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 169
Uno sguardo intenso e toccante sulla vita in una classe multietnica, tra sogni, sfide e amicizie. Un racconto appassionato sull’educazione come spazio di crescita e incontro. I migliori tornitori e autoriparatori leggono Shakespeare. Questi ragazzi vengono da Ghana, Costa d’Avorio, Senegal, Marocco, Egitto, Algeria, India, Pakistan, Filippine, Ecuador, Albania, Romania, Italia. Sono qui, in una scuola professionale, per imparare un mestiere. Sono pieni di sogni e di paure e li raccontano nella “pausa letteratura” con la loro prof di Italiano. Sono ore in cui incontrano alcuni personaggi straordinari: Otello, Mercuzio, Achille, Enaiajt, Buck. E a loro scrivono lettere e parlano d’amicizia, d’amore, di tradimenti, di padri, di viaggi, di sconfitte, di lutti e di futuro, di cosa significhi sentirsi stranieri in terra straniera. Sono scene da una classe, un anno di scuola dall’autunno all’estate, fino alla linea d’ombra, da cui comincia un altro viaggio, ricordando che “fuori non è così”, il tempo della scuola finisce ed è il momento di lasciarsi. Ma la vita scorre, è amara e che si alza, riempie ripetente i banchi e, dopo un decennio, torna con volti nuovi che scrivono, pensano, amano il Dorian Gray, seguono l’Innamorato nella sua notte, giudicano il povero Belluca, rimpianti di Sciascia, incontrano Pin nel suo rifugio, un sentiero di nidi di ragno dove stare al riparo dalla realtà, tra le lucciole che rendono sopportabile il buio
Storia dei funghi
Giovanni Sole
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 264
Un viaggio tra mito, scienza e magia: la straordinaria storia dei funghi. Da sempre enigmatici, sospesi tra il regno vegetale e quello minerale, i funghi hanno affascinato l’uomo con la loro natura ambivalente: cibo squisito o veleno letale, dono divino o strumento del demonio. Giovanni Sole ci accompagna in un’avvincente esplorazione del mondo micologico, intrecciando storia, mitologia e credenze popolari. Dalle antiche leggende che li collegano agli dèi e alle streghe, ai dibattiti scientifici secolari sulla loro origine e classificazione, questo libro svela i segreti di organismi tanto misteriosi quanto essenziali per la vita sulla Terra. Un’opera colta e coinvolgente, che intreccia curiosità, racconti e scoperte scientifiche per svelare il ruolo straordinario che i funghi hanno avuto nella cultura e nella scienza. Un libro imperdibile per gli amanti della natura e della storia.
Il colbacco di Boccioni. Un lungo filo russo
Gino Agnese
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 116
Boccioni non faceva mistero del lungo soggiorno in Russia, però ne parlava per frammenti e vagamente, sempre tacendo di Augusta. Tutto finì nel silenzio dopo la sua morte. Fu come svanita quella lontana estate Nel 1906, tre anni prima che Marinetti fondasse il Futurismo, Umberto Boccioni partì da Parigi per la Russia in agosto e tornò in Italia nei primi giorni di novembre. Aveva ventiquattro anni, era un pittore sconosciuto, seguì una giovane signora russa, la sua amante, che assieme al marito tornava a Tzaritzyn, Basso Volga. Fu il viaggio della vita, nel “paese più grande”, ancora favoloso nello sguardo occidentale benché insidiato dalla “prima rivoluzione” e sconfitto dal Giappone. E nulla o quasi si seppe di quel viaggio. In queste pagine se ne parla approfonditamente per la prima volta anche per meglio indagare le successive relazioni d’arte di Boccioni, avvenute nei primissimi anni Dieci. Relazioni per lo più mediate da occasioni espositive o da incontri con artisti dell’avanguardia russa da Archipenko ad Aleksandra Ekster. Nel suo libro L’arciere dall’occhio e mezzo Benedict Livsic, testimone autorevole, dice che per i russi il futurismo italiano fu Boccioni. D’altro canto nel cammino di Boccioni compaiono sovente russi e russe. L’artista non avrebbe fatto il suo quadro più grande e più noto, La città sale, se una famosa filantropa di Milano, Sasha Ravizza, non l’avesse aiutato. E non avrebbe dipinto Le tre donne se non avesse visto, almeno in riproduzione, la Trinità angelica di Rublev.
Autodafè di un esule. Nel ricordo delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata
Diego Zandel
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 96
Il processo al capo della polizia politica a Fiume nel 1945, Oskar Piškulić, imputato di omicidio continuato e aggravato, avviato nel 1997, si concluse sette anni dopo, nel 2004. Diego Zandel, figlio di esuli fiumani fuggiti dalla Jugoslavia di Tito e nato in un campo profughi, venne a saperlo per caso quando un amico, giudice allo stesso processo, gli mandò per conoscenza la sentenza allo scopo di avere una sua opinione a riguardo. Diego scoprì così, con stupore, di non aver mai sentito parlare di quel processo, peraltro caratterizzato da clamorose reazioni mediatiche, politiche e diplomatiche. Perché? In "Autodafé di un esule" l’autore indaga sulle cause della propria ignoranza. E si chiede se fosse perché scriveva su «l’Unità» e «Paese Sera», giornali di una sinistra che giustificava le foibe e imputava gli esuli di essere fascisti fuggiti dal paradiso socialista di Tito. Gli sorge, così, il sospetto di aver ceduto a una sorta di anestesia che, opportunisticamente, lo abbia inibito dall’aprire una pagina che lo avrebbe reso malaccetto nell’ambiente. Con questo suo "Autodafé di un esule" Diego Zandel ripaga la sua “distanza” di allora, un buco della memoria che oggi ha per lui l’amaro sapore del tradimento e della complicità. Prefazione di Andrea Di Consoli.
Storia d'Italia in dodici romanzi. Il racconto del Paese dall'unità al terrorismo (1860-1980)
Gaetano Quagliariello
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2024
pagine: 196
I romanzi, in alcuni casi, sono specchi nei quali si riflette la Storia. Possono essere fonti preziose per la ricostruzione degli eventi e dei fenomeni che segnano la vicenda storica di un Paese. Questo libro, attraverso la lettura di una dozzina di romanzi, ripercorre avvenimenti, momenti e problemi dell’Italia, dalla sua fondazione fino all’insorgere del terrorismo. I testi sono stati scelti per la loro propensione a evidenziare snodi che sono stati oggetto di studi, discussioni, vere e proprie controversie storiografiche: dal Gattopardo di Tomasi da Lampedusa a Todo Modo di Sciascia, passando per il Partigiano Johnny di Fenoglio. Ogni lettura è corredata da una scheda di presentazione del romanzo, dei suoi temi e del suo autore.
Dirty politics. Diffamazione e disinformazione nelle campagne presidenziali americane
Luca Mencacci
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2024
pagine: 246
Solo una volta si videro elezioni presidenziali americane rispettabili e dignitose. La prima, quando i Padri fondatori si trovarono ad acclamare vincitore George Washington. Ma già a partire dalla successiva, tutti avevano dismesso i panni da gentiluomini e avevano cominciato a giocare sporco. Molto sporco. Gran parte della storia delle presidenziali americane può essere raccontata attraverso la rievocazione di una lunga e radicata tradizione di campagne diffamatorie e pubblicità denigratorie, pubblicazioni oltraggiose e atti intimidatori, sorprese sgradevoli e tiri mancini, realizzati al solo scopo di mettere in cattiva luce l’avversario agli occhi dell’elettore. In un contesto democratico, dove lo scontro tra personalità ha finito con l’esautorare il dibattito per le public policies, l’aneddotica può diventare l’occasione per svelare il lavoro celato dietro le quinte, i trucchi del mestiere e le malizie più spregiudicate.

