Storia
Letteratura dipinta e mercanti gentiluomini. Il caso di Palazzo Saracini
Cristina Galassi, Erminia Irace
Libro: Libro in brossura
editore: Agorà & Co. (Lugano)
anno edizione: 2025
Ciano e il processo di Verona
Marco Casetta
Libro
editore: Solfanelli
anno edizione: 2025
pagine: 394
La boina e l'alabarda. Trieste e il Carlismo
Francesco Maurizio Di Giovine
Libro
editore: Solfanelli
anno edizione: 2025
pagine: 238
Capitolare dei patroni all'arsenale. Parte antica (1377-1388)
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2025
pagine: 204
Prefazione di Ermanno Orlando Introduzione Il capitolare per eccellenza dello Stato da Mar: l’Arsenale come cantiere, istituzione pubblica, collettivo di maestranze, patrimonio navale Caratteri grafici e linguistici Nota al testo Criteri di edizione Illustrazioni Capitolare dei Patroni all’Arsenal Appendice Bibliografia Glossario Indice dei nomi propri, luoghi, istituzioni e ricorrenze Postfazione di Luca D’Onghia
Between identities and representations in the Eighteenth Century-Tra identità e rappresentazioni nel Settecento
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2025
pagine: 288
Zeugnisse von der Dolomitenfront 1915. Das Alpenkorps in Bildern, Berichten und Biografien
Immanuel Voigt
Libro: Libro in brossura
editore: Athesia
anno edizione: 2025
pagine: 320
La costruzione dei Quartieri Militari di Messina e Reggio all’indomani del terremoto del 1908. Gli Chalet degli Orti della Maddalena a Messina e di Tre Mulini - Borrace A Reggio C.
Libro: Libro in brossura
editore: Di Nicolò Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 214
Dal Ticino alle porte di Milano. Storia della 170ª Brigata Garibaldi SAP
Flavio Luigi Fortese
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 146
La 170ª Brigata Garibaldi fu una Squadra d’Azione Patriottica (SAP) che operò a sud di Milano. Nata a Motta Visconti, sulle rive del Ticino, per volontà degli antifascisti Rinaldo e Luigi Borgomaneri a seguito dell’armistizio, si sviluppò da gruppo che forniva assistenza agli sbandati e agli ex prigionieri a formazione inquadrata prima nella IV SAP e poi nella Divisione “Magenta”. Includendo i gruppi di antifascisti preesistenti e creando nuovi distaccamenti operanti nei paesi della campagna, ebbe l’obiettivo tanto di coinvolgere la popolazione nella lotta in vista dell’insurrezione, quanto di sabotare l’attività e combattere la presenza salodiana e nazista. La ricostruzione che qui si propone è basata prevalentemente sui rapporti della stessa Brigata, conservati presso l’Istituto per la storia dell’età contemporanea (ISEC). La documentazione ha il pregio sia di far emergere il coinvolgimento nella lotta della popolazione e della società – dai Carabinieri ai contadini, dai preti ai militanti comunisti –, sia di far riflettere sulle modalità d’azione, comunicative e organizzative della formazione, non tralasciando l’epilogo della giustizia partigiana e degli attacchi fascisti a seguito della Liberazione. La 170ª restituisce, dunque, una “Resistenza plurale e patriottica”, al di là delle letture retoriche.
Il delitto di via Sampolo. Ricordando Emanuela Sansone e Giuseppa Di Sano. Palermo, 27 dicembre 1896
Libro: Libro in brossura
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2025
pagine: 98
Emanuela Sansone e Giuseppa Di Sano. Una ragazza uccisa dalla mafia il 27 dicembre 1896, e una madre che denuncia gli assassini e ottiene giustizia. Ricordarle vuol dire aprire una pagina dimenticata, che vede una mafia organizzata che, contrariamente agli stereotipi, uccideva le donne e i bambini, mentre controllava il territorio, praticava le estorsioni, ricorreva alla violenza per imporre il suo dominio. È la mafia rivelata dal questore Ermanno Sangiorgi nelle sue relazioni, della fine Ottocento, per troppo tempo relegate in fondo agli archivi. Ma non c’era solo la mafia, c’era anche chi si ribellava, consapevole di doverne pagare il prezzo. Emanuela è la vittima sacrificale, uccisa dopo Anna Nocera, anch’essa vittima di mafia; Giuseppa si può definire la madre dell’antimafia civile, che precede altre madri, come Francesca Serio, madre di Salvatore Carnevale, ucciso il 16 maggio 1955, e Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio 1978. Una storia al femminile, come quella delle donne che hanno avuto un ruolo decisivo nelle mobilitazioni dei Fasci siciliani, che si raccorda con il presente, in una società in cui il patriarcato incrocia il potere mafioso. Scritti di Umberto Santino, Mario Genco, Anna Puglisi, Daniela Dioguardi, Alberto Scimeca, Franca Marini, Rossella Puccio.
Donne del Cilento
Domenico Chieffallo
Libro
editore: Centro Promozione Culturale Cilento
anno edizione: 2025
pagine: 66
Raccontare la tragedia del Vajont. Da Tina Merlin a Dino Buzzati, tra inchieste, polemiche e memoria
Libro: Libro in brossura
editore: Cierre edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 88
Il famoso articolo che Dino Buzzati scrisse, per il «Corriere della Sera», subito dopo la tragedia del Vajont è un tema spinoso che da sempre ha infastidito e turbato i bellunesi. Perché quell’articolo non piacque a molti? Perché a distanza di anni le critiche e il malumore serpeggiano ancora? Perché lo scrittore, bellunese di nascita e milanese di adozione, non venne capito? Quali gli scenari del tempo? Queste e molte altre sono le domande alla base della scelta di andare a fondo sull’argomento, cercando di tornare indietro nel tempo, confrontando e studiando le diverse voci, prima su tutte quella di Tina Merlin, la giornalista che più di chiunque altro seppe raccontare la verità di quei terribili giorni. Ne è nato un convegno, organizzato dall’Associazione culturale Villa Buzzati San Pellegrino-Il Granaio, che mirava non tanto a riabilitare Buzzati, quanto piuttosto ad aprire un dialogo fra realtà diverse che potesse aiutare a capire come i giornalisti dell’epoca si confrontarono con il momento storico e politico italiano.
Mussolini il capobanda. Perché dovremmo vergognarci del fascismo
Aldo Cazzullo
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 360
Di Mussolini la maggioranza degli italiani si è fatta un'idea sbagliata: uno statista che fino al '38 le aveva azzeccate quasi tutte; peccato l'alleanza con Hitler, le leggi razziali, la guerra. Cazzullo ricorda invece che prima del '38 Mussolini aveva provocato la morte dei principali oppositori: Matteotti, Gobetti, Gramsci, Amendola, don Minzoni, Carlo e Nello Rosselli. Aveva conquistato il potere con la violenza – non solo manganelli e olio di ricino ma bombe e mitragliatrici –, facendo centinaia di vittime. Fin dal 1922 si era preso la rivincita sulle città che gli avevano resistito, con avversari gettati dalle finestre di San Lorenzo a Roma, o legati ai camion e trascinati nelle vie di Torino. Aveva imposto una cappa di piombo: Tribunale speciale, polizia segreta, confino, tassa sul celibato, esclusione delle donne da molti posti di lavoro. Aveva commesso crimini in Libia – 40.000 morti tra i civili –, in Etiopia – dall'iprite al massacro dei monaci cristiani –, in Spagna. Aveva usato gli italiani come cavie per cure sbagliate contro la malaria e per vaccini letali. Era stato crudele con tanti: a cominciare da Ida Dalser e dal loro figlio Benitino. La guerra non fu un impazzimento del Duce, ma lo sbocco logico del fascismo, che sostiene la sopraffazione di uno Stato sull'altro e di una razza sull'altra. Idee che purtroppo non sono morte con Mussolini.

