Rubbettino: Saggi
James Joyce
Stefano Manferlotti
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 112
Per Italo Calvino ("Perché leggere i classici", 1991) può a buon diritto definirsi un classico quel libro che ha la capacità di "non finire mai di dire quello che ha da dire". Lascito sempiterno, cioè, che sa parlare ad ogni epoca e ad ogni uomo. Deduzione logica è che anche gli autori di simili opere sono a loro volta dei classici. Lo è certamente James Joyce, che si colloca non solo fra i padri fondatori del Modernismo, ma fra gli scrittori più insigni di tutti i tempi. Certo il suo "Ulisse" ha mutato dalle fondamenta il genere romanzo, aprendogli prospettive inusitate, che ancora sono da esplorare per intero, ma anche "Gente di Dublino", il "Ritratto dell'artista da giovane" e l'audacissimo "Finnegans Wake" sono opere che, nelle loro specificità, hanno aperto vie nuove alla narrativa universale. Con un'argomentazione agile quanto rigorosa, si ripercorre la parabola esistenziale e creativa di Joyce, ricostruendo il clima culturale nel quale ebbe ad agire il grande irlandese, rendendo conto delle caratteristiche formali e concettuali dell'intera sua opera, infine individuando gli autori che, tanto in Europa che altrove, lo hanno avuto come modello reale o ideale.
Eredità del passato e democrazia. La Spagna e il Portogallo
Orazio Lanza
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 284
Quante e quali eredità del passato hanno influenzato le democratizzazioni? E come? Partendo dall'idea che le differenze che si riscontrano negli esiti delle democratizzazioni, e in particolare nelle diverse configurazioni istituzionali che poi emergono, sono in buona parte ascrivibili alle eredità che il passato di ciascun Paese (in particolare il passato regime, ma non solo) trasmette ai nuovi attori politici, vincolandone scelte e comportamenti, il volume si propone di rispondere a interrogativi come quelli appena formulati analizzando le democratizzazioni spagnola e portoghese. L'analisi proposta fa emergere quanto l'apprendimento politico e la memoria storica delle élite siano categorie fondamentali per la comprensione della fisionomia che assumeranno le istituzioni democratiche.
L'Umbria in camicia nera (1922-1943)
Leonardo Varasano
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: XV-588
Ai suoi esordi il fascismo umbro si caratterizza come reazione ai timori suscitati dal "biennio rosso". Perugia è il centro da cui s'irradia l'azione squadrista. In pochi mesi il quadro politico regionale si capovolge: crollano i socialisti, si affermano le camicie nere. Per tutto il 1921 i rapporti del Pnf umbro con la centrale milanese sono conflittuali. La situazione migliora nel 1922, quando la leadership di Misuri viene soppiantata dalla diarchia di Bastianini e Felicioni. Anche in virtù di questo avvicendamento, l'Umbria dà un significativo contributo alla marcia su Roma. Per tutti gli anni Venti, il Pnf locale è lacerato da lotte intestine. Malgrado le divisioni, il fascismo umbro prospera e ottiene successi elettorali. Attraverso il dinamismo delle sue organizzazioni, l'iniziativa fascista penetra efficacemente nella società locale. Sorretto da un fomite di modernità, il fascismo accompagna i mutamenti dei costumi e dell'economia umbra. Fino alla guerra e al crollo del regime. Prefazione di Alessandro Campi.
L'Europa del disincanto. Dal '68 praghese alla crisi del neoliberismo
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: 207
L'originalità dei contributi presenti in questo volume sta nel cercare, attraverso l'esame di alcuni casi specifici, le motivazioni profonde e le origini di quel processo di progressiva decostruzione ideale e sociale che portò alla fine del blocco sovietico e della Jugoslavia. Nello stesso tempo vengono in considerazione gli enormi problemi (tensioni nazionaliste e disgregazione stessa degli Stati, abbattimento del welfare), che si sono successivamente aperti, tali da suscitare per certi versi un "crudele rimpianto" del passato, non solo ad Est. Il fallimento del sistema neoliberista ha messo a nudo tutte le contraddizioni che nel corso di questi anni si sono accumulate nelle società europee, aggredite da corruzione e gestione arbitraria e verticista dell'economia, mentre la dittatura comunista cinese ha finito per rappresentare il modello di organizzazione del lavoro. Ciò ha provocato spinte populiste di estrema destra ma anche un forte risveglio di quello "Zivil-courage" che a suo tempo portò alla vasta mobilitazione di massa contro i governi dei Paesi del "socialismo reale". Questa Europa, specialmente nella sua componente giovanile, ormai non crede più nelle attuali classi dirigenti, che hanno ridotto la democrazia a una mera formalità, a un flatus vocis, e dal disincanto sta rapidamente passando alla rabbia e all'indignazione.
Antropologia filosofica del diritto e della politica
Lorenzo Scillitani
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: 313
Il denominatore comune degli argomenti trattati in questo volume è dato da un'impostazione che innesta le risultanze della ricerca antropologico-culturale, antropologico-giuridica e antropologico-politica su di un piano di riflessione filosofica, impegnata a interrogarne e approfondirne costantemente i significati e le valenze conoscitivi. Questa riflessione si sviluppa e si precisa nei termini di una antropologia filosofica che incontra temi giuridicamente e politicamente "sensibili", tra i quali, in particolare, i diritti dell'uomo e il confronto fra culture.
Credere nello Stato? Teologia politica e dissimulazione da Filippo Il Bello a Wikileaks
Carlo Lottieri
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: 196
Un'istituzione quale lo Stato moderno, che fin dai suoi primi passi si è autorappresentata quale sovrana e interprete di un potere assoluto (libero da ogni vincolo), è del tutto incomprensibile se non si coglie il legame che da sempre essa intrattiene con la teologia. Dal momento che pretende obbedienza e rivendica un controllo monopolistico della forza sul territorio, lo Stato intreccia insomma questioni istituzionali e religiose: prima rivendicando una legittimazione di carattere sacrale e utilizzando la religione quale instrumentum regni, poi prospettandosi come alternativa metafisica e fonte autentica di ogni possibile salvezza e, infine, interpretando il venir meno di ogni trascendenza e il trionfo dello strumentalismo. Il presente volume, che evoca un gran numero di questioni e autori senza avere la presunzione di individuare una soluzione definitiva a dibattiti tanto complessi, traccia un percorso volto a chiedersi se si possa davvero aver fede nello Stato, facendone il senso ultimo della nostra esistenza, e prestar fede a quanto affermano gli ideologi schierati a sua difesa. Il tema della teologia politica e quello della dissimulazione - dello Stato quale fonte di occultamento della realtà - sono d'altro canto strettamente legati, dato che l'aperta sfida che il potere moderno ha lanciato alle confessioni religiose propriamente dette lo ha costretto a moltiplicare le falsificazioni e gli inganni.
Il Regno delle Due Sicilie e le potenze europee. 1830-1861
Eugenio Di Rienzo
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: 229
Il Regno delle due Sicilie terminò la sua esistenza a seguito di un processo di decomposizione interna accelerato dal moto risorgimentale che portò all'unificazione del nostro paese? Oppure a provocare il crollo del regime borbonico fu decisiva la pressione delle grandi "Potenze marittime" (Francia e Inghilterra) che, dalla metà del XIX secolo, tentarono di trasformare il Mezzogiorno in una colonia economica e in un avamposto strategico funzionale alla loro strategia mediterranea? Il volume di Eugenio Di Rienzo risponde a questi interrogativi, alla luce di una documentazione inedita, proveniente dagli archivi diplomatici francesi, inglesi, austriaci, russi, spagnoli, analizzando la lunga agonia del Regno di Napoli in una durata che va dal conflitto commerciale ingaggiato con la Gran Bretagna nel 1840, ai riflessi internazionali della rivoluzione del 1848, alla Guerra di Crimea, alla distruzione del vecchio equilibrio europeo successiva alla presa di potere di Napoleone III. Senza nessuna nostalgia neoborbonica ma con una grande attenzione ai problemi della storia presente, questo saggio suggerisce inoltre che la stessa debolezza geopolitica, che determinò il crollo del "Piccolo Stato" napoletano, avrebbe condizionato, fino ai nostri giorni, il destino della "Media Potenza" italiana nel segno di un passato destinato a non passare.
Thomas Paine. La vita e il pensiero politico
Maurizio Griffo
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: 535
Thomas Paine (1737-1809) è di solito considerato un autore poco originale, un efficace volgarizzatore di idee altrui. Questo studio, invece, valorizza il suo contributo come pensatore politico. Negli scritti painiani troviamo, infatti, una nitida formulazione del costituzionalismo liberale, che si articola a partire dalla primazia dei diritti innati dell'individuo. La ricostruzione non privilegia solo i profili concettuali ma pone attenzione al retroterra esistenziale che innerva in modo costante le singole prese di posizione di Paine. Tuttavia il sostrato emotivo non esaurisce il senso della sua riflessione, che si presenta come una sintesi esemplare della libertà dei moderni nella stagione di fondazione dei sistemi rappresentativo-costituzionali.
Gaetano Martino 1900-1967
Marcello Saija, Angela Villani
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: XXIII-627
Di Gaetano Martino si sapeva poco. Dopo la sua morte ciò che restava di lui, a Messina, Roma, New York e Bruxelles, era il ricordo personale di quanti lo avevano conosciuto e apprezzato. Un ricordo che, però, andava scemando con la scomparsa degli uomini del suo tempo. Mancava una riflessione storica sulla sua complessa personalità. Questa biografia, che ha suscitato l'attenzione ed il plauso del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, descrive con maggiore precisione il rapporto tra il patrimonio di valori di un uomo formatosi, nonostante i tempi, nel culto delle libertà e le scelte professionali e politiche che si trova a compiere. Il suo antifascismo, coltivato nella dimensione familiare, ma divenuto militante dopo le leggi razziali, convince le forze alleate, nel 1943, a cooptarlo nella ruling class. Ha così inizio la sua brillante carriera politica che dalla Costituente lo porterà a prestigiosi incarichi nel Parlamento e nel Governo. Il libro definisce, inoltre, la dimensione internazionale dello statista siciliano, protagonista e interprete della politica estera italiana negli anni del suo impegno come Ministro degli Esteri e, successivamente, rappresentante dell'Italia in vari consessi internazionali. È soprattutto al processo di costruzione dell'Europa che Martino dedica l'ultimo decennio della sua esistenza. Una fine precoce gli impedisce di seminare sul campo che aveva accuratamente arato.
Il divario Nord-Sud in Italia 1861-2011
Vittorio Daniele, Paolo Malanima
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: 259
Le differenze di sviluppo fra il Nord e il Sud del paese cominciarono ad attrarre l'attenzione di uomini di cultura, politici, economisti, storici, geografi, a partire dagli anni Settanta dell'Ottocento, prima in Italia e poi anche all'estero. Da allora il dibattito non si è mai arrestato. Il perdurare di una questione meridionale in Italia deriva proprio dalla persistenza di uno squilibrio fra due aree territoriali all'interno degli stessi confini nazionali. Divari di sviluppo esistono anche in altri paesi. In Italia, tuttavia, il dualismo fra Nord e Sud è particolarmente forte e si è rivelato finora irriducibile, nonostante gli interventi realizzati. Argomento del libro è l'economia del Mezzogiorno d'Italia nei 150 anni dall'Unità al primo decennio del XXI secolo. I temi affrontati sono quelli delle differenze fra Nord e Sud nei decenni immediatamente successivi all'Unità (Cap. 1), del prodotto prò capite per regione e, poi, nel Nord e Sud (Cap. 2), del mercato del lavoro (Cap. 3), della produttività (Cap. 4). Alcuni dei materiali raccolti e ordinati, sono presentati nell'appendice statistica del volume.
Scrittori in corso. Osservatorio sul racconto contemporaneo
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: 328
Il volume raccoglie saggi su diciotto autori di racconti. Si propone di fornire una mappa critica sulla forma breve praticata nella narrativa contemporanea, un genere poco studiato, da qualche decennio meno visibile nel dibattito sulla letteratura contemporanea e sottomesso alla preminenza del romanzo. La forma breve - e i saggi del volume lo attestano - presenta tuttavia un campo di sperimentazione della scrittura e spesso indica in anticipo la direzione della narrativa contemporanea. È dunque un ottimo campione d'indagine per descrivere gli orientamenti e le tendenze dell'intera narrativa contemporanea. La scansione cronologica tra 1980 e 2010 consente di tracciare un primo ordine storiografico del genere e delle sue forme. Al contempo gli autori selezionati danno conto di un nuovo policentrismo dei luoghi di elaborazione letteraria: da Milano e Roma la produzione si è spostata parimenti sull'intero territorio nazionale e si può osservare come le periferie dimostrino maggiore vitalità e specificità del centro, segnalando la presenza di peculiari linee regionali, sarda, campana, romagnola, veneta, calabrese, ecc. Ciascun saggio testimonia poi di modalità stilistico-tematiche caratterizzanti i singoli autori, tali da segnalare una varietà e complessità sperimentale della narrativa breve che impedisce forse di delineare una tendenza generale comune.
Giustizia globale. Problemi e prospettive
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: 210
I saggi conferiti a questo volume sono frutto di ricerche internazionali su argomenti comuni, correlati alla complessa questione filosofica della giustizia globale. Il volume contiene saggi di autori stranieri e italiani che affrontano alcuni problemi da prospettive differenti: Will Kymlicka, Thomas Brudholm, Salvatore Veca, Luigi Alfieri, Fabrizio Sciacca, Vincenzo Maimone, Biagio Spoto, Paola Russo, Massimo Renzo.

