Rubbettino: Saggi
L'imprenditorialita di Israel Kirzner. L'etica della propietà e la moralità del profitto nel libero mercato imperfetto
Adriano Gianturco Gulisano
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 130
Kirzner è noto per la teoria dell'imprenditorialità, qui esaminata nella sua polemica tra la possibilità di imprenditorialità senza capitali e la fusione del'attività imprenditoriale con quella capitalista. Nelle sue opere c'è però un secondo aspetto: il pensiero politico ed etico, fino ad oggi non sistematizzato. Toccando anche temi quali ignoranza e invidia, fortuna, giustizia (re)distributiva burocratica e allocazione imprenditoriale, Kirzner parte dal'imprenditorialità come caratteristica di qualsiasi azione, giunge a un concetto di profitto come scoperta di opportunità già esistenti e mostra come le risorse, il profitto, la proprietà siano essenzialmente scoperti e non creati. Si delineano così i tratti dell'"etica del finder-keeper", per una difesa non difensiva del liberalismo.
Dalla società aperta alla società chiusa
Nunziante Mastrolia
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 237
Conservatorismo: sogno e realtà
Robert Nisbet
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: XL-145
Che cos'è il conservatorismo? Che cosa significa essere conservatore? Chi sono i conservatori più rappresentativi nella storia del pensiero politico occidentale? A queste domande Nisbet risponde attraverso una ricerca sul campo che illustra le origini, la dogmatica e le prospettive del movimento politico e culturale conservatore. Nisbet individua le basi filosofiche e dottrinarie del conservatorismo, per troppo tempo considerato come mera inclinazione caratteriale che spinge a rifuggire dal cambiamento e dall'innovazione a ogni costo, e lo eleva al rango di una delle tre più importanti ideologie della storia occidentale, essendo le altre due il liberalismo e il socialismo. Nato in contrapposizione alla Rivoluzione francese, che si è resa responsabile della confisca delle autorità e delle lealtà tradizionali al fine di legittimare uno Stato onnipotente e provvidenziale, il conservatorismo si è imposto come corpus organico di idee morali, economiche, sociali e culturali in cui si sono identificate generazioni di intellettuali e uomini politici tra i più influenti e carismatici degli ultimi due secoli, come Burke, Bonald, Maistre, Tocqueville, Coleridge, Disraeli, Hegel, Kirk, Spengler, Voegelin, Savigny, Churchill, Eliot, Oakeshott. Nella sua analisi Nisbet pone in risalto le principali proposizioni dei conservatori contro il radicalismo, l'egalitarismo, il progressismo, il relativismo, il razionalismo, con riferimento anche ai fenomeni sociopolitici di fine Novecento.
Quale ordine sociale? Dibattito politico e teorie sociali nella Francia degli anni Trenta
Francesca Veltri
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 372
Può la democrazia diretta essere la risposta alle crisi dell'economia di mercato e della politica nazionale, agli effetti perversi della divisione del lavoro sociale? Negli anni Trenta questa prospettiva, incarnata nella struttura dei soviet in URSS, con la sua promessa di una società egualitaria e senza classi, affascina e poi disillude molti intellettuali militanti. Il crescente potere della burocrazia sovietica diventa il simbolo dell'avvento di una nuova classe sociale, non più basata sul possesso di mezzi, ma delle competenze necessarie a gestirli, ed a garantire il funzionamento di una società complessa. È in questo contesto che torna d'attualità il dilemma posto da Durkheim: come equilibrare la necessità di una cultura funzionale - che porti gli uomini a specializzarsi in modo sempre più efficace allo svolgimento del proprio ruolo - con il rischio che l'eccessiva specializzazione crei frammentazione e conflitto, invece di accrescere la solidarietà e l'ordine sociale? Come limitare la distanza e l'incomunicabilità fra i diversi ruoli, permettendo un minimo controllo sulle strutture decisionali, per giungere ad una democrazia che non sia assoluta (come proponevano i rivoluzionari), ma sia comunque più solida rispetto a quelle europee degli anni Trenta, la cui divisione interna aveva portato molti a guardare con favore ai modelli di stato totalitario?
Centocinquanta anni di economia italiana
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 606
Con i saggi raccolti in questo volume si è inteso cogliere l'occasione dei centocinquanta anni dell'Unità d'Italia per sollecitare illustri studiosi a scrivere della crescita dell'economia italiana come si pone oggi, scegliendo una prospettiva di lungo periodo. Gli argomenti affrontano, infatti, le fondamentali tematiche dello sviluppo economico in Italia: i vincoli alla crescita dell'economia italiana; la dotazione infrastruttrale e i luoghi dello sviluppo; gli strumenti della politica economica. Tutti gli scritti offrono una retrospettiva storica che, oltre a farne dei saggi di storia dell' economia, aiuta a comprendere, nella difficile situazione in cui versa il Paese, la natura strutturale dei problemi dell'economia italiana. Presentazione di Paolo Savona.
Una sola moltitudine. Saggio sull'identità italiana
Michele Rossi
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 320
Che cosa significa essere Italiani oggi? Quali sono stati e continuano a essere gli elementi fondativi dell'identità nazionale e dello spirito unitario? Le opere letterarie conservano ancora una qualche incidenza nelle dinamiche identitarie del Paese? Il libro si propone di esplorare questa rete di questioni e fornire una serie di risposte sui principali nuclei identitari che hanno preso forma nel corso di una storia millenaria. Perché solo muovendo da un'attenta e rigorosa riflessione sugli elementi costitutivi della nostra identità, si può dare spiegazione al progressivo affievolirsi del sentimento identitario nei connazionali e porre freno all'espandersi del vuoto di valori e comuni memorie. Prefazione di Marino Biondi.
Filosofia come scienza rigorosa. Edmund Husserl a centocinquant'anni dalla nascita
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 221
I saggi di questo volume, che raccoglie gli atti di un convegno organizzato dall'Istituto Italiano di Studi Germanici, descrivono l'idea husserliana di "scienza rigorosa", nella quale lo spirito della matematica confluisce in quello della metafIsica, l'aritmetica si riversa nella gnoseologia così come la logica formale viene ricompresa nell'intuizione eidetica. Sono qui tematizzati alcuni aspetti cruciali del pensiero di Husserl: la trasformazione della matematica e il rapporto con le scienze empiriche, le questioni della temporalità, della soggettività e dell'ontologia, il concetto di storia, l'ermeneutica come interlocutore privilegiato della fenomenologia, la questione dell'arte, la dimensione religiosa, la fenomenologia della politica e la risposta alla questione ecologica, la crisi della civiltà occidentale e il tentativo husserliano di ripristinare l'ideale greco di scienza, e connessa a ciò la meditazione sull'Europa, sui suoi fondamenti e sul suo destino.
La società dei giusti. Parabola storica dello gnosticismo rivoluzionario
Luciano Pellicani
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 635
Al centro di questo libro ci sono le tragiche vicende che hanno avuto come protagonista uno dei più straordinari tipi antropologici dell'intera storia dell'umanità: il rivoluzionario di professione. Emerso dalla catastrofe culturale generata dalla dirompente avanzata della Modernità, colui che abbraccia la rivoluzione come un "Beruf" è un uomo assetato di assoluto che il disincanto del mondo ha trasformato in un "orfano di Dio" dominato dalla nostalgia del totalmente Altro. Incapace di accettare la realtà, egli aspira a costruire, alla luce di una dottrina soteriologica - la Gnosi dialettica che proclama di essere il "risolto enigma della Storia", un Mondo Nuovo nel quale tutto sarà conforme al Desiderio e l'Umanità potrà finalmente prendere nelle sue mani lo scettro di Dio. La meta del rivoluzionario di professione è la comunità evangelica, basata sulla eguaglianza e la fratellanza planetaria; ma, per giungervi, egli crede che non vi sia altra via che la guerra di annientamento contro gli adoratori di Mammona, che, rendendo sovrana la legge della mercificazione universale, hanno tutto profanato e degradato. Di qui la vocazione pantoclastica della rivoluzione gnostica, che non può tollerare che resti in piedi una sola pietra del vecchio mondo, corrotto e corruttore; di qui altresì l'inevitabile esito distruttivo e autodistruttivo del suo progetto di purificare l'esistente attraverso il terrore di massa e la politica della tabula rasa.
La costruzione della libertà. Appunti per una storia del costituzionalismo europeo
Roberto L. Blanco Valdés
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: XL-388
Poche cose, come la libertà ed il costituzionalismo, possono considerarsi come patrimonio comune del nostro continente, l'unico che attualmente ha consentito che non divenisse una chimera quel concetto formulato dalla Costituzione di Cadice del 1812 secondo il quale il fine ultimo di ogni società politica è il benessere dei propri membri. Il presente lavoro analizza il lungo processo storico in cui la nostra libertà si è costruita, attraverso le Costituzioni approvate nei vari Stati europei alla fine del XVIII secolo. Dopo avere esaminato la rottura storica con l'assolutismo che favorì lo Stato liberale, affronta le novità essenziali apportate dalla Rivoluzione - la Costituzione e lo Stato rappresentativo - tracciando i diversi sviluppi che hanno conosciuto gli Stati europei fino ai nostri giorni. Il libro si chiude con un utile quadro sinottico sulle grandi tappe del costituzionalismo.
Il discorso letterario sulla nazione. Letteratura e storia d'Italia
Marino Biondi
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 310
Il volume è un'analisi dei temi e delle figure letterarie che fondano nei secoli l'unità della nazione in cammino. L'Italia nasce linguisticamente e letterariamente con Dante, battezzata dal poeta come "giardin dell'impero" e fin dal principio trasfigurata in un'allegoria letteraria. In seguito più volte battezzata e visualizzata in figura di donna, il "bel corpo" petrarchesco martoriato dalle "piaghe mortali", di giovane matrona sventurata percorsa e violata dagli eserciti stranieri. Da Petrarca a Bembo a Carducci, l'Italia viene effigiata come un'espressione letteraria, alla quale la rude realpolitik di Metternich opponeva quella sprezzante e politicamente obiettiva di espressione geografica. L'unità linguistico-letteraria, preesiste all'Unità politica, la sostituisce a lungo nel tempo, la prepara, attivandosi allorché il moto politico del Risorgimento innesta anche la marcia della poesia, del racconto e romanzo epico, della letteratura. Anche Mazzini era un letterato. E Garibaldi leggeva e imitava Foscolo e scriveva versi e romanzi non poi così disprezzabili. Raramente la letteratura ha avuto un ruolo così centrale e anche fattivo, pragmatico, di vera e propria utilità, come in quella circostanza storica. Il Risorgimento è anche un evento letterario, ed è al contempo una manifestazione del romanticismo.
Gramsci e Turati. Le due sinistre
Alessandro Orsini
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 169
Che cosa significa essere di sinistra? Questo libro si propone di ricostruire i modelli pedagogici alla base delle due principali culture politiche della sinistra, rappresentate da Gramsci e da Turati. Mentre moriva in esilio, Filippo Turati era descritto da Palmiro Togliatti come un uomo spregevole. La sua figura, ricoperta di discredito, è rimasta nell'ombra. Antonio Gramsci, invece, è stato celebrato come uno dei padri nobili della sinistra democratica italiana. La sua riflessione è stata paragonata da Benedetto Croce a un messaggio pedagogico universale di amore e di comprensione verso le ragioni degli avversari. La documentazione esistente è in grado di confermare il giudizio del senso comune e della storiografia dominante? Gramsci educò a rispettare o a disprezzare gli avversari politici? È stato un teorico della pedagogia della tolleranza o dell'intolleranza? Ha tessuto l'elogio dell'ascolto o dell'insulto? E Turati? È stato davvero uno "zero" in fatto di teoria politica, come scrisse Togliatti? Attraverso il metodo dell'analisi culturale comparata, l'autore esplora l'intera opera gramsciana, ponendo a confronto il progetto educativo dei riformisti con quello dei rivoluzionari.
La modernizzazione incompiuta nel Mezzogiorno borbonico. 1738-1746
Giuseppe Caridi
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2012
pagine: 222
Sotto il marchese di Montelegre, incaricato da Madrid nel 1738 di sostituire il Santisteban alla guida del governo napoletano, si verificò nel Mezzogiorno d'Italia un mutamento di indirizzo nella politica interna, orientata adesso in senso decisamente riformistico. In alcuni campi di importanza vitale per la modernizzazione dello stato - dall'economia, ai rapporti con la Chiesa, al fisco - erano infatti considerate ineludibili riforme strutturali, in grado di consentire anche al Regno borbonico di Napoli di partecipare al processo evolutivo in atto in altri Paesi europei. Per la forte opposizione dei ceti privilegiati, non si riuscì tuttavia a portare a compimento il progetto di rinnovamento e nel 1746 il Montealegre, in coincidenza con il fallimento delle sue più innovative iniziative, uscì definitivamente dalla scena politica napoletana.

