Il Ponte Vecchio: Vicus. Testi e documenti di storia locale
Voci del silenzio. Contadini romagnoli in anni di restaurazione
Francesco Donati
Libro
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2017
pagine: 336
"Gli stati - grandi e piccoli - dell'intera Europa stanno leccandosi le ferite inferte dalla tempesta napoleonica, con l'intento di restaurare il proprio potere, ritenuto legittimo e ribadito dal Congresso di Vienna (1814-1815). I sudditi dal canto loro stanno elaborando (anche nel silenzio dei contadini si coglie qualche voce) i semi sparsi in mezzo a loro dallo stesso sconvolgimento di marca francese. Anche lo stato pontificio conosce fermenti sociali e culturali, nonché timidi progressi tecnico-scientifici (qui si tratta della Romagna quasi esclusivamente agraria) mai prima sospettati. I più pronti ad avvertire l'odore eccitante sono quelli destinati a formare la nuova classe della borghesia, con il suo nucleo conservatore e le sue frange rivoluzionarie. In questo contesto confuso e sfaccettato si dipana, spesso in apparenza dimenticato ma pronto a riemergere, il filo rosso intricato e atroce di un vecchio delitto, che rimane misterioso fino alle pagine finali, conferendo a tratti a quello che è sostanzialmente un libro di storia l'avvincente allure di un romanzo giallo." (Domenico Berardi)
Santi, guerrieri e condadini. L'altra Romandìola: la Bassa Romagna tra antichità e medioevo
Norino Cani
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2017
pagine: 160
Muovendo dalla battaglia della Selva Litana per giungere al fatto d'arme di Zagonara, il libro offre le tessere di un mosaico che ricostruisce, attraverso dieci capitoli per altrettante vicende, la storia della Bassa Romagna tra il III secolo a.C. e il XV secolo d.C. Quando ci si cimenta con la storia di un territorio circoscritto il percorso dello studioso deve essere preciso, profondo, multidisciplinare. Non basta rifarsi agli estensori delle storie "ufficiali", per quanto di buon livello, ma occorre consultare meticolosamente gli archivi e le fonti locali e, se si analizzano l'antichità e il medioevo, è indispensabile l'ausilio dell'archeologia e della cartografia. Norino Cani ha questo approccio multidisciplinare, paziente e rigoroso, questa capacità di uno sguardo a 360 gradi.
Sotto il segno delle corna. San Martino, la "festa dei becchi" e lo "charivari" in Romagna
Eraldo Baldini
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2017
pagine: 208
Fin dall'Ottocento le tradizioni che vogliono la ricorrenza di San Martino, 11 novembre, dedicata ai "cornuti", cioè ai mariti traditi dalle consorti, viene etichettata come una diffusissima burla. Oggi questo elemento folklorico è considerato solo un irridente motteggio che agisce nella sfera del matrimonio, una goliardia d'altri tempi. Così come è successo per altre tradizioni, la perdita del senso e del significato dei gesti rituali ascrivibili alle culture popolari finisce per confinarli nel novero degli aneddoti e delle curiosità, oppure a qualche momento conviviale e di svago «festoso». Ma dietro lo charivari (così viene chiamata l'azione con cui una comunità condannava pubblicamente comportamenti ritenuti censurabili) messo in atto nella notte di San Martino c'era, in realtà, molto più di un intento ludico e burlesco. Si trattava infatti di un elemento rituale denso di significati e di implicazioni che andavano dal culturale, al sociale, al «religioso», nato e consolidatosi nei millenni all'interno di comunità dedite al culto dei Morti Eraldo Baldini ci conduce a scoprire perché nella data dell'11 novembre si celebrassero (in Romagna come altrove) i «cornuti».
I Guidi. Signori di Dovadola. Storia di una comunità e di una famiglia comitale tra X e XV secolo. Documenti
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2017
pagine: 360
Leopoldo Lucchi, «Gigi». Il partigiano, il politico, il sindaco
Elide Urbini, Orio Teodorani
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2017
pagine: 432
Scrivono gli autori nella loro nota di premessa: «Il contributo che Leopoldo Gigi Lucchi – il partigiano, l’uomo politico, l’amministratore – ha dato alla propria comunità, nei decenni che lo hanno visto protagonista nella vita politica cesenate, si coglie nei progressi che la città ha conosciuto, divenendo in quegli anni pienamente partecipe della crescita complessiva della Romagna. Questa consapevolezza ci ha stimolato a cercare di consegnare ai Cesenati una conoscenza dettagliata e documentata della vita di un politico che ha saputo essere anche il sindaco di tutti. In ciò è stato guidato dall’interesse generale e dalla ispirazione unitaria che lo ha accompagnato fin dal tempo della Resistenza. Oggi che la politica è spesso colpita da giudizi negativi sulla stessa moralità dei protagonisti, ci piace sottolineare la rettitudine dell’uomo: consapevole di questa sua nettezza morale, dopo trent’anni di Consiglio Comunale, quindici dei quali come sindaco, Gigi soleva dire con tranquillo orgoglio: «Esco povero così come sono entrato». Nel ripercorrere la vita di Leopoldo Lucchi, abbiamo inevitabilmente ricostruito anche la storia politica e amministrativa della città.
Prima del «liscio». Il ballo e i balli nella vecchia tradizione della Romagna
Eraldo Baldini, Susanna Venturi
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2017
pagine: 224
La Romagna del mito. Nelle pagine di grando giornalisti saggisti e scrittori
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2017
pagine: 112
Detti e dicerie nella lingua dei romagnoli. La cultura e l'anima delle province romagnole nei suoi antichi e nuovi modi di dire
Mario Maiolani
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2017
pagine: 120
Misteri e curiosità della bassa Romagna
Eraldo Baldini, Giuseppe Bellosi
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2017
pagine: 136
La biblioteca Malatestiana di Cesena. Memoria del mondo
Paolo Turroni
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2016
pagine: 266
I misteri di Cesena
Roberto Mercadini
Libro
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2016
Cesena, la città scorpione - di essa scrivono Niccolò Machiavelli nel Principe ed Ezra Pound nei Cantos - è un luogo in cui sembrano concentrarsi le più oscure bizzarrie e le più agghiaccianti assurdità: vi si è consumata la strage che un cronista medievale definisce «la più violenta mattanza dai tempi della Guerra di Troia»; il terribile, sanguinario Cesare Borgia, figlio di Papa Alessandro VI, vi ha posto la capitale del suo Granducato di Romagna; Cia degli Ordelaffi, virago guerriera, vi ha combattuto con un coraggio divenuto leggendario la sua disperata battaglia per la libertà. Qui una ragazzina ha spaventato Giacomo Casanova, il grande seduttore (che, invece di sedurla, è scappato a gambe levate); una contessa è inspiegabilmente esplosa; un uomo ha cantato (e riso) al suo funerale. E sono accadute miriadi di altre mirabilia, tenebrose o abbacinanti, spaventose o comiche.
Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna. Volume Vol. 1
Marco Viroli, Gabriele Zelli
Libro
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2016
pagine: 160
Forse solo quanti sono costretti a lasciare il luogo della loro vita e della loro origine sanno per intero quanto significhi il paese in cui viviamo, gli amici con i quali siamo cresciuti, l’andirivieni delle strade e dei vicoli della città nella quale abitiamo: insomma, tutto ciò che ha contribuito potentemente a definire la nostra identità: perché, in grandissima parte, noi siamo la terra in cui viviamo e, insieme, la somma delle memorie del nostro villaggio. Marco Viroli e Gabriele Zelli conoscono ormai da gran tempo il profondo significato della identità; allo stesso modo sanno quanto sia preziosa la categoria della forlivesità, della quale hanno chiaro chi sono essi stessi e i loro concittadini, e per questo da anni interrogano le memorie della città. Così ora tornano a fare in questo libro, nel quale rivive la remota Forlì medievale di Dante, di Barbara Manfredi, di Caterina Sforza, fino al nostro tempo, alle sue allegrezze e ai suoi drammi: il liscio romagnolo, la passione per il ballo, i murales cileni simbolo di libertà, la tragica morte di Roberto Ruffilli: un vasto arazzo, un bene prezioso da conservare, un deposito di passione civica e di memorie.

