Feltrinelli: Universale economica. I classici
L'ingenua libertina
Colette
Libro: Copertina morbida
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 203
Pubblicato nel 1909, "L'ingenua libertina" fonde insieme due romanzi precedenti di gran successo, imperniati sulla figura di Minne. Il romanzo segna peraltro l'emancipazione di Colette dalla tirannica influenza di Willy, marito e agente letterario, contribuendo anche a rendere l'autrice la più famosa donna di lettere della prima metà del Novecento. Una figura cruciale nella cultura francese, che ha più volte destato scandalo per i suoi comportamenti oltre le righe, come nel 1907 al Moulin Rouge nello spettacolo dal titolo Rêve d'Égypte, durante il quale diede un prolungato bacio lesbico. Questa la trama del romanzo: una brava ragazza di famiglia parigina, Minne, si scopre profondamente annoiata dal suo ambiente quotidiano fatto di comodità esteriori e nessuna sorpresa. Lei è una grande appassionata delle gesta di un gruppo di banditi, di cui legge sul giornale di nascosto dalla madre. Una sera però, stanca di fantasticare, Minne prende in mano il proprio destino e s'imbarca nottetempo alla volta di Parigi. Pochi anni dopo quella fuga Minne ha ormai sposato il cugino Antoine, senza riuscire a trovare molta felicità tranne che nello svagarsi con ripetute relazioni extraconiugali. Gli amanti occasionali della moglie non danno ad Antoine alcuna noia o fastidio, sicuro com'è che lei presto si rassegnerà a condurre una vita del tutto prevedibile e noiosa tra le sue braccia. Ma la felicità inaspettatamente può toccare anche Minne. Da questo libro nel 1950 è stato tratto il film "Minne, l'ingénue libertine". Postfazione di Luca Scarlini.
La bisbetica domata. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 320
Petruccio è un avventuriero che parte da Verona e va a cercare fortuna a Padova. È un maschio giovane, forte e avvenente, assai dotato, e ha quella libertà di movimento che agli uomini è pienamente concessa nell'Italia immaginata da Shakespeare – così come nella sua Inghilterra. E quale modo migliore di fare fortuna se non trovare moglie? Moglie vuol dire dote. Anche se brutta come il peccato, o scontrosa come la proverbiale Santippe, la donna assolverà comunque al suo compito, se il padre-padrone com'è suo dovere la consegnerà al futuro sposo coprendola d'oro il giorno del matrimonio. È così che il giovane Petruccio s'imbatte nella giovane Caterina, la quale non sarà brutta, ma senz'altro è la più scorbutica delle spose. Caterina è la sorella ribelle dell'angelica Bianca, che tutti vorrebbero in moglie, ma che non potrà sposarsi, se il padre non si sarà prima liberato di quella gattaccia selvatica che è Caterina. Il quale padre tenta di combinare il matrimonio, che risolverebbe in un sol colpo ogni nodo della trama comica: Petruccio si arricchirà, Caterina sarà addomesticata, Bianca potrà realizzare le proprie potenzialità di affettuosa e docile mogliettina. Ma Caterina non ci sta: né a sposare uno sconosciuto, né a essere seconda a Bianca, né a ubbidire alla legge paterna. Ed ecco che si avvia il gioco del dominio e della sopraffazione amorosa e sociale e sessuale e di genere, con Petruccio nei panni del domatore e Caterina in quelli della bisbetica da domare: ma neanche Shakespeare accetta fino in fondo il modello comico che ha ereditato e ci regala un finale assolutamente sorprendente. Introduzione di Nadia Fusini.
Salomé. Testo francese e inglese a fronte
Oscar Wilde
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 176
Se ai tempi di Wilde era l'omosessualità a obbligare al segreto e a nascondersi, a essere proibita e soggetta al carcere, oggi la diversità della sofferenza può essere incarnata dalla malattia del ventesimo secolo, che è diventata simbolo di sacrificio, vera e propria cultura, sostiene Gaia Servadio. Del resto, "non è vero, anche se è stato spesso ripetuto, che Wilde scrisse Salomè pensando a Sarah Bernhardt: era Alfred Douglas la persona che aveva ispirato la sua concezione del personaggio". Wilde scrisse l'opera originariamente in francese, per poi assistere e aiutare Douglas nella sua traduzione inglese. In quest'edizione sono presentate entrambe le versioni dell'opera.
Belli e dannati
Francis Scott Fitzgerald
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 464
Il romanzo uscì a puntate sulla rivista «Metropolitan» tra il 1921 e il 1922, con un finale più convenzionale di quello che sarebbe stato utilizzato per l'edizione in volume. È la storia di una coppia e della loro progressiva decadenza morale. Da una parte Anthony, giovane bello e annoiato, orfano di madre e di padre, che dopo una laurea a Harvard trascorre qualche anno a Roma dove, tra donne, serate con gli amici e ispirazioni artistiche di vario genere, come molti giovani sente che un giorno non lontano farà grandi cose nella vita e si conquisterà un posto nel firmamento degli uomini di valore. Dall'altra Gloria, ventiduenne di Kansas City, eccentrica, irrequieta, disincantata, che da subito affascina Anthony per la sua bellezza e il suo carattere fiero. I due cominciano a frequentarsi, s'innamorano e si sposano, convinti di avere il mondo in pugno. Ora che la vita adulta può finalmente cominciare, accade però che i due, ancorati ai loro privilegi di ricchezza e di bellezza, si scoprono incapaci di impegnarsi in qualsivoglia progetto. «Belli e dannati» è una satira sociale e una critica alla politica e alla morale americana di inizio Novecento, gli anni del proibizionismo, dove i giovani – i nuovi protagonisti del XX secolo, tutti tesi al piacere – devono fare i conti con la crisi dei valori dell'epoca prebellica e la realizzazione di sé tramite l'attività lavorativa. Incarnano l'illusione dell'era in cui vivono e che terminerà tragicamente con la crisi del '29.
Il fanciullino
Giovanni Pascoli
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 80
È possibile parlare, poetare, pensare, oltre la lettera, oltre la morte della voce e della lingua? È l’interrogativo che si pone Giorgio Agamben nel saggio che introduce "Il fanciullino" di Giovanni Pascoli, uno dei testi più profondi, significativi e misconosciuti del decadentismo italiano. Per il fanciullino il linguaggio è una riserva di oggetti che “furono vivi” e che stanno come congelati sull’orlo della vita, in attesa di essere “animati”. L‘opera poetica è dunque, in primo luogo, un tentativo di restituire la vita alle cose morte che si sono depositate nella lingua, in una lingua che appare così essa stessa lingua morta: la poesia diventa allora una sorta di attraversamento della morte, una “complicità con la morte”, che lega questo testo pascoliniano ai grandi testi del “moderno”.
L'isola del dottor Moreau
Herbert George Wells
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 208
«L'isola del Dottor Moreau» fu pubblicato nel 1896, quando H.G. Wells aveva solo trent'anni. L'anno prima era uscito «La macchina del tempo» e, due anni dopo, avrebbe visto la luce «La guerra dei mondi», il libro che consacrerà Wells. "Non avrebbe mai dovuto essere scritto". La recensione apparsa sulla «Review of Reviews» subito dopo l'uscita del romanzo non è l'unica critica, e neppure la più spietata, del capolavoro wellsiano. Definito, a più riprese, "nauseante", "un abisso di sgradevolezza repellente", "una profonda manifestazione di imbecillità", «L'isola del dottor Moreau» si è posto, fin dalla sua prima pubblicazione, come un testo estremo e perturbante, soffuso di atmosfere macabre e grottesche, saturo di immagini di violenza terribile che ne fanno un romanzo simbolo di una certa temperie scientista fin-de-siècle, quando l'orgoglio positivista delle "umane sorti e progressive" cede il passo a un'inquietudine spirituale squisitamente moderna. Che il tema centrale del romanzo – gli esperimenti biotecnologici del pazzo Dottor Moreau – dovesse costituire un possibile elemento di scandalo era cosa ben presente alla mente di Wells che, in maniera abbastanza inusuale per il periodo, decide di pubblicarlo nella sua interezza, senza parcellizzarlo sulle riviste, per non frammentarne il ritmo sostenuto e l'incastro sapiente di scene ricche di suspense e drammaticità. Postfazione di Margaret Atwood.
La valle della paura
Arthur Conan Doyle
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 224
Sherlock Holmes riceve nel suo appartamento di Baker Street un messaggio in codice. Il mittente, un misterioso "pentito" dell'organizzazione del professor Moriarty, l'eminenza grigia della malavita londinese. Manca la chiave per decrittare il messaggio, ma poco dopo arriva una seconda lettera in chiaro che annuncia che la chiave non arriverà perché il misterioso mittente teme di aver suscitato i sospetti del professore. Nonostante ciò Holmes, basandosi soltanto sulla struttura del messaggio, riesce a decifrare la soffiata, che anticipa un pericolo per un certo Douglas domiciliato a Birlstone. È solo il primo dei misteri che la vicenda propone: infatti, nella stessa mattinata, si presenta a casa di Holmes un ispettore di Scotland Yard, per annunciargli che è richiesta la sua presenza perché in nottata è stato commesso un delitto nel maniero di Birlstone e la vittima è il proprietario della magione, un certo Douglas, un americano... «La valle della paura» è il quarto e ultimo romanzo di Conan Doyle che ha come protagonista Sherlock Holmes, ed è tra questi sicuramente il più maturo. Qui Doyle porta a un bilanciamento perfetto la formula già vista nei primi tre romanzi dedicati al celeberrimo inquilino di Baker Street: una prima parte di pura detection e una seconda che narra gli antefatti con il respiro del romanzo d'avventure.
Zibaldone di pensieri. Nuova edizione tematica condotta sugli Indici leopardiani
Giacomo Leopardi
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 1304
Per un intero secolo, da quando, Giosuè Carducci ne patrocinò la prima edizione a stampa, lo «Zibaldone di pensieri» di Giacomo Leopardi è assurto a simbolo del "frammento" per eccellenza. Quello che è da tutti considerato un capolavoro assoluto di prosa letteraria, è stato presentato da una lunga tradizione come un'opera volutamente asistematica, un flusso di pensieri senza ordine. A distanza di oltre un secolo da quella prima edizione carducciana, il meticoloso e acuto lavoro critico-filologico di Fabiana Cacciapuoti ha portato alla luce l'idea di una grande opera per "trattati". Un testo dotato di precise chiavi di lettura, organizzabile – se non compiutamente organizzato – a partire da ben definiti fuochi tematici. Un suo progetto di riordino e indicizzazione degli appunti sarà effettivamente messo in atto, attraverso un rigoroso sistema di voci e di numeri, redatto su differenti schedine (conservate presso la Biblioteca nazionale di Napoli). Sono, in particolare, sette paginette scarne ma decisive a evidenziare i differenti percorsi tematici. Proprio seguendo quelle pagine, sono stati qui "rimontati" tutti i brani leopardiani, ricostruendo così nella sua compiutezza il tendenziale suo "sistema". Questa nuova edizione tematica dello «Zibaldone di pensieri» viene ora proposta in un volume unico, con l'indicazione di tutte le indicizzazioni via via appuntate da Leopardi. Una riaggregazione dei materiali leopardiani che ne cambia la chiave di lettura. Con un preludio di Antonio Prete.
La guardia bianca
Michail Bulgakov
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 432
"La guardia bianca" (qui pubblicato per la prima volta in Italia in versione integrale, ovvero sia con il finale "ufficiale" sia con quello originario, a lungo perduto) è il romanzo che diede a Bulgakov celebrità in vita, prima della fama universale postuma raggiunta con "Il Maestro e Margherita". Tutto ruota attorno alle vicende dei tre fratelli Turbin (Aleksej, Nikolka ed Elena) nella tempestosa Kiev dell'inverno 1919-1920. La città è nelle mani dell'avventuriero Simon Petljura ma si trova anche nella morsa di un duplice accerchiamento, quello dell'atamano (cosacco) Shoropadskij e dei bolscevichi. Le avventure dei fratelli Turbin si susseguono fra malattie, guarigioni miracolose, preghiere, eroismi, fughe, divorzi, amori e amicizie. Sullo sfondo, tratteggiata con rapidità futurista ma allo stesso tempo con potente afflato epico, la Storia di una nazione e di un popolo fotografati in un momento decisivo.
L'eterno marito-La moglie di un altro e il marito sotto il letto
Fëdor Dostoevskij
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 288
Un marito, una moglie, un amante: il classico triangolo al centro di tanta letteratura del passato e del presente costituisce il punto di partenza (e d'arrivo) dell'«Eterno marito». L'Ottocento letterario fu il secolo per eccellenza dell'adulterio, il rapporto coniugale borghese venne sottoposto a una sorta di costante radiografia, per individuarne la struttura e i meccanismi: da «Madame Bovary» ad «Anna Karenina», passando per «La sonata a Kreutzer» e la «Tragedia fiorentina», le pieghe più riposte della relazione fra i tre vertici in questione furono messe a nudo e offerte all'occhio, perlopiù avido e curioso, del lettore. Naturalmente Dostoevskij non poté fare a meno di dire la sua al riguardo, e di dirla secondo il suo solito, ovvero attraverso l'annientamento del canone e il rovesciamento degli schemi precostituiti. Il risultato sta in questo romanzo breve stranamente compatto per la scrittura dostoevskiana, con pochi personaggi e pochissime linee narrative minori, capace tuttavia di andare oltre la banalità del soggetto e arrivare a soluzioni forse impreviste dallo scrittore stesso, sicuramente imprevedibili per il suo pubblico. Arricchisce il volume "La moglie di un altro e il marito sotto il letto", un divertissement composto secondo i ritmi e le gag del vaudeville e con una struttura teatrale, in cui seppure la figura del marito cornuto rispetti i canoni in voga nell'Ottocento, la presenza del male nel mondo e il suo costante tentativo di "sporcare" e violare l'innocenza si manifestano con forza.
Lettere 1845-1886
Emily Dickinson
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2018
pagine: 333
Accattivanti e tenere, sensuali e disperate, le lettere che Emily Dickinson, prima ragazza e poi donna, ci ha lasciato sono le tessere luminescenti e screziate con cui è possibile oggi tentare di ricostruire il mosaico della sua esistenza e della sua figura. Rappresentazione resa finora incerta da una sorta di vocazione alla solitudine, una specie di solipsismo congenito e apparente che fece di lei, negli anni in cui visse, a margine del Rinascimento americano, una figura di eccezionale, insospettata statura. Per diventare poi in pieno Novecento la figura simbolo della donna forte, colta, moderna e disperatamente sola. O volutamente tale. Eppure seducente, allusiva, maliziosa. Un viaggio nell’universo e nei sentimenti più reconditi della grande poetessa americana, nella cura della studiosa italiana della sua poetica. Postfazione di Valeria Gennero.
L'uomo e la natura
Leonardo da Vinci
Libro: Copertina morbida
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2018
pagine: 167
Questa raccolta di scritti a cura di Mario De Micheli ripropone, pensiero per pensiero, i testi di Leonardo sui grandi temi universali. La terra, il nostro corpo, le nostre passioni, il difficile teatro su cui la storia celebra i suoi riti con grandezza o ferocia: ecco "la materia" che Leonardo affidò ai suoi manoscritti. Tra scienza e arti egli non fece differenza, giudicando entrambe strumenti di indagine da esercitare sul medesimo oggetto, l'uomo e la natura, appunto, anche se diverso considerava il carattere dei loro mezzi conoscitivi. Fu un grande intellettuale, la cui vicenda sopra ogni altra è stata una straordinaria avventura di opere e di ricerche accanite, compiute in molteplici campi e spesso in tenitori del tutto sconosciuti, dov'egli penetrò acutamente per primo. Per questo lo riteniamo a buon diritto un contemporaneo: per il suo spirito critico e creativo. Di qui anche l'importanza insostituibile dei suoi manoscritti. Infatti le ragioni della sua mente, il segreto delle sue immagini, l'assillo del suo sapere, sono racchiusi proprio qui: in questi appunti, in queste note, in questi frammenti, su cui davvero, come dice De Micheli nella sua Introduzione, non è scesa la polvere.