Astrolabio Ubaldini: Civiltà dell'Oriente
Il dhamma vivo. Insegnamenti ai laici
Achaan Chah
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1994
pagine: 128
Il venerabile Achaan Chah è stato una figura quasi leggendaria nel buddhismo contemporaneo. Nulla dimostra l'importanza avuta da questo umile monaco e dal suo insegnamento più della grande diffusione dei suoi 'monasteri della foresta' e dei solenni funerali con cui numerosissimi monaci e laici, e persino il re e la regina thailandesi, hanno reso omaggio alla sua memoria. Questo volume raccoglie alcuni discorsi tenuti dal maestro in Inghilterra e nella sua terra d'origine, che documentano l'ultimo periodo del suo insegnamento orale prima del lungo silenzio cui la malattia lo costrinse dal 1981 fino alla sua scomparsa. Col suo linguaggio diretto, ricco di immagini e spesso ironico, Achaan Chah si rivolge a un pubblico di laici per esortarli a scoprire il Dhamma vivo, il messaggio essenziale del Buddha, attraverso un impegno contemplativo a tempo pieno. Puntando il dito sui pregiudizi, i fraintendimenti e gli autoinganni che allontanano da un retto approccio al sentiero buddhista, Achaan Chah ci invita a non accampare pretesti, neppure la difficoltà della vita secolare, per eludere il nostro compito fondamentale: la liberazione della mente da attaccamento, ira e ignoranza. Perché in definitiva che cos'è il mondo? È esattamente, risponde Achaan Chah, quello stato mentale che ci turba in questo preciso momento.
Lo zen nell'arte dell'illuminazione. La trasmissione della luce
Keizan
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1994
pagine: 216
Famosissimo classico del buddhismo zen giapponese, il Denkoroku, noto in italiano come "La trasmissione della luce" o "La trasmissione della lampada", è una delle tre raccolte di koan essenziali per tutti gli studenti zen. Attribuito a Keizan, maestro zen del tredicesimo secolo, quarto discendente di Dogen e onorato come il più grande diffusore dell'insegnamento Soto, il testo è suddiviso in 53 capitoli che narrano, a volte con particolari leggendari e allegorici, il risveglio di generazioni successive di maestri. Nonostante l'impostazione apparentemente storica, l'intento dell'autore non è dimostrare l'autenticità del lignaggio Soto, né accrescere il prestigio della sua scuola: alieno dal settarismo e dal formalismo che dovevano portare in seguito alla decadenza dello Zen, Keizan mira a illustrare la grandiosa esperienza del satori, la sola in grado di liberare dalla 'prigione del mondo'. Il satori, la realizzazione della mente originaria così com'è, è la chiave della libertà e dell'indipendenza interiore, la porta che conduce alla conoscenza superiore, il nocciolo e insieme il vero inizio dello Zen. Questa raccolta, che dimostra la grande importanza che rivestiva il satori nella tradizione Soto, è la più completa guida al risveglio di tutto il canone zen giapponese.
Cibo per il cuore. Discorsi e insegnamenti di un maestro della foresta
Achaan Chah
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1994
pagine: 148
Achaan Chah, nato da una famiglia agiata e numerosa in un villaggio agricolo della Thailandia nordorientale, prende l'ordinazione monastica a vent'anni. Dopo alcuni anni di vita ascetica incontra Achaan Mun, il maestro cui si deve la rinascita della tradizione dei monaci della foresta, il quale gli dischiude la via della meditazione. Si dedica allora a una pratica intensa, vivendo in foreste e caverne e nei luoghi di cremazione; nel 1954 si stabilisce in un boschetto nei pressi del villaggio natale. La malaria, la scarsità del cibo, i ripari poveri e precari non impediscono l'afflusso di numerosi discepoli; nasce così il Wat Pah Pong, il primo monastero della foresta, da cui hanno avuto origine un'ottantina di monasteri in tutta la Thailandia. La sua saggezza attira ben presto anche gli occidentali e nel 1975 sorge il Wat Pah Nanachat, il primo monastero della foresta per non thailandesi, affidato ad Achaan Sumedho, il suo discepolo americano più anziano, e concepito espressamente per incoraggiare gli occidentali alla meditazione e alla vita monastica. Questo libro è una raccolta di discorsi tenuti da Achaan Chah alle sue comunità di bhikkhu thailandesi. Sono insegnamenti che prendono vita da un contesto monastico, e sottolineano la disciplina e la rinuncia propria di quella condizione.
Non creare altra sofferenza
Achaan Thanavaro
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1993
pagine: 148
Se l'occhio non dorme. Centrare il cuore dello zen
Dennis Merzel Genpo
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1993
pagine: 148
Storia del taoismo. Dalle origini al XIV secolo
Isabelle Robinet
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1993
pagine: 244
Lasciar andare il fuoco. Gli insegnamenti di un monaco buddhista
Achaan Sumedho
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1992
pagine: 96
Quando vola l'aquila di ferro. Un buddhismo per l'Occidente
Ayya Khema
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1992
pagine: 176
Storia dell'India
Alain Daniélou
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1992
pagine: 384
La via della liberazione. Saggi e discorsi sull'autotrasformazione
Alan W. Watts
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1992
pagine: 112
Vedere. Dal samsara al nirvana
Christina Feldman
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1991
pagine: 144
Grazie alla profonda conoscenza della meditazione, acquisita sia con la pratica diretta sotto la guida di maestri orientali, sia come insegnante e maestra di meditazione in America e in Europa, l’autrice, mistica buddhista, è tra le persone più qualificate per identificare i problemi dell’uomo occidentale e indirizzarlo lungo una ricerca spirituale che lo porti alla realizzazione delle sue potenzialità. Secondo Christina Feldman, solo vedendo il nostro vero potenziale di esseri liberi, già illuminati, potremo trascendere i condizionamenti, i limiti autoimposti, la sofferenza legata all’incapacità di accettare noi stessi e il nostro mondo. Perché il desiderio di cambiare, perfezionarsi, illuminarsi, che anima tanti praticanti, non è forse solo un’ennesima conferma dell’attaccamento al proprio sé, identificato come il possessore di determinati contenuti mentali, di qualità negative da eliminare, di qualità positive da conservare e sviluppare? Solo con l’osservazione profonda della propria mente ci si rivelerà il vero scopo della meditazione, che non si propone né il raggiungimento di particolari esperienze ‘spirituali’ e gratificanti né il perfezionamento di determinati metodi, ma solo a dissolvere tutte le false credenze e tutti gli attaccamenti, permettendoci finalmente di vivere, con compassione e saggezza, nel mondo reale.
Il cuore dell'albero della Bodhi
Buddhadasa
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1991
pagine: 116
Come l’albero della bodhi sotto il quale il Buddha Siddharta raggiunse l’illuminazione è cavo, così il buddhismo si accentra sulla dottrina della vacuità, del vivere con una mente vuota, priva delle sensazioni di ‘io’ e ‘mio’. La dottrina della vacuità costituisce l’aspetto fondamentale del pensiero di Buddhadasa, uno dei maestri più significativi e discussi del buddhismo thailandese contemporaneo. Contrario da una parte all’ortodossia e al rigido dogmatismo scolastico, e dall’altra al buddhismo popolare inquinato dalle superstizioni, Buddhadasa ha dedicato tutta la vita allo studio dei sutta pali per risalire agli insegnamenti veramente capaci di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza. Senza cadere nel rigido settarismo delle posizioni mahayana e hinayana, si è sempre sforzato di rimanere fedele al buddhismo originario. I tre discorsi che compongono questo libro si accentrano sull’insegnamento e la pratica della sunnata, considerata la chiave per interpretare e mettere in pratica tutti gli altri concetti e metodi tradizionali. Risalendo ai molti passi del Canone pali in cui il Buddha stesso espone la dottrina della vacuità, e correggendo le credenze popolari sul kamma, la rinascita e l’accumulo dei meriti, Buddhadasa delinea un Dhamma essenziale, semplice e accessibile ai monaci e ai laici contemporanei.

