Velar: Blu. Messaggeri d'amore
La Madonna Addolorata
Graziano Pesenti
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
La devozione a Maria Addolorata è diffusa in tutto il mondo: molte città e paesi hanno chiese, santuari o cappelle a lei dedicate e in tanti luoghi di culto cattolici spesso si può contemplare un dipinto, una statua, un mosaico o una vetrata che rimandano alla Madre Addolorata. Il libretto si propone come un multiforme viaggio tra teologia, storia della devozione e arte, spiritualità, liturgia e tradizioni popolari, per ripercorrere e contemplare il mistero della Beata Vergine Maria, Mater dolorosa.
Venerabile Orsola Benincasa. Fondatrice delle suore Teatine dell'Immacolata Concezione
Massimiliano Taroni
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 47
Orsola Benincasa nasce a Napoli il 21 ottobre 1550, ultima di una numerosa famiglia. Orfana, ancora ragazzina, di entrambi i genitori, rimane in casa con la sorella Antonia e il fratello Francesco, avviato al sacerdozio. Quando anche Francesco e Antonia muoiono, Orsola decide di entrare in convento, ma al primo tentativo presso le Clarisse Cappuccine di Santa Maria in Gerusalemme non viene accettata. Orsola inizia a sperimentare estasi mistiche, durante le quali comprende che il Signore la chiama a ritirarsi in un luogo solitario che individua nel monte Sant’Elmo. Ella vi si stabilisce con alcuni suoi familiari, iniziando una vera e propria vita monastica. Su ispirazione mistica è condotta a Roma (3 maggio 1582) dal papa per comunicargli un messaggio divino che esorta alla riforma della cristianità intera. Il papa l’accoglie benevolmente, ma decide anche di istituire una commissione, per saggiare la veridicità degli eventi e delle parole di Orsola. Tra i membri della commissione inquisitoria c’è anche il sacerdote Filippo Neri. Orsola per vari mesi è messa duramente alla prova con umiliazioni, maltrattamenti, esorcismi, rigorosa clausura. Alla fine la commissione riconosce la sincerità di Orsola che, benedetta dal papa, ritorna nella sua terra: avrà il permesso di creare una comunità religiosa con le parenti che già vivono con lei a monte Sant'Elmo e con la possibilità di accogliere anche altre giovani. È il primo nucleo delle Oblate della Santissima Concezione di Maria Vergine Immacolata (che diventeranno poi le suore Teatine dell’Immacolata Concezione). Il 2 febbraio 1616 Orsola ha una rivelazione divina che la incoraggia a fondare un monastero di Romite della Santissima Concezione di Maria, il ramo contemplativo della sua famiglia religiosa. Dopo vari mesi di malattia a letto, Orsola Benincasa muore il 20 ottobre 1618.
San Domenico. Umile ministro della predicazione
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
San Domenico, fondatore dell’Ordine dei Predicatori, brilla di luce particolarmente vivida tra i santi che lungo i secoli furono animati da un intimo e irrefrenabile slancio missionario e avvertirono il desiderio di condividere e diffondere l’inestimabile dono della fede cristiana. Nato e vissuto nel Medioevo egli rimane un modello attuale anche ai nostri giorni ed offre insegnamenti preziosi da raccogliere. Ne tratteggiamo brevemente la vita perché chi si avvicina per la prima volta alla sua esemplare santità e all’Ordine da lui fondato divenga curioso di scoprirlo e conoscerlo più e meglio.
Mons. Antonio Maria Roveggio
Graziano Pesenti
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 46
"Conobbi il Servo di Dio nel seminario di Vicenza di cui egli era ex allievo. Parlò a noi seminaristi e chierici in una conferenza nella cappella del seminario, raccontando episodi della sua vita missionaria. Parlava bene, con entusiasmo e amore dell’Africa e di tutte quelle anime da salvare. Io ebbi di lui l’impressione di un uomo santo, di un’anima pia, di un vero apostolo. Così appariva anche dal suo contegno e dal suo modo di parlare. I superiori e quelli che erano più avanti di me negli studi parlavano tutti con ammirazione e venerazione di questo pioniere delle missioni africane, caduto giovane ancora sul campo del suo apostolato." (Da un testo scritto il 24 gennaio 1953 da Mons. Elia Dalla Costa). Prefazione di Venanzio Milani.
Sofia Rébold. Una vita per l'unità della Chiesa
Massimiliano Taroni
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
Sofia Rébold nasce a Forlì il 6 marzo 1859, in una famiglia originaria della Svizzera. Il padre, inizialmente di fede luterana, diventato cattolico, è sergente dell’esercito pontificio. I Rébold si spostano a Pesaro ma la giovane mamma di Sofia muore improvvisamente. Quando il padre è preso prigioniero in una battaglia contro l’esercito piemontese, la nonna materna si prende cura della piccola orfana. Ritornato a casa, il padre decide di trasferirsi in Svizzera e di riabbracciare l’originaria fede luterana, portando con sé Sofia a Berna. Il padre si risposa creando una nuova famiglia. Uno zio di Sofia la riporta a Roma dalla nonna. Nella Città Eterna, Sofia, il 4 novembre 1871, entra nel collegio tenuto dalle suore Figlie di Maria Santissima dell’Orto (Gianelline). Inaspettatamente viene rapita e portata dal padre in Svizzera. Diventata maggiorenne, Sofia decide di tornare a Roma e di diventare suora gianellina. Inizia il noviziato il 19 marzo 1876, cambiando il nome in Suor Maria Stanislaa. L’11 marzo 1877 fa la prima professione. Le viene affidato l’insegnamento e l’assistenza alle educande interne. Inviata per motivi di salute a Grottaferrata (RM), rimane nella nuova casa, trasformata in scuola per le bambine del paese. Ispirata dall’abate, Don Arsenio Pellegrini, e dalla sua amica Tersa Casini, fa la sua offerta di vittima al Sacro Cuore, unendo a questa spiritualità il suo impegno per l’unità tra le Chiese cristiane. Muore il 24 agosto 1886.
Venerabile Don Francesco Mottola. Perla del clero calabrese
Enzo Gabrieli
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
Francesco Mottola nasce a Tropea (VV) il 3 gennaio 1901. Cresce in un ambiente famigliare profondamente cristiano e piano piano si fa largo nel suo cuore il seme della vocazione sacerdotale. A dieci anni entra nel Seminario vescovile di Tropea. Nell’ottobre 1917, entra nel Seminario regionale “Pio X” di Catanzaro per completare gli studi e il 5 aprile 1924 viene ordinato presbitero. Subito dopo partecipa al concorso a parroco di Parghelia (VV) e lo vince, ma l’esperienza nella parrocchia dura solo un mese, dovendo rinunciarvi per motivi di salute. Dal 1929 al 1942 è chiamato a dirigere il Seminario vescovile di Tropea. Fonda i Sacerdoti Oblati (1930) e le Oblate del Sacro Cuore, ai quali affiancherà, in seguito, anche gli Oblati Laici. Nel 1931 è nominato Canonico Penitenziere della Cattedrale. Per attuare il suo sogno di “Carità integrale” crea le “Case della Carità” per ospitare bambini e anziani, poveri e disabili. Nel 1942 è colpito da una paresi che gli toglie persino l’uso della parola. Nonostante la sofferenza quotidiana, Don Mottola accetta con amore e speranza il sacrificio e la croce e continua instancabilmente la sua efficace e generosa azione pastorale. Muore santamente il 29 giugno 1969 a Tropea, nella sua casa paterna. È stato dichiarato Venerabile da Benedetto XVI il 17 dicembre 2007.
Sweita Katarzyna ze Sieny. Patronka Włoch i Europy. Ediz. polacca
Vittorio Peri
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 48
Edizione in lingua polacca di un'agile biografia di Caterina da Siena. In un tempo che riserva alle donne ben pochi spazi, Caterina si impegna per il ritorno del Papa da Avignone a Roma; è infermiera di lebbrosi, ambasciatrice di pace, consigliera dei Papi. La sua parola, sincera e tagliente come una lama, denuncia intrighi e personaggi del suo tempo.
San Barnaba. L'apostolo eletto dallo Spirito Santo
Stefano Della Sala, Cesare Silva
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 47
Cipro: Barnaba, il cui nome vero è Giuseppe, secondo gli Atti degli Apostoli, è nativo dell'isola di Cipro. Gerusalemme: Barnaba è un levita che diviene membro della primitiva comunità cristiana, tenuto in grande considerazione dagli apostoli e stimato da tutti. Egli diventa il garante di Paolo di Tarso appena convertito a Cristo e lo introduce, in forza della sua autorità, come uomo dello Spirito a Gerusalemme. Antiochia di Siria (oggi in Turchia): Barnaba è inviato ad Antiochia di Siria, dove introduce Paolo alla predicazione itinerante; tra il 46 e il 49, intraprende insieme a lui un lungo itinerario di evangelizzazione. Barnaba e Paolo partecipano al "Concilio di Gerusalemme", portando la gioiosa testimonianza delle numerose e straordinarie conversioni tra i pagani. Dopo un periodo ad Antiochia, le strade dei due apostoli si dividono. Secondo alcuni testi apocrifi, Barnaba viaggia con il cugino Giovanni Marco in Egitto e in Italia, prima di fare ritorno a Cipro. Salamina (Cipro): Si stabilisce a Salamina dove, a causa della sua predicazione e della fedeltà al vangelo, viene catturato, torturato atrocemente e lapidato dai Giudei. II giorno del martirio, secondo la tradizione, sarebbe avvenuto l’11 giugno dell'anno 61, data in cui ancora oggi l'apostolo è festeggiato.
Der Diener Gottes Pfarrer Heinrich Videsott unermüdlich und großherzig in Segnen un Zuhören
Michela Comploi
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 47
Enrico Videsott nasce il 3 luglio 1912 a Mantana, frazione di San Lorenzo di Sebato (BZ). Sin da ragazzino sente la vocazione sacerdotale. Nel 1932 inizia, con grande passione e diligenza, nel Seminario Maggiore Vescovile gli studi di teologia. A quasi venticinque anni, il 29 giugno 1937, è ordinato sacerdote nel duomo di Bressanone (BZ). Nei primi dieci anni viene destinato a diverse parrocchie: Vallarga, in Val Pusteria; Malles, in Val Venosta; Pieve di Marebbe, in Val Badia; Brunico; Cortina d’Ampezzo; Pieve di Livinallongo. Dovunque lascia un segno positivo della sua presenza per il suo comportamento affabile e amorevole. Nel 1947 diviene parroco a Mezzaselva, frazione di Fortezza (BZ). Nel 1964 arriva a La Valle (BZ), dove rimane fino alla sua morte, dapprima come parroco e poi come Pastore del popolo di Dio in pensione: sempre premuroso, instancabile ed esemplare. Il 9 dicembre 1999 muore nell’ospedale di Brunico (BZ).
Venerabile Edvige Carboni. La mistica della Sardegna
Ernesto Madau
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 47
Pozzomaggiore (SS): Edvige Carboni nasce il 2 maggio 1880 da piissimi genitori. Cresce buona e ubbidiente. Nel tempo vissuto nel suo paese d'origine dimostra membro vivo della comunità parrocchiale, assidua alle adunanze e ai Sacramenti, ottima catechista, insegnando il vangelo più con i fatti che con le parole. È una donna laboriosa, piena di premure e di affetto per tutti, apprezzata soprattutto per la sua modestia e umiltà. Edvige vive vari fenomeni mistici e beneficia di numerosi doni soprannaturali: estasi, levitazioni, incendi d'amore, spirito di profezia, bilocazione, animazione di sacre immagini, visite di angeli e santi; il 14 luglio 1911 riceve dal Signore le stimmate. Roma: nel novembre del 1929, per tener compagnia alla sorella Paolina e al papà, Edvige lascia il suo paese natale per trasferirsi nel Lazio. In questa regione, dopo essere state provvisoriamente a Marcellina Scalo, poi ad Agosta, Serrone, La Forma, Albano, Quadrato, Edvige e Paolina si stabiliscono a Roma, nel 1938. La carità di Edvige nell'assistenza ai malati, alle persone sole, agli anziani, ai bisognosi è straordinaria: la gioia di dare tutto a tutti è sempre in lei più forte e più grande di ogni rinuncia. Dopo una vita così particolare, vissuta "più in cielo che in terra", Edvige il 17 febbraio 1952 rende la sua anima a Dio pronunciando il nome di Gesù.
Il servo di Dio don Enrico Videsott. Con la mano sempre pronta a benedire
Michela Comploi
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 47
Mantana, frazione di San Lorenzo di Sebato (BZ): Enrico Videsott nasce il 3 luglio 1912. Cresce in una famiglia profondamente cristiana e sente nel cuore sin da giovanissimo di essere chiamato da Dio alla vocazione sacerdotale. Bressanone (BZ): Nel 1932 inizia, con grande passione e diligenza, nel Seminario maggiore vescovile gli studi di teologia. A quasi venticinque anni, il 29 giugno 1937, è ordinato sacerdote nel duomo di Bressanone. Nei primi dieci anni viene destinato a diverse parrocchie: Vallarga, in Val Pusteria; Malles, in Val Venosta; Pieve di Marebbe, in Val Badia; Brunico; Cortina d'Ampezzo; Pieve di Livinallongo. Dovunque lascia un segno positivo della sua presenza per il suo comportamento affabile e amorevole. Mezzaselva, frazione di Fortezza (BZ): nel 1948 diviene parroco a Mezzaselva. La Valle (BZ): nel 1964 arriva a La Valle, dove rimane fino alla sua morte, dapprima come parroco e poi come pastore del popolo di Dio in pensione: sempre premuroso, instancabile ed esemplare. Brunico (BZ): il 9 dicembre 1999 muore nell'ospedale di Brunico, riposa ora nella nuda terra, nel cimitero di La Valle, in un'umile tomba sempre coperta di tanti fiori e ceri. Prefazione di Duilio Peretti.
Padre Adriano Osmolowski o.f.m., esule per la fede
Davide Bisognin
Libro: Libro in brossura
editore: Velar
anno edizione: 2017
pagine: 47
Bielorussia: Pietro Osmolowski nasce il 13 dicembre 1838 ad Antonof in Bielorussia, regione situata allora all'estremità orientale della Polonia, ma occupata dalla Russia. La sua è una famiglia di nobili origini. Ben presto matura nel suo cuore la vocazione a servire Cristo. Entra tra i frati minori: nel convento di Minsk, il 19 settembre 1861, veste il saio francescano, assumendo il nome di frate Adriano. A causa di un'insurrezione dei polacchi contro il governo russo, i francescani vengono cacciati dal convento: frate Adriano trova ospitalità per tre anni nel seminario diocesano di Minsk; poi, insieme a un confratello, decide di partire esule per la Terra Santa. Gerusalemme: i due frati, il 19 ottobre 1866, arrivano a Giaffa per poi dirigersi a Gerusalemme, dove vengono accolti nel convento di San Salvatore. Il 13 giugno 1867, frate Adriano fa la professione solenne e il 28 marzo 1868 viene ordinato sacerdote. Resterà in Terra Santa per dieci anni. Gemona del Friuli (Udine): per motivi di salute torna in Europa e viene accolto nella provincia veneta dei frati minori, avendo come prima destinazione il convento di Gemona del Friuli. Nella provincia veneta vivrà ben 47 anni, esprimendo le sue più belle doti di frate e sacerdote, in particolare si distinguerà nel servizio del confessionale. A Gemona assolverà anche l'incarico di superiore del convento. Lonigo (Vicenza): nel gennaio 1911 padre Adriano è trasferito dai superiori nel convento di San Daniele di Lonigo: qui rimane sino alla morte, eccetto il periodo fra il 1913 e il 1916, vissuto nel convento di Monselice (Padova). Padre Adriano muore il 9 aprile 1924.

