Rizzoli: Bur teatro
Il padre-La signorina Julie
August Strindberg
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1993
pagine: 208
Il tema della donna moderna e il tema del rapporto uomo-donna sono al centro di questi due drammi e dell'interesse di Strindberg. Il femminismo emergente è sentito drammaticamente dall'autore svedese. Il padre delinea un duello psichico feroce tra moglie e marito, circa il dubbio sulla paternità della figlia, in cui il secondo esce sconfitto. La signorina Julie è invece l'implacabile vivisezione della seduzione reciproca di una contessa e di un servo e mette in gioco la lotta di classe e tutta la rivalsa della vita moderna contro le tradizioni.
L'uomo alla moda. Testo originale a fronte
George Etherege
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1993
pagine: 304
Ella si umilia per vincere. Testo inglese a fronte
Oliver Goldsmith
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1992
pagine: 288
L'anno è il 1773, il luogo la campagna inglese. L'azione si svolge in poche ore, dal tardo pomeriggio a notte fonda, ai Tre Piccioni e nella casa di Mr. Hardcastle. A dispetto del titolo il protagonista è Charles Marlow, un giovanotto londinese, ricco e raffinato, affetto dalla forma più comune di "degradazione della vita amorosa". S'imbarazza, si spaventa, balbetta di fronte alle signore del suo stesso rango. E' invece voglioso, appassionato e aggressivo con cameriere d'ogni specie. Kate Hardcastle, la brava fidanzata campagnola che il padre gli ha scelto, lo conquisterà con il vestito, il piglio di una cameriera e l'astuzia di uno stratega.
Cymbeline
William Shakespeare
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1989
pagine: 288
Prendendo le mosse da una novella del “Decameron”, l’intreccio di “Cymbeline”, complesso e ricco di elementi fiabeschi, ruota intorno alla scommessa di un marito vanesio sulla fedeltà di sua moglie. La storia ha sullo sfondo un’immaginaria guerra fra Roma e la Britannia che consente il sorprendente svelamento e il felice esito conclusivo per Imogen, l’eroina, perfetta sposa e inimitabile personaggio. Definito tecnicamente una tragicommedia – un dramma che consente di sperimentare tutte le emozioni della tragedia, godendo però del lieto fine della commedia – “Cymbeline” offre al lettore momenti di intensa drammaticità quali solo i monologhi di “Amleto” o di “Re Lear” possono dare, ma anche rasserenamenti improvvisi che anticipano la conclusione della “Tempesta”. Di entrambi gli atteggiamenti è sintesi efficace la battuta pacificatrice di re Cymbeline: “Perdono è una parola intensa, oggi, per tutti quanti”.
Le allegre comari di Windsor. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1985
pagine: 240
Sir John Falstaff manda la stessa lettera d'amore alla signora Ford e alla signora Page. Le donne, con l'aiuto di un'amica, decidono di punirlo e ad un primo appuntamento lo gettano nel Tamigi dentro una cesta di panni sporchi, al secondo lo bastonano e al terzo lo fanno assalire nella foresta da una schiera di finte fate e folletti. A questa storia si intreccia quella della figlia della signora Page che ha tre corteggiatori. Il primo è il prediletto del padre, il secondo quello della madre e infine il terzo è quello che la ragazza ama e con cui fugge.
Enrico V
William Shakespeare
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1985
pagine: 240
“Enrico V” s’incentra sul retroscena morale che caratterizza due nazioni al momento dello scontro fatale: l’orgogliosa sicurezza francese e il fermo contegno inglese nella sorte avversa. Nel campo inglese domina la figura di Enrico, in cui Shakespeare ha dipinto la naturale evoluzione del sovrano che da giovane scapestrato diviene il simbolo di un paese e di un popolo. Le scene comiche fanno da contraltare alla maturità e grandezza del principe Hal, che per poter affermare la propria regalità e divenire eroe nazionale deve però abbandonare l’incauto, amabile e spensierato Falstaff degli anni della gioventù. Ultimo dramma del ciclo delle storie inglesi, “Enrico V” è forse uno dei testi più popolari di Shakespeare e in molte sue parti si è identificato per secoli il senso stesso di una nazione.
Otello
William Shakespeare
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 272
Incalzante e senza respiro, “Otello” è forse la tragedia più intensa di Shakespeare. E certo, per ricchezza e varietà del linguaggio, acume psicologico e inventiva scenica, è il suo dramma più profondamente umano nella trattazione del bene e del male. E proprio dal conflitto tra bene e male, tra forza e insicurezza insito in ogni uomo nasce la tragedia di Otello. Generale della Repubblica di Venezia e invidiato marito della bella Desdemona, il moro Otello è nobile, valoroso, ammirato. Ma soffre anche di un irrisolto senso d’inferiorità sul quale fa leva il perfido Iago, la più grande e atroce figura di “cattivo” della storia del teatro, che lo fa cadere fra le spire della gelosia, “il mostro dagli occhi verdi che irride al cibo di cui si nutre”, in cui si dissolve il sogno di felicità e di pace del Moro.
La bottega del caffè
Carlo Goldoni
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 208
Con la propensione all'ascolto, originariamente determinata da un difetto visivo, don Marzio è il prototipo di quei frequentatori di caffè che sanno di questo e di quello, che raccolgono notizie dalla voce degli altri e dalle gazzette per farsene portavoce, senza la cura di controllarle e di verificarne la fondatezza, mescolando verità e invenzione. Nella bottega del caffè si nasconde una vena scientifico-filosofica caratteristica del diciottesimo secolo e non manca quel doppio livello di lettura, quell'aspetto metateatrale che più volte si ritrova nel Goldoni.
Romeo e Giulietta. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1983
pagine: 272
"Romeo e Giulietta" (1594-1595) è la tragedia dell'amore giovane in contrapposizione all'amore maturo di Antonio e Cleopatra: è la storia d'amore per eccellenza e lo è diventata proprio perchè è molto di più. Odio, amore, nelle sue più diverse espressioni, la vita in famiglia, la vita sociale... L'intenzione stessa di Shakespeare non era quella di scrivere un dramma sentimentale ma una "grande e ricca tragedia di passioni umane", qualunque esse siano. E' sì una celebrazione del sentimento più romantico e "più antico del mondo" ma con una consistenza assolutamente naturalistica e per questo attuale.

