La Vita Felice: Labirinti
La dousa votz ai auzida (la dolce voce ho ascoltato). Testo provenzale a fronte
Bernart De Ventadorn
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2008
pagine: 257
Primo libro di una trilogia di poeti provenzali curata da Piero Marcili. Una quarantina di canzoni d'amore in cui il sentimento è descritto, con straordinaria limpidezza espressiva, come languido e assorto smarrimento. Una delle canzoni più celebri che inizia "Quando vedo l'allodola..." ("Can vei la lauzeta...") descrive con espressioni forti e decise tutta la condizione di disperazione amorosa che il poeta vive a causa di "colei che niente mi donerà". Nell'incipit è immediatamente evidente il contrasto tra un ameno quadro naturalistico e l'incommensurabile tristezza del trovatore: "Ho visto la piccola allodola muovere di gioia / le ali in un raggio di sole / e abbandonarsi e lasciarsi cadere / per la dolcezza che nel cuore prova; / quanta invidia sento / per tutti coloro che vedo gioiosi". Echi della sua poesia si possono ritrovare in Petrarca.
Le poesie di Alda Merini
Alda Merini
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
Ridicul
Giampaolo Mascheroni
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 96
Haiku scelti. Testo giapponese in caratteri latini a fronte
Issa
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 125
Sono circa ventimila gli haiku di Issa conservati fino ai nostri giorni. Non deve meravigliare questo numero. Infatti questa breve poesia giapponese era molto diffusa nel tardo periodo di Edo, e altri poeti ne scrissero una quantità ancora maggiore. Issa, come appartenente al Buddismo della Terra Pura, si ispirò alla dottrina di Honen e di Shinran, che mette l'accento sulla fiducia nella misericordia infinita del Budda Amida e nell'abbandono nelle sue mani. Più che nello sforzo personale per ottenere la salvezza, ci si affida all'aiuto divino. Non è solo l'uomo che soffre, ma tutte le creature soffrono, anche il Budda. Issa intraprese lunghi viaggi per approfondire la sua arte. Ma è nella vita di ogni giorno che trovò la fonte delle sue ispirazioni. Issa dialoga non solo con gli uomini e con il Budda, ma anche con gli animali, con gli uccelli, gli insetti e i fiori. Gli haiku di Issa sono pieni di umorismo, anche quando esprimono sofferenza. Egli ride di se stesso e delle creature che incontra. Il suo rispetto e amore per la vita in tutte le sue forme fanno di Issa un poeta di grande attualità. I suoi haiku, oltre a trasmettere gioia, ci spingono ad amare la vita e gli esseri tutti.
Amnesia del movimento delle nuvole
Maria Attanasio
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 112
L'originalità e l'energia latente di questo bel libro sembrano matericamente risiedere in una condensazione di elementi eterogenei sinora ritenuti opposti o comunque non passibili di compenetrazione reciproca. Sono ravvisabili difatti mosse di spostamento drasticamente figurate, mescolanti "sofferenza intelligente" e piacere delle risorse linguistiche, ansimare quotidiano e fantasie di mutamento, abbandono alla bellezza della natura e misurazioni psicologicamente acuite di corpi, sentimenti, gesti. Con uno scritto di Giancarlo Majorino.
Amoretti. Testo inglese a fronte
Edmund Spenser
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2007
pagine: 196
"Gli Amoretti sono una raccolta di ottantanove piccole poesie d’amore, o meglio, di “piccoli cupidi verbali”, che non a caso si calano nella veste del sonetto. Spenser, volendo anch’egli scrivere un suo Canzoniere per l’amata Elizabeth, non può fare altro che guardare al Petrarca e ai suoi imitatori. Dal sonetto, dunque, non può prescindere, ma poiché ama intervenire creativamente sulle forme che mutua dai predecessori, ecco che i sonetti di Amoretti presentano elementi di novità e originalità. Per prima cosa, sono veri e propri emblemi, che non hanno bisogno di immagini perché sono essi stessi delle immagini, quasi un festone che richiama i cupidi e gli amorini di tanti dipinti e statue del tempo. [...] Ma gli Amoretti sono anche una struttura costruita con cura e sapienza, anzi un ciclo, che mima il ciclo delle stagioni (con grande rilievo dato naturalmente alla primavera), i tempi dell’anno liturgico (fra i quali spicca quello della Pasqua) e persino quelli nei quali sta prendendo corpo piano piano The Faerie Queene; i temi, pur convenzionali e scontati, si richiamano l’un l’altro con grazia e freschezza, intrecciando festoni concettuali paralleli ai festoni dei “cupidi verbali”." (Dall’introduzione di Bruno Gallo)
Le mura intorno. 80 poesie di Costantino Kavafis interpretate da Lorenza Franco. Testo greco a fronte
Konstantinos Kavafis
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 1998
pagine: 224
I canti dell'eremo. Testo giapponese in caratteri latini a fronte
Saigyo
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 1998
pagine: 154
Una delle poesie più amate dai giapponesi è: "Vorrei morire / a primavera / sotto i ciliegi in fiore, / nella luna piena / del secondo mese". È stata scritta dal monaco poeta Saigyo il quale, oltre che per il posto eminente occupato nella letteratura giapponese, è venerato come il "monaco santo" perché vissuto per cinquant'anni in un povero eremo o tra pellegrinaggi e santuari. Sato Norikiyo, conosciuto con il nome buddista di Saigyo, nacque a Kyoto nel 1118, negli ultimi anni dell'epoca Heian. Fin da ragazzo ricevette una severa educazione nelle arti marziali e nella letteratura. La sua brillante carriera di samurai, tuttavia, durò appena cinque anni. In una notte di luna, infatti, lasciò l'uniforme di capitano per indossare la tunica di monaco buddista. Tutte le poesie di Saigyo sono nella forma classica di tanka (poesia breve) e waka (poesia giapponese) in 5 versi e 31 sillabe. La raccolta comincia con la descrizione delle quattro stagioni, seguita dal tema dell'amore e da altri sentimenti come quelli provati durante i viaggi e le esperienze religiose.
Poesie. Haiku e scritti poetici. Testo giapponese a fronte
Matsuo Bashô
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 1997
pagine: 126
La poesia di Basho, frutto di una serrata ricerca letteraria e linguistica, condotta con gli strumenti colti propri della cultura classica cinese e giapponese e della filosofia Zen, è caratterizzata da un linguaggio chiaro e conciso, quasi rarefatto nella sua liricità. La compresenza di elementi del vivere quotidiano, spesso umili, e dei segni delle emozioni del poeta, immerso nella natura e in colloquio con gli antichi, in una mescolanza di bellezze universali e di oggetti comuni, di banale e caduco e di sublime ed eterno, è forse la massima espressione dell'opera di Basho.

