Luni Editrice
La stampa clandestina russa. Da Pasternak a Solzenicyn. La letteratura del samidzat (1957-1976)
Jurij Mal'Cev
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 464
C'è una letteratura che nasce senza tipografie, senza librerie, senza copertine: fogli battuti a macchina, copie con la carta
Foscolo a Milano
Gianfranco Acchiappati
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 352
Con "Foscolo a Milano", Gianfranco Acchiappati ci consegna un'immagine del poeta delle Ultime lettere di Iacopo Ortis e dei Se
Scrittori dal crepuscolo. Ritratti di letterati dall'Ottocento italiano
Stefano Cortese
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 208
Ci sono scrittori che sembrano condannati a un oblio perenne, quasi avessero trascorso la vita in un silenzio ininterrotto
Chi ben comincia... Gli esordi fulminei nella narrativa del Novecento
Massimo Romano
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 320
«Forse, in fondo, il primo libro è il solo che conta, forse bisognerebbe scrivere quello e basta»: così scriveva Italo Calvino
Memorie olimpiche
Pierre de Coubertin
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 240
Gli Scritti olimpici di Pierre de Coubertin restituiscono la voce di un autore che non pensò i Giochi come semplice spettacolo
Mendel e la memoria dei libri
Stefan Zweig
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 48
Per anni, nella penombra di un caffè viennese, Jakob Mendel vive come un astro immobile: non possiede quasi nulla, ma sa tutto
La collezione invisibile
Stefan Zweig
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 48
La collezione invisibile di Stefan Zweig è un testo breve, quasi pudico, capace però di aprire un varco in una questione enorm
Un uomo sulla via della mano vuota
Kenji Tokitsu
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 320
Chi è Kenji Tokitsu? Molti lo dipingono come un capace Maestro di arti marziali, altri come un letterato prestato alle discipl
Il ramo d'oro. Studio della magia e della religione
James George Frazer
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 384
Studiato e discusso da oltre un secolo come uno dei maggiori contributi all'antropologia culturale e alla storia del mito e de
L'incoerenza dell'incoerenza dei filosofi
Averroè
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 76
L’incoerenza dell’incoerenza dei filosofi – Tahâfut at-Tahâfut – qui presentato nella traduzione e cura di Massimo Campanini, composto nel 1179-80, è la risposta di Averroè al celebre attacco che al-Ghazālī (grande teologo persiano) scrisse contro i “filosofi” con il libro Incoerenza dei filosofi (in particolare Avicenna e la tradizione aristotelica). Il bersaglio non è soltanto una disputa fra scuole, ma il problema decisivo del pensiero medievale: quale rapporto lega la verità rivelata alla verità raggiunta dall’intelletto? Averroè sostiene che la filosofia, quando procede per dimostrazione, non è una minaccia per la fede: è piuttosto uno strumento legittimo per comprendere l’ordine del reale e, indirettamente, la sapienza del Creatore. L’opera entra nel vivo delle questioni più controverse: l’eternità del mondo, la natura della conoscenza divina, il nesso fra causa e miracolo, l’immortalità e l’intelletto. Averroè contesta le argomentazioni di al-Ghazālī punto per punto, distinguendo ciò che appartiene alla dialettica e alla retorica da ciò che può essere fondato su prove rigorose. Al tempo stesso, chiarisce che i testi sacri parlano a diversi livelli di comprensione: la lettera guida la comunità, l’interpretazione razionale (quando necessaria) evita contraddizioni apparenti e preserva il senso profondo. Ne emerge un libro di rara lucidità, che non oppone semplicemente “ragione” e “religione”, ma propone una gerarchia dei metodi e un’etica della lettura: pensare esige disciplina, competenza e responsabilità. Ancora oggi queste pagine mostrano come una civiltà possa discutere le proprie fondamenta senza rinunciare né al rigore intellettuale né alla serietà spirituale.
Sulla bibliofilia
Léon Duranville de
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 96
Che cos’è, davvero, la bibliofilia? Un semplice collezionismo di rarità, o una forma di conoscenza? In Sulla bibliofilia Léon de Duranville risponde a questa domanda non così banale come può sembrare, con un saggio breve e affilato, che unisce tono brillante e precisione concettuale. Il libro attraversa la “psicologia” del bibliofilo e, insieme, la materia concreta del libro: edizioni, tirature, qualità tipografica, carta, legature, provenienze, annotazioni, esemplari di pregio. Duranville mostra come il valore non sia riducibile al prezzo: nasce dalla storia dell’oggetto, dalla sua integrità, dalla sua rarità documentabile e dal suo posto nella tradizione editoriale. L’autore distingue con finezza il bibliofilo dal semplice accumulatore: non basta possedere, occorre saper riconoscere. Per questo la bibliofilia si avvicina alla bibliografia e alla filologia: richiede criteri, confronto tra stati e varianti, attenzione ai segni materiali che fanno di un volume un testimone unico. Il testo qui tradotto è una piccola teoria della cultura del libro: un invito a considerare il volume come forma, memoria e “presenza” del testo nel tempo. Letto oggi, Duranville aiuta a capire perché la passione per le prime edizioni, per i libri illustrati, per le copie d’autore o di provenienza non sia un vezzo elitario, ma un modo di custodire la storia della lettura. In un’epoca di smaterializzazione digitale, questo classico ricorda che ogni biblioteca è anche un ritratto: del gusto, dell’intelligenza e della cura con cui si sceglie ciò che vale la pena tramandare. Il volume, tradotto da Corrado Vatrella, è impreziosito da una introduzione di Antonio Castronuovo, grande esperto di bibliofilia, che incastona il testo di Duranville nella vastissima produzione francese della seconda metà dell’Ottocento dedicata al mondo del libro.
Il quaderno rosso
Benjamin Constant
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 64
A quarantacinque anni, Constant progetta di scrivere un’autobiografia, di cui questo Quaderno è il primo nucleo, rimasto però interrotto. Il racconto della sua infanzia e giovinezza termina poco prima della sua partenza per la Germania, nel febbraio 1788, dove il padre lo aveva finalmente sistemato e dove lo aspettavano un impiego a corte e il matrimonio, con tutte le responsabilità della vita adulta. Fino a quel momento, però, il giovane Constant vive un’esistenza agitata e girovaga. Orfano di madre, con un padre che in fondo non sa bene che farsene di lui, sballottato da un precettore all’altro, da un paese all’altro, è un ragazzo geniale e curioso, sprezzante e insofferente, imprevedibile e assetato di libertà. Constant rievoca con l’ironia disincantata del suo stile inconfondibile quel periodo della sua vita così anarchico, senza legami, trasgressivo. Come sempre, è il protagonista e allo stesso tempo l’osservatore divertito della propria esistenza. Le sue imprese giovanili sono folli, a volte tragicomiche, ma mai irrimediabili. I temi e i protagonisti fanno intravedere all’orizzonte le vicende del suo capolavoro, Adolphe, ma non è ancora arrivato il momento della maturità: il giovane e impulsivo Constant sfida le convenzioni, suo padre, l’autorità e si butta a capofitto nella vita, senza rimorsi. Scritti verso il 1812, dopo avere attraversato la Rivoluzione francese e l’avvento di Napoleone, questi ricordi di gioventù sembrano gettare un ultimo sguardo nostalgico a un mondo ormai cambiato per sempre.

