Aragno: Biblioteca Aragno
Joseph de Maistre
Charles Augustin de Sainte-Beuve
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2023
pagine: 182
Il ritratto letterario che Sainte-Beuve fece di Joseph de Maistre è senz'altro uno dei più suasivi, dei più lucidi. Tracciato vent'anni dopo la morte del sulfureo, luciferino, innominabile Conte, resta a oggi quello che più avvince. Sainte-Beuve ci mostra infatti de Maistre dal-la cuna all'avello, da Chambéry a San Pietroburgo, divagando, indagando. Mai i principi della sua ritrattistica letteraria hanno trovato più luminosa applicazione. Sainte-Beuve si metamorfizza in de Maistre, ne fuoresce; cerca di comprenderlo, poi se ne smarca; ne apprezza il frizzo speculativo, l'ammira, ed ecco che tosto lo canzona. Sempre - beninteso - col gusto della sfumatura, dell'ammicco sornione.
Collezionare libri
Mario Praz
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2023
pagine: 43
Anglista, comparatista, storico del gusto, Mario Praz è stato anche un collezionista, oltre che di mobili Impero, di libri rari e ricercati, primi fra tutti i volumi di emblemi e imprese. Se si può dire di lui che fosse un bibliofilo, non si può certo ascrivere alla schiera dei bibliomani: un libro gli interessa più per il contenuto che per la veste tipografica, seppur ad essa non insensibile. Tuttavia, non arriverebbe mai all'eccesso, ad esempio, di raccogliere edizioni su carta speciale o a tiratura limitata di «autori francesi moderni che possono leggersi in comuni edizioni in brossura». Del resto, per Praz, l'ideale del libro «non tagliato né aperto» è, senza mezzi termini, un ideale da «pervertiti».
Di buio in buio
Giorgio Manganelli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
"Dio, non perdonare chi poteva essere poeta e s'è perduto chi poteva essere santo e non è neppure un uomo." La poesia, croce e delizia, per Manganelli, ma anche la poesia come maledizione. La poesia che lo insegue, non gli dà respiro, "vuole essere scritta". E il Manga ubbidisce.
Quel badalone di Morgante
Giorgio Manganelli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2022
pagine: 316
"Ho scelto il Pulci, credo, perché non c'era nessuna ragione per farlo, perché il grado di immotivazione era enorme, letteralmente non c'era nessun motivo per farlo". È un grande atto di libertà, per il Manga, quello di scegliere, fra i tanti poemi epici, proprio il Morgante del Pulci. Non è un certo un classico poema cavalleresco, non mette in scena grandi virtù, ma anzi è impregnato di "grottesco" e di "mostruoso" È un testo "folkloristico", con un linguaggio spesso dialettale, a volte decisamente da caserma. È comunque un poema affascinante, ma certo non facile, che, come ebbe ad affermare lo stesso Manganelli: va un po' raccontato e un po' spiegato".
Le sponde del crepuscolo
Igor Fiatti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 530
Questo libro attraversa il tempo mitico e gli spazi metafisici della metamorfosi mitteleuropea. Dall'idealizzazione dell'Impero austroungarico si giunge alle declinazioni dell'Io dinnanzi ai confini e alle frontiere. L'esame delle molteplici componenti della Mitteleuropa ravvisa nelle opere letterarie tracce significative finora trascurate. Affiora così l'autenticità di un'esperienza complessa, aliena dalla semplificazione economico-culturale in essere nel continente europeo. Gli autori affrontati (Roth, Musil, Schnitzler, Hofmannsthal, Broch, Bernhard, Bachmann, Handke, Kafka, Rilke, Saba, Svevo, Krleža, Crnjanski, Ottlik, Márai, Esterházy, Kiš, Kundera, Miłosz, Kuśniewicz...) consentono di discernere le fratture tra centro e margini, tra letterature "maggiori" e "minori". Intessuta di storia, filosofia, politica e cultura, questa riflessione sulla Mitteleuropa e sull'homo mitteleuropaeus permette di comprendere meglio le questioni in divenire sull'Europa e sull'homo europaeus. Come scrive Claudio Magris nella prefazione, questo saggio "traccia finalmente una mappa totale della Mitteleuropa" e "dimostra inoltre come grandi eventi politici e secolari stratificazioni culturali diventino psicologia, modalità della sensibilità e del sentimento, finezza di percezione e corda del cuore".
Minerva oscura-Sotto il velame-La mirabile visione
Giovanni Pascoli
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Aragno
anno edizione: 2021
Lo scopo nel diritto. Volume Vol. 2
Rudolf Jhering von
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 702
Questo secondo volume dello Scopo nel diritto, nell'iniziale progetto dell'autore, doveva essere l'ultimo capitolo del primo volume e analizzare la nozione di 'scopo', punto focale dell'intera opera. Il motto premesso a entrambi i volumi - "Lo scopo è il creatore di tutto il diritto" - viene ampliato nel secondo volume, facendo dello scopo "il creatore dell'intero ordinamento morale", e quindi sociale. Questo passaggio dalle norme giuridiche alle norme sociali portò Jhering a dilatare la trattazione e a concludere: "È raro che uno scrittore abbia sbagliato i conti tanto quanto mi sono sbagliato io. Questo volume non solo non conclude l'opera, ma presenta anche un contenuto del tutto diverso da quanto avevo previsto". Per analizzare lo 'scopo' che plasma le regole sociali Jhering analizza la morale sociale nei suoi singoli aspetti: il costume sociale, la moda, l'abbigliamento, il decoro, il rispetto, la cortesia e la benevolenza, soffermandosi su abitudini sociali come la mancia, le buone maniere e le forme colloquiali. La pubblicazione su riviste di grande diffusione degli articoli sul tatto e sulla mancia lo rese celebre anche fuori dall'ambiente giuridico. Jhering morì prima di completare quest'opera. Il presente volume include due inediti: un addendum sulle buone maniere, inserito nel testo del presente volume, e un saggio sul tatto destinato a un terzo volume mai realizzato. L'attenzione di Jhering per la genesi sociale del diritto trovò ulteriori sviluppi nelle teorie antiformalistiche del Movimento del diritto libero e della Giurisprudenza degli interessi e fece di lui l'antesignano d'una moderna visione sociologica del diritto.
La delinquenza nella Rivoluzione francese
Cesare Lombroso
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 90
La Storia è sancita da un capriccio, l'uomo agisce da sonnambulo, ignaro che tra agnello e lupo, tra carne e carnefice, tra preda e predatore la distanza è una finestra, una filastrocca. Più che guida, egli è guidato dai dettami della bramosia, dalla necessità di uccidere, da ambigue ambizioni. In una frase, di epigrafica sapienza, Cesare Lombroso dice tutto: "Quella che si suole chiamare Rivoluzione dell'89, non fu che una grande rivolta e un grande delitto politico che servì ad aumentare una triste serie di comuni delitti". In una frase, appunto - sintetica sentenza che identifica la geologia dello stile, la prestanza stilistica - Lombroso riassume i temi fondamentali del dibattito: la Rivoluzione francese non fu una rivoluzione, "effetto lento, preparato, necessario… espressione storica della evoluzione" ma una rivolta, "precipitosa, artificiale", che risponde "a cause poco importanti, non di rado locali". La rivoluzione comporta un cambiamento radicale, la rivolta una muta superficiale, mediata, mediatica, presto sopita. La rivolta, soprattutto, è affamata di sangue, si afferma nel sangue, ne ha bisogno, proclama la felicità - "Lo scopo della società è la felicità comune", recita il primo articolo della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1793 - perché propugna l'infelicità.
Il profumo imperituro del tempo. Lettere e scritti (1893-1921)
Marcel Proust, Robert de Montesquiou
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2020
pagine: 816
Quando si conoscono, nella primavera del 1893 a una soirée da madame Lemaire, Proust è poco più che ventenne mentre Robert de Montesquiou, il poeta di nobile lignaggio nelle cui vene scorre sangue merovingio, si avvia alla quarantina. L'immagine di quell'incontro si fissa indelebile nella loro memoria. A tanti anni di distanza Marcel rimane ancora per Robert «il nostro giovanotto», mentre agli occhi eternamente fanciulleschi e deferenti di Proust il fatal conte appare sempre una «persona adulta», «siderale». Avido di duchesse e di arte, Marcel trova in un colpo solo il «sesamo» che apre le porte del palazzo Guermantes e il mentore in grado di iniziarlo ai segreti delle Muse. Montesquiou conosce e manovra gli ingranaggi che muovono la meccanica dell'alta società agonizzante, abitata da creature mitologiche e fantasticata da Proust attraverso l'acquario di Saint-Simon. Docile e ossequioso cortigiano del capriccioso conte Robert, Proust è tra i pochi a scorgere dietro al principe della decadenza, al dandy elegante ed eccentrico che ispira schiere di romanzieri e pittori, un incomparabile «professore di bellezza», una miniera inesauribile di erudizione e salacità, ostentata nella sua pirotecnica conversazione e nella sua copiosa produzione letteraria. Montesquiou è stata la personalità più straordinaria conosciuta in vita da Proust. Senza quell'incontro favoloso e la durevole, feconda amicizia che ne seguì, non avremmo non solo uno dei personaggi più inquietanti e tragici della letteratura moderna, il fantomatico barone di Charlus, ma probabilmente nemmeno l'intera Recherche così come la conosciamo. Prova ne è il loro corposo epistolario e gli scritti raccolti nel presente volume, permeati di simbolismo e poesia, tempestati di parole preziose cesellate da due orafi della scrittura. Da queste pagine d'una grazia infinita e profonda, esala un aroma incantevole e malinconico: il profumo imperituro del Tempo.
Pellegrino di Roma. La generazione dell'esodo
Ernesto Buonaiuti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2020
pagine: 720
«"Pellegrino di Roma", pubblicato nel 1945 con il sottotitolo La generazione dell'esodo, è ad un tempo il racconto della vita di Buonaiuti, la sua confessione, l'illustrazione della visione del cristianesimo e della missione di questo nel mondo contemporaneo ch'egli ebbe; il libro ci dice lo sviluppo e gli approfondimenti del suo pensiero intorno a tale missione, a tale rinnovamento del mondo, assillo costante della sua vita, il modo con cui gli apparivano società civile e società religiosa. C'è dentro tutto il pensiero di Buonaiuti; solo l'opera dello storico del cristianesimo resta appena accennata. Il libro contiene anche un quadro - ritratto da un particolare punto di vista, ma da un uomo che sapeva sempre riconoscere la buona fede degli avversari, di quelli che operavano mossi da una concezione del bene della Chiesa antitetica alla sua - del mondo ecclesiastico romano dagli ultimissimi anni del secolo scorso al primo periodo del pontificato di Pio XII. Libro quindi di somma importanza per chiunque nel tracciare la storia degli ultimi settant'anni non si attenga al deprecato schema che esclude quanto è movimento religioso, non menziona la Chiesa se non per le affermazioni politiche della S. Sede, i suoi contrasti con gli Stati; mentre quanto costituisce controversie religiose, graecum est, non legitur.» Carlo Arturo Jemolo
Sua eccellenza Italia. Storie e identità di un mito
Nino Aragno
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2020
pagine: 230
"L'Italia non è soltanto le vele di Scampia e il set diffuso di Gomorra, non è soltanto diseguaglianze sociali, economia in nero (quella criminale), una burocrazia inefficace e soffocante. Non è neanche quella del popolo in infradito di ferragosto, del viaggio di istruzione alle Maldive in mezza stagione. Del capodanno in baita come prescritto dal cine panettone. La cifra dell'Italia è la qualità, l'innovazione che prende il via dalle tradizioni, i territori e le comunità che, insieme alla cura del capitale umano, della cultura e della bellezza, sono parte attiva nella creazione di valore, anche economico. In una parola un'economia dolce e immateriale, basata sulla conoscenza, sulla valorizzazione dell'identità delle comunità e dei territori e sul rispetto dell'ambiente. Di gente che lavora duro in silenzio per la quale vengono prima i doveri e poi i diritti. Sono gli Italiani che pagano il conto per tutti e tengono in piedi il Paese."
Le sfide di Baruch Spinoza e di Pierre Bayle
Giuseppe Ricuperati
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2019
pagine: 413
L'autore, che è uno studioso ormai ottuagenario, riprende qui, una serie di saggi, scritti prevalentemente sulla "Rivista storica italiana", fondendoli in un lavoro che ha due giganteschi protagonisti, non a caso legati da un termine che indica il coraggio etico ed insieme politico di rivendicare anche al mondo di coloro che non si erano identificati in una religione, ma in una coraggiosa filosofia critica, la presenza di una morale laica che guidava le azioni del non credente e lo rendeva, malgrado la resistenza del contesto religioso, coerente e rispettoso di valori etici che tenevano conto di due lezioni diverse, la morale degli antichi e l' etica dei moderni in qualche modo a loro volta profondamente impegnative. Su questo terreno l'opera di Pietro Giannone, nata dopo l'Istoria civile, fra Vienna, cioè l'esilio forzato, e il carcere sabaudo, è forse l'esempio più coerente di una coraggiosa morale laica, cioè non condizionata da motivazioni religiose, ma civili. È in questo contesto che Spinoza e Bayle creano le premesse dell'ateo virtuoso, destinato a diventare una presenza non infrequente della secolarizzazione illuministica.

