Architettura
Il chiostro di Santa Maria sopra Minerva espressione della dottrina e della devozione dell'Ordine domenicano nell'architettura e nella decorazione
Laura Gigli, Marco Setti
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2025
pagine: 128
Il chiostro del Rosario, adiacente al lato Nord della Basilica di Santa Maria sopra Minerva, fu realizzato negli anni 1559-1566, per volere di Vincenzo Giustiniani, Maestro generale dell'Ordine, dall'architetto Guidetto Guidetti, al quale subentrò poi Cipriano da Prata. A pianta quadrangolare, a due ordini di arcate su pilastri (doppi negli angoli), coperti al piano terreno da volte a crociera, il chiostro, orientato secondo le direzioni N-S e E-O, con ingresso dalla piazza della Minerva, si struttura su 5 assi vuoti sui 4 lati, fiancheggiati da 24 pilastri sui quali si innestano le 7 campate per ciascun singolo lato (prima e ultima di snodo) riproponenti, i primi, il ritmo delle ore del giorno, le seconde quello settimanale. Sono stati mantenuti inoltre due monumenti funebri quattrocenteschi, rimessi in valore come preziose reliquie nel nuovo contesto. Il tema principale della decorazione è costituito dai Misteri del Rosario, devozione legata all'Ordine dei frati predicatori che la promosse fin dal XIII secolo, cui dettero rinnovato impulso, dopo il concilio di Trento, Pio V e lo stesso Vincenzo Giustiniani. Il secondo è costituito dalla raffigurazione di 32 sante, santi, beate e beati dell'Ordine, richiamato nello stemma delle volte delle campate, insieme a quelli del Giustiniani e del vescovo Andrea Fernandéz de Córdoba y Cavajal, primo committente della decorazione, al quale subentrò il card. Francesco Tarugi e poi il Generale Nicolò Ridolfi. Quest'ultimo affidò il coordinamento dell'impresa a Giovanni Luigi Valesio e alla cerchia dei suoi collaboratori. Il terzo tema sul fronte ovest illustra cinque scene legate alla vita spirituale di S. Tommaso d'Aquino. Si tratta di un programma che manifesta in architettura e in pittura il rinnovato trionfo delle finalità dell'Ordine, vale a dire la salvezza delle anime mediante la predicazione e l'insegnamento, in continuità con i grandi eventi del XVI secolo: la riforma protestante e il Concilio di Trento, nella cui ultima sessione del 3 dicembre 1565 era stato emanato il decreto sull'arte sacra. Il decreto, a fronte della negazione da parte dei luterani del valore delle immagini sacre, ne ribadiva il loro impiego in funzione del culto e con esso quello verso Maria. Di qui, anche, il fiorire della preghiera del Rosario della Vergine, soggetto di infinite pale d'altare e alla Minerva, ove viene associata alla vittoria di Lepanto, di un intero ciclo pittorico. Non solo: a fronte dei protestanti che deploravano il culto dei santi e negavano il valore delle opere ai fini della salvezza, nei sottarchi del chiostro, furono dipinti 32 beati e santi, resi riconoscibili tramite il loro nome e gli attributi che danno risalto alla loro azione su questa terra o alla modalità cruente del loro martirio, e persino le visioni, fenomeni, questi, rifiutati dalle chiese d'oltralpe e qui riproposti a sottolineare l'interconnessione di tutti i temi rappresentati.
Costruire l'arte. Palazzo Fodri a Cremona e il suo fregio in cotto
Angelo Giuseppe Landi
Libro: Libro rilegato
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2025
pagine: 224
Palazzo Fodri - e il fregio figurato che ne scandisce la facciata - rispecchiano le metamorfosi del mito del Rinascimento. La dimora quattrocentesca, assorbita un secolo dopo dal monastero di Santa Maria di Valverde, riacquista una propria visibilità nell'ultima grande stagione di Cremona, l'Illuminismo, grazie a una delle riforme più coraggiose, la razionalizzazione dell'assistenza. Ad essa contribuisce la soppressione di conventi e monasteri e la loro ridestinazione ad usi collettivi, entro un processo gestito lucidamente dal colto patriziato locale: Giuseppe Picenardi e Antonio Cattaneo a questo miravano, assegnando il palazzo e la chiesa al Monte di Pietà ed il resto del monastero alla Casa d'Industria, sotto il controllo dell'architetto di comune fiducia, Faustino Rodi. Da metà Ottocento, il "Rinascimento lombardo" vive il passaggio da eredità intellettuale a modello letterale, la decorazione in cotto diviene campo di applicazione per l'"arte industriale" su cui tanto si contava per qualificare l'edilizia e gli oggetti d'uso, ma anche sostenere lo sviluppo economico. Infine negli anni Trenta, il restauro di palazzo Fodri, con le sue copie di busti e di modanature, chiude tardivamente un'epoca, pur limitando l'incolta invenzione del passato che segna quei decenni bui. In ombra è rimasto il modo in cui le immagini tanto ammirate si concretavano in manufatti che occorreva poi rifinire e proteggere, e nel tempo mantenere. L'arte non è sola espressione, ma costruzione, con le sue raffinatezze ed i suoi limiti: questa dimensione - di fonte e di testimonianza storica - si conserva nel mutare dei miti, evitando, anche a questa scala, ritorni a condizioni d'origine, o pro tempore giudicate ottimali, disperdendo cioè risorse molto scarse rispetto al patrimonio da salvaguardare.
L'illuminotecnica per l'arte e per il vivere. Luce buona, Luce sporca. Il valore della luce tra scienza, cultura e progetto
Augusto Cesare Grillo
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2025
pagine: 176
Perché accettiamo di vivere immersi in una luce "sporca"? Nessuno berrebbe acqua torbida o si laverebbe con liquido impuro. Eppure, quando si tratta di luce - elemento vitale tanto quanto l'acqua - ci accontentiamo troppo spesso di fonti luminose scadenti, fredde, distorte. Questo libro nasce da una domanda urgente: che cosa distingue una "luce buona" da una "luce sporca"? L'illuminotecnica per l'arte e per il vivere è un viaggio attraverso scienza, arte, architettura e cultura per riscoprire il valore della luce nella progettazione degli spazi e nella qualità della nostra vita quotidiana. Dalla fisica alla fisiologia della visione, dal Rinascimento a Pompei, dalle case giapponesi agli spazi urbani contemporanei, il testo esplora la luce come fenomeno complesso e multidimensionale: energia, percezione, cultura e cura. Con uno sguardo interdisciplinare, il libro svela come la qualità della luce incida sul nostro benessere, sul sonno, sulla vista, sulle emozioni e sul senso dello spazio. E ci invita a non accontentarci di un'illuminazione qualsiasi, ma a pretendere una luce che nutra, protegga e valorizzi ciò che ci circonda.
La natura in città. Il contributo del verde alla resilienza ed alla giustizia ambientale nelle aree urbane
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 164
Il volume affronta il tema dei Servizi Ecosistemici (SE) nelle città contemporanee, considerate sistemi complessi in cui natura e società interagiscono in modo dinamico. Gli ecosistemi urbani forniscono benefici essenziali — dalla regolazione del microclima al controllo del deflusso idrico, fino alle opportunità di benessere e svago — che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla sostenibilità delle aree urbane. Attraverso una solida analisi della letteratura su infrastrutture verdi e blu e soluzioni basate sulla natura, il libro propone un approccio metodologico interdisciplinare per mappare e valutare i SE, così da integrarli nei processi decisionali e nelle politiche di pianificazione urbana. Il modello concettuale elaborato mira a rafforzare la resilienza urbana, con particolare attenzione alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, al miglioramento del benessere collettivo e alla promozione della giustizia ambientale. Due casi di studio — le città di Bologna e Barcellona — consentono di applicare e testare concretamente il quadro teorico, offrendo strumenti utili per la progettazione sostenibile e la governance partecipata delle città del futuro.
Il disegno mobile. Nell'arredo e nella grafica di Duilio Cambellotti
Sereno Innocenti
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 64
Il titolo gioca sulla doppia possibilità di interpretazione del vocabolo “mobile”, sia inteso come oggetto d’arredo che come aggettivo del disegno. Quest’ultimo trova ampio respiro nelle pagine del libro, sviluppato attraverso una serie di tavole a colori materialmente realizzate a mano dall’autore. Un disegno “mobile” e dinamico che, con il suo carattere di segno colore e animazione, cerca di dare espressione ad una raccolta di mobili d’arredo, appartenuti ad una collezione privata. La rappresentazione diventa un medium importante non solo per poter integrare l’immagine al testo, ma vuole anche divenire la possibile figurazione dello spirito forte, ma altresì sensibile di Duilio Cambellotti. Un disegno “mobile” nella sua accezione, questa vota applicata alla grafica, trova spazio nella seconda parte del libro. Le incisioni del poliedrico Cambellotti, raccolte a campione, sono sottoposte ad un’analisi utopica di quelli che possono essere stati i progetti geometrici e le linee di forza della loro composizione grafica. Nella sintesi con cui l’autore del saggio, ibridizzando le immagini con un segno rosso, non solo ne suggerisce la sua personale interpretazione, ma esorta ed invita il lettore a fare graficamente altrettanto tramite degli esercizi interattivi, per poter iniziare, cimentarsi o continuare a praticare il fantastico mondo del disegno.
Studi sulla Santissima Annunziata di Firenze in memoria di Eugenio Casalini osm
Libro
editore: EDIFIR
anno edizione: 2025
pagine: 386
Il volume è un omaggio a padre Lamberto, studioso dei Servi di Maria e della Santissima Annunziata di Firenze, ricordato per il suo rigore e la sua generosità intellettuale. Raccoglie sedici saggi, tra cui un inedito dell’autore, divisi tra gli atti del convegno del 2016 e contributi di studiosi che ne proseguono gli insegnamenti. Il titolo, Mi ricordo in Gioventù, haver’sentito attestare da quei Padri…, esprime il valore della memoria come punto di partenza della ricerca. Il libro unisce così tributo e approfondimento scientifico, proseguendo l’eredità culturale di padre Lamberto.
Il giardino di Palazzo Pfanner a Lucca. Storia e restauro
Giorgio Galletti
Libro: Libro rilegato
editore: Maria Pacini Fazzi Editore
anno edizione: 2025
pagine: 134
Dai primi del Settecento, il giardino di Palazzo Pfanner sorge nel centro storico di Lucca in prossimità delle Mura urbane dalla cui sommità è possibile vederne in lontananza piccoli scorci di impareggiabile bellezza. Dotato di uno spiccato carattere scenografico, questo giardino all’italiana si sviluppa in sette aree geometriche a manto erboso circoscritte da vialetti in ghiaia perimetrati da antiche conche di limoni. Fulcro del giardino è la vasca ottagonale, posizionata al centro del viale principale che collega il Palazzo alla limonaia. Quest’ultima, provvista di ampie finestrature intercalate ciascuna da spalliere di melangoli e allori, svolge da secoli la funzione di ricovero e protezione invernale per le piante di agrumi in vaso. Lungo il viale centrale, ad accentuarne la profondità, si stagliano eleganti statue a soggetto allegorico e mitologico, mentre sul vialetto ad esso ortogonale si sviluppa il resto del giardino con due boschetti ottocenteschi di bambù e due cabinets di alloro. Entrambi i percorsi sono bordati da un numero considerevole di antiche conche di limoni alternate a piante di rose. Il giardino, con la sua teatralità, le siepi squadrate, le statue marmoree e le pregevoli architetture che lo circondano, è uno spazio arioso ed equilibrato che si rapporta armoniosamente con le Mura della città e con il vicino campanile della basilica di San Frediano, creando un contesto paesaggistico di grande bellezza. A metà Ottocento il giardino, nella parte prospiciente il Palazzo, accolse il birrificio artigianale di Felix Pfanner, birraio austriaco nativo di Hörbranz, giunto a Lucca in seguito a un decreto del 1845 con cui il Duca Carlo Lodovico di Borbone aveva fatto richiesta per sé e per la città di «un abile fabbricatore tedesco di birra».
23400mm verso il cielo
Mario Sicolo
Libro: Libro in brossura
editore: Secop
anno edizione: 2025
pagine: 36
L'Ingegneria Civile ha sicuramente rappresentato una disciplina che ha assunto un ruolo primario nell’ambito di questo sforzo comune, in quanto finalizzata alla ricostruzione materiale, economica e sociale del Paese in rapporto alle mutate esigenze che lo sviluppo socio-culturale manifestava.
Case portoghesi. Organizzazione dello spazio dell’abitare sociale in Portogallo (1989-2007)
Santiago Gomes
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 324
Negli ultimi anni, la questione residenziale sembra aver riconquistato un ruolo centrale nel dibattito pubblico. Sul piano istituzionale il tema del diritto alla casa accessibile e di qualità articola discorsi e iniziative ed è finalmente protagonista delle linee strategiche dell’Unione europea, mentre si moltiplicano le esperienze che, a partire dall’autorganizzazione delle comunità, sperimentano forme innovative di produzione, promozione e gestione dello spazio dell’abitare. La nuova stagione della casa che sembra delinearsi, fondata su modelli abitativi partecipativi e collaborativi nuovi, richiede di attualizzare i termini della ricerca sugli aspetti tipologico-distributivi e sulle implicazioni che i mutamenti nei modi d’uso e nelle forme di accesso all’abitare producono nella configurazione materiale dello spazio domestico. In tal senso, questo libro propone la ripresa e l’impiego di strumenti e metodologie di analisi classici propri della disciplina per condurre una lettura della straordinaria continuità della produzione di edilizia residenziale sociale in Portogallo. Attraverso l’analisi grafica comparata, individua ricorrenze, rotture e innovazioni nei modelli di organizzazione dello spazio, restituendo all’architettura i caratteri di un sapere scientifico operativo per la trasformazione e il progetto dell’habitat.
Riabitare il quartiere fragile
Cinzia Didonna
Libro: Libro in brossura
editore: Tab edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 276
Il progetto di architettura è qui inteso come un processo di conoscenza e trasformazione, fondato sull'ascolto dell'esistente e sulla sua capacità di generare nuove forme di abitare. La ricerca indaga come i contesti fragili – segnati da discontinuità, obsolescenza e marginalità – possano diventare laboratori di rigenerazione attraverso il valore del costruito e delle pratiche quotidiane. Attraverso l'analisi del caso studio, il quartiere Case Nuove a Rosarno, condotta tramite due atlanti complementari, morfologico e fenomenologico, si costruisce una tassonomia di strategie progettuali fondate su criteri di adattabilità, inclusività e riconfigurazione incrementale. Le tre fasi, Imparare, Interpretare e Progettare, ripensano il progetto come azione critica e trasformativa, capace di riconoscere il valore latente dei luoghi e di trasformare la fragilità in occasione progettuale e di nuova abitabilità.
La Fontana Maggiore di Perugia. Rileggere il monumento della città medievale
Eugenia Salvadori
Libro: Libro in brossura
editore: Silvana
anno edizione: 2025
pagine: 168
La Fontana Maggiore di Perugia è la fontana più famosa del Medioevo, capolavoro del gotico italiano. Costruita tra il 1277 e il 1278, concluse la lunga impresa dell’acquedotto di Monte Pacciano e fu il punto di partenza della riorganizzazione urbanistica della piazza principale della città, specchio della profonda trasformazione istituzionale, economica e culturale di quegli anni, connessa all’avvento al potere di una nuova forza politica: il Popolo. Numerosi studi sono stati dedicati a questo monumento, la cui importanza non risiede solo nella singolare struttura architettonica o nel coinvolgimento nel suo cantiere di alcuni dei più celebri artisti dell’epoca, come Nicola e Giovanni Pisano, ma anche nella presenza di un complesso programma iconografico. Restano però interrogativi aperti e aspetti chiave che meritano di essere approfonditi. Arnolfo di Cambio ebbe un ruolo nell’opera? L’architettura della Fontana Maggiore può essere considerata davvero inedita o esistono dei precedenti? Quali messaggi voleva comunicare un programma iconografico così articolato in rapporto all’ideologia della committenza? Chi ne fu l’ideatore? Esiste una connessione tra la Fontana Maggiore e la fontana pedis platee, realizzata pochi anni dopo proprio da Arnolfo? Prendendo le mosse dalle molte questioni ancora aperte, questa pubblicazione riesamina la storia del monumento, il progetto architettonico e le maestranze coinvolte. Punto di arrivo è una nuova interpretazione del programma iconografico, basata sull’analisi di quel particolare contesto storico, politico e giuridico in cui venne ideata la fontana e sul suo eccezionale rilievo simbolico per la Perugia medievale.
Pensare attraverso la forma. Tra didattica e ricerca al Politecnico di Bari
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 148
Interrogandoci sui valori che informano il nostro cammino, nella pratica e nell’insegnamento dell’architettura, emerge una questione cruciale, se non fondativa, per il nostro stesso agire, che impone la necessità di collocarsi, di prendere posizione. Qual è, oggi, il ruolo riconosciuto all’architettura? Quali sono i modi e i valori della sua esistenza? Domande difficili e forse anche divisive, eppure cruciali per chi decide di partecipare, con responsabilità, a un percorso di formazione in architettura. Intorno a questo interrogativo, questo volume si offre come un’occasione di confronto tra alcuni ricercatori del Dipartimento di Architettura Costruzione e Design del Politecnico di Bari, impegnati come docenti nella didattica del progetto di architettura.

