Giuffrè: Il codice civile. Commentario
Il conto corrente. Artt. 1823-1833
Dario Scarpa
Libro
editore: Giuffrè
anno edizione: 2018
pagine: XXV-346
Il contratto di conto corrente, nella sua forma ordinaria, deve essere riletto e interpretato in funzione di chiarire i tratti tipologici dell'istituto a confronto con fattispecie contrattuali che presentano elementi di vicinanza giuridica. Lo studio del conto corrente ha portato ad analizzare gli elementi scriminanti della reciprocità, della facoltatività e della libertà delle rimesse in conto ad opera dei correntisti per, poi, trattare della compensabilità dei crediti quale tratto qualificante, in senso assiologico, il contratto di conto corrente. La trattazione del conto corrente ha, altresì, riguardato, a livello societario, il fenomeno del c.d. cash pooling all'interno della regolamentazione dei flussi finanziari di gruppi di società, con particolare attenzione alle dinamiche interne alle singole società partecipanti. Infine, lo studio ha ricompreso le tematiche della invalidità e delle garanzie delle rimesse, della approvazione e della chiusura del conto corrente, oltre che dell'ipotesi di recesso del correntista.
La tutela giurisdizionale dei diritti. Art. 2907
Augusto Chizzini
Libro
editore: Giuffrè
anno edizione: 2018
pagine: XLIV-790
L'autore compie una completa ed articolata disamina circa i principi che regolano l’esercizio della funzione giurisdizionale nell'attuale ordinamento, alla luce sia delle norme costituzionali (artt. 24 e 111), che hanno ripreso e rafforzato la regola contenuta nell'art. 2907 c.c., sia della disciplina processuale, quale recepita dal codice di rito alla stregua della migliore tradizione della scienza processuale (Parte I, Sez. I); segue una attenta descrizione critica delle linee essenziali del sistema nel quale la funzione si estrinseca e dei suoi confini (Parte I, Sez. II). Alla stregua di queste coordinate poi si esamina più direttamente il tema dell'identificazione della domanda giudiziale e dei suoi effetti, cercando di svolgere, con coerenza, il principio comunemente recepito secondo il quale l'oggetto del processo s'incentra sul diritto soggettivo: si giunge così a escludere che la causa petendi sia di per se stessa elemento d'identificazione della domanda, superandosi la vecchia (ora inadeguata) idea ricostruttiva fondata ancora sull'actio d'impostazione romanistica, con tutte le conseguenze che ne derivano, soprattutto in tema di concorso di azioni e di diritti, infine di modifica della domanda (Parte II, Sez. I). Conclude il volume una valutazione delle preminenti forme di tutela che l'ordinamento riconosce alle singole situazioni soggettive, in relazione alle diverse tipologie di lesione (Parte II, Sez. II).

