Orthotes
Il mondo naturale come problema filosofico
Jan Patocka
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 294
Espressione dell’adesione alla filosofia fenomenologica, ma anche della frequentazione del fecondo ambiente culturale praghese del tempo, Il mondo naturale come problema filosofico (1936) costituisce un’opera giovanile, ma già fondamentale di Jan Patočka. Preparata come tesi di abilitazione per l’insegnamento accademico, essa è stata considerata il primo contributo critico sul tema della Lebenswelt, così come in quello stesso periodo veniva articolato nelle pagine della Crisi delle scienze europee di Edmund Husserl. La questione costituisce, in effetti, un leit motiv all’interno della produzione patočkiana. Se, tuttavia, nel testo del 1936 il pensatore boemo sottoscrive quasi senza riserve il metodo della riduzione trascendentale, negli anni successivi avanzerà delle istanze sempre più critiche nei confronti del soggettivismo husserliano. Testimonianza ineludibile di siffatto ripensamento saranno due testi supplementari, inclusi in questa prima edizione italiana: la lunga Meditazione, allegata alla seconda edizione ceca della Habilitationsschrift e pubblicata nel 1970, nonché la Postfazione alla prima edizione francese dell’opera, pubblicata nel 1976.
Sul cambiare il mondo! Una lettura metadisciplinare di Guy Ernest Debord
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 158
Guy Ernest Debord (1931-1992) visionario e “cattivo maestro” del pensiero radicale ha svelato con sorprendente anticipo la logica dello spettacolo che oggi plasma algoritmi, social network e realtà aumentata. Questo volume corale propone una rilettura metadisciplinare della sua opera, intrecciando filosofia, sociologia e pedagogia in un orizzonte critico e attualissimo. Decostruire le immagini, ribaltare i significati, creare situazioni, radicalizzare i processi educativi: pratiche di emancipazione che diventano strumenti indispensabili per orientarsi nella condizione ipermediatizzata del XXI secolo. Le parole di Debord attraversano la superficie scintillante delle piattaforme digitali e ne incrinano la patina, mostrando l’urgenza di uno sguardo libero. Questo libro è una bussola teorica ed esistenziale: una mappa per chi desidera smarrirsi con coscienza e ritrovare il reale oltre la messa in scena. Saggi di: Alfonso Amendola, Nello Barile, Alessandro Ciasullo, Vanni Codeluppi, Mario Costa, Vincenzo Cuomo, Monica Di Domenico, Alfredo Pio Di Tore, Marcello Francolini, Antonio Lucci, Alessia Sozio
Tra il cristallo e il fumo. Saggio sull’organizzazione del vivente
Henri Atlan
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 324
I sistemi viventi non hanno mai smesso di sorprenderci. Il tentativo di ridurre la loro struttura e le loro funzioni alle interazioni molecolari ha avuto come esito quello di far emergere regole di organizzazione insospettate, la cui logica conduce a un ripensamento e a un rinnovamento del pensiero razionale. Come distinguiamo tra diversi ordini di natura? Come riconosciamo un sistema vivente? In cosa consiste la sua capacità auto-organizzativa? Come si originano i suoi significati? Come ne misuriamo la complessità funzionale e strutturale? Tra il cristallo e il fumo esplora il problema dell’auto-organizzazione alla luce del rapporto tra necessità e contingenza. Estendendo l’analisi dal livello biologico a quello psichico e sociale, l’auto-organizzazione appare come una generazione continua di forme e di senso, in bilico tra due estremi: l’ordine morto del cristallo, il disordine impalpabile del fumo. Collocandosi all’incrocio tra scienza della natura, filosofia della scienza e scienze umane, il volume offre una riflessione teorica sul vivente che ne ridefinisce i confini epistemologici e ne illumina le implicazioni culturali e storiche.
Corpi dispensabili. La frontiera sperimentale e la sperimentazione alla frontiera
Emilia Marra
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 134
Corpi dispensabili è una indagine filosofica sulle caratteristiche storiche e politiche di quelle figure liminali che il diritto esclude affinché scienza, medicina e tecnologia possano farne il proprio avamposto sperimentale. La traiettoria genealogica proposta mostra come la produzione del sapere si fondi sulla gerarchizzazione dei corpi e sulla normalizzazione di vite sacrificabili, il cui archetipo epistemologico è il moribondo. Oggi il corpo del migrante eredita questa funzione – storicamente svolta da condannati a morte, folli, orfani, indigenti, vagabondi: colui che attraversa fisicamente una frontiera sempre più tecnologica si trova al contempo alla frontiera della pratica sperimentale, per la quale rappresenta il primo terreno di prova per l’addestramento di dispositivi algoritmici e per l’ottimizzazione di tecnologie predittive. Le normative europee più recenti – dall’AI Act al Patto su migrazione e asilo – non arginano questa deriva, ma al contrario contribuiscono alla determinazione di una dimensione extra legem in cui la vulnerabilità si trasforma in risorsa economica e la frontiera in laboratorio opaco di implementazione delle nuove tecnologie.
Etica del ritmo. Freud, Lévi-Strauss, Deleuze
Enrico Redaelli
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 278
Un passo indietro e due avanti. È questo il movimento compiuto dalla psicoanalisi di Freud, dall’antropologia di Lévi-Strauss e dalla filosofia di Deleuze. Tre discipline con oggetti di studio diversi ma tra loro inestricabili: l’uomo, la società, il mondo. Tre pratiche in cui il sapere è soltanto l’occasione di un esercizio, lo slancio per compiere un moto ritmico. In tutti e tre i casi non c’è niente da sapere, c’è solo da fare. Un passo indietro per intercettare la potenza, due avanti per rimetterla in gioco. È in questo movimento danzante che prende forma un certo modo di frequentare e praticare la psicoanalisi, l’antropologia, la filosofia. Un modo pragmatico, non dogmatico, del tutto immanente. Un’etica del ritmo.
La mia vita
Oskar Kokoschka
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 304
«Dirò ciò che ho visto, poiché sono un uomo che conosce il mondo con gli occhi», «Concepisco la vita e la morte in termini di colore». Il pittore Kokoschka narra i quadri della sua vita. Rapidi schizzi, larghe pennellate di colore per l’infanzia, la giovinezza per gli anni nella «Grande Vienna» del primo Novecento e a Berlino; l’incontro devastante con Alma Mahler e la parentesi nera della guerra con le gravi ferite nel corpo; poi gli anni di Dresda, Praga, Londra e Montreux con le nuove esperienze e i numerosi incontri che lo videro protagonista nella cultura del XX secolo. Uomo aspro, roccioso, trasgressivo, Oskar Kokoschka riempie di sé ogni pagina e con la scrittura e nella parola dipinge le sue fantasie, le sue arbitrarie certezze. «Non sono riformatore», «Non seguo le mode», «Non amo l’umanità». Autobiografia come autoritratto. La sua imponente figura in primo piano s’impone con tale prepotenza da respingere sullo sfondo eventi e personaggi: Klimt, Loos, Kraus, Cassirer, Liebermann, Schönberg, Furtwängler, Casals.
La crisi dell'individuo
Theodor W. Adorno
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 166
La crisi del liberalismo e della famiglia borghese, gli esperimenti totalitari del nazionalsocialismo e del capitalismo di stato sovietico, l’avvento della società di massa e dell’industria culturale sono per Theodor W. Adorno momenti di una grande trasformazione, destinata ad abbattere la struttura psicologica tradizionale del soggetto autonomo. La disarticolazione dell’esistenza singolare è così la chiave per decifrare le patologie sociali del presente e per delineare i tratti del nuovo tipo umano in formazione. Gli scritti qui raccolti – saggi, abbozzi e frammenti inediti composti tra il 1940 e il 1954 – documentano come le meditazioni di Adorno sulla crisi dell’individuo e sulla distruzione dell’esperienza si intreccino con il progetto di una «nuova antropologia» che faccia i conti con la metamorfosi biopolitica in atto. Nel mondo delle grandi organizzazioni i dispositivi di amministrazione della vita plasmano sempre più dall’interno il soggetto sin nel suo elemento naturale. Di tale mutazione è segno la centralità del corpo nudo che si manifesta in fenomeni diversi ma convergenti quali l’estetica mortuaria del fascismo, la fisicità anestetizzata del cinema, l’igiene sportiva di massa. Ma questo profondo rivolgimento non comporta solo la liquidazione della vecchia forma di vita e della struttura monadica dell’io. La crisi è anche l’occasione per un ripensamento ex novo dell’individualità sia nel suo potenziale critico – quale pietra d’inciampo e momento di resistenza al dominio – sia nel suo ruolo creativo di forme inedite di azione solidale.
Discorso di Cristo morto
Jean Paul
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 102
«E quando Cristo scorse l'urto dei mondi in tumulto, la danzante fiaccolata dei celesti fuochi fatui e i banchi corallini di pulsanti cuori, e quando vide come una sfera dopo l'altra andava versando sul mare dei morti le sue anime corrose d'intima fiamma, così come un globo d'acqua sparge natanti luci sulle onde, grandeggiando come il più nobile tra i figli della finitudine, levò in alto gli occhi, contro il nulla e la vuota immensità, e disse: Quando annienterete l'universo e me?». Postfazione di Ubaldo Fadini.
Il bello musicale
Eduard Hanslick
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 132
Pubblicato nel 1854 "Il bello musicale" suscitò grande scalpore nel mondo culturale e artistico, e ben presto fu tradotto in tutte le lingue europee. Con questo scritto Eduard Hanslick rivoluzionava l'estetica musicale ed insegnava a "saper udire" la musica per quella che essa veramente è: pura forma, al di là di qualsiasi rappresentazione sentimentale e psicologica. Su questo famoso libro si è orientata poi tutta la cultura musicale contemporanea.
Lampedusa/Gaza. L’orologio coloniale e i linguaggi interrotti
Iain Chambers
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 194
Questo libro esplora le intersezioni tra migrazione, arte e colonialismo, interrogando il Mediterraneo e Gaza come uno spaziotempo plasmato da rapporti di potere storicamente asimmetrici e configurato come un laboratorio aperto della modernità. Attraverso una serie di itinerari critici, si estrae dalle rovine del presente la trama intrecciata di colonialismo e razzismo costitutiva della modernità occidentale. Nei linguaggi delle arti postcoloniali si incontrano strumenti critici in grado di sfidare le narrazioni egemoniche con configurazioni inaspettate della realtà contemporanea. Qui, Gaza, devastata dal genocidio, si impone come punto focale, rivelando tutti i limiti dell'Occidente: la sua politica, ovviamente, ma anche il suo umanesimo e la sua estetica. Nella violenza coloniale del presente, il testo afferma con urgenza la necessità di smantellare le architetture epistemiche e politiche dell'Occidente, per sostenere degli orizzonti critici che rispondano alle storie negate e alle voci e vite rifiutate. In questo lavoro di smontaggio del Mediterraneo e del mondo contemporaneo, si mette in luce la centralità politica della traduzione storica e culturale continua che sostiene un'appartenenza mobile, e ci parla sempre di futuri radicalmente più democratici.
Deleuze con Peirce. Un equivoco impossibile
Silvia Zanelli
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 334
Deleuze, con tutta probabilità, non lesse mai direttamente la sconfinata opera di Peirce ed ebbe accesso solo ad un "Peirce di seconda mano", attraverso le antologie di Gérard Deledalle. Proporre di lavorare all'intersezione fra Deleuze e Peirce non può che configurarsi dunque come un equivoco, e nella fattispecie come un equivoco ermeneutico. Se quello tra Deleuze e Peirce è in linea di principio un incontro impossibile, è proprio a partire da questa radicale discontinuità che ci sarà occasione di evidenziare delle soglie di continuità. A nostro modo di vedere Deleuze non dispone di una semiotica di stampo peirceano. Porremo dunque sullo sfondo quello che Deleuze ha scritto su Peirce nei suoi testi sul cinema per attualizzare invece ciò che in riferimento a Peirce è rimasto impensato nella penna di Deleuze. Ci avventureremo così nella "libreria concettuale" del non pensato deleuziano per riattivarne alcuni nodi problematici, nell'alleanza con Peirce. Il tentativo è quello di tenere insieme l'aspirazione cosmologica con cui entrambi guardano al reale, nonché una nuova immagine del pensiero, che vive nel rapporto mutuale fra virtualità e attualità, ovvero fra generalità ed individuazione. Il testo è un gioco concettuale che senza prendere troppo sul serio cosa Deleuze e Peirce hanno effettivamente detto, si colloca nel mezzo fra i due pensatori, con l'obiettivo di mostrare fino a che punto questa doppia deformazione possa reggere, dandoci alcuni indizi su come abitare il nostro contemporaneo.
Arcano 17
André Breton
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 134
Sotto un cielo in cui brillano otto stelle una fanciulla inginocchiata in riva a uno stagno sta versando acqua da due anfore rispettivamente d'oro e d'argento. A destra della fanciulla, un ramo d'acacia, a sinistra una rosa sulla quale si è posata una farfalla. La carta che presenta questi tratti è l'Arcano 17. Esso segna, nel percorso iniziatico, la prima tappa dell'illuminazione mistica. Ma rappresenta anche la Donna consolatrice, emblema della speranza, che risolleva l'uomo in preda alle sofferenze terrene. La costruzione analogica di Arcano 17, nella sua ricchissima trama intertestuale, si configura come una chiamata a raccolta di luoghi, stagioni, vegetali, animali, minerali, colori, riferimenti mitologici, letterari, filosofici, storici, biblici che vanno a formare altrettanti anelli di una catena destinata a dare corpo al potente racconto lirico in prosa di André Breton.

