Ombre Corte
Dove il pensiero esita. Gregory Bateson e il «doppio vincolo»
Tiziano Possamai
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 170
Nel 1956, con il suo gruppo di ricerca composto da Don D. Jackson, Jay Haley e John H. Weakland, l'"etnologo" Gregory Bateson pubblica una teoria che rivoluzionerà il modo di concepire e di trattare la malattia mentale diventando un punto di riferimento del movimento antipsichiatrico e di un centro di ricerca tra i più fecondi del nostro tempo, il Mental Research Institute di Palo Alto -, ma la cui nozione centrale, il "doppio vincolo", mostrerà negli anni la propria efficacia in un numero sempre più ampio di campi del sapere: dalla teoria della comunicazione all'epistemologia, dalla sociologia alla pedagogia, dalla letteratura alla filosofia. Indispensabile per chiunque si proponga di riflettere approfonditamente sulla complessità di ciò che siamo e di quale sia il nostro presente, non è un caso che la nozione di doppio vincolo compaia in pagine importanti di autori come - per fare solo alcuni nomi - Pierre Bourdieu, Gilles Deleuze, Jacques Derrida. Nel ripercorrere la nascita e gli sviluppi di questo concetto, il libro mette in luce e illustra, oltre alle principali nozioni e connessioni, anche i punti critici che attraversano tutta la sua multiforme ricerca: dalle prime indagini etnografiche in Nuova Guinea fino alle riflessioni ecologiche degli ultimi anni, passando per l'esperienza cibernetica, gli studi sulla comunicazione umana e animale, il lavoro in campo psichiatrico.
Genealogia della pubblica sicurezza. Teoria e storia del moderno dispositivo poliziesco
Giuseppe Campesi
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 280
La traduzione filmica. Il romanzo e la sua trasposizione cinematografica
Chiara Battisti
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 190
Il volume intende offrire un panorama introduttivo alle tematiche che innervano il rapporto letteratura-cinema, per poi esaminare il profondo e ambiguo legame tra immagine visiva e immagine mentale, suggerendo alcuni principi e codici con i quali poter entrare nell'affascinante gioco interpretativo del testo filmico. Centrale è dunque l'analisi del ruolo assunto dallo sguardo nella definizione e nello sviluppo della soggettività, e del suo modo di articolarsi secondo codici, verbali e non, in costante trasformazione. L'autrice osserva come i processi evolutivi del contesto culturale modifichino non solo la concezione dello sguardo, ma anche il tipo di relazione che si instaura con la realtà. Lo sguardo si definisce sia come risultato sia come strumento di e per una visione del mondo il cui variare, nei diversi periodi storici, è determinato dallo sguardo stesso e dalle categorie culturali che lo sanciscono e definiscono. Il primato che nel XIX secolo si attribuisce al visibile rivela lo sviluppo di una facoltà rappresentativa caratterizzata da una prepotente appropriazione del linguaggio delle immagini. Nell'affrontare il parallelo tra linguaggio verbale e linguaggio filmico, all'autrice appare di fondamentale importanza analizzare quale spazio occupi il romanzo del XIX secolo, poiché proprio dalla fascinazione visiva del suo linguaggio letterario emergono le dinamiche concrete di quella che sarà, nel XX secolo, la visione cinematografica.
La lunga accumulazione originaria. Politica e lavoro nel mercato mondiale
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 206
Gli interventi raccolti in questo volume affrontano, da diverse prospettive, il nesso tra mercato e storia, cercando di rileggere la grande narrazione capitalistica a partire dalla messa in discussione dell'idea di un tempo storico lineare e progressivo. Nella congiuntura di una grave crisi globale, formalmente ingenerata dai mercati finanziari, essi volgono principalmente lo sguardo ai laboratori della produzione e della riproduzione. Perché è qui, secondo gli autori, che corpi in carne e ossa vengono quotidianamente consumati, ma anche resistono a ciò che, con un termine oggi bandito dalle retoriche dominanti, si definisce ancora sfruttamento. La costruzione di sempre nuove condizioni di accumulazione a livello internazionale, lungi dal limitarsi a un determinato periodo storico, batte il tempo dell'intera storia capitalistica, ricombinando incessantemente diverse modalità di sfruttamento e di sussunzione del lavoro, ma generando anche nuove forme di insorgenza. Le analisi e le riflessioni qui proposte, per alcuni versi in anticipo sugli eventi innescati dal tracollo dell"'economia di carta", intendono fornire alcuni strumenti per poterne cogliere anche i controtempi. In un momento in cui gli apologeti del libero mercato tornano a esaltare una presunta "etica" dell'economia reale contro l'"immoralità" dell'economia finanziaria, appare ancora più necessario e urgente indagare i rapporti di produzione e di sfruttamento che si celano dietro quell'etica.
Il Novecento di Hannah Arendt. Un lessico politico
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 176
I saggi qui presentati cercano di rispondere in modo originale alla domanda, più volte posta, sulla complessa eredità di Hannah Arendt: che cosa resta di un pensiero che si è instancabilmente speso nel comprendere i fatti e le idee politiche del Novecento, ora che da quel secolo sembriamo irrimediabilmente lontani? II volume si presenta come una sorta di lessico dei termini-chiave del pensiero politico di Arendt, in particolare in relazione alla loro rilevanza con il presente. Un nutrito gruppo di studiosi - da Laura Boella a Judith Butler, da Philippe Mesnard a Frediano Sessi - si confrontano su questioni politiche centrali per il pensiero arendtiano e sintomaticamente cruciali per il nostro presente globale, mettendone a frutto l'eredità attraverso una sua rilettura critica. Termini come campo, paria, terrore, umanità, menzogna, male, sorprendentemente si prestano a una attualizzazione che se da un lato si scosta dall'originale contesto in cui Arendt li aveva pensati, dall'altro può trarre dalle sue intuizioni spunti decisivi per comprendere questioni e dilemmi contemporanei (uno fra tutti, il conflitto israelo-palestinese). Il volume intende offrire al lettore una panoramica critica delle principali questioni politiche del Novecento affrontate dalla pensatrice tedesca e rimaste in qualche modo in secondo piano rispetto alla sua ricezione filosofica.
La parabola di Ronald Reagan. Da Hollywood all'ascesa dei Neoconservatori
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 238
Attraverso lo sguardo originale di undici autori, il volume si propone di ripercorrere la carriera di Ronald Reagan a partire dal suo ruolo di attore hollywoodiano negli anni del maccartismo e dal suo impegno come promotore della destra conservatrice. Sotto la lente d'ingrandimento vengono posti in particolare i due mandati presidenziali, la sua figura di leader della "maggioranza silenziosa" e la sua abilità nel comunicare all'americano medio i messaggi cruciali per raggiungere il successo politico: dall'invenzione di un nemico esterno, alla necessità di ridimensionare l'intervento dello stato nella società. Ma il volume ne segue la parabola fino alla morte e ai funerali che, trasformati in eventi pubblici intesi a riavvicinare i due principali schieramenti politici, si presentarono come l'ultima espressione di una strategia mediatica vincente. Appare così in tutte le sue sfaccettature il "reaganismo": una filosofia politica che se a molti è sembrata più convincente nel lungo periodo, tanto da creare i presupposti per l'ascesa dei neoconservatori e portare alla vittoria elettorale di George W. Bush, ad altri è parsa come una minaccia per la democrazia rappresentativa voluta dai padri fondatori della nazione americana: non più un governo del popolo per il popolo, ma un governo delle corporations per i più ricchi attraverso il controllo dei media, la manipolazione dell'opinione pubblica e un uso spregiudicato e ideologico della nuova destra religiosa.
Un idealismo senza ragione. La fenomenologia e le origini del pensiero di Emmanuel Lévinas
Luigi Francesco Clemente
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 233
La produzione teoretica di Emmanuel Lévinas è stata in costante dialogo con la fenomenologia. Il presente volume tenta una lettura analitica dei primi lavori del filosofo francese, antecedenti "Totalità e infinito", tematicamente rivolti allo studio del pensiero di Husserl e di Heidegger, cercando di ricostruirne l'evoluzione e le tensioni interne. Infatti, se da una parte, la fenomenologia rappresenta, secondo Lévinas, un nuovo modo di concepire l'essere, il soggetto e l'idea stessa di filosofia, dall'altra, attraverso la radicalizzazione compiutane da Heidegger, essa finirà per rovesciarsi in un pensiero dell'immanenza e della finitudine incapace di assolvere al suo progetto originario e di rispondere alla sfida totalitaria che va sotto il nome di hitlerismo. Il libro di Clemente cerca dunque di fare un passo indietro rispetto alla riflessione matura di Lévinas e di ricostruire l'orizzonte di senso a partire da cui questa può essere compresa.
Dopo Hiroshima. Esperienza e rappresentazione letteraria
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 157
Questo volume nasce dal convegno "Quando la guerra finisce", tenutosi a Bergamo nel 2005, in coincidenza con il 60esimo anniversario delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. L'agosto 1945 segna l'inizio di una minaccia reale che da allora incombe, e oggi forse di nuovo e più che mai, sull'umanità. Contro la censura politico-culturale e tramite un vivace scontro con la critica letteraria giapponese dominante, paragonabile alla discussione sul "verdetto della poesia dopo Auschwitz" pronunciato da Adorno, si afferma la genbaku bungaku, la "letteratura della bomba atomica". Tra centinaia di testimonianze scritte in forma di diari, racconti brevi e poesie haiku e non, romanzi e piece teatrali spiccano i nomi di Kurihara Sadako, Ibuse Masuji, Hara Tamiki, Ota Yòko e il premio nobel Oe Kenzaburo. I contributi di questo volume indagano sulla difficile rappresentazione dello sterminio di massa nella letteratura occidentale e giapponese.
La guerra dentro. La psichiatria italiana tra fascismo e resistenza (1922-1945)
Paolo Francesco Peloso
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 282
Se la Grande guerra (1915-1918) aveva visto contrapporsi i "gruppi-nazione", la "guerra" che si svolgerà dal 1922 al '45, prima subdola e poi deflagrante, è dentro al gruppo. È la guerra al nemico politico, al partigiano, al malato di mente, all'ebreo che fino al giorno prima erano stati il parente, il vicino di casa o il collega. Anche la psichiatria, come il resto della società, conobbe queste lacerazioni. Ci furono psichiatri che aderirono al fascismo e altri invece che dallo stesso furono braccati e perseguitati, psichiatri complici dello sterminio dei pazienti e altri invece che vi si opposero, psichiatri che promossero le leggi razziali e altri che ne pagarono le conseguenze. Ma la "guerra dentro" è anche la guerra senza trincea, che spinge il proprio vento di morte dentro le città, le case, gli ospedali psichiatrici. E, infine, la guerra dentro è anche il trauma della guerra e delle sue mille violenze nella vita mentale di ciascuno, e la fatica della psichiatria a riconoscerne il peso.
Parentele di confine. La pratica adottiva tra desiderio locale e mondo globale
Rossana Di Silvio
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 217
Negli ultimi vent'anni il fenomeno dell'adozione - e particolarmente dell'adozione internazionale - ha registrato incrementi esponenziali in tutti i paesi occidentali, Italia compresa. Nonostante ciò, l'esperienza adottiva soffre, sulla scena locale, di un inspiegabile silenzio che contrasta in modo palese con le dimensioni della sua diffusione. In una società come quella italiana, caratterizzata da un forte impatto adottivo e, contestualmente, dalla presenza radicata e pervasiva di un modello marcatamente familistico, la questione del posizionamento sociale e della costruzione identitaria delle famiglie adottive appare certamente non marginale, investendo ormai un segmento cospicuo di popolazione. Questo lavoro intende colmare le molte lacune sull'argomento, affrontando la complessità del problema delle adozioni attraverso l'approccio etnografico e antropologico, nel tentativo di tracciare un diverso orizzonte conoscitivo dell'esperienza - soggettiva e collettiva, locale e globale - delle coppie e delle famiglie italiane. Uno strumento utile non solo per lo studioso ma per gli stessi protagonisti dell'esperienza adottiva - genitori e associazioni.
Movimenti dell'ingovernabile. Dai controvertici alle lotte metropolitane
Marcello Tarì
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 158
Questo libro ricostruisce dunque, dall'interno, una vicenda contemporanea che da Seattle (la grande protesta contro il Wto del 1999) a Rostock (la rivolta contro il vertice del G8 in Germania 2007), passa per Genova 2001 e le numerose vertenze metropolitane di questi anni. E la vicenda di un movimento planetario che lotta contro la globalizzazione neoliberista e le sue forme di esclusione. Un movimento autonomo, lontano dalle pratiche della vecchia politica della rappresentanza, con il quale non si può non fare i conti. Come è nato, come si articola, attorno a quali temi, quale la sua forza e prospettiva di cambiamento: questi sono solo alcune delle questioni su cui riflette il libro e sui cui discute la postfazione di Negri.
Frontiere del «Made in Italy». Delocalizzazione produttiva e identità delle merci
Veronica Redini
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 175
In questi ultimi mesi, la Romania è al centro della cronaca in quanto luogo dal quale sembra provenire il peggio dell'immigrazione accolta nel nostro paese. Ma ben poco si sa della presenza degli imprenditori italiani in quel paese, dei livelli di sfruttamento e delle condizioni salariali a cui sono sottoposti i lavoratori e le lavoratrici. Questo studio comincia a far luce su una realtà che si preferisce non vedere, ma che ha non poche relazioni con la massiccia migrazione di quella regione ora parte dell'Unione europea. A partire da un aspetto che sembra marginale, ovvero la trasformazione di un oggetto prodotto in Romania in una mercé italiana, l'autrice mette a fuoco la relazione che lega imprenditori italiani e operai romeni. Questa relazione viene esaminata attraverso il metodo etnografico sia nella sfera produttiva sia in quella del consumo di quelle stesse merci prodotte in loco.

