Ombre Corte
Dalla diaspora, voci in contrappunto. Hannah Arendt ed Edward W. Said nel conflitto sionista-palestinese
Eugenia Parise
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 151
Attraverso le vicende biografiche, intellettuali e politiche di Hannah Arendt, un'ebrea tedesco-americana, e Edward Said, un palestinese americano, l'autrice ripercorre alcuni momenti significativi del conflitto che, fin dagli anni Venti del Novecento, ha contrapposto le aspirazioni sioniste (che porteranno nel 1948 alla nascita dello Stato di Israele in Palestina) alle reazioni del popolo palestinese alla espropriazione della propria terra. Con voci diverse, Arendt e Said hanno raccontato la storia di quel conflitto e la sua genesi, tragicamente intrecciata alle vicende europee di fine Ottocento (segnate da imperialismo, nazionalismo e antisemitismo) e della prima metà del Novecento (primo conflitto mondiale e nazismo). Alle profetiche previsioni di Arendt, che sin dagli anni Quaranta temette un esito catastrofico dell'avventura sionista, si affianca, in contrappunto, la voce di Said che, pur denunciando l'originaria ingiustizia storica subita dal popolo palestinese - che ancora attende almeno un risarcimento morale -, ritiene sia possibile arginare la catastrofe che abita in quel disgraziato lembo di terra mediorientale, purché la pace sia coniugata con la giustizia, al di là delle truffaldine formule degli accordi di Oslo che, costruite dagli israeliani e dagli americani, hanno fatto sì che il conflitto si incancrenisse e la tragedia del popolo palestinese si aggravasse. Un ammonimento per l'oggi?
L'ordine del discorso economico. Linguaggio delle ricchezze e pratiche di governo in Michel Foucault
Adelino Zanini
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 130
I volti di Marte. Raymond Aron sociologo e teorico della guerra
Massimiliano Guareschi
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 231
Il lavoro invisibile. Intrecci e peripezie di un'alternativa alla logica manageriale
Giorgio Callea
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 262
Può un'impresa sociale cooperativa resistere alla sfida del mercato senza cedere alle lusinghe di un'organizzazione del lavoro incentrata sulla gestione manageriale delle risorse umane? Può un servizio qualsiasi rispondere ai criteri della qualità senza diventare anonimo, rispettando la soggettività e la dignità di ognuno, al di là della distinzione tra i paganti e i pagati? E la psicoterapia istituzionale, una pratica del secolo scorso incentrata sulla valorizzazione della responsabilità individuale nel funzionamento di un collettivo, è ancora proponibile in una situazione generale di concorrenza nel libero mercato? Partendo dal recupero di aree dismesse, una cooperativa in Franciacorta ha avviato un progetto di sviluppo economico locale finalizzato alla creazione di posti di lavoro e all'inserimento lavorativo di pazienti psichiatrici. Da vent'anni l'avventura procede tra alti e bassi, deviazioni e correzioni di percorso nel tentativo di ricreare ogni giorno un ambiente sufficientemente accogliente per garantire uno spazio di inclusione sociale, alla continua ricerca di un equilibrio tra economia di mercato e lavoro protetto.
Europa 2.0. Prospettive ed evoluzioni del sogno europeo
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 254
Scopo di questo libro è di offrire un panorama più ampio possibile delle diverse riflessioni, dei sogni, delle aspettative e delle visioni che sono maturate all'interno dei movimenti della società civile attorno alla costruzione dell'Unione europea. Nel mondo globalizzato, complesso e "liquido" in cui viviamo oggi, la prospettiva politica che forse può tenerle assieme è offerta dalla teoria federalista, che si propone di creare la cornice istituzionale all'interno della quale ogni idea innovativa, ogni piccolo "sogno europeo", potrà esprimersi liberamente e in tutta la sua creatività, godendo delle opportunità offerte da uno spazio pubblico di dimensioni continentali da riempire di contenuti partecipativi, sociali, ecologici. I cittadini europei si trovano di fronte a una scelta: da un lato, la chiusura identitaria e nazionalista che porta alla inevitabile decadenza della civiltà europea; dall'altro, l'apertura cosmopolita e federalista che conduce al progetto di un'Europa "libera e unita" indicata nel Manifesto di Ventotene. Così come l'avvento dei blog, del web partecipato e dei social networks ha rivoluzionato la realtà e la stessa struttura di Internet - tanto da far parlare di un Web 2.0 -, allo stesso modo una rinnovata partecipazione dei cittadini e dei movimenti alla costruzione europea può rilanciare su nuove basi quel progetto di pace che è stata l'integrazione economica e politica del Vecchio continente.
Dentro/contro il diritto sovrano. Dallo Stato dei partiti ai movimenti della governance
Antonio Negri
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 160
"Il governo sovrano sul terreno nazionale non funziona più da decenni: per ristabilire un'effettività si affida allora a procedure di governance. Ma anche questo è insufficiente - lo stesso governo locale esige ormai qualcosa che vada al di là di uno Stato territoriale, qualcosa che sostituisca l'esclusività sovrana che lo Stato-nazione possedeva altrimenti. E quindi le forme di sovranità e di normatività che si producono non rispondono più a criteri di esclusività e di gerarchia; piuttosto troviamo delle procedure di governance che si determinano di volta in volta. Con capacità di innovazione costituente? Può essere immaginata la governance come capacità di creare potenze costituenti? E questa la questione su cui ragionare. Di contro, l'istituzionalismo pensato dentro la sovranità non ha più senso; come del resto non hanno più senso tutte le alternative normativiste e gerarchico-piramidali, tanto nella produzione del diritto, quanto nell'organizzazione dei poteri e nella difesa delle istituzioni. Ciò detto, siamo tuttavia consapevoli che la governance diffusa rappresenta un orizzonte tanto più oscuro quanto meno la sovranità è capace di agire; ed essa è assai frammentata: permetterà questo di trovarsi di fronte ad una maggiore capacità di rivendicare autonomia, giustizia, libertà, o ad una più limitata espressione di queste?" (Antonio Negri nella conversazione con il curatore)
Per amore o per forza. Femminilizzazione del lavoro e biopolitiche del corpo
Cristina Morini
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 156
Come illustra questo libro, l'attuale condizione delle donne può essere interpretata solo all'interno dell'insieme dei dispositivi di assoggettamento e di sfruttamento, di controllo e di espropriazione in atto, vale a dire nel quadro generale della razionalità politica che caratterizza la nostra epoca: una nuova economia politica fondata non solo sulla messa al lavoro della vita in generale ma sullo spostamento del baricentro della produzione dall'economia dei beni materiali alla sempre più centrale mobilitazione delle risorse cognitive, linguistiche, affettive, cooperative, sociali nella produzione stessa. La femminilizzazione del lavoro, e più in generale la femminilizzazione di una bioeconomia fondata sull'espropriazione della produttività della vita che eccede di gran lunga la mera sfera del lavoro, non è solo il nome di un fenomeno che implicherebbe l'ingresso massiccio delle donne sul mercato del lavoro o più generalmente nella sfera della produzione, è anche e soprattutto il nome di una estensione paurosa delle condizioni di sfruttamento e di assoggettamento storicamente riservate alle donne all'intera sfera della produzione. Di questa femminilizzazione diventata paradigma generale, Cristina Morini elenca e analizza le caratteristiche a partire da una lavoro d'inchiesta che permette alla lettura sociologica ed economica della realtà di essere sempre intrecciata con una lettura politica. Prefazione di Judith Revel.
L'immagine e la parola. Percorsi tra letteratura e storia dell'arte
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 251
In questo volume si ripercorrono, con diversi approcci critici e metodologici, sia l'idea di un'estetica universale che possa unificare i diversi sistemi segnici, sia la tematica del confronto dialogico tra le arti stesse. La duplice prospettiva di analisi, offerta dalla riflessione critica di letterati e storici dell'arte, permette un'ampia visione dell'episteme specifico che appresta la realizzazione di un'opera d'arte e fornisce esempi inerenti alla specificità delle singole discipline in un equilibrio tra analisi semiotica e investigazione diacronica dei diversi contesti storici. Inoltre l'enfasi sulle indubbie affinità e connessioni che avvicinano le diverse sfere artistiche dei vari periodi storici rivela stimolanti forme di contaminazione e ibridazione ed evidenzia come le tecniche di rappresentazione utilizzate dalla letteratura e dalla pittura abbiano spesso condiviso un'analisi comune nel campo visuale. Nel volume si ribadisce come le procedure formali e le visualizzazioni caratterizzanti la produzione artistica e letteraria siano, soprattutto nel tardo XIX e nel XX secolo, il prodotto di una specifica economia del visibile e del visuale e rappresentino il punto più alto di una tradizione tesa alla visualizzazione dell'immagine mentale.
Ai confini dell'umano. Gli animali e la morte
Massimo Filippi
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 95
Che cosa hanno a che fare gli animali con la morte? Il mondo-ambiente con il cadavere? La condizione animale con la società del controllo? Il corpo con la compassione? La metafisica con il mattatoio? Dialogando con la filosofia, la scienza e la letteratura - e facendole dialogare -, questo saggio prova a mettersi sulle tracce di un percorso che passi dal controllo totalitario della biopolitica all'ospitalità conviviale di una zoopolitica ancora tutta da pensare, prova a raccontare un umano più benigno che, accettando la sua finitezza, l'impotenza della sua vulnerabilità e la corporeità della compassione, si lasci attraversare dall'inumano e si impegni ad attraversarlo. Per liberarsi e per liberarlo.
R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 190
In un contesto in cui la ricerca storica europea appare ancora fortemente condizionata da istanze maschili-bianche e le reti accademiche non sembrano certo distinguersi nell'investire sensibilità ed energie sulla storia dei soggetti "altri", quali le lesbiche sono indubbiamente, i lavori qui presentati assumono sicuramente una rilevanza particolare nel panorama storiografico. Frutto di un lavoro corale sulle poche fonti e testimonianze di cui ancora si dispone, il volume si avvale dei contributi di alcune note storiche del lesbismo che si occupano di esistenze e resistenze lesbiche nell'Europa dei nazifascismi, includendo anche il franchismo spagnolo. La barra che si è scelto di apporre su "resistenze" sta infatti a indicare come per le lesbiche la stessa esistenza possa essere considerata una forma di resistenza (all'eterosessualità obbligatoria, alla cancellazione di sé e delle proprie passioni), ancor più in periodi di forzata "normalizzazione" di tutte le donne come furono quelli dei fascismi europei del Novecento. Ma la "resistenza" che trova spazio in questo libro è anche quella di lesbiche politicamente consapevoli, che fronteggiarono e combatterono con determinazione e coraggio le dittature di Mussolini, di Hitler e di Franco. Nel volume vengono inoltre affrontate anche le questioni, spesso rimosse, relative alla "zona grigia" della sopravvivenza durante l'internamento e ai rapporti fra "asociali" e "politiche" nei lager.
Diari di guerra e di pace
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2009
pagine: 329
I saggi qui raccolti esplorano alcuni diari romantici (di S.T. Coleridge, Dorothy Wordsworth, Mary Shelley, Eugénie de Guérin), altri diari scritti in tempo di guerra o di rivoluzione (tra cui quelli dell'americano Joseph LeConte, di Marina Cvetaeva e di Virginia Woolf), i taccuini dell'antropologo e quelli dello scrittore. Tradurre in parole un'esistenza quotidiana, una vita sfuggente e colorata o difficile e drammatica; mostrare il farsi stesso del pensiero e del sentimento nel loro evolversi e mutare, in situazioni di guerra e di pace: questo il senso dei testi qui esaminati. In essi e nel taccuino dell'antropologo domina necessariamente una riflessione sul tempo, sull'altro e su di sé. Se questo genere ibrido affascina ancora la critica è perché rivolge al lettore domande teoriche ed esistenziali alle quali non è mai semplice rispondere. "Alle donne si addice piangere, agli uomini ricordare", affermava Tacito. C'è molto da obbiettare a questa osservazione: uomini e donne ricordano. Può accadere che ricordino cose completamente diverse, ma se hanno una mente d'artista tenteranno una resa della realtà che abbia un valore cognitivo e che sia fonte di inesauribile piacere estetico.
L'ebbrezza del potere. Vittime e persecutori
Sara Marino
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2009
pagine: 222
L'oggetto che qui si tenta di conoscere non è affatto lieto: è l'enormità della capacità umana di distruggere l'uomo, la pervasività della violenza e il rischio del suo trionfo grazie all'impiego di una tecnologia che al perfezionamento dei mezzi di distruzione di massa dedica da secoli ingenti risorse economiche e intellettuali. Uccidere ed elaborare sempre nuovi strumenti per farlo in grande stile è, e non da oggi, una delle cose che suscitano nella nostra specie il più appassionato interesse. Procedendo nello sforzo di decifrare questa sorta di mistero supremo dell'umanità l'attrazione irresistibile esercitata dai comportamenti distruttivi e autodistruttivi -, Sara Marino parte dall'autore che forse più di ogni altro ha messo a tema il rapporto del genere umano con la violenza, René Girard, per poi attraversare la critica del potere di Elias Canetti, probabilmente tra le più radicali, essendo per lui il potere interamente definito dal fare della morte il rimedio contro la morte, scaricando su altri la propria insopportabile mortalità mediante l'uccidere. E qui il discorso manifesta pienamente la propria attualità, aprendo la strada a un tentativo di decifrazione di quel potere estremo, pienamente disvelato nei suoi meccanismi intimi, che è il totalitarismo, visto proprio come macchina tecnico-politica volta a produrre null'altro che lo sterminio.

