Luni Editrice
La profezia di Dante
George G. Byron
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 96
Byron visse in Italia per otto anni, che sarebbero stati gli ultimi della sua breve vita. Il suo amore per questo paese fu straordinario: qui imparò l'italiano e si unì alla Carboneria cercando di trasformare in azione politica il suo odio contro la tirannia e il suo sfrenato amore per la libertà, che infine gli costarono la vita nella sfortunata impresa di Missolungi, in Grecia. In questo poema Byron esprime tutta la sua passione per la cultura e la storia d'Italia e per darle voce sceglie un alter-ego d'eccezione, Dante stesso. In una grandiosa visione, suddivisa in quattro canti, il Dante di Byron profetizza la storia dei secoli a lui successivi, una storia caratterizzata da guerre, invasioni straniere, oppressione, ma anche da grandi artisti, come Petrarca, Tasso, Ariosto, Michelangelo. Nel destino di Dante, Byron vede il proprio: la tragedia dell'esilio, l'ostilità subita in patria, la vita errante, la povertà. Ma anche l'orgoglio e la dedizione alla poesia e alla libertà. Il poeta inglese, scegliendo come specchio il massimo poeta d'Italia, gli rende un appassionato e ultimo omaggio. "La profezia di Dante" di Lord Byron qui tradotta a distanza di quasi due secoli dalla sua apparizione, va a colmare una mancanza nella produzione letteraria del grande poeta inglese.
Italo Calvino e i suoi libri
Lucio Gambetti
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 240
«La biografia di uno scrittore non è importante» – scriveva Calvino – «l'unica cosa che conta, l'essenziale, è costituito dalla sua opera». Nel caso di Calvino, forse più che in quello di molti altri scrittori, osservare i suoi libri e leggere come venivano da lui raccontati o commentati consente di comprendere la sua vita di scrittore e di editore meglio di quanto potrebbe fare una sua per quanto accurata biografia. Lucio Gambetti, con questo libro straordinario per ricerca e "tassonomia" di tutti gli scritti di Calvino, traccia la storia e la vita di questo grande scrittore a partire da questa premessa, quasi in punta di piedi, limitando al minimo indispensabile l'intromissione nella sua vita privata. Anziché una biografia di Calvino che racconti i suoi libri, in questo caso sono i libri di Calvino a raccontare la sua biografia. Scrive Gambetti nell'introduzione: «Una tra le sintesi più efficaci utilizzate per definire l'editoria letteraria nel secolo scorso è stata quella che ha interpretato il Novecento come il secolo dei "letterati editori". Tra le numerose figure che hanno ricoperto questo ruolo, Italo Calvino è stato certamente, per la seconda metà del secolo, uno tra i pochi che sono riusciti a far convivere il ruolo di scrittore con quello di editore, senza che il secondo impoverisse il primo». Anche in considerazione di questo doppio ruolo l'obiettivo di questo libro è quello di ricostruire il percorso intellettuale di Calvino e la sua carriera di scrittore e di editore attraverso i libri che ha scritto ma anche attraverso quelli che, nel corso della sua attività editoriale, ha curato direttamente o ha pubblicato nelle collane da lui dirette. La raccolta iconografica qui contenuta presenta al lettore per la prima volta in un corpo unitario tutti i libri scritti, curati e/o tradotti da Calvino, nonché, quasi interamente, quelli ai quali ha partecipato con scritti o racconti d'occasione. Ne viene fuori così un quadro complessivo di quella che è stata una vita nei libri, con i libri, per i libri di uno tra i più grandi scrittori italiani del secondo Novecento.
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
Robert Louis Stevenson
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 112
Due compassati gentiluomini passeggiano davanti alla porta di servizio di un tetro edificio londinese: è l'occasione per riportare alla mente un episodio di violenza sconvolgente e soprattutto il suo autore, Mr Hyde, un «nanerottolo pallido» che suscita immediata ripugnanza in chi lo incontra. Entra in scena così uno dei personaggi più celebri della letteratura mondiale, e anche se la sua fama ci nega la sorpresa di cui poterono godere i lettori contemporanei, la macchina perfetta del racconto di Stevenson tiene con il fiato sospeso fino alle ultime pagine. Solo allora scopriamo quanto sia stretto il vincolo che unisce Hyde con il rispettabile medico e scienziato Henry Jekyll. Robert Louis Stevenson raccontò di aver ricevuto in sogno l'idea di questo mito moderno: una metamorfosi sospesa tra la magia e la scienza, capace di estrarre da un uomo perbene un condensato degli istinti più bassi. Ritenuto uno dei capostipiti dell'horror e del thriller – anche grazie ai numerosi adattamenti teatrali, cinematografici e televisivi – lo Strano caso del Dr Jekyll e di Mr Hyde è un racconto che merita di essere riletto alla luce delle idee del suo tempo: la distruzione della metafisica e della morale operata da Nietzsche, la scoperta dell'inconscio e l'imminente nascita della psicoanalisi, la fobia per la degenerazione e le dipendenze che imperversavano nella società della seconda rivoluzione industriale, la pruderie vittoriana. Ma è anche un libro che, al di là di una costruzione narrativa capace di ammaliare persino i più smaliziati tra i lettori odierni, è stato scritto da Stevenson con un controllo formale che lo rende simile a un poema in prosa. Questa nuova traduzione si propone di restituirne in pieno la ricchezza musicale e lo splendore visionario.
Il ramo d'oro. Studio della magia e della religione. Volume Vol. 4/3
James George Frazer
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 320
Studiato e discusso da oltre un secolo come uno dei maggiori contributi all’antropologia culturale e alla storia del mito e della religione, il Ramo d’oro viene finalmente presentato in una traduzione dell’edizione inglese completa in 12 volumi, mai finora disponibile in italiano. In questo quarto volume Frazer torna alla domanda da cui aveva preso le mosse l’intera opera. Perché, nel sacro bosco di Nemi, il “re” veniva regolarmente ucciso per mano del successore? Perché imporre una morte violenta a un rappresentante umano della divinità? Perché spegnere la luce della divinità nel corpo terreno, invece di attendere la sua naturale conclusione? La tesi che Frazer dimostra, con una ricchissima serie di riferimenti, è che l’indebolirsi del corpo contenente il sacro spirito metta in pericolo l’intero corso della natura e degli uomini. Quindi, per le tribù selvagge e le civiltà antiche, uccidere i re divini era un rozzo quanto disperato espediente per arrestare il declino della vita e mantenere sempre rigoglioso e ricco di frutti il mondo naturale da cui dipende l’esistenza umana. Trasmettere lo spirito divino in un nuovo sovrano giovane e forte era il tentativo di far rinascere periodicamente la vita stessa della natura e degli uomini.
Idea sui romanzi e altri scritti
François de Sade
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 144
Pubblicata nel 1800, l’Idea sui romanzi fu ristampata in volume singolo solo nel 1878. Il testo, nato come introduzione alle novelle dei Crimes de l’amour, è molto di più di una semplice prefazione: è l’unica dichiarazione esplicita di poetica che sia dato di ritrovare nell’intero corpus delle opere di de Sade ed è “il” programma di uno scrittore: definendo un’idea di romanzo che si configura come sostanzialmente eterodossa in realtà guarda ancora ai testi canonici del passato. Leggiamo cosa scrive lo stesso de Sade: “A cosa servono i romanzi? Siete ipocriti e perversi perché solo voi ponete questa ridicola domanda. Servono a dipingervi così come siete, orgogliosi individui che volete sottrarvi al pennello perché ne temete i risultati. Il romanzo, se mi è concesso esprimermi così, è la descrizione dei costumi secolari. Per il filosofo che vuole conoscere l’uomo è essenziale tanto quanto la storia; il bulino di quest’ultima non lo descrive che quando si mostra, ma allora non è più lui: ambizione e orgoglio celano il suo volto dietro una maschera che mostra unicamente queste due passioni, non l’uomo. Il pennello del romanzo, al contrario, lo coglie nella sua interiorità…, lo sorprende quando abbandona questa maschera e lo schizzo, molto più interessante, è al contempo ben più vero. Ecco l’utilità dei romanzi. Dunque è vero che il romanzo è utile, e non abbiamo affatto timore di elencare qui alcuni principi che crediamo necessari per giungere alla perfezione in questo genere. So bene che mi è difficile adempiere a questo compito senza fornire argomenti contro me stesso: non divento doppiamente colpevole di non aver ben fatto se provo di sapere quello che occorre per far bene? Ma lasciamo da parte queste vane riflessioni; siano immolate all’amore per l’arte!”. Insieme all’Idea sui romanzi e alla sua prima stesura (il Progetto di avvertenza dell’autore per la raccolta primitiva dei suoi racconti e delle sue novelle), abbiamo riunito tutti i testi in cui de Sade parla del romanzo o del proprio “fare”, testi accomunati, tranne un pamphlet e un passo delle Notes littéraires (La stima dovuta agli scrittori), dal fatto di essere prefazioni.
Autismo sport inclusione. Storie straordinarie per disegnare, insieme, un futuro migliore
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 160
Fabio La Malfa, già autore – sempre per Luni Editrice – dei volumi "Judo. Superare i propri limiti" e "L’avventura di Simone" (con disegni di Andrea Di Noi), raccoglie in questo libro le testimonianze di atleti, semplici praticanti, allenatori di persone con disturbi dello spettro autistico, ma anche di genitori, per dimostrare che, attraverso lo sport, è possibile e attuabile una vera integrazione e una vera inclusione sociale. L’idea dello sport per tutti è il filo conduttore dei racconti, che spaziano dal judo al rugby, dal karate alla ginnastica artistica. Racconti dai quali traspare tutta la gioia e l’entusiasmo di fare sport. Le esperienze e le emozioni di persone meravigliose mostrano un percorso straordinario che sarà contagioso per tutti. Nei racconti troviamo anche il punto di vista delle famiglie delle persone con spettro autistico, che narrano le difficoltà prima e la scoperta poi di vedersi riconoscere il diritto allo sport. Lo sport permette ai ragazzi di affrontare le difficoltà e li aiuta a ottenere maggiore autonomia. Questo libro ha l’ambizione di essere da stimolo a tanti insegnanti dicendo loro “sì, si può fare!”, per assicurare a tutti il diritto allo sport come diritto umano attraverso tre parole chiave: ricerca, formazione, azione. La sfida dei prossimi anni è costruire una vera inclusione che abbia come obiettivo la socialità, il lavoro e l’autonomia, partendo proprio dallo sport. Solo se ci sarà una profonda comprensione della parola, tanto usata e a volte abusata, “inclusione” si potrà disegnare insieme una società migliore. I racconti sono scritti dai praticanti di judo, karate, rugby e ginnastica artistica, un quadro assai variegato ma che dà il senso della capacità inclusiva che lo sport comprende appieno. Prefazione di Giovanni Malagò. Premessa di Luca Pancalli.
Storia confidenziale del «Polifilo». Il libro più bello del Rinascimento
Giovanni Pozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 64
L’Hypnerotomachia Poliphili – ovvero la “lotta onirico-amorosa di Polifilo”, e meglio conosciuto semplicemente come il Polifilo – è universalmente considerato il più bel libro del Rinascimento e insieme il Sacro Graal dei bibliofili. La ricerca sapienziale dell’eroe Polifilo, ammaliato dalla purezza incarnata dalla ninfa Polia, diviene un’esaltazione estetica del Rinascimento eternato in minute e sontuose descrizioni di palazzi, giardini, dipinti, sculture, emblemi. Il Polifilo venne pubblicato da Aldo Manuzio il Vecchio sul finire del mese di dicembre nel 1499, ed è considerato il capolavoro inarrivabile della sua officina, un gioiello dell’arte tipografica soprattutto per le splendide xilografie nate dalla mano di un maestro ancora oggi rimasto anonimo, ma paragonabili, per la potenza del tratto, a quelle del Mantegna. L’autore del testo è stato rivelato in Francesco Colonna, un dotto e turbolento frate domenicano inventore di una lingua che mescola italiano-latino- greco. Queste e molte altre scoperte si devono a Giovanni Pozzi che al Polifilo, ai suoi molti misteri, come alle sue indecifrabili allegorie, ha dedicato molti anni di studi eruditi e di ricerche filologiche. In questa Storia confidenziale del Polifilo egli riesce a raccogliere tutta la magia del Polifilo, a rifarne in breve la storia e il mito. Aiutato dalle xilografie, qui copiosamente riprodotte, Pozzi compie un viaggio iniziatico e al contempo intimo, promettendo ai propri lettori un insperato premio finale: “i venticinque volonterosi che sapranno percorrere a fianco di Polifilo e Polia l’estenuante viaggio, vi scopriranno non solo dei mirabilia architettonici e linguistici, ma un libro essenziale al contesto della cultura veneta del Quattrocento”.
Il Logos e il Dao. Eraclito e Lao Zi per una visione umanitaria ed ecologica interculturale
Giacomo De Angelis
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 96
Il Dao, sebbene significhi “Via”, non è un percorso definito che conduce a… qualcosa, bensì è viabilis, praticabile, che permette un passaggio mediante la regolazione e l’armonia spontanea, la stessa che possiede il Cielo, l’esempio perfetto di alternanza e osmosi: giorno e notte, caldo e freddo, quattro stagioni, vita, morte e rinascita, un continuo rinnovarsi energetico in condivisione e rispetto, come una pioggia nutrice che bagna tutto senza fare distinzioni. Pertanto il fare deve essere wuwei, non-agire, che nella sua totalità diviene non fare nulla, ma che niente non sia fatto, ovvero un sostegno non oppressivo e non coercitivo di una crescita che deve dispiegarsi da sé per liberare ciò che per natura è. Tuttavia, i più sono simili a sordi, ascoltano e non intendono il Logos, mentre il Dao è a portata di mano, ma è difficile raggiungerlo. L’autore, con una prosa scorrevole e forte al tempo stesso, conduce il lettore in un viaggio esperienziale contraddistinto da un parallelismo Oriente-Occidente alquanto legante e a tratti meravigliosamente simile, dove la filosofia, rendendo inerti le trappole dell’ego, ci ricorda che siamo uno.
Romanzo buffo
Paul Scarron
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 320
Quando vide la luce Romanzo buffo – che narra la vita e le peripezie di una compagnia di attori girovaghi ed è considerato uno dei massimi capolavori del Seicento – fu un vero best-seller al punto che lo stesso Diderot, più di cento anni dopo, ci fornirà la “ricetta” contro la nevrastenia: «Quattro capitoli del Don Chisciotte e un paragrafo ben scelto di Rabelais, infusi dentro otto o dieci pagine del Romanzo buffo». Il Grand Siècle ebbe inizio intorno al 1660; negli anni precedenti il consumo in Francia di teatro, romanzi, rime e libelli era stato semplicemente frenetico. I modelli venivano dall’Italia e, soprattutto, dalla Spagna, che volava alta nel cielo della letteratura. Romanzo buffo, inestimabile gioiello della letteratura burlesca, oltre a “divertire”, offre anche un penetrante affondo negli animi femminile e maschile, dei quali lo specchio di Scarron amplifica deformità, malizie e ridicole stoltezze. In questo libro c’è qualcosa di organico, che non si lascia scomporre facilmente: vene che pulsano nelle tempie, un cuore nascosto che batte da qualche parte. Lo stile di Scarron è nato da esercizi mimetici, fra parodie e traduzioni; ha sviluppato un vivace linguaggio da animatore di liete compagnie: chiacchiera con i suoi lettori, li vuol sedurre con la sola forza della conversazione spiritosa, come l’amante invisibile della novella. È ovvio che questa conversazione “naturale” culmini nel dar vita e presenza a due personaggi non dichiarati: Scarron medesimo e il suo pubblico, di cui egli va auscultando senza posa umori e possibili resistenze. Gli attori di Scarron, per quanto poveri e girovaghi non sono in genere caratterizzati né come incolti guitti né come attori rustici, ma nemmeno, e qui avviene il cambio di registro, come «vecchie storie piene d’eroi chimerici, che rompono i corbelli a furia di esser perfetti». La presente edizione ambirebbe a rendere giustizia, per quanto possibile in altra lingua e in altro tempo, all’autore, al suo stile, alle sue idiosincrasie: aura teatrale, allusione all’azione, le giocose e plebee baruffe del racconto. Scarron era un uomo spiritoso e pieno di verve e il Romanzo buffo è, a ragione, considerato il migliore dei romanzi del suo secolo e, a tratti, raggiunge la limpidezza senza età riservata ai classici.
Nietzsche e i suoi interpreti
Sossio Giametta
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 192
«Finché il genio dimora in noi» dice Nietzsche «siamo intrepidi, anzi come deliranti, e non facciamo caso alla vita, alla salute e all’onore; voliamo attraverso il giorno, più liberi di un’aquila e, nell’oscurità, siamo più sicuri di una civetta. Ma tutto a un tratto esso ci abbandona e altrettanto repentinamente ci piomba addosso questo profondo senso di timore: non comprendiamo più noi stessi, soffriamo di tutto quello che fu vissuto e non vissuto, siamo come tra nude rocce di fronte a una bufera e al tempo stesso simili a miserelle anime di fanciulli, che impaura un fruscio e un’ombra». Queste parole non possono certo riassumere il pensiero di un gigante della filosofia quale era Nietzsche, ma danno per lo meno il senso della direzione del suo “cercare”. Scrive Giametta nell’introduzione: «Il genio poetico di Nietzsche è fatto certamente molto delle immagini sfolgoranti che egli ha disseminato in tutta la sua opera, e nella prosa più che nei versi. Esso va ricercato in primo luogo nella sua concezione generale, nel suo slancio dionisiaco, pindarico, accoppiato a un senso profondo della tragicità del vivere. Per il filosofo, come per l’artista, la sua epoca non è che una delle sempre diverse facce dell’eternità. Egli inquadra i contenuti particolari dell’epoca, che la sua antenna capta, in una visione globale di eternità». L’autore affronta le interpretazioni che di Nietzsche diedero, tra gli altri, Giorgio Colli e Gottfried Benn, e attraverso la conoscenza quasi assoluta della sua Opera, da lui tradotta e curata in italiano, ci offre le sue conclusioni, dipanando in tal modo un gomitolo di costruzioni mentali, rendendo così comprensibile al lettore il profondo pensiero del filosofo tedesco. E conclude: «Anche il moralismo di Nietzsche bisogna prima depurarlo delle sue crasse incrostazioni perché possa infine brillare come il veicolo della sua grandezza, fatta di entusiasmo per la virtù e di eroico amore della verità, della vita e degli uomini. Nietzsche non era solo filosofo ma anche, prima di tutto, moralista e poeta e così la sua importanza è triplicata ed egli è assunto di pieno diritto nell’empireo dei classici».
L'invenzione del dizionario
Émile Littré
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 112
“Davvero quando vidi l’ammasso di materiale del mio dizionario così imponente davanti a me, lo rimirai estaticamente, perché in quel mucchio di foglietti possedevo il meglio delle autorità in fatto di lingua classica e tutta la storia della lingua francese”. Così Émile Littré ricorda la prima apparizione del suo Dizionario della lingua francese, il leggendario Littré. Universalmente considerato il miglior lessico francese di sempre, fu un’immane impresa lessicografica che L’invenzione del mio dizionario narra come un’avventura. Nel 1841 l’editore Louis Hachette affidava a Littré la realizzazione di un nuovo dizionario di cui l’ultimo volume sarà impresso solo nel 1872. Nel lungo intervallo di tempo Littré compose più di quattrocentomila pagine, mentre imperversava la Guerra franco-prussiana e la Comune. Al di là del taglio memorialistico, L’invenzione del mio dizionario non è il piedistallo eretto da Littré alla propria gloria di lessicografo, ma il resoconto di un lavoro titanico, a tratti eroico, e insieme una sorta di ricetta dello scrivere, utile a chiunque usi la penna. Composta nel 1880, anni dopo il celebre dizionario, L’invenzione è anche un’importante chiave di accesso all’uomo Littré; non a caso gli editori moderni la ricompresero subito entro quell’imponente forziere di parole quasi ne fosse il segreto passepartout. Essendo oggi il Littré uno dei pochi lessici autenticamente classici, in quanto fissa ed eterna il francese del Grand Siècle, L’invenzione è stata tradotta in tutte le maggiori lingue europee e viene qui presentata per la prima volta in italiano. Per meglio illustrare l’autore e la sua opera si offre anche un Glossario Littré che è una raccolta di notizie, giudizi, aneddoti, curiosità dalla “A alla Z”.
Trattato dell’amore
Muhyî-d-Dîn Ibn Arabî
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 240
Quante facce, quanti aspetti ha l’amore? L’autore, come altri maestri del Sufismo, ritiene che l’amore non sia definibile ma che ciascuno porti in sé le possibilità dell’amore. Questo amore viene esplorato a diversi livelli: divino, spirituale, naturale o fisico. L’amore naturale è quell’attrazione che spinge gli esseri umani a riconoscersi l’uno nell’altro e ad arrivare a un’unione che superi le differenze di ciascuno. È il caso dell’amore materno, di quello coniugale e della carità. Da questo amore concreto si arriva a quello più elevato per Dio stesso, origine, vita intima e finalità dell’amore universale al quale nessuno può sfuggire. L’aspetto caritatevole dell’amore è raccomandato dal Libro sacro dell’Islam, il Corano, che insiste sulla compassione e il reciproco affetto fra i membri della comunità, non solamente umana, ma di tutti gli esseri creati da Dio. La Bellezza è il fine più alto dell’Amore universale, Dio essendo bello e amando la Bellezza, dice il Profeta. Bellezza che si rivela in ogni cosa da Lui creata. La creatura plasmata da Dio non fa che riportare verso il suo Creatore questo amore che è stato deposto potenzialmente in lei, e i germi che in essa sono contenuti devono essere sviluppati solo verso Dio, l’Amato vero e supremo. Ibn ‘Arabì associa sempre i diversi generi d’amore di cui è capace l’essere umano il quale, composto di un corpo, di un’anima e dello Spirito, non può far altro che partecipare ai tre modi principali con i quali l’amore si impone: fisico, spirituale e divino, per poterli realizzare in un equilibrio armonioso di tutto l’essere, arrivando a padroneggiare ciascuno di essi. Nel Trattato dell’amore l’autore include poesie, aneddoti di sante e santi musulmani, descrivendo i diversi attributi degli amanti veritieri. Riporta inoltre le diverse prospettive sull’amore che sono state presentate prima di lui da altri maestri e poeti.

