Kalós
Palermo Centrale: storia di una stazione
Salvatore Amoroso
Libro: Libro in brossura
editore: Kalós
anno edizione: 2021
pagine: 32
Prima di essere un complesso architettonico, la stazione ferroviaria costituì, specialmente nella seconda metà del XIX secolo, una nuova entità urbanistica nelle città, che, conseguentemente, dovettero risolvere problemi di ampliamento e di riordinamento. Le stazioni diventarono così uno degli elementi più significativi del passaggio dalla forma urbana antica a quella moderna. Palermo, in questo senso, si differenziò dalle altre città italiane in quanto le trasformazioni dettate dalla nascita della stazione ferroviaria ebbero completa attuazione solo dopo parecchi anni con il completamento dell’asse di via Roma. Un iter lungo e complesso che portò all’inaugurazione della nuova stazione ferroviaria di Palermo – il 7 giugno 1886 –, con il suo fabbricato viaggiatori, che architettonicamente rispecchia il gusto e la tendenza neoclassicistica dell’epoca.
Madonie. L'arte e la storia
Salvatore Anselmo
Libro
editore: Kalós
anno edizione: 2021
La varietà e la ricchezza del patrimonio storico-artistico dei paesi delle Madonie sono puntualmente illustrate in questa guida oggi riproposta al lettore nella sua seconda edizione aggiornata. L'autore originario delle Madonie – come nota Maria Concetta Di Natale nella sua presentazione – riesce bene a coniugare ed equilibrare lo studio appassionato al rigore scientifico. Questo volume è stato, infatti, scrupolosamente preceduto da una puntuale ricerca sia in archivio sia sul campo e presenta, pertanto, diverse notizie inedite, riportando alla luce nomi di artisti e artigiani dopo secoli di dimenticanza e segnalando opere sconosciute che escono dall'ombra. Queste pagine diventano dunque un chiaro stimolo a lasciarsi conquistare dalle meraviglie artistiche delle Madonie, a sostare e contemplare. Un invito, rivolto agli abitanti del territorio e ai turisti, ai visitatori occasionali, a godere dei tesori d'arte e di storia custoditi in questi paeselli che, come ha suggerito Maria Accascina in uno dei suoi articoli, sembrano tutti sciami di farfalle d'oro appuntati sopra un'immensa coltre di velluto nero.
Virità femminile singolare-plurale
Giusy Sciacca
Libro
editore: Kalós
anno edizione: 2021
pagine: 224
Qual è la verità? Domanda sbagliata. La verità non è mai solo singolare, ma di certo è femminile. Così le protagoniste di questi venti racconti, stanche di essere spesso dimenticate o travisate, prendono la parola per narrare loro la storia e spiegare al lettore la propria versione dei fatti. Alcune abitano sull'Isola dai tempi del mito, altre sono partite per poi ritornare, altre ancora sono arrivate in epoche più moderne, fino a giungere agli albori del Novecento. Sono dee, artiste, nobildonne, talvolta sante, ma anche rivoluzionarie, eretiche, scienziate. In una parola, donne. E non aspettano altro che essere ascoltate. Il volume – che è il risultato dell'intreccio di queste singole voci, scelte e filtrate dalla scrittura dell'autrice – diventa così plurale. Come la parola virità, femminile singolare-plurale.
Elisa M. Boglino. Un percorso d'arte tra Copenaghen, Palermo e Roma
Anna Maria Ruta
Libro
editore: Kalós
anno edizione: 2021
pagine: 120
Nata a Copenaghen il 7 maggio 1905, Elisa Maria Maioli rivela subito le sue tendenze artistiche, frequenta la Reale Accademia danese di Belle Arti ed espone nella sua e nelle città vicine. Dal Nord, arriva a Palermo nel 1925 per studiare l'arte arabo-normanna e appena due anni dopo sposa l'avvocato Giovanni Boglino, vicino al gruppo di artisti che la giovane frequenta negli studi della Zisa. Cattura subito l'ottica straniata con cui Elisa osserva uomini e cose; il suo espressionismo nordico si mescola a quello meridionale sfumando colori e forme. Gli anni Trenta sono probabilmente il periodo più felice: si intensifica la sua attività espositiva – Milano, Roma, Berlino, la sua Danimarca – e la sua produzione artistica tocca vette altissime con quadri come Lavandaia, Ragazza con bambina e Le alienate, la sua opera più importante. Figura eclettica, accompagna alla pittura il disegno – soprattutto negli anni più bui della guerra vissuti a Santa Anastasia, nel cuore della Sicilia – e più tardi, nella Capitale, anche la scultura. Definita «pittrice ribelle, libera», Boglino è un'artista da riproporre oggi allo sguardo della critica e del pubblico come "pittora" di tutto rispetto, tra le protagoniste più significative della storia dell'arte del Novecento.
Le torri d'acqua di Palermo. Repertorio fotografico preliminare
Ferdinando Maurici, Loredana Corallo
Libro
editore: Kalós
anno edizione: 2021
pagine: 200
A lungo chiamate popolarmente giarre, le torri d'acqua formano ancora oggi parte del paesaggio urbano e periurbano di Palermo. Per secoli hanno svolto il loro compito come elementi fondamentali dei vari acquedotti, privati e pubblici, che portavano l'acqua delle varie sorgenti della ex Conca d'Oro in città e nelle contrade agricole. La loro funzione era far recuperare pressione all'acqua, incanalata in tubature per lo più fittili, e consentirne la distribuzione alle fontane pubbliche e ai vari utenti, secondo complesse norme consuetudinarie. È ipotizzabile che la loro larga diffusione vada collocata in particolare fra metà del Cinquecento e metà del Seicento, in quello che, a Palermo ma non solo, può veramente definirsi il "grande secolo dell'acqua". Questo primo repertorio, estremamente sintetico e certamente non esaustivo, comprende circa 150 torri d'acqua ancora esistenti in città e in ciò che resta della Conca d'Oro, oltre a un'altra ventina localizzate solo grazie alle foto aeree perché ricadenti all'interno di fondi agricoli privati non accessibili e quindi invisibili o difficilmente visibili dall'esterno. Relitti archeologici - e non sono i soli - di una passata civiltà dell'acqua e di una sviluppatissima agricoltura irrigua, le superstiti giarre palermitane devono oggi essere conservate e tutelate.
Gli amici di Moïse. Cento e più storie di ebrei di Sicilia
Alessandro Hoffmann
Libro
editore: Kalós
anno edizione: 2021
Gli ebrei di Sicilia, tra il 1938 e il 1945, erano alcune centinaia, in gran parte residenti o dimoranti nell’isola. Tutti – italiani e stranieri – sono stati perseguitati e hanno visto negati i loro diritti fondamentali, compresi quello al lavoro e allo studio. Molti hanno perso anche la libertà personale: di caso in caso, ci troviamo di fronte ad arresto, concentramento, internamento, precettazione, deportazione; tra questi, c’è chi è stato liberato, chi si è salvato e chi è stato ucciso. Ricordarli uno per uno è un dovere morale e un impegno civile: di oltre cento di loro si sono cercate le tracce e si è tentato di ricostruirne la storia, senza dimenticare alcuni Grandi Vecchi e i Giusti di Sicilia. Frutto di lunghe ricerche e racconti privati, queste pagine diventano una raccolta di vite, una preghiera di civiltà.
Castelli medievali in Sicilia. Da Carlo d’Angiò al Trecento
Ferdinando Maurici
Libro
editore: Kalós
anno edizione: 2021
Il volume – come suggerisce Henri Bresc nella sua presentazione – è la sintesi di numerose ricerche di castellologia che Ferdinando Maurici ha intrapreso fin dall’ormai lontano 1980: sul primo incastellamento bizantino, sui rari fortilizi di epoca musulmana, sull’intenso fiorire di fortezze e di abitati cinti da mura a cura dei Normanni, sui castra e palazzi di Federico II e infine sul doppio e massiccio movimento di creazione di castelli e di borghi fortificati del Trecento, a opera della monarchia rediviva con Federico III, poi della nobiltà sempre più indipendente da un potere centrale indebolito. Questa vasta indagine, somma di una vita di studio teorico, da storico e da archeologo, di prospezioni sul terreno, di scavi su punti particolarmente significativi e di divulgazione del sapere accumulato, animando lavori enciclopedici sulle fortezze medievali dell’isola e sul loro destino moderno, si accompagna – continua Bresc – a una riflessione anche colorita, spesso nostalgica, sempre ironica, ogni tanto amara e pessimistica che oppone la bellezza di un tempo allo squallore del paesaggio urbano e periurbano odierno, per finire però con una luce di speranza, il rinnovato interesse delle amministrazioni comunali e delle popolazioni per i castelli già abbandonati dall’aristocrazia e lasciati cadere a pezzi.
Petru Fudduni. La voce del popolo
Francesca Giurleo
Libro
editore: Kalós
anno edizione: 2021
In una Palermo devastata da numerose epidemie di peste, tra la fine del Cinquecento e i primi del Seicento, seguendo le indicazioni dei sanitari chiamati a gestire l'emergenza – primo fra tutti il Dott. Gian Filippo Ingrassia –, si vietò ogni adunanza, ogni celebrazione religiosa e, ancora, si stabilì che tutto ciò che era appartenuto a gente infetta venisse bruciato. Intere case vennero smantellate e dovunque per le vie erano roghi di letti, materassi, biancheria, nel caldo torrido dell'estate che avanzava e rendeva l'aria irrespirabile. Dappertutto si udivano i lamenti e i pianti di una popolazione che a fatica tentava di risollevarsi da una tale miseria. In questo clima, forse nell'anno 1604, venne alla luce Petru Fudduni. Non è stato semplice ricostruire la vita dell'umile spaccapietre: storia e leggenda spesso si confondono nel tramandare varie curiosità talora bizzarre che danno comunque l'idea dell'uomo sicuramente stravagante, ma fine, sottile e dal verso facile, sempre pronto a difendere con la sua poesia il popolo spesso denigrato, offeso e umiliato dall'alta aristocrazia al potere. L'autrice ci restituisce così proprio attraverso le rime a lui attribuite, e rintracciate nei testi di scrittori, letterati e studiosi delle tradizioni popolari e del folklore, l'esistenza di Petru, che senza i suoi stessi versi sarebbe passata nell'indifferenza generale risucchiata nel più totale oblio.
Lux vera. Ori e argenti liturgici a Geraci e Castelbuono nei secoli XIV-XVIII
Libro: Libro in brossura
editore: Kalós
anno edizione: 2020
pagine: 128
Catalogo della mostra (Castelbuono, 20 luglio 2019-26 gennaio 2020).
Representamen. Musica architettura degli interni società
Santi Centineo
Libro: Libro in brossura
editore: Kalós
anno edizione: 2020
pagine: 208
Nel 1922 Edward Gordon Craig, uno dei rinnovatori del teatro del Novecento, scriveva: “Il punto di partenza teorico, è che nell’edificio teatrale c’è sempre inscritta una ben precisa idea di teatro, della quale l’edificio non è che la sedimentazione architettonica. [...] La ragione principale del sostanziale fallimento che ci attende è che la contemporaneità, il Novecento, non possiede una idea di teatro, o almeno non possiede un’idea di teatro dominante, codificabile quindi in una tipologia spaziale, come invece avveniva per le epoche passate” .E ancóra, negli anni ‘60, Josef Svoboda aveva modo di dire in un seminario pubblico: “Io sostengo sempre del resto che, per recitare, un ampio fienile è meglio di qualsiasi teatro cosiddetto moderno”. Una millenaria tradizione architettonica, peculiare della cultura occidentale, in cui la società si è sempre riflessa nello splendore degli edifici per lo spettacolo, macchine sontuose in grado di unire fasto decorativo a un sofisticato livello tecnologico, sembra oggigiorno rivelarsi insufficiente, a fronte di radicali cambiamenti in atto, non solo a livello sociale, ma anche drammaturgico.
Fòrio Fòrio Fòrio. Figure e storie del Mastro di Campo
Lillo Pennacchio
Libro
editore: Kalós
anno edizione: 2020
pagine: 92
Nella festa il mondo si capovolge. Occorre una magia della scrittura – come suggerisce Marco Baliani nella sua prefazione al volume – per far vivere il senso di riscatto e ribaltamento delle consuetudini che è tipico del cuore profondo della festa di Carnevale, di cui la maschera del Mastro di Campo è emblema e identificazione. La penna di Pennacchio – continua Baliani – è un occhio capace di cogliere in sottili frasi, in toccate di dialetto, in fuggevoli gestualità, il tessuto imprendibile di un'azione corale, di un teatro di popolo. Le storie di questo mondo capovolto sono sapientemente accompagnate dalle delicate illustrazioni di Nicola Figlia che, nel loro tocco acquerellato, diventano delle vere e proprie carte dei personaggi del Carnevale di Mezzojuso, che prendono a sfilare in queste pagine quasi come dei Tarocchi. Prefazione Marco Baliani.
Pomelia felicissima. Storia, botanica e coltivazione della plumeria a Palermo-History, botany and cultivation of plumeria in Palermo
Attilio Carapezza, Pietro Puccio, Manlio Speciale
Libro: Libro in brossura
editore: Kalós
anno edizione: 2020
pagine: 138
A quindici anni di distanza dalla sua prima comparsa, si propone la riedizione di un libro che, nato come “catalogo postumo” di una fortunatissima omonima mostra svoltasi all’Orto botanico dell’Università di Palermo nell’estate del 2005, si è da subito “affrancato” dall’occasione per cui era nato. Il testo va a colmare un vuoto di conoscenza sia nella vicenda botanica e colturale delle piante del genere Plumeria, che in quella socio-antropologica del rapporto tra la città di Palermo e la sua pianta più amata. Segno di questa predilezione è il nome “pomelia”, con cui i palermitani l’hanno ribattezzata, preferendolo ai più ufficiali plumeria o frangipani. La prima menzione della sua presenza a Palermo risale al Catalogo delle piante dell’Orto botanico di Boccadifalco pubblicato da Giovanni Gussone nel 1821. Se, senza discostarci troppo dalla verità storica, ipotizziamo che vi fosse arrivata l’anno prima, nel 1820, possiamo idealmente celebrare i 200 anni di presenza della plumeria a Palermo con questa riedizione di Pomelia.

