Aragno: Biblioteca Aragno
Attraverso il nichilismo. Saggi di teoria critica, estetica e critica letteraria
Tito Perlini
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
"Attraverso il nichilismo" raccoglie, per la prima volta, un'ampia silloge di saggi di Tito Perlini, indubbiamente una delle voci notevoli della cultura italiana contemporanea. Il volume ruota attorno al tema del nichilismo, ovvero alla drammatica crisi di senso dell'attuale società tardo-capitalistica, osservata da diverse, molteplici prospettive. Esaminando il pensiero dei più significativi filosofi degli ultimi due secoli - da Hegel ad Adorno, da Lukács a Del Noce (senza trascurare svariate opere letterarie e artistiche, come quelle di Goethe e di Thomas Mann, di Mahler e di Schönberg, di Baudelaire, di Proust e di Kafka) -, Perlini, con implacabile lucidità, punta il dito sulla terribile devastazione di ogni valore che ormai da almeno un secolo stiamo attraversando. Al tempo stesso e proprio grazie a tale consapevolezza, senza dogmatismi Perlini indirizza il nostro sguardo verso ciò che ancora resiste e che, sia pure in modo negativo, vale a dire mai positivamente rappresentabile, potrebbe tuttavia costituire una prospettiva di liberazione dal nichilismo moderno. Ciò richiede di non adagiarsi in facili prospettive, relativistiche o post-moderne, in ogni caso incapaci di uscire dalla crisi del presente, ma di riproporre con forza la necessità della ragione quale utopico anelito alla verità, dialetticamente intesa. Il volume è accompagnato da un ampio saggio di Enrico Cerasi. Prefazione di Claudio Magris.
I fascisti di sinistra
Massimo Raffaeli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
Il fascismo non è stato una mascherata ma una dittatura di classe e, nello stesso tempo, un dispositivo biopolitico. Presi in mezzo alla generazione fascistissima, alcuni fra i grandi narratori italiani del Novecento (da Vittorini a Bilenchi, da Cassola a Pratolini e Bassani) hanno tradotto il fascismo nel motivo ispiratore di un romanzo di formazione poi concluso da ognuno con una scelta dichiaratamente antifascista. Quel drammatico passaggio di fase è il tema dominante della raccolta saggistica di Massimo Raffaeli che ne rintraccia la memoria negli autori del dopoguerra (per esempio Paolo Volponi e Luigi Di Ruscio) disposti a interrogare il lascito della cosiddetta "autobiografia italiana" fra il boom economico e gli anni della globalizzazione. Disposti a mosaico ma intramati dall'interno, scritti in stile netto e affilato, i saggi di cui si compone I fascisti di sinistra propongono, in controtendenza, un libro di vera e propria critica militante.
Carteggio. Volume Vol. 1
Benedetto Croce, Giovanni Gentile
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
Questo è il primo volume, comprensivo degli anni che vanno dal 1896 al 1900, delle lettere che Benedetto Croce e Giovanni Gentile si scambiarono fino al 1924. Edito per la prima volta in forma unitaria e integrale, il Carteggio permette di seguire, attraverso un fitto dialogo intellettuale, filosofico, politico e umano, la formazione di due distinti sistemi di pensiero che hanno dominato, in Italia e non solo, la prima metà del secolo ventesimo e sono ancora vivi in questi primi anni del ventunesimo, contribuendo, nella nuova forma, alla migliore comprensione dei tempi e dei modi della loro genesi. Aver ricomposto in unità di stampa i due epistolari consentirà al lettore di entrare nel vivo di un alto capitolo di storia filosofica, fin nelle ragioni che coinvolsero Croce e Gentile nel convergere, nel divergere e poi nel separarsi. Introduzione di Gennaro Sasso.
Frammenti fatti regime. Scritti letterari
Carlo Mollino
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
A metà anni Trenta, mentre esordiva come architetto, Carlo Mollino si cimentò con la narrativa pubblicando la biografia fittizia "Vita di Oberon "(1933) e il romanzo d'avventure "L'amante del Duca" (1934-1936), rimasti incompiuti. La presente raccolta, che include il "Frammento dall''Agonia degli Apollidi'" (1932), "Del drago da passeggio" (1963) e la principale testimonianza a stampa degl'interessi occultistici dell'autore "Nuova astrologia" (uscita sotto pseudonimo nel '49), scopre nelle prove letterarie di Mollino gli antefatti della sua attività a venire. Alla "ricerca di rapporti difficili e inevitabili" e pervaso dall'amore del Doppio, il non finito dell'antinarrativa molliniana denota lo stesso tipo di tensione che prende corpo nella linea a inflessione infinita dell'arabesco, tipica delle sue architetture. Recettiva a modelli ultimo grido (Cocteau, Realismo magico, Neofuturismo), come a quelli popolari (feuilleton esotici, Western) o irriducibili a schema (Savinio, Roussel), la scrittura di Mollino traduce il concetto conradiano del "frammento fatto regime", caro all'architetto letterato che nella Torino engagée di quel tempo sdegna militanze e affiliazioni, onorando, lui supremo bizzarro, il solo ideale dell'arbitrio creativo.
Non sono venuto qui per essere felice. Corrispondenza
Arthur Rimbaud
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Aragno
anno edizione: 2014
opo aver dato prova di essere un grande poeta, a soli vent'anni Rimbaud gira le spalle alla letteratura per farsi prima avventuriero di lunghe erranze e poi trafficante di ogni cosa sulle rive del Mar Rosso. Questo abbandono della poesia per molti è rimasto un vero mistero. Un mistero che diventa scandalo quando si scopre ciò che Rimbaud della poesia voleva fare: un'esperienza fondamentale che implicava la totalità della vita e la totalità dell'essere. Rinunciare alla poesia quando si è intravista in essa la possibilità di superare ogni limite, di andare all'estremo, di vedere oltre, di conoscere l'inconoscibile, vuol dire rinunciare alla possibilità di cambiare la vita e condannarsi alla banalità e alla mediocrità di una vita comune, limitando la vita alle sue immediate necessità. Ma questa rinuncia, e il silenzio che ne deriva, affascina per la sua ambiguità. Se per un verso essa appare come un tradimento, un'infedeltà alla possibilità intravista, dall'altro si annuncia come momento superiore in cui la poesia si annette la sua assenza e si stabilisce sul suo rifiuto. Possiamo allora dire che il Rimbaud africano, esploratore avventizio e trafficante d'armi, non fa che perseguire, con altri mezzi e sotto altra forma, la stessa ricerca dell'ignoto del tempo degli splendori poetici. E la corrispondenza africana rivela a volte, sul piano della banalità della vita ordinaria, lo stesso tono secco, perentorio, ostinato, furioso della Saison en enfer o delle Illuminations.
Progetto di costituzione confederale europea ed interna
Duccio Galimberti, Antonino Repaci
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
Non soltanto in Italia, ma in tutta Europa si discute di Costituzione, da scrivere, ri-scrivere, modificare. Questo testo, che anticipa l'intera tematica, non è né una rarità né un documento smarrito e ritrovato, ma la prova emozionante dell'intuizione di due giovani intellettuali che, impegnati nella lotta di liberazione in Italia, immaginano un futuro di riscatto. Il loro Progetto di Costituzione avrebbe potuto continuare ad accumulare la polvere, ma nei tempi recenti i richiami alla Costituzione, ai suoi valori fondanti, alla difesa dei suoi principi essenziali, nonché all'esigenza (secondo alcuni, ma non tutti) di innovarla, ringiovanirla, correggerla si sono tanto moltiplicati che un ritorno alle origini, anzi alla preistoria del costituzionalismo repubblicano italiano, appare tutt'altro che inutile o privo di significato. Duccio Galimberti e Antonino Rèpaci ebbero, nello stesso momento di altri, la consapevolezza di quanto impervio e importante sarebbe stato il cammino ancora da compiere per dare vita a un'Italia e a un'Europa democratiche e pacificate. La loro riflessione corse allo strumento basilare di una Carta fondamentale, un insieme di principi generali, strutturati su 172 articoli, che da una prospettiva politico-internazionale fossero costituzionalisticamente significativi e politologicamente solidi. Con scritti di Luigi Bonanate, Gustavo Zagrebelsky, Lorenzo Ornaghi.
Le serate di Pietroburgo o colloqui sul governo temporale della Provvidenza
Joseph de Maistre
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
"Non è senza motivo che Charles Baudelaire abbia scritto nei Journaux intimes: 'De Maistre ed Edgar Poe mi hanno insegnato a ragionare', o che Giacomo Noventa non esitasse a citare frequentemente lo scrittore savoiardo, infrangendo quella censura occulta che vieta di rammentare certi autori proibiti se non deformandoli in una maschera grottesca. La sprezzatura maistriana, che affiora dal suo stile colloquiale e paradossale, non può non attirare coloro che alla dialettica dell'illuminismo si sottraggono con disinvoltura aristocratica, divenendo agli occhi dei contemporanei esempi imperdonabili di una rara libertà di giudizio..." (Alfredo Cattabiani)
Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981
Paolo Baffi, Arturo Carlo Jemolo
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
Il carteggio racconta il rapporto tra due persone ben note nei rispettivi campi d'azione. È singolare che due discipline tanto diverse, diritto ecclesiastico e politica monetaria, abbiano favorito una relazione epistolare così intensa e originale, che dimostra una volta di più l'alta levatura morale e civile di Paolo Baffi e Arturo Carlo Jemolo. Il loro temperamento, in realtà, era per molti versi simile. Entrambi schivi, sobri e riservati, rigorosi e severi con se stessi, non amavano le luci della ribalta, avevano un forte senso dello Stato, erano attaccati alla famiglia e agli affetti. Aveva ragione Giovanni Spadolini a sostenere che "il cuore del carteggio avviene tra il 1968 e il 1978, un decennio che si identifica col periodo più tormentato, più ricco di contrasti e di contraddizioni, di ascese e di cadute, di paurosi arretramenti e di singolari avanzate, della nostra vita nazionale, forse della nostra intera storia nazionale". Dal punto di vista storiografico è certo interessante accostare alla lettura dei testi gli allegati riprodotti dall'Archivio Storico della Banca d'Italia (ASBI).
Vita di Petrarca
Ugo Dotti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2014
Questa "Vita di Petrarca", in forma notevolmente ridotta, apparve la prima volta da Laterza quasi trent'anni fa ed ebbe quindi successive edizioni nelle diverse collane dello stesso editore venendo altresì tradotta in Francia e in Brasile. Da quel 1986 gli studi di Dotti su Petrarca sono via via proseguiti con la traduzione e annotazione di tutto il suo immenso epistolario e di quanto ci rimane delle lettere che altri ebbero a indirizzare al poeta, con il minuto commento al "Canzoniere", con la traduzione e annotazione del "De remediis utriusque fortune" e, soprattutto, con la traduzione e annotazione della grandiosa opera di Petrarca storico, ossia l'intero "De viris" e quel "De gestis Cesaris" che, pressoché sconosciuto, rappresenta indubitabilmente l'inizio della moderna storiografia. Era pertanto naturale che tanta messe di nuove conoscenze, oltre ai tanti lavori critici che da più parti erano apparsi nel frattempo (in particolare in occasione del settimo centenario della nascita del poeta, il 2004), venisse convogliata nella ristesura di questa biografia che, fondandosi sugli infiniti dati fornitoci dallo stesso Petrarca (e vedi in proposito l'indice analitico delle sue opere) oltre che sulla loro discussione critica, ripercorre la vita di un uomo che seppe imporsi come il fondatore di una nuova cultura, quella umanistica, non soltanto in Italia ma in tutta Europa.
Luigi Spaventa, economista civile
AA.VV.
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2013
Luigi Spaventa è scomparso il 6 gennaio 2013, all'età di quasi 79 anni, dopo una vita freneticamente attiva: come studioso, professore, pubblicista, banchiere e uomo delle istituzioni (deputato, ministro del Bilancio, presidente della Consob, ecc.). Per questi suoi molteplici incarichi e per l'impegno con cui li ha svolti, si è voluto intitolare il presente volume "Luigi Spaventa, economista civile". Quasi un tentativo di rievocare, attraverso la sua opera, gli ultimi quarant'anni di politica economica italiana. A parte una selezione di suoi articoli, si raccolgono qui i contributi di docenti, rappresentanti delle istituzioni e giornalisti (Ferruccio de Bortoli e Massimo Giannini), che a vario titolo lo hanno frequentato. A volte anche affiancandolo nelle sue passioni private, come la musica (Paolo Baratta) o la montagna (Alberto Giovannini e Salvatore Bragantini). La folta rappresentanza comprende, fra gli altri, i nomi di Ignazio Visco, Mario Draghi, Fabrizio Saccomanni, Francesco Giavazzi, Giuliano Amato, Marcello De Cecco, Antonio Pedone e il vignettista politico Emilio Giannelli (che ha arricchito il suo scritto con una affettuosa caricatura di Spaventa). In queste pagine si respira un'aura di nostalgia. Spaventa non era uomo da lasciare indifferenti. Poteva anche essere irritante, ma i suoi erano sempre giudizi meditati e fecondi. E sono in molti a sentire oggi la mancanza della sua voce.
Lettere a Rina 1950-1962
Giovanni Arpino
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2013
A venticinque anni dalla morte di Giovanni Arpino (1927-1987), queste "Lettere a Rina" (ossia le 167 lettere finora inedite che dal maggio 1950 all'agosto 1962 Arpino scrisse a Caterina Brero, destinataria amata e irriducibile, fidanzata prima e poi moglie) ben contribuiscono a ricordarne la personalità agonistica e complessa. Lettere rugose e amorose, furibonde e affocate, che appartengono a due diversi tronconi temporali e che rappresentano la più persuasiva conferma di un vivere 'altro', orgoglioso, inquieto, ribelle, generoso, estroso, solitario. Che fa di Arpino uno degli scrittori meno classificabili del nostro secondo Novecento.

