Società Editrice Fiorentina: Studi
Manzoni, Tommaseo e gli amici di Firenze. Carteggio (1825-1871)
Libro: Libro in brossura
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2016
pagine: XL-244
Il volume raccoglie 96 lettere, in parte inedite, trascritte o ricollazionate sugli autografi, scambiate da Manzoni con dodici corrispondenti legati alla Firenze di Vieusseux, dell'"Antologia", e dell'Accademia della Crusca. Spicca il carteggio tra Manzoni e Tommaseo, dal loro incontro a Milano nel 1825 all'ultima lettera del 1871: testimone di un legame importante, saldo a dispetto delle rade occasioni d'incontro, fondato su un'intima consonanza etica, oltre che sui comuni interessi di studio e d'arte. La cordiale accoglienza del circolo di Vieusseux nel settembre del 1827, l'entusiasmo per le opportunità aperte nell'ambito della ricerca linguistica, si rispecchiano nella corrispondenza con Giuseppe Borghi, Gaetano Cioni, Giovan Pietro Vieusseux, Giovan Battista Niccolini, Gino Capponi, indice della ricchezza intellettuale e umana di un'esperienza che segna l'opera letteraria ma anche, a lungo, i sentimenti e i ricordi. Completano il quadro, sotto l'egida del binomio Firenze-lingua, le lettere scambiate con i segretari dell'Accademia della Crusca, di cui Manzoni è fatto socio corrispondente nel dicembre 1827.
Oltre la consuetudine. Studi su Gian Pietro Lucini
Manuela Manfredini
Libro: Libro in brossura
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2014
pagine: XI-149
"È un poeta minimo ed oscurato dalle effemeridi effervescenti, reclamate e poco stabili d'Italia nostra e modernissima; un poeta orgoglioso, certo non intonato al coro delle voci rigovernate, ingentilite e direttrici, mal notato per indisciplinatezza anche sui registri delle regie questure del regno, che torna a rappresentarsi anomalo e deciso a rimanerlo. Egli vi assicura che difficilmente potrà rimettersi nel gregge; anzi è più deliberato a combatterlo sopra qualunque prateria lo veda a brucare, [...] perché si pregia di aver 'oltrepassato la consuetudine'". Oltrepassare, sorpassare, andare "oltre la consuetudine": questo il programma poetico che Gian Pietro Lucini lancia dalle pagine del "Verso Libero" contro tutte le Accademie e contro il principio di autorità "delle leggi, delli altari, delle caserme, delle grammatiche, della prosodia"; un programma che, come testimoniano i saggi raccolti in questo volume, trova applicazione nelle sue opere su diversi piani (metrico, linguistico, tematico). Alieno dalla "tabula rasa" dei valori del passato, propugnata dal Futurismo e dal suo cantore Marinetti, Lucini procede lungo le vie dell'estenuazione interna dei generi e degli istituti letterari, dello straniamento e del paradosso, per denunciare l'assunzione acritica delle idee dominanti e per proporre una visione decentrata, emarginata ma libera e violentemente critica.
Con e intorno a Vittorio Alfieri
Arnaldo Di Benedetto
Libro: Copertina morbida
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2013
pagine: 216
I saggi qui raccolti trattano in prevalenza del maggior poeta italiano, che fu anche uno dei maggiori europei, di fine Settecento: Vittorio Alfieri. Ma non a lui essi sono esclusivamente dedicati. L'esperienza militare dell'illuminista milanese Pietro Verri, l'importanza delle traduzioni per il rinnovamento del gusto nella cultura letteraria di lingua italiana tra Sette e Ottocento, sono anch'essi temi di queste pagine. Ma Alfieri certo domina o almeno autorevolmente affiora in tutte. Con la sua innovativa concezione del poeta; la sua arte bicefala, sublime e anti-sublime; la sua autobiografia (probabilmente la più bella della letteratura italiana); i suoi rapporti con le arti figurative; il suo amore per i viaggi; il suo contributo alla fissazione del canone dei "quattro poeti"; il suo assorbimento nella cultura risorgimentale, forse fonte del declino della sua fama fuori d'Italia. Lo sfondo del discorso di Arnaldo Di Benedetto non è unicamente "nazionale" - in tempi nei quali la stessa nozione di "letteratura nazionale" è palesemente in crisi e si fa sempre più evanescente.
Dopo il Novecento. Monitoraggio della poesia italiana contemporanea
Giorgio Linguaglossa
Libro
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2013
pagine: 148
"Andiamo verso la catastrofe senza parole. Già le rivoluzioni di domani si faranno in marsina e con tutte le comodità. I Re avranno da temere soprattutto dai loro segretari". Era l'aprile del 1919 quando Vincenzo Cardarelli scriveva queste parole. Era iniziata la rivoluzione della società di massa, la rivoluzione industriale era ancora di là da venire, e l'epoca delle avanguardie era già alle spalle, il ritorno all'ordine era una strada in discesa, segnato da un annunzio che sembrava indiscutibile. Oggi, a distanza di quasi un secolo dalle parole di Cardarelli, è avvenuto esattamente il contrario di quanto preconizzato dal poeta de "La Ronda": oggi andiamo verso la catastrofe con un eccesso di parole. Le rivoluzioni di domani non si faranno né in marsina né in canottiera, né con tutte le comodità né con tutti gli incomodi: non si faranno affatto. Una poesia come questa del Dopo il Novecento non può che nascere in un'epoca in cui parlare di "rivoluzione" è come parlare di ircocervi in scatola. Non c'è opera della rappresentazione letteraria del secondo Novecento che non tenda, in qualche modo, al verosimile e, al contempo, non additi la propria maschera. La poesia e il romanzo dello sperimentalismo, rispetto alla poesia del post-ermetismo e dell'ermetismo, ha una sofisticata coscienza del carattere di "finzione" dell'opera letteraria, ha coscienza della propria maschera, anzi, c'è in essa una vera e propria ossessione della "maschera"".
Idee su Dante. Esperimenti danteschi
Libro: Libro rilegato
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2013
pagine: 128
Da quasi sette secoli la Commedia dantesca suscita ininterrottamente l'attenzione dei lettori di tutto il mondo. Ma dove si origina questo interesse? Nel suo poema Dante affronta il problema che si trova "in fondo a tutte le religioni e le filosofie", una questione "profondamente seria" che interessa immediatamente ogni lettore, lo inquieta e lo avvince: "il destino eterno della persona". Ecco perché, accanto alla lunga storia di lecturae Dantis, la Commedia vanta anche una ricca tradizione di studi critici, particolarmente intensa tra XIX e XX secolo. Per afferrare l'opera di un autore che lancia "agganci verso tutte le direzioni", gli interpreti contemporanei hanno riletto il poema da vari punti di vista e con metodi diversi, delineando una realtà molteplice e dinamica. Con l'intento di offrire uno spaccato delle prospettive interpretative di alcuni tra i più influenti critici della Commedia, il 9 e 10 maggio 2012, presso l'Università degli Studi di Milano, "Esperimenti danteschi" ha promosso un convegno dal titolo "Idee su Dante". Autorevoli studiosi del poema e di critica letteraria hanno affrontato da un punto di vista originale le tesi di Francesco De Sanctis, Benedetto Croce, Erich Auerbach, Charles S. Singleton e Gianfranco Contini. Il presente volume ripropone il testo delle cinque conferenze.
Vocabolari e vocabolaristi. Sulla Crusca nell'Ottocento
Massimo Fanfani
Libro: Copertina rigida
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2012
pagine: 124
Nel corso dell'Ottocento l'Accademia della Crusca viene rinnovando il suo ruolo di guida linguistica e lessicografica sulla base di una più matura e liberale concezione dell'italiano, mentre partecipa, con prese di posizione coraggiose e valide iniziative, al moto unitario e poi all'assestamento del nuovo Stato. Il bene che essa difende, il bene della lingua comune, è infatti sentito dagli accademici intimamente legato al destino della patria comune. Così ci si adopera per mostrare agli italiani quanto sia decisivo, per la coesione e l'identità della nazione, quel tesoro di valori ideali e civili che la lingua dischiude e che il grande vocabolario della Crusca aveva saputo lumeggiare e tramandare nei secoli. Attraverso tre studi su fatti relativi alle vicende accademiche e a personaggi come Gino Capponi, Marco Tabarrini, Niccolò Tommaseo, Giuseppe Rigutini, Isidoro Del Lungo, il volume descrive qualche aspetto di una delle fasi più interessanti della storia della Crusca, quella che vide la sua trasformazione da antica e nobile istituzione granducale in un'accademia nazionale sempre più coinvolta nella vita politica e culturale della nuova Italia.
L'inventio crucis nel teatro rinascimentale fiorentino. Una leggenda tra spettacolo, antisemitismo e propaganda
Gianni Cicali
Libro: Copertina rigida
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2012
pagine: 184
Il volume presenta le declinazioni teatrali della leggenda della vera croce, o inventio crucis, nel teatro sacro del Rinascimento fiorentino. Il ritrovamento della croce di Cristo da parte di sant'Elena, madre di Costantino il Grande, a metà circa del IV secolo d.C., può essere considerato come un'epica fondante l'identità cristiana europea tardoantica e medievale. Nonostante gli studi sulla inventio crucis siano numerosi in ambito filologico e artistico, mancava tuttavia un'analisi su come questa leggenda sia stata rappresentata nello spettacolo a Firenze tra Quattro e Cinquecento. Dopo una ricognizione sui protagonisti e sulle fonti principali della leggenda, sono analizzate le varianti teatrali della inventio e della exaltatio crucis in un gruppo di sacre rappresentazioni e commedie spirituali fiorentine. Attraverso documenti, manoscritti e analisi della drammaturgia, il volume delinea non solo il contenuto specificamente teatrale dei testi, ma anche il loro valore nel contesto della devozione dei Medici per la croce, insieme a istanze propagandistiche e alla rappresentazione degli ebrei, protagonisti della leggenda insieme a sant'Elena, a papa san Silvestro I e a Costantino il Grande. Lo studio porta alla luce anche un raro manoscritto, non attribuito precedentemente, della Biblioteca Nazionale di Firenze.
Avanguardie storiche a Firenze e altri studi tra Otto e Novecento
Simone Magherini
Libro: Copertina rigida
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2012
pagine: 364
Il titolo del libro deriva da un compatto e unitario nucleo tematico di studi e ricerche d'archivio, tesi ad indagare il contributo cruciale dato dalle avanguardie storiche fiorentine al rinnovamento intellettuale e artistico della civiltà letteraria non solo nazionale. Fanno parte di questa serie i saggi della terza sezione (Avanguardie a Firenze), dedicati ai protagonisti di questa breve ma intensa stagione culturale (Marinetti, Moretti, Palazzeschi, Papini, Prezzolini, Soffici), e quelli della quarta sezione (Nel laboratorio di Palazzeschi), che indagano aspetti puntuali e spesso inediti della biografia e dell'officina palazzeschiana. I saggi confluiti nella altre due sezioni completano il quadro delle ricerche e spiegano il sottotitolo del libro. Nella prima (Italiani fuori d'Italia) confluiscono gli studi sull'opera "Dell'Italia" di Tommaseo e sulla vasta attività culturale svolta da Prezzolini come direttore della Casa Italiana di New York. Nella seconda sezione (Memoria letteraria e letture di poesie) si concentrano una serie di letture poetiche sul significato del recupero di una memoria dantesca e leopardiana nella poesia del Novecento (Rebora e Cristina Campo).
La persistenza della lirica. La poesia italiana nel secondo Novecento da Pavese a Pasolini
Stefano Giovannuzzi
Libro: Copertina rigida
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2012
pagine: 240
I saggi qui riuniti toccano Pavese, Sereni, Ungaretti, Gatto, Bertolucci, Fortini, Amelia Rosselli, Pasolini e documentano nel secondo Novecento una linea che non coincide con la nozione di poesia che si ibrida con la prosa abbassandosi inesorabilmente di tono...
Lettres inédites de la contesse d'Albany a ses amis de Sienne
Libro: Libro rilegato
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2009
pagine: 508
Da Firenze a Digione. Impressioni di un reduce garibaldino
Ettore Socci
Libro: Libro rilegato
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2019
pagine: 236
La ricca personalità poliedrica di Ettore Socci (Pisa, 1846 - Firenze, 1905), garibaldino, giornalista, scrittore e cinque volte deputato del Regno d'Italia per il collegio di Grosseto, può essere colta alle sue radici nella sua opera prima, «Da Firenze a Digione». Gli «appunti» dello scrittore costituiscono una tempestiva registrazione, dall'ottica del soldato, dell'eroica presenza garibaldina nella Guerra franco-prussiana, di cui la presa della bandiera del 61° reggimento prussiano (l'unica persa dall'esercito di Guglielmo I) rappresenta il momento culminante. Oltre ad includere gli aspetti inerenti al genere della memorialistica garibaldina, il ventaglio delle idee oggetto delle «impressioni» del reduce non conosce steccati: virtù e debolezza dei popoli, tradimenti e abnegazione, giustizia e libertà, democrazia ed emancipazione… Il libro della memoria di Socci si rivela come un moto per i luoghi luminosi e nebbiosi dell'animo umano, teso a un affinamento coscienziale che illuminerà poi la sua futura azione politica. Ne è una chiara illustrazione la sensibilità che Socci mostra nei confronti della donna, della quale nel libro si esalta il coraggio e la saggezza, e che lo porterà in seguito a scrivere una pagina brillante della sua carriera politica: dopo una lunga battaglia, condotta dai banchi dell'opposizione, viene approvata nel 1904 la sua proposta di legge per ammettere all'esercizio professionale le donne laureate in giurisprudenza.
Saggi di pedagogia critica oltre il neoliberismo. Analizzando educatori, lotte e movimenti sociali
Peter Mayo, Paolo Vittoria
Libro: Libro in brossura
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2017
pagine: 187
“Siamo grati a Peter Mayo e Paolo Vittoria per lo sforzo di riannodare in modo originale i fili di una tradizione pedagogica militante alla luce di pensieri ed esperienze che provengono da varie parti del mondo ma che si possono innestare bene nel terreno pedagogico italiano. Un libro che può ricomporre quei frammenti di pensiero pedagogico che qua e là si stanno attivando in Italia, soprattutto per iniziativa delle più giovani generazioni di pedagogisti e studiosi e che ci auguriamo che rappresenti solo l'inizio di un campo di studi che sappia produrre riflessioni e ricerche (anche empiriche) sempre più rigorose sulla pedagogia critica e sull'educazione alla giustizia sociale.” (Dalla Prefazione di Massimiliano Tarozzi)

