Metafora della vita urbana e rurale, la taverna nell’Italia medievale è uno spazio insieme concreto e immaginario dove prende corpo una molteplicità di rapporti istituzionali, economici, sociali e culturali, spesso in bilico fra il lecito e l’illecito, il rispetto delle regole e la loro trasgressione. Le testimonianze su osti e albergatori – tra le cui fila spicca una cospicua presenza femminile – ci restituiscono una figura professionale dai contorni sfumati: gestore, mercante e daziere, giocatore e ruffiano, operatore impegnato in attività di assistenza e cura. Fondamentali sono le funzioni di natura pubblica svolte da osterie e alberghi sul territorio, entro le mura cittadine e nelle campagne, lungo le vie di percorrenza e gli snodi di mercato: fra IX e XV secolo, tali strutture vengono a costituire una rete di servizi che soddisfano la domanda di una clientela assai diversificata.
Luoghi dell'ospitalità in Italia nel Medioevo. Sistemi e servizi fra città e contado
| Titolo | Luoghi dell'ospitalità in Italia nel Medioevo. Sistemi e servizi fra città e contado |
| Curatore | Francesca Pucci Donati |
| Argomento | Scienze umane Storia |
| Collana | I libri di Viella, 516 |
| Editore | Viella |
| Formato |
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| Pagine | 296 |
| Pubblicazione | 12/2024 |
| ISBN | 9791254697498 |

