Robin Edizioni: Biblioteca del vascello
Il ciclo africano. Le avventure del commissario Sanders e del tenente Tibbetts, detto «Bones». Volume Vol. 3
Edgar Wallace
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 584
Il cosiddetto "ciclo africano" di Edgar Wallace copre buona parte della carriera dello scrittore ed è composto da undici opere. Questo filone della creatività dell’autore vede chiaramente in Kipling l’influsso principale, se non altro per il fatto che si tratta di avventure di inglesi in terre coloniali e il loro rapporto coi nativi. L’esperienza di corrispondente di guerra – dal 1898 – gli permette di conoscere alcune zone africane, tra le quali il Congo, che gli offre vari spunti per le opere. In senso più generale l’interesse degli scrittori inglesi per il tema africano era decisamente alto, come dimostra un antecedente vicino, i romanzi d’avventura – ambientati nell’Africa meridionale – di sir H. Rider Haggard (1856-1925) col cacciatore e mercante Allan Quatermain protagonista di ben diciotto opere, prima tra tutte "King Solomon’s Mines" (1885) e, contemporaneo di Wallace, Edgar Rice Burroughs (1875-1950), che dal 1912 creerà una serie di romanzi con protagonista Tarzan. Per i personaggi del commissario Sanders e del luogotenente Bones sono state avanzate ipotesi sulle figure realmente esistite che possono aver fatto da modello. Sanders per buona parte è basato sul barone inglese – nato in India – Frederick Lugard (1858-1945). Bones sarebbe invece ricalcato su un nobile maltese, Henri Testaferrata Olivier (1886-1950), che ha servito nelle colonie britanniche agli inizi del Novecento. Naturalista dilettante, aveva un carattere eccentrico e si narra fosse molto portato per gli scherzi. Bones, carattere comico, fa rivivere in parte le gesta dell’eccentrico aristocratico ricreando in questo modo il personaggio del saggio folle, figura presente da sempre in letteratura.
Il ciclo africano. Le avventure del commissario Sanders e del tenente Tibbetts, detto «Bones». Volume Vol. 4
Edgar Wallace
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 544
Il cosiddetto "ciclo africano" di Edgar Wallace copre buona parte della carriera dello scrittore ed è composto da undici opere. Questo filone della creatività dell’autore vede chiaramente in Kipling l’influsso principale, se non altro per il fatto che si tratta di avventure di inglesi in terre coloniali e il loro rapporto coi nativi. L’esperienza di corrispondente di guerra – dal 1898 – gli permette di conoscere alcune zone africane, tra le quali il Congo, che gli offre vari spunti per le opere. In senso più generale l’interesse degli scrittori inglesi per il tema africano era decisamente alto, come dimostra un antecedente vicino, i romanzi d’avventura – ambientati nell’Africa meridionale – di sir H. Rider Haggard (1856-1925) col cacciatore e mercante Allan Quatermain protagonista di ben diciotto opere, prima tra tutte "King Solomon’s Mines" (1885) e, contemporaneo di Wallace, Edgar Rice Burroughs (1875-1950), che dal 1912 creerà una serie di romanzi con protagonista Tarzan. Per i personaggi del commissario Sanders e del luogotenente Bones sono state avanzate ipotesi sulle figure realmente esistite che possono aver fatto da modello. Sanders per buona parte è basato sul barone inglese – nato in India – Frederick Lugard (1858-1945). Bones sarebbe invece ricalcato su un nobile maltese, Henri Testaferrata Olivier (1886-1950), che ha servito nelle colonie britanniche agli inizi del Novecento. Naturalista dilettante, aveva un carattere eccentrico e si narra fosse molto portato per gli scherzi. Bones, carattere comico, fa rivivere in parte le gesta dell’eccentrico aristocratico ricreando in questo modo il personaggio del saggio folle, figura presente da sempre in letteratura.
Aneddoti 1911-1918
Guillaume Apollinaire
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 224
La frenetica, eccentrica vita letteraria e artistica della Parigi d’inizio Novecento, nelle cronache che Guillaume Apollinaire scrisse dall’aprile 1911 al novembre 1918 per il Mercure de France, rivista della prestigiosa casa editrice dove pubblicò i suoi libri. Interprete delle avanguardie – cubismo, futurismo, orfismo, dada – e dell’arte negra, scopritore dell’opera di Sade, innovatore della poesia, in questi suoi "Aneddoti", sempre pervasi di fantasia e di sottile umorismo, passano le maggiori figure delle nuove ricerche. E accanto a loro, personaggi curiosi, bizzarri, irregolari, sognatori, disperati. Lo scenario si sposta poi sul fronte della Grande Guerra a cui Apollinaire partecipò da volontario, rimanendo ferito. L’ultima nota, scritta pochi giorni prima che la “febbre spagnola” lo uccidesse, è un elogio della “divina poesia”.
Tre romanzi viennesi: La legge del più forte-Senza freni-La via senza gioia
Hugo Bettauer
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 536
Con questi tre romanzi, qui riuniti in un unico volume, Hugo Bettauer, giornalista e scrittore laico e liberale, apre una finestra narrativa sulla multiforme realtà viennese degli anni ’20, facendocene comprendere gli straordinari contrasti, tra profonda miseria materiale e spirituale e immensa ricchezza, generati da una guerra che annientò milioni di esseri umani in forme e modi mai prima sperimentati. Animato da uno spirito “positivo” e aperto alle istanze delle nuove generazioni dei Roaring Twenties, Bettauer descrive, analizza e spesso commenta la vita degli abitanti dell’ex capitale imperiale, cogliendone con grande acutezza il dramma presente e in più occasioni, profeticamente, le tragiche prospettive future. “La legge del più forte” (1920). A dominare la trama e l’agire di tutti i personaggi è la legge dell’homo homini lupus, che devasta le vecchie regole del “Mondo di ieri”. Pur essendo un romanzo intrinsecamente viennese, un’intera sua sezione è dedicata a tracciare consistenti scorci di vita americana e di New York in particolare, che l’autore aveva conosciuto personalmente e di cui, evidentemente, serbava un ricordo nitido e significativo, anche se non sempre lusinghiero. A differenza della successiva produzione bettaueriana, qui le vicende dei protagonisti sembrano assumere maggior rilievo rispetto alla critica della società e dei suoi disvalori, cui sarà invece dato ampio spazio nelle opere successive. “Senza freni” (1920) conobbe un notevole successo, come del resto il precedente; tanto che, ancora quattro anni dopo, fu ripreso e pubblicato a puntate su un nuovo giornale viennese, "Das Tribunal. Internationale Justiz-und Kriminal Zeitung", stavolta con il titolo “Der Mann, der leben wollte!”, “L’uomo che voleva vivere!”. Vi si ritrovano alcuni elementi tipici della morale bettaueriana, che qui si riassume in un paradosso: “a essere colpevole è la vittima, non il carnefice”. Al centro della riflessione si colloca non già l’abiezione dell’atto delittuoso, ma il fatto che la vittima merita la morte. La criminalità viene presentata come una mera, possibile soluzione dei conflitti. Una posizione questa che risente con tutta evidenza delle spaventose devastazioni morali, oltre che materiali, prodotte dalla guerra. Per tragica ironia, anche l’assassino di Bettauer, Otto Rothstock, uscì, se non del tutto assolto, comunque sostanzialmente indenne dal procedimento giudiziario, proprio in forza del principio che a essere colpevole era in realtà la sua vittima. Anche “La via senza gioia” (1923-24) fu subito un grande successo. Alla fine del 1924 le copie vendute erano già oltre 30.000. L’apice della popolarità lo raggiunse però l’anno seguente, quando il celebre regista G. W. Pabst ne girò una versione cinematografica, nella quale una giovanissima Greta Garbo interpretò il suo primo ruolo da protagonista nei panni di Grete Rumfort. Il complicato intreccio degli eventi tesse una narrazione che sa come tener sempre viva l’attenzione del lettore, ma il tratto caratteristico della vicenda, che sotto questo aspetto si distacca dal classico romanzo di appendice, è la sua dimensione corale, propiziata dalla centralità che assume la Melchiorgasse, un micromondo urbano, “una piccola città a se stante, un quartiere fatto di miseria e degrado sociale” (G. Murray Hall, "Der Fall Bettauer", 1978, p. 34). Su questa strada vive un’umanità composita e dolente, per lo più travolta dalla bufera dei tempi, ma capace in qualche caso di trovare un riscatto.
L'incontro
Henri de Régnier
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 128
Unico racconto fantastico fra i "Racconti Veneziani", storia di un soggiorno sempre più inquieto attraverso una Venezia nitida e sfuggente e solo in apparenza pittoresca, la trama dell'"Incontro" ruota intorno all'inesplicabile scomparsa di un piccolo busto settecentesco raffigurante un nobile veneziano sconosciuto. Storia di fantasmi, vampirismo psichico o allucinazione, variazione sul tema del doppio, sfugge in realtà a qualsiasi codice: razionale o sovrannaturale. I fatti semplicemente accadono e, secondo il protagonista, che dopo molti e insoddisfacenti tentativi di spiegazione infine li accoglierà come naturali e necessari, sono realmente accaduti. Lungo le strade e negli interni veneziani, Régnier prepara in maniera magistrale “l'avvenimento”, il solo avvenimento che nella vita aristocratica e abitudinaria del protagonista resterà inspiegabile per sempre.
Quarantena Roma
Dario Giardi
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 184
Roma, 2100. Un'ondata di omicidi, nell'arco di una sola notte, accende l'allarme. Poche ore e la città diventa teatro di ripetuti atti di violenza. All'origine di tutto sembra esserci un virus letale sconosciuto, che trasforma gli esseri umani in creature feroci. Le cause del contagio rimangono ignote, mentre il numero delle persone infette aumenta di giorno in giorno raggiungendo rapidamente i livelli di una pandemia mondiale. Un gruppo di ragazzi cerca di sopravvivere rifugiandosi in un'area isolata e appartata della città. Intanto, in una Città del Vaticano blindata e militarizzata, biologi e medici hanno allestito laboratori dove sperano di sintetizzare l'antidoto al virus. Il contagio sembra essere partito proprio dall'interno delle mura vaticane. È lì che si sono registrati i primi casi. Una coincidenza? Cosa lega la pandemia a una scoperta archeologica fatta anni prima sul Monte dei Cocci, nel Rione storico di Testaccio?
Nonostante questa primavera
Bruno Agostini
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 544
Questo è soprattutto un racconto al femminile. Quello di Celeste che, attraverso i propri ricordi, rivivrà gli anni giovanili fino al matrimonio con un avvocato ingenuo e mediocre. Allo scopo di soddisfare il proprio istinto alla vita, avrebbe voluto osservare il mondo, avvicinando persone diverse, per nutrirsi delle loro emozioni, ritenendo che potesse posarsi solo dove non avrebbe fatto danni e riprendendo il volo prima di bruciarsi le ali. Sarà, però, costretta a prendere coscienza di non essere riuscita nel proprio intento perché a quelle persone aveva arrecato anche tormenti non previsti, divenendone, in ugual misura, anche una vittima. Cosciente che si può essere soli senza essere liberi, ma non si può essere liberi senza essere soli, deciderà di allontanarsi da tutti, dandosi tre mesi di tempo per organizzarsi e questo periodo coinciderà per puro caso con la primavera in arrivo. Quest’addio non sarà un semplice distacco perché comporterà un cambiamento totale e profondo della sua vita. Il romanzo è pure la storia di Palummella. Un’emarginata che considera la solitudine e la povertà nelle quali vive come un prezzo sopportabile in cambio della libertà fino all’incontro con Amedeo, un uomo del nord. A lui tenterà di far conoscere e non solo visitare Napoli, senza rivelare molto del proprio passato. Tra di loro nascerà un rapporto fatto di dialoghi e, altrettanto, di lunghi silenzi che li condurrà dove nessuno dei due avrebbe immaginato di poter arrivare. Alla fine, sarà Amedeo a proporle un cambiamento che potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova vita, se solo lei ne avesse il coraggio. Altre donne e uomini entreranno nelle vite di Celeste e Palummella, conservando quella capacità insita nello spirito napoletano d’accontentarsi coscienti che la felicità non la si possiede ma la si può regalare.
La Zona
Antonio Elia
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 432
La Zona è il luogo distopico delle angosce del nostro tempo traslate nell'anno 2050. La Zona è l'Unione Europea sopraffatta dalle paure, ripiegata su se stessa, che per esorcizzare i suoi fantasmi si è affidata a un governo forte. Per trent'anni il governo delle tre “M” l'ha schiacciata sotto il tallone di un regime autoritario pasciutosi di xenofobia, del culto della sicurezza, di controllo sociale e di controllo delle frontiere. Il romanzo, all'interno di questa realtà distopica, narra le vicissitudini di un gruppo di resistenti che, clandestinamente, cercano di emancipare, con la fuga e l'attribuzione di una diversa identità anagrafica, i lavoratori extracomunitari regolari temporanei (LERT) impiegati in condizione di semi schiavitù e gli immigrati clandestini (IC). La prima parte descrive la giornata dei protagonisti nel giorno delle celebrazioni del Trentennale della nascita della Zona Comune, il 12 settembre 2050. Il narratore segue il percorso di Michele Ergomassi, il protagonista principale della storia, che lo porterà ad incontrare tutti gli altri personaggi in un crescendo di drammaticità, alternata a situazioni narrate su registri leggeri o decisamente ironici. Il registro ironico inquadra l'antagonista, il commissario di polizia Giulio Anacreto, impegnato nella lotta ai LEC (lavoratori extracomunitari clandestini) in fuga dalla loro condizione coatta e all'organizzazione umanitaria che li assiste. Il commissario rappresenta il potere e in lui, ma non soltanto, se ne raffigura la vacuità e l'inconcludenza. Lo scontro tra Michele e il commissario Anacreto, tra colpi di scena degni di un romanzo giallo, porta all'arresto di Michele e al conseguente processo. Tale evento non è la fine della storia, ne rappresenta lo shock che mette a nudo le debolezze del potere e sollecita le coscienze anestetizzate da trent'anni di imbonimenti propagandistici e di oppressione. L'esito del processo rimane indeterminato sullo sfondo, mentre in primo piano si svolge un evento inimmaginabile, che riaccende la fiaccola della libertà e del pensiero critico capace di illuminare la strada della liberazione.
Via del singhiozzo
Nicola Bottiglieri
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 240
Le grandi strade sono segnate dalla storia degli uomini, esse come gli acquedotti portano la vita da un posto all'altro. Di solito vicino alle grandi strade ne sorgono altre più piccole, che fungono da scorciatoie e quando anch'esse non sono più usate, si riempiono di scarti, pozzanghere, erbacce. Qui con il passar del tempo cresce un mondo stranito, miscuglio di città e campagna, immaginazione e realtà, intreccio di sogni fatti ad occhi aperti e ad occhi chiusi. Ma tutta la strada ed i suoi abitanti riconoscono il suono di uno strano violino che scaccia l'incuria ed i suoi derivati. A quel punto la piccola strada risuona più forte che mai.
Il buio bianco
Stefano Cortese
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 104
"Il buio bianco" narra la storia di Demis Berardi, la pecora nera del paese. Attaccabrighe violento e irascibile, Demis, dopo essere stato espulso da scuola, vive le sue giornate diviso tra il lavoro di manovale e il cameratismo con Gillo, Marco e Bicio, gruppo di coetanei in cerca di evasione. Solo due ex compagni di classe, Berto e Sveva, la ragazza di cui Demis è innamorato, vedono in lui un animo fragile e disperato, bisognoso di comprensione e tenerezza. Ma la rabbia di questo giovane uomo «secco come un lupo, lungo, biondo, occhi di luna cattiva» ha il sopravvento: e così un giorno, insieme al suo branco di amici, Demis sarà protagonista di un atto atroce ai danni dell'amata Sveva. Un atto che lo condannerà a errare in eterno, confuso nella nebbia oscura della propria anima, «la nube al principio e alla fine del mondo».
Cronaca criminale
Mauro G. Bini
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 136
Sul finire degli anni ’30 del secolo passato Sarzana occupò drammaticamente la cronaca nazionale per una serie di delitti: quattro assassinii compiuti in tempi diversi dal giovane William Vizzardelli. E Sarzana divenne per il cittadino comune la città del “mostro” di cui molto si è scritto. “Cronaca criminale” utilizza quella trama criminosa senza Vizzardelli collocando il filo della finzione nell’immediato dopoguerra fra le reali e spesso burrascose vicissitudini di un paese ligure di confine devastato dall’evento bellico. I personaggi (l’assassino e la sua famiglia, i commissari di P.S., il sindaco e il parroco del paese e tutta la congerie di malavitosi che si alternano sul palcoscenico della cronaca in sospetto di presunta reità) sono di pura invenzione anche se qua e là si potrebbero cogliere sfumature di persone reali, sempre trattate con rispetto e simpatia. Diversamente da quanto avvenuto nella realtà, in questo racconto che si articola in tre momenti – quelli dei delitti e in altrettanti “intermezzi” – il colpevole non pagherà le sue colpe. Pagheranno, invece, le coscienze. Infatti l’interminabile procedere a vuoto delle inchieste troverà il suo indizio risolutorio in un “caso di coscienza”. Forse se i “delitti Vizzardelli” fossero avvenuti negli anni fra il 1945 e il 1948 l’intera vicenda sarebbe potuta finire così. Il racconto, tale per la sua brevità, ha il tono di una cronaca immaginaria con rapidi ma convincenti ancoraggi al momento storico e il curioso disegno psicologico di una precaria umanità che vi si dibatte e vive.
Memorie di un elefante bianco
Judith Gautier
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 256
Judith Gautier (1845-1917), figlia dello scrittore Théophile Gautier e della cantante Ernesta Grisi, fu una delle donne più affascinanti della sua epoca. Appassionata ammiratrice della musica di Wagner, poetessa, giornalista, autrice di drammi, di romanzi e racconti esotici, ambientò fra il Siam e l’India un incantevole romanzo fiabesco che ha come protagonista un elefante, i Mémoires d’un Éléphant blanc, dapprima pubblicato a puntate sul settimanale “Le Petit Français illustré”, poi raccolto in un volume riccamente illustrato. Le Memorie di un Elefante bianco, prima traduzione integrale del romanzo di Judith Gautier, ripropone l’apparato illustrativo dell’edizione parigina del 1894, opera di due maestri dell’Art Nouveau, Alfons Mucha e Marcel-Pierre Ruty. Il volume comprende, con il saggio introduttivo Judith Gautier e gli elefanti, la prima traduzione italiana della novella "Una giornata nel regno del Siam".

