Mucchi Editore: Il poggiolo dei medardi
«L'éclairer» dell’Olimpismo. De Coubertin tra i giganti del metodo comparato
Luigi Melica
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2024
pagine: 116
Il fenomeno olimpico non è solo una gara sportiva: è molto altro. Anzitutto è uno straordinario evento mediatico e, per chi ha la fortuna di parteciparvi, è anche un irripetibile momento di inclusione sociale. Un'occasione di pace e amicizia tra gli atleti di tutto il mondo dove le regole olimpiche - la lex sportiva - prevalgono su tutte le altre. Pregando davanti alla tomba di Thomas Arnold, il noto educatore britannico, Pierre de Coubertin intuì che l'Olimpismo avrebbe potuto prevenire le guerre promuovendo l'eguaglianza e la non discriminazione e mettendo al centro l'atleta. Ma vi è di più. Da "éclairer" dell'Olimpismo De Coubertin è stato anche un precursore della comparazione giuridica, un comparatista "sans le savoir", come lo avrebbe definito Pollock. Da consulente del Governo francese, infatti, si impegnò nel difficile compito di formare una classe dirigente all'altezza delle sfide dell'epoca. Sfide difficili e che lo preoccupavano: cedere agli autoritarismi e alla sopraffazione degli altri o costruire una società pacifica fondata sui valori democratici? Lo sport e l'Olimpismo moderno indicavano questa seconda strada, che lui stesso, viaggiando attraverso l'Atlantico, ha indicato ai posteri con tre illuminanti libri semiautobiografici, L'Éducation en Angleterre (1888), L'Éducation anglaise en France (1889) e le Universités Transatlantiques (1890). Purtroppo, il mondo contemporaneo, come lui stesso aveva presagito, non sempre comprende questo messaggio di pace, libertà e lealtà sportiva che tutti gli atleti, se liberi di pensare, hanno innato perché è innato nello sport e nel giuramento olimpico.
Per sempre giovane. La laicità nel dibattito culturale francese: scrittori e politica ecclesiastica da Victor Hugo a Annie Ernaux
Vincenzo Pacillo
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2024
pagine: 354
Con uno sguardo che spazia da Victor Hugo a Annie Ernaux, il libro indaga la complessa interazione tra la sfera letteraria e quella giuridica con riferimento all'idea di laicità in Francia. L'affare Dreyfus, l'intervento degli écrivains durante le due guerre mondiali e le successive evoluzioni nel panorama politico e sociale francese offrono infatti un contesto ricco e variegato per esplorare le interazioni della letteratura con le questioni della libertà religiosa, della separazione tra Stato e Chiesa e della tutela dei diritti fondamentali in condizioni di uguaglianza. In particolare, dedicando una sezione specifica agli anni successivi al 1964 Vincenzo Pacillo evidenzia come la nascita della figura dell'intellettuale specifico imponga di aggiungere all'analisi della letteratura quella del pensiero filosofico e sociologico, nell'ottica di presentare una visione olistica che trascenda non solo l'analisi meramente giuridica, ma anche l'approccio tradizionale di "diritto e letteratura". Attraverso tale lente, il libro invita a considerare la laïcité non solo nei termini di un principio giuridico ma quale fenomeno complesso, il cui significato e la cui applicazione sono profondamente intrecciati con la storia culturale della Francia. Con la conseguenza che la sua piena comprensione richiede un'analisi proiettata al di là delle norme giuridiche secondo un approccio umanistico al diritto ecclesiastico capace di offrire una prospettiva rinnovata e arricchente, rivelando quanto la letteratura e il pensiero abbiano contribuito non solo a definire, ma anche a difendere e a promuovere il relativo concetto nel contesto francese e oltre. Presentazione di Aljs Vignudelli.
Livio Paladin costituzionalista della Res publica
Mario Bertolissi
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2022
pagine: 172
Ci salva la memoria. Il ricordo dei testimoni di una vita nobile e retta. Uno di essi è Livio Paladin. Chi gli è stato collega nell'Università - Gaspare Falsitta - ha colto in lui «la personalità di un uomo eccezionale, che in ogni momento della sua esistenza ha dato prova di gentilezza, generosità, rettitudine, adesione vissuta alla pari dignità delle persone». Chi ha condiviso l'esperienza di giudice costituzionale - Leopoldo Elia - gli ha riconosciuto una «superiorità argomentativa» e un'«impronta mitteleuropea, non sempre presente nella prassi italiana. Questa capacità di essere effettivamente super partes». Chi è stato ministro nel medesimo governo - Franco Gallo - ne ha ricordato la singolare autorevolezza. Mentre chi ha frequentato le sue lezioni, da studente, si è espresso così: «Lei, professor Paladin, ci ha mostrato che si possono trattare con la stessa serietà gli alti incarichi istituzionali, le lezioni in Facoltà, il ricevimento di uno studente e la preparazione di una tesi di laurea. Ci ha stupito l'umanità con cui incontrava ciascuno di noi, senza ostentare mai una superiorità di conoscenze, di carriera, di prestigio». La sua intensa operosità ha lasciato, ovunque, tracce significative. I suoi scritti conservano intatta la freschezza, la puntualità e il rigore di chi è stato un eccelso tecnico del diritto e un sapiente interprete delle trasformazioni sociali ed istituzionali. Nell'adeguarsi, la Costituzione deve essere continuamente riletta ed aggiornata, senza mai tradirne il testo, abbandonandosi ad interpretazioni che - soprattutto in tema di fonti - gli sono apparse, e non ha evitato di definire, «assai lassiste».
L'intelligenza artificiale. Il contesto giuridico
Guido Alpa
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 164
Dal punto di vista del diritto privato l'applicazione dell'intelligenza artificiale agli scambi commerciali, alla raccolta e al trattamento dei dati personali, alla utilizzazione di robots, alla predisposizione degli atti giudiziari crea problemi di ogni tipo, ponendo il giurista in una difficile e stimolante ricerca dei modelli giuridici per qualificarne gli effetti e dei rimedi per apprezzarne i profitti e per compensarne i danni. Da qualche decennio in via crescente, ed ora in modo sempre più imperioso, l'intelligenza artificiale si è posta all'attenzione dei legislatori nazionali e dell'Unione europea, i cui organi hanno costruito intorno ad essa il mercato digitale e abbozzato le prime regole di carattere generale, contenute in regolamenti e direttive. Nel promuovere lo sviluppo tecnologico e l'applicazione dell'intelligenza artificiale in ogni settore l'Unione ha cercato di salvaguardare i diritti della persona, tutelare i contraenti deboli, riparare i danni con tecniche risarcitorie fondate sulle diverse graduazioni dei rischi e nel contempo rafforzare il mercato in cui block chains e smart contracts costituiscono il veicolo di sviluppo economico e di innovazione.
Sentieri virali. Diritto internazionale e politica globale dopo la pandemia: homo sapiens?
Mario Patrono
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
"La pandemia da Covid-19, l'ultima e la più grave tra le forme di epidemia che si sono succedute nei primi venti anni di questo Millennio, epidemie che testimoniano lo stato di sofferenza del nostro Pianeta, rivolge un monito alla Ragione degli uomini: senza la pace tra le nazioni, e delle nazioni con la Natura, il genere umano corre il più grave rischio esistenziale della sua storia. Se la Ragione degli uomini non sragiona, come già troppe volte è accaduto, la pandemia del 2020 non sarà una fuggevole contingenza, un qualcosa di transeunte destinato ad essere presto riassorbito dalla normalità, ma sarà la base di un Nuovo Inizio. Questo scritto traccia come su una mappa alcuni dei sentieri, spesso impervi e tutti comunque difficili da percorrere, che Homo Sapiens, guidato dalla stella polare dell'istinto di conservazione, potrà/dovrà seguire sul terreno del Diritto internazionale e della Politica tra le nazioni, al fine di costruire un rinnovato contesto di regole e di prassi che abbia alla base due valori essenziali: il Rispetto - degli uni verso gli altri e di tutti per l'ambiente naturale come elemento determinativo della vita -; e il Rule of Law, lo strumento con cui Homo Sapiens può proteggere sé stesso e la Natura dall'arbitrio del Potere."
Corruptio optimi pessima. La corruzione della politica nello specchio del diritto costituzionale
Giovanni Tarli Barbieri
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 149
La corruzione costituisce una patologia assai grave e purtroppo storicamente radicata nel nostro Paese. Per contrastare i fenomeni corruttivi nelle pubbliche amministrazioni, soprattutto nell'ultimo decennio, anche in attuazione di obblighi internazionali ed europei, si è dato vita a un corpus normativo ampio ma per più profili alluvionale, frammentario e problematico sul piano della coerenza con i principi costituzionali. Con specifico riferimento alla sfera politica, peraltro manca ancora una disciplina legislativa relativa ad aspetti rilevanti, puntualmente segnalati al nostro Paese anche da organismi internazionali (si pensi alla disciplina del lobbying o alla disciplina dei conflitti di interesse con riferimento ai titolari di cariche di governo a livello regionale). In alcuni settori le scelte legislative appaiono poi insufficienti (così, la disciplina dei conflitti di interesse con riferimento ai componenti del Governo), o connotate da una ratio discutibile: si pensi alla normativa che ha soppresso ogni forma di contribuzione pubblica diretta ai partiti politici ma che è riuscita a correggere solo limitatamente le opacità che ancora connotano l'attività di soggetti assai rilevanti nella prassi (le fondazioni politiche). In definitiva, la strategia di prevenzione e di contrasto alla corruzione nella sfera politica appare priva di organicità, adottata talvolta sull'onda emotiva di scandali e per assecondare pulsioni demagogiche, e anche per questo evidenzia una scarsa sensibilità della classe politica italiana su tematiche rilevanti, oggetto di regolazione in gran parte delle democrazie contemporanee.
Lo sguardo profondo. Leopardi, la politica, l'Italia
Massimo Luciani
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2017
pagine: 131
A chi, nel corso degli anni, dei decenni, ormai dei secoli, gli si accostasse e gli si accosti, il pensiero politico leopardiano è sempre apparso e sempre appare incredibilmente attuale. A colpire è soprattutto l'analisi dell'Italia e del "carattere" degli italiani, oggetto di un esame tanto crudo e disincantato quanto angosciosamente preoccupato. Quella che sembra, di primo acchito, una straordinaria capacità predittiva, una sorta di divinazione dei giorni a venire, a un esame più attento si rivela il frutto di un'opera di scavo, di uno sguardo profondo gettato negli abissi della storia e nelle viscere della vicenda degli esseri umani sulla terra. A Leopardi non sfugge la braudeliana longue durée, l'insieme delle invarianti strutturali che articolano le fasi del divenire storico e costituiscono le condizioni di possibilità delle singole contingenze della vita quotidiana. Vista nella prospettiva della lunga durata (e non della cronaca événementielle), la storia acquista tutto un altro spessore. E illumina di sé il tempo presente e l'incerto profilo del nostro futuro.
Cibo, cultura, diritto
Mario Fiorillo, Silvia Silverio
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2017
pagine: 111
Dalla semantica del termine ‘cultura’ alla pluralità di significati – sociali, economici, storici, simbolici – del cibo: esiste uno spazio per una regolazione giuridica del suo indiscutibile valore culturale? Il cibo, le tradizioni alimentari, la produzione enogastronomica d’eccellenza, hanno un posto nel mosaico ordinamentale nazionale? E, prima ancora, la nozione di ‘cultura’ richiamata in Costituzione può prescindere dalla consistenza materiale del bene? Dinanzi a un quadro costituzionale “aperto”, l’orientamento del legislatore nazionale in materia si è rivelato molto più incerto e oscillante, specialmente se paragonato agli sviluppi normativi sovranazionali e substatali o agli orientamenti giurisprudenziali più avanzati... Intorno all’universo enogastronomico va, insomma, emergendo rapidamente un sistema multicentrico di garanzie che induce a superare quella nozione di patrimonio culturale inflessibilmente attestata sul limes della materialità, come vuole la vulgata corrente costruita intorno al Codice dei beni culturali del 2004.