Mimesis: Ricerche IULM. Comunicazione, arti e media
Interazioni fra moda e arte. Boldini, Poiret, Genoni
Enrica Morini
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 178
Nei primi decenni del Novecento la moda e l’arte intrecciarono un dialogo strettissimo sperimentando nuove forme di collaborazione che sarebbero state sviluppate e riprese anche in epoche successive. L’ormai consolidato successo della haute couture parigina convinse molti couturier, fra cui Paul Poiret, a travalicare i limiti del lavoro di sartoria e a coinvolgere diversi artisti nella creazione del proprio universo estetico. Contemporaneamente alcuni professionisti del mondo dell’arte, come Manzi, Joyant & C., eredi della gloriosa Maison Goupil, scoprirono che la moda poteva essere uno straordinario mezzo per raggiungere il fino ad allora trascurato pubblico femminile. L’arte, però, poteva essere anche il motore dell’utopia di Rosa Genoni: la nascita di una moda italiana in sintonia con il rinnovamento delle arti applicate, lo sviluppo industriale e le rivendicazioni socialiste e femministe della Milano di inizio secolo.
La voce mediatizzata
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2019
pagine: 160
Questa raccolta di saggi nasce dalla convergenza di studiosi di diverse discipline – sociologia, estetica, letterature comparate, studi sul teatro, filmologia, musicologia – attorno a un tema trasversale e nel contempo circoscritto: la mediazione tecnologica della voce. La voce non è uno strumento, qualcosa di esterno a me, un oggetto altro da me. La voce sono io, io stesso che risuono, è il soggetto in forma sonora. Se proprio si vuole intendere la voce come uno strumento, al pari di un violino o un sintetizzatore, allora la voce è lo strumento naturale per eccellenza. Tuttavia, la voce è anche lo strumento più facilmente sottoposto a ogni tipo di mediazione tecnologica e culturale. Così come un volto umano o un gesto corporeo, la voce conserva sempre un fondo irriducibile di realtà naturale, non protesica. Mentre un violino o un sintetizzatore sono oggetti parimenti artificiali, la voce tecnologica è inesauribilmente ibrida, anfibia. Il fuoco specifico della ricerca è dunque la mediazione tecnologica di un oggetto irriducibilmente non-tecnologico.
Periodici del Novecento e del Duemila fra avanguardie e postmoderno
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 302
Il volume intende fornire un contributo alle ricerche nel dominio dei periodical studies. Ambito di recente definizione, lo studio storico-teorico delle pubblicazioni periodiche implica una metodologia in cui confluiscono competenze pluridisciplinari: dai contenuti settoriali strettamente intesi (la letteratura, la linguistica, la filosofia, il diritto, le scienze) all’indagine biblioteconomica e archivistica; dalle molte “storie di” (in primis la storia del giornalismo) agli studi di impianto mediologico. Il campo così individuato consente di rivedere in chiave innovativa molte questioni. In letteratura, ciò permette una revisione dei canoni nazionali e, insieme, una rilettura di categorie ricevute come avanguardia, modernismo, postmoderno. Negli studi linguistici, la possibilità di lavorare su corpora poco esplorati o del tutto inesplorati offre dati preziosi, disponibili a inedite analisi. Sul piano tipologico, una simile prospettiva consente di superare molti steccati in passato ritenuti fondanti, come ad esempio quello che oppone le “piccole” riviste – le riviste dei giovani – a quelle istituzionali.

