Leonida: Ricerche studi universitari «Gli allori»
L'iconografia del leone nell'arte assira
Marialetizia Faragò
Libro: Copertina morbida
editore: Leonida
anno edizione: 2012
pagine: 144
Lo scritto è teso a sottolineare la forte valenza simbolica che il leone assunse nel corso dei secoli e in particolare in età assira presso le popolazioni stanziate nella cosiddetta Mezzaluna Fertile, simbologia che fu successivamente assorbita e fatta propria anche da genti di stirpe e cultura diverse. Nell'esame della civiltà assira emerge con forza la dicotomia sovrano/leone, come contrapposizione nel sottolineare il valore del re che abbatte la fiera, ma anche nell'assimilazione dello stesso all'animale, essenza di forza e coraggio e simbolo della dea più importante del pantheon assiro, Iatar. Infine, si sono prese in esame le creature sovrannaturali, geni o demoni, cui il leone prestò le fattezze o parte di esse.
Testo e macrotesto nelle «Dionisiache» di Nonno di Panopoli
Paolo Nizzola
Libro: Copertina morbida
editore: Leonida
anno edizione: 2012
pagine: 232
Se si volesse tracciare un'ideale storia del genere epico che da Omero giunga ai poeti della Spätantike, il poema di Nonno di Panopoli rappresenterebbe il punto di arrivo di un percorso plurisecolare, e il 'superamento per acquisizione' di tutto (o quasi) ciò che nella letteratura greca è stato concepito e prodotto prima di lui. Un punto di arrivo che tuttavia non coincide ancora con un capolinea, ma che ha indicato il cammino e creato le premesse per la successiva attività creativa, dando prova nell'ambito della storia letteraria antica di quella "poesia della parola 'in movimento'" (S. Averincev), che è insita nell'essenza stessa dionisiaca - e delle "Dionisiache". Gli infiniti episodi in cui si sfrangiano le "Dionisiache" consentono al poeta di ripercorrere idealmente l'intero repertorio mitico e letterario della tradizione greca, alla quale Nonno si rivolge non con la nostalgia dell'epigono ma con l'inesauribile vena dell'innovatore, mettendo a frutto un'arte poetica, capace di avvolgersi su ogni tema e registro con la morbida espansività di un tralcio di vite, che trova il suo canone fondante nella "poikilìa".
Dall'otherness all'altro negli scritti di Anna Maria Ortese
Rosamaria Scarfò
Libro: Copertina morbida
editore: Leonida
anno edizione: 2012
pagine: 180
Anna Maria Ortese, precorritrice rispetto ai tempi, ha colto nella sua opera omnia, ma in particolar modo nella cosiddetta "trilogia animalesca", tutta la cifra menzognera e mistificatrice con cui si esprime la società postmoderna: la nuova dittatura senza volto, una tirannia che mercifica tutto e reifica l'individuo, in cui chi non ha "potere d'acquisto" o semplicemente non condivide tali logiche, è coattamente escluso. La scrittrice tuttavia, non si limita a descrivere con estrema lucidità i meccanismi attraverso cui la potenza economica si è imposta e in nome della quale si compie ogni sopruso, ma ha tentato invece di far giungere il suo lettore a nuove consapevolezze, attraverso l'auto-introspezione, inducendolo a riconsiderare il reale e se stesso, a fare i conti con i propri "spazi irrisolti", con il rimosso individuale. Solo prendendo coscienza delle proprie colpe, alla luce delle quali rivisitare il reale, è possibile, infatti, riedificare una nuova società, più giusta.
Il linguaggio della bellezza femminile in Omero
Giulia Felisari
Libro: Libro in brossura
editore: Leonida
anno edizione: 2011
pagine: 80
Se ciò che qualifica l'eroe omerico in quanto tale è senza dubbio il valore, sia esso concepito come la monolitica forza di Achille o come la poliedrica astuzia di Odisseo, ciò che qualifica invece le dee e le donne omeriche è certamente la bellezza. Ma nell'Iliade e nell'Odissea come viene intesa la bellezza femminile? Quali sono gli elementi che costituiscono il fascino muliebre e che sono in grado di catturare lo sguardo maschile? Qual è il reale significato e qual è la vera funzione che Omero attribuisce all'incantevole grazia di Elena o di Penelope? Mediante l'analisi approfondita delle formule linguistiche impiegate per descrivere dee ed eroine, viene proposto un percorso che attraversa entrambi i poemi e che, definendo i caratteri della beltà muliebre, mira a riscoprire anche il ruolo e l'importanza rivestiti dalla sfera femminile al loro interno.

