InVento: I venti della conoscenza
La Madonna del Cardellino e il Rinascimento a Rocchetta
Andrea Gisoldi, Gianfranco Piemontese
Libro: Libro in brossura
editore: InVento
anno edizione: 2020
pagine: 68
Gesù il Nazareno nella Babilonia odierna. La parola si fa carne se accolta e vissuta!
Ida Bernabei
Libro: Copertina morbida
editore: InVento
anno edizione: 2015
pagine: 130
Un percorso religioso attraverso la conoscenza della parola, scandito da 30 meraviglie, l'autrice (la Teologa Ida Bernabei) conduce il lettore ad un sentiero ricco di amore. L'esperienza vissuta dalla piccola Valentina che, come dice l'autrice "Nella sua tenera età, è stata scelta da Dio, per donare nella sua sofferenza dignitosa la gioia di vivere e rincuorare tutti, con semplicità!... La sua vita è un dono!".
Sabino di Canosa. Un sostenibile percorso nelle origini longobarde del culto del santo a Torremaggiore
Antonio Di Cesare
Libro: Copertina morbida
editore: InVento
anno edizione: 2015
pagine: 100
Al Sabino di Spoleto, di Canosa e di Avellino, si aggiunge un Santo Sabino vescovo di Lesina la cui figura ha generato non poca confusione nell'individuazione dell'"autentico" Sabino Santo Patrono di Torremaggiore. Le prime notizie relative ad un San Sabino di Lesina le abbiamo da un resoconto della visita del sacerdote napoletano Aurelio Marra, per commissione dei rettori della chiesa della santissima Annunziata in Napoli, a cui era soggetta la chiesa di Lesina (nel 1411 la regina Margherita, madre di Ladislao re di Napoli, ne aveva donato tutte le giurisdizioni ed appartenenze alla chiesa e all'orfanotrofio "Ave Gratia Plena" della santissima Annunziata di Napoli).
Vocabolario del dialetto rocchettano. Prima edizione del vocabolario di Rocchetta Sant'Antonio
Libro: Libro rilegato
editore: InVento
anno edizione: 2020
pagine: 192
Il dialetto ci rappresenta e ci identifica nelle origini, nelle tradizioni, nella storia; ci colloca in maniera precisa in un certo luogo, in una comunità e ci fa appartenere ad essa. Il dialetto fa emergere tutto ciò che non deve essere dimenticato ma protetto e difeso dall’oblìo del tempo che passa, nessuno di noi può e deve dimenticare chi siamo né da dove veniamo. Nella sua genuinità e schiettezza c’è tutta la forza necessaria per rivisitare la memoria, consentendoci di riproporla nella sua semplicità, bellezza e significato. Possiede una forza espressiva e descrittiva con la quale è più facile esprimere il vissuto della gente; i fatti, gli episodi, i luoghi, le tradizioni ci vengono restituiti in maniera precisa, vera e con tutte le emozioni conservate intatte nel tempo. Il nostro, come tutti i dialetti, rappresenta la gente comune e il suo vocabolario è fatto delle parole che servono alle azioni, alle esigenze, alle emozioni, ai sentimenti della vita quotidiana. “Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà” (P.P.Pasolini).

