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Ombre Corte

La seconda contraddizione del capitalismo. Introduzione a una teoria e storia dell’ecologia

La seconda contraddizione del capitalismo. Introduzione a una teoria e storia dell’ecologia

James O'Connor

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 144

Protagonista di rilievo dei movimenti per i diritti civili e delle minoranze etniche e razziali, James O’Connor ha scritto testi fondamentali per la comprensione del capitalismo e delle sue crisi. Ripubblicarne oggi le riflessioni sulla seconda contraddizione del capitalismo e sullo sviluppo della storia ecologica – entrambe apparse in “Capitalism Nature Socialism” – è operazione che si giustifica in due modi. In primo luogo, O’Connor può senz’altro dirsi un “classico” dell’ecomarxismo: la sua critica ecologica dell’economia politica rappresenta un passaggio obbligato per chiunque si interroghi sul nesso tra questione sociale e questione ambientale. In secondo luogo, la congiuntura pandemica riporta al centro del dibattito pubblico la questione delle condizioni di (ri)produzione – un concetto chiave, discusso a più riprese in questo volume. Non stupisce, dunque, che vi sia chi abbia proposto di chiamare “prima crisi O’Connor” il crollo economico causato dal coronavirus. Per queste ragioni, chi intenda affrontare con spirito critico il presente della crisi ecologica troverà nei due saggi qui riproposti una risorsa fondamentale. Il punto di partenza dell’“eco-marxismo” è la contraddizione tra rapporti di produzione, forze produttive e condizioni di produzione. Né la forza lavoro né la natura, incluse le loro dimensioni spazio-temporali, sono prodotte dal sistema capitalistico, sebbene il capitale tratti le condizioni di produzione come se fossero merci, o beni per il capitale (James O’Connor). Prefazione di Jacopo Nicola Bergamo e Emanuele Leonardi.
10,00

La sfida dell'ambivalenza. Il futuro della sociazione umana e postumana nel Terzo millennio

La sfida dell'ambivalenza. Il futuro della sociazione umana e postumana nel Terzo millennio

Giorgio Grossi

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 182

Il primo ventennio del XXI secolo si è aperto con gli attentati dell’11 settembre alle Torri gemelle di New York e si è chiuso con la pandemia del Coronavirus in tutto il mondo. Ma in questo periodo è accaduto soprattutto un cambiamento epocale, dirompente e accelerato: l’esplosione della rivoluzione informatica delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e dell’Intelligenza Artificiale, e la trasformazione progressiva verso una società globale sempre più post-umana. Perciò occorre mettere in campo un nuovo progetto epistemologico in grado di ribaltare i tradizionali approcci interpretativi dell’evoluzione bio-sociale e dell’innovazione tecno-informatica. L’autore chiama questo progetto alternativo la sfida dell’ambivalenza perché è a partire da questo presupposto, almeno per ora, che gli sembra si possa tentare di costruire una diversa visione della realtà sociale in cui viviamo, sempre più pervasa e condizionata da macchine, algoritmi e nanotecnologie. Se Homo sapiens non comprende quali sono le sfide che oggi deve affrontare – continuando a cullarsi nel mito acritico del progresso – il rischio non verrà da alieni o da Ufo ma dalla sua stessa incapacità di sapere quale significato attribuire al proprio ciclo esistenziale.
16,00

L'intempestivo, ancora. Pierre Clastres di fronte allo Stato

L'intempestivo, ancora. Pierre Clastres di fronte allo Stato

Eduardo Viveiros de Castro

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 140

Sul finire degli anni Sessanta, Pierre Clastres lancia una sfida all’etnocentrismo della ragione politica occidentale: e se le società amerindiane, accusate dai colonizzatori europei di essere “senza fede, né legge, né re” non mancassero di nulla? E se formassero, più che delle società “senza Stato”, delle società “contro lo Stato”? Tutta l’opera di Clastres esplorerà le conseguenze di questo cambiamento di prospettiva. In questo saggio, Eduardo Viveiros de Castro si propone di interrogare l’intempestività dell’opera di Clastres. Quale spostamento operare in questo pensiero per riattualizzarlo in un’epoca in cui i movimenti dei popoli autoctoni ci impongono di passare “dal silenzio al dialogo”, e in cui la crisi ambientale globale presuppone che si trasformi il nostro modo di abitare la Terra? Ritornando a Clastres, Viveiros de Castro mostra ciò che l’antropologia può darci seguendo la via di un “divenire-indigeno” del concetto di politica: un compito urgente di fronte alle contemporanee derive dello Stato-nazione. “Clastres intempestivo? Certo, ma è del resto questa la caratteristica del profeta e di una parola che insorge, giungendo spesso troppo presto o troppo tardi. È questo carattere a farne la grandezza…” (Dalla Postfazione di Roberto Beneduce).
13,00

Ecologia del possibile. Razionalità, esistenza, amicizia

Ecologia del possibile. Razionalità, esistenza, amicizia

Gianluca De Fazio

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 113

L’incontro tra filosofia ed ecologia è oggi una sfida teorica di primo piano. Contro una interpretazione naturalistica e un riduzionismo ambientalista del pensiero ecologico, per lo più dominante nel discorso attuale, il testo affronta il portato critico e metodologico dell’ecologia filosofica, nella sua formulazione ecosofica, attraversandone gli aspetti etici e istituzionali. A partire dal posizionamento teorico di matrice francese, e dall’assunto per il quale l’ecologia si definisce come scienza delle relazioni, il saggio dialoga con alcuni dei dibattiti più recenti – lo statuto dell’essere vivente, il dualismo natura-cultura, le implicazioni ontologiche dell’etnografia contemporanea – facendo emergere la rilevanza etica (e politico) della questione ecologica, attraverso problematiche classiche della filosofia, come il tema dell’amicizia, dei processi istituzionali e il nodo cruciale della soggettività. I tragitti descritti nel libro hanno l’obiettivo di porre il concetto di possibile al centro di un’etica ecologica, un’etica, cioè, basata sulla capacità dell’essere vivente di istituire e valorizzare delle relazioni al fine di aumentare le potenzialità esistenziali individuali e collettive.
10,00

Carburanti. Dizionario per un pianeta in crisi

Carburanti. Dizionario per un pianeta in crisi

Karen Pinkus

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 177

Un saggio in veste di dizionario, dalla A di Acqua alla Z di Zyklon B, "Carburanti" parla di una gran quantità di "cose" capaci di produrre energia, alcune reali e impiegate ogni giorno, altre verosimili o, come il dilitio di Star Trek, appartenenti al puro campo dell'immaginazione. Gli attuali sogni legati all'energia green — rinnovabile, pulita, addirittura gratuita... — e gli incubi di una modernità costruita sullo sfruttamento di carburanti dal devastante impatto sociale ed ecologico sono messi a confronto passando al vaglio una vasta letteratura che comprende testi poetici e narrativi di vari secoli e autori (Omero, Apollonio Rodio, Verne, Zola, Calvino e Pasolini tra gli altri), trattati scientifici, teorie filosofiche (dall'antichità a Hegel, da Ba-taille ad Agamben e Negri), documenti storici come le gustose proposte che inventori fai-da-te inviavano a Henry Ford per cercare di "vendergli" i loro carburanti prodigiosi. Un libro sperimentale che ci spinge ad abbandonare false speranze nel futuro delle energie non-fossili, tentando al contempo di immaginare nuove possibili traiettorie di sopravvivenza su un pianeta in forte crisi. "Carburanti" intende sfidare il lettore invitandolo a ripensare il rapporto tra "sostanze" e "sistemi energetici" nell'età del cambiamento climatico.
16,00

La sfida del cambiamento climatico. Globalizzazione e Antropocene

La sfida del cambiamento climatico. Globalizzazione e Antropocene

Dipesh Chakrabarty

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 160

Il concetto di Antropocene, nato all'interno delle scienze naturali, designa l'epoca nella quale l'essere umano come specie è in condizione di incidere, con le sue pratiche, sull'ecosistema globale. Dopo la rivoluzione industriale, e soprattutto la grande accelerazione del XX secolo e l'intensificazione della globalizzazione capitalistica ed estrattiva nel secondo dopoguerra, e il conseguente cambiamento climatico, l'Antropocene costituisce un terreno di intersezione fra la crisi economico-sociale globale e la crisi climatica. In questo campo si collocano le riflessioni dell'ultimo decennio di Dipesh Chakrabarty, già autore del fondamentale Provincializzare l'Europa, con una serie di interventi finora inediti in Italia. La crisi determinata dall'azione dell'essere umano e dello sfruttamento capitalistico dell'ambiente pone, secondo Chakrabarty, questioni di giustizia climatica per via della natura disomogenea e diseguale del globo che il capitalismo e gli imperi europei hanno creato assieme. Al tempo stesso, la crisi climatica, e la crisi pandemica ad essa collegata, pone un altro ordine di questioni che riguardano il rapporto fra l'umanità come specie e il pianeta Terra: la costruzione di un mondo, e la critica dei processi che l'hanno attuata, si intreccia con l'esistenza della vita in senso biologico e fisio-chimico. La critica ai processi che hanno prodotto un'umanità differenziata e con disuguaglianze di classe, e la consapevolezza della crisi ambientale, mettono in questione la concezione antropocentrica del mondo, e alludono alla necessità di decentrare l'umano.
15,00

Corpo, apprendimento e identità. Sé e intersoggettività nella danza

Corpo, apprendimento e identità. Sé e intersoggettività nella danza

Chiara Bassetti

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 223

Il libro si concentra sul ruolo del corpo nei processi di socializzazione e apprendimento, da un lato, e di costruzione identitaria, dall'altro. Lo fa a partire dal caso della danza di teatro occidentale, analizzando il modo in cui il saper(far)e per lo più tacito e corporeo - performativo - che la caratterizza viene trasmesso, appreso e va a modificare il senso di sé di chi lo acquisisce. La domanda riguarda dunque i processi che conducono a diventare, essere e dirsi una certa figura sociale, ad esempio una danzatrice, e il ruolo assunto dal corpo non solo come oggetto, ma come soggetto esperiente e agente. Come si produce un "corpo danzante"? Quali pratiche, individuali e collettive, vengono quotidianamente messe in atto a questo fine? Come si (ri)formano le disposizioni all'azione e la capacità di giudizio? Come muta la relazione col proprio corpo? Come cambia il modo di guardarsi e di narrarsi? Che ruolo hanno, in questo, i corpi "altri"? Quali sono, dunque, i fondamenti sociali di tale processo? L'autrice affronta queste tematiche sulla base di una lunga ricerca etnografica che ha fatto del suo stesso corpo uno tra gli strumenti euristici scelta, questa, estesamente discussa nelle riflessioni metodologiche che aprono e chiudono il volume. Ne emerge una teoria sociale che guarda al corpo come qualcosa che si è, che si ha, che si fa e che fa fare; all'identità come relazione mutevole tra sé corporeo e sé incorporato; a significazione e interpretazione, infine, come agire immanente all'esperienza vissuta e ancorato a quel "sentire" che è il senso comune. Al centro del lavoro, quindi, l'intreccio tra corporeità, soggettività e intersoggettività.
19,00

I bisogni artificiali. Come uscire dal consumismo

I bisogni artificiali. Come uscire dal consumismo

Razmig Keucheyan

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 175

«Il capitalismo genera bisogni artificiali sempre nuovi. Quello di acquistare l'ultimo iPhone, ad esempio, o prendere l'aereo per raggiungere la città accanto. Questi bisogni non solo sono alienanti per la persona, ma anche ecologicamente dannosi. La loro proliferazione è alla base del consumismo, che a sua volta intensifica l'esaurimento delle risorse naturali e l'inquinamento ambientale. Nell'era di Amazon, il consumismo raggiunge il suo "stadio supremo". Questo libro pone una semplice questione: come mettere fine a questa proliferazione di bisogni artificiali? Come uscire, di conseguenza, dal consumismo capitalista? La riflessione si articola in capitoli tematici, dedicati all'inquinamento luminoso, al consumo compulsivo e alla garanzia dei beni, per elaborare una teoria critica del consumismo. Essa fa dei bisogni "autentici" definiti collettivamente, in rottura con i bisogni artificiali, il cuore di una politica dell'emancipazione nel xxi secolo. Lungo il percorso, il libro evoca la teoria dei bisogni di Karl Marx, André Gorz e Agnes Heller. Per questi autori, i bisogni "autentici" hanno un potenziale rivoluzionario. Come diceva Marx, "una rivoluzione radicale può essere soltanto la rivoluzione dei bisogni radicali". "Chiamo 'artificiali' i bisogni che, da un lato, non sono ecologicamente sostenibili, che danno luogo a un sovrasfruttamento delle risorse naturali, dei flussi energetici, delle materie prime; dall'altro, i bisogni che l'individuo o la collettività sentono che in qualche modo danneggiano la soggettività, i bisogni che non danno luogo a forme di soddisfazione duratura. Bisogni alienanti, in un certo senso. L'ossessione per l'ultimo ritrovato della tecnologia, per l'ultimo capo di abbigliamento, per l'ultimo modello d'auto, questa ossessione per la novità insita nel sistema capitalista è una delle dimensioni del carattere artificiale dei bisogni"» (Razmig Keucheyan)
16,00

Donne e sovversione sociale. Un metodo per il futuro

Donne e sovversione sociale. Un metodo per il futuro

Maria Rosa Dalla Costa

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 116

“Perché ripubblicare i documenti più significativi di Potere femminile e sovversione sociale a cinquant’anni dalla prima edizione che aprì il dibattito internazionale sul lavoro domestico e ne costituì una pietra miliare? L’interesse di una tale operazione non è commemorativo né puramente archivistico. Non si tratta soltanto di rimettere in circolazione materiale politico di un fecondo periodo di trasformazione sociale, che pur sarebbe di per sé cosa meritoria visto l’oblio in cui per decenni sono cadute queste analisi. La sua riedizione punta soprattutto a rendere disponibili nel dibattito contemporaneo femminista (e non solo) i materiali fondativi di un’esperienza militante tanto prolifica quanto attuale, che ha portato in primo piano il valore produttivo della riproduzione e svelato l’inganno della naturalizzazione, ovvero del considerare naturale il rapporto delle donne con il lavoro domestico e di cura. Si tratta di un’esperienza di respiro internazionale, raccolta attorno al Collettivo internazionale femminista (costituito a Padova nel 1972) e alla campagna per il Salario al lavoro domestico che, per dare battaglia alle forme materiali dello sfruttamento e della subordinazione delle donne, ha riletto criticamente l’analisi marxiana dello sviluppo capitalistico” (Anna Curcio).
10,00

Il giovane Palazzeschi. Saggi sul poeta d’avanguardia

Il giovane Palazzeschi. Saggi sul poeta d’avanguardia

Giuseppe Muraca

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 131

Nato a Firenze nel 1885 e morto a Roma nel 1974, Aldo Palazzeschi deve essere considerato uno dei più grandi scrittori del Novecento. Egli ha fatto parte di una generazione di letterati che hanno contribuito in maniera determinante al processo di profondo rinnovamento che ha caratterizzato la cultura italiana e mondiale del primo Novecento. La sua attività letteraria giovanile è infatti coincisa con l’età giolittiana, ossia con un periodo di radicali cambiamenti che hanno aperto la strada all’avvento della cosiddetta società di massa e alle avanguardie artistiche e letterarie del secolo scorso. Dalle prime prove de I cavalli bianchi fino allo scoppio della Prima guerra mondiale, la sua ricerca creativa è stata interessata da un incessante processo di radicale rinnovamento e animata da uno spirito di rottura nei confronti della tradizione letteraria. Durante la sua giovinezza ha partecipato a tutti i movimenti letterari del suo tempo, ma in modo autonomo, e persino durante gli anni della sua adesione al futurismo ha mantenuto la sua indipendenza umana e artistica. In questo libro l’autore si propone di delineare un ritratto del giovane Palazzeschi, attraverso un esame della sua prima produzione letteraria.
12,00

Donne che pensano il mondo. Una rivoluzione silenziosa

Donne che pensano il mondo. Una rivoluzione silenziosa

Mauro Mocchi

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 182

Per qualità e ampiezza di prospettiva, il pensiero delle donne è sempre stato pari a quello dell’uomo, e per vie e con mezzi diversi ha sempre cooperato alla costruzione della nostra civiltà. Tale pensiero si sta anzi rivelando particolarmente vicino ai problemi del nostro tempo: su tutti l’urgenza di ritrovare un rapporto più equilibrato con l’ambiente in cui viviamo. La persistente violenza contro le donne non ha infatti radici sociali o psicologiche, è parte di un più generale atteggiamento aggressivo verso la realtà: è cioè una questione di valori, di cultura. Riportare in luce il contributo che esse hanno offerto alla tradizione del sapere non solo aiuta a individuare le cause di quella violenza, ma ne è anche il miglior antidoto. Il libro ricostruisce questo patrimonio di idee in due modi: con il saggio introduttivo, che ne traccia il processo di formazione e le caratteristiche principali; con una scelta di brevi testi di donne e sulle donne dai Greci ai giorni nostri: testimonianze isolate e lontane nel tempo da guardare come vette che sporgono dalle nuvole, occasioni in cui un pensare ininterrotto e silenzioso riesce finalmente a farsi sentire. Di qui il proposito di non trattare quei testi con gli abituali strumenti della critica, con apparati di note e commenti, ma di farne una semplice parafrasi, una riscrittura con le parole del nostro tempo, un momento di riappropriazione e riconoscimento della comune umanità.
16,00

Attraverso Deleuze. Percorsi incontri e linee di fuga

Attraverso Deleuze. Percorsi incontri e linee di fuga

Ubaldo Fadini

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 149

A partire da una serie di confronti, realizzati in gran parte dallo stesso Deleuze, il libro presenta l’opera complessiva di un filosofo tra i più letti e apprezzati del nostro tempo. Essi riguardano studiosi e temi, non solo della cultura filosofica, che risultano imprescindibili per afferrare al meglio un percorso di ricerca che altrimenti rischia di rimanere sfocato e talvolta frainteso, quando non consegnato a presunte parole d’ordine teorico di carattere spesso sibillino, sfuggente. Ecco allora Deleuze che si rapporta a David Hume, Ernst Bloch, Michel Foucault, oppure che si rivolge a Marcel Proust e Antonin Artaud, tra gli innumerevoli altri, in modi tali da rendere poi possibile anche il collegamento a figure particolarmente significative della cultura novecentesca come Elias Canetti e Walter Benjamin. Da questo insieme di confronti e di incontri scaturisce l’immagine di un filosofo senz’altro singolare, radicalmente estraneo a ogni dogmatismo dottrinale: un pensatore imprescindibile per qualunque tentativo di delineare, nel nostro presente, delle nuove vie di ricerca per un’impresa teorica che si voglia radicalmente critica e non cristallizzata nelle abituali e un po’ aride forme della settorializzazione disciplinare/accademica. Per il pensatore francese vale infatti ancora l’idea, da riprendere oggi con piena convinzione, che la sperimentazione filosofica sia strettamente collegata alla individuazione di nuove direzioni per l’avvenire, in un senso che si vuole effettivamente pratico.
13,00

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