fbevnts Vendita online di DVD e libri di narrativa, tascabili, per ragazzi, professionali | Libreria Storielleria | Pagina 10
Vai al contenuto della pagina

Ombre Corte

Capitalismo in quarantena. Pandemia e crisi globale

Capitalismo in quarantena. Pandemia e crisi globale

Anselm Jappe, Sandrine Aumercier, Clément Homs, Gabriel Zacarias

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 126

Questo lavoro è stato pubblicato in Francia quando stava terminando la prima ondata di coronavirus, ma il tempo trascorso non ne sminuisce l’attualità né l’efficacia del metodo con il quale analizza la crisi pandemica. Si propone infatti di confrontarsi non su questioni contingenti, ma di mettere in relazione i più recenti accadimenti socio-economici e politici con una riflessione sul tema del rapporto tra capitalismo e condizione pandemica. La tesi su cui insiste è che siamo di fronte a una pandemia socio-naturale legata al capitalismo e alla sua crisi strutturale (economica, sociale ed ecologica), che data dall’inizio degli anni Settanta. Il virus non è la causa della crisi globale della società capitalista mondiale, ma piuttosto un suo acceleratore, che getta inoltre una luce impietosa sulle logiche economiche, politiche e di controllo che governano la nostra società. La crisi pandemica e i relativi interventi pubblici sono dunque letti guardando all’insieme del processo di crisi fondamentale, al rapporto capitale/ Stato, alla crisi della valorizzazione e al ruolo delle politiche pubbliche nel “governo“ dei processi in corso. In questi mesi, la gestione dell’epidemia è stata spesso ondivaga, stretta com’era tra gli imperativi inconciliabili di salvare le vite (senza le quali non c’è economia) o l’economia (senza la quale, in un regime capitalista, non si possono salvare le vite). Ora si crede di aver salvato capra e cavoli con i vaccini. Ma basterà un liquido a salvare l’umanità e il capitalismo allo stesso tempo?
13,00

Psicoanalisi e rivoluzione. Psicologia critica per i movimenti di liberazione

Psicoanalisi e rivoluzione. Psicologia critica per i movimenti di liberazione

Ian Parker, David Pavón-Cuéllar

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 177

Cosa c’è di rivoluzionario nella psicoanalisi, e perché quelli di noi interessati alla prassi politica dovrebbero prenderla sul serio? Questo manifesto è un argomento per collegare la trasformazione sociale con la liberazione personale, mostrando che i due aspetti del cambiamento profondo possono essere intimamente collegati usando la psicoanalisi. Il manifesto esplora ciò che sta al di là di noi, ciò che continuiamo a ripetere, ciò che ci spinge e ci porta a rimanere gli stessi e a cambiare, e come questi fenomeni vengono trasferiti nello spazio clinico. Questo libro non è acritico nei confronti della psicoanalisi, e la trasforma in modo che i movimenti di liberazione possano trasformare il mondo. “C’è un modo per far convergere un’analisi critica della società e la pratica dell’inconscio in una sorta di discorso comune? Un modo che ci permetterebbe di dire che la psicoanalisi, con buona pace dei lacaniani conservatori, sia una partica che di per sé guarda a una politica emancipatrice ed egualitaria?” (Pietro Bianchi)
15,00

Scritture Minori. Letteratura, linguaggio politico e pratiche di resistenza

Scritture Minori. Letteratura, linguaggio politico e pratiche di resistenza

Vincenzo Binetti

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 158

L’intento di questo lavoro è indagare e problematizzare tensioni conflittuali e produttive tra lingua letteraria, linguaggio politico e pratiche di resistenza: un tentativo, in altre parole, di immaginare in qualche modo la produzione intellettuale e culturale come strumento politico potenzialmente capace di destabilizzare narrazioni egemoniche e normative, e produrre così nuove forme e pratiche rivoluzionarie che aspirino a considerare il linguaggio come parte integrante di un continuo processo di trasformazione della società in cui viviamo. Il ruolo dell’intellettuale, il rapporto tra letteratura e politica, tra rivoluzione e linguaggio sono questioni complesse che chiaramente sollevano fondamentali e ormai annose domande: come può la letteratura farsi espressione di forme di antagonismo e di pratiche sovversive? Come creare momenti comunitari di lotta? Come mettere le parole in azione così che esse possano eventualmente diventare elementi di destabilizzazione politico-culturale? Il problema non consiste, però, nell’individuare l’intenzionalità ideologico-politica autoriale, nello stabilire eventualmente categorie di giudizio in base alla collocazione di parte del testo e di chi scrive, ma di esplorare invece gli elementi impliciti nel discorso letterario in quanto esso stesso potenzialità politica. “Resistere, restituire al corpo la sua disobbedienza, ciò che non si piega e non si lascia tradurre nel capitalismo, capire che la letteratura e l’arte in generale o è questo reale che resiste ed esiste, o non è nulla, è capire cosa lega Cesare Pavese e Carlo Levi (ma anche Primo Levi o Elsa Morante, Romano Bilenchi e Italo Calvino, Gianni Celati e tanti altri) alla mia generazione” (Enrico Palandri). Prefazione Enrico Palandri.
14,00

Economia comunitaria indigena. Alternative al capitalismo e autonomia dei popoli nativi latinoamericani

Economia comunitaria indigena. Alternative al capitalismo e autonomia dei popoli nativi latinoamericani

Andrea Mazzocco

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 135

“Economia comunitaria indigena” è un viaggio ancestrale che ci porta in America Latina attraverso l’osservazione della cellula principale per lo sviluppo umano: la comunità. Questo lavoro prende forma dal vissuto dell’autore, che in diversi viaggi fra Messico, Bolivia e Perù è andato alla ricerca di cosa lega le attuali esperienze di autonomia comunitaria che si sviluppano nella popolazione indigena latinoamericana con l’organizzazione storica comunitaria, americana e non. Una visione che vuole scardinare quel paradigma secondo il quale quello in cui viviamo è l’unico sistema economico possibile. Faro ispiratore di questa ricerca è l’esperienza zapatista, l’incredibile rivoluzione sviluppatasi nelle montagne e nella selva del Chiapas, Stato della frontiera meridionale messicana. Qui, gli indigeni e le indigene maya, che i libri di storia vorrebbero raccontarci come un fenomeno folklorico del passato, lottano e resistono dal 1994, anno della sollevazione del primo gennaio. Le solide basi su cui si fonda la ricerca ne fanno un lavoro accurato e documentato, che tuttavia non perde di vista la dimensione utopica di una esperienza che rende possibile immaginare un futuro lontano dalle forme di prevaricazione dell’economia di mercato.
13,00

Sguardi (post)coloniali. Razza, genere e politiche della visualità

Sguardi (post)coloniali. Razza, genere e politiche della visualità

Giulia Fabbri

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 204

Oltre a un complesso sistema di rapporti di potere di natura sociale, politica ed economica, il colonialismo ha prodotto anche un apparato di costruzioni discorsive relative alla nerezza e ha svolto una funzione centrale nel processo di strutturazione dell'identità italiana come bianca in modo omogeneo. Tali costruzioni hanno plasmato uno specifico immaginario ancora oggi pervasivo che reifica specifici processi di razzializzazione. Attraverso una prospettiva intersezionale, il volume rintraccia l'articolazione delle categorie sociali del genere e della razza in relazione alla cultura visuale contemporanea. In particolare, l'indagine si focalizza sul modo in cui la razza viene visualizzata e, dunque, sulla stretta relazione tra la percezione delle categorie razziali e i processi visuali. Attraverso l'analisi di una serie di immagini proprie della cultura di massa italiana contemporanea (pubblicità e fotografie), viene mostrato come tali fonti ripropongano un immaginario coloniale relativo alle rappresentazioni delle donne nere, che pone i soggetti all'interno di specifici processi di ipersessualizzazione e di negazione dell'agency. La visualità è dunque un campo all'interno del quale si riproducono le costruzioni razziali e di genere, ma si configura anche come uno spazio in cui tali costruzioni possono essere contestate. In quest'ultima direzione si situano pratiche artistiche "controvisuali", come il progetto di Karima 2G, cantante italiana di origine liberiana che sviluppa un'autorappresentazione dirompente e oppositiva della nerezza.
18,00

A fine turno. Lavoro, macchine e vita nel cinema degli anni Sessanta in Italia

A fine turno. Lavoro, macchine e vita nel cinema degli anni Sessanta in Italia

Karen Pinkus

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 144

Cosa può insegnarci il cinema italiano degli anni Sessanta su come vivere e lavorare oggi? A fine turno invita il lettore a ripensare il lavoro, il cinema e le macchine nel loro intreccio, come mostrato in alcuni film di quel periodo. Attingendo alla teoria critica e alla ricerca d'archivio, il libro ci interroga su quali tipi di fratture potremmo sfruttare per vivere diversamente, per resistere alle narrazioni tradizionali del lavoro, e per un anticapitalismo. L'Italia degli anni Sessanta è stata un luogo in cui la produzione industriale di massa risultava essere la modalità principale per comprendere cosa significasse il lavoro, ma era anche un momento in cui le cose avrebbero potuto andare diversamente. Riesaminando le origini di paradigmi come la timbratura del cartellino, la "società come fabbrica" e la divisione di genere nel lavoro, Karen Pinkus sfida il lettore a pensare attraverso il cinema, consentendogli di cogliere le lacune e i guasti nell'ordine delle cose del secondo dopoguerra.
13,00

Ecosocialismo. Una alternativa radicale alla catastrofe capitalista

Ecosocialismo. Una alternativa radicale alla catastrofe capitalista

Michael Lowy

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 160

L'ecosocialismo è una corrente di pensiero e di azione ecologica che fa proprie le conquiste fondamentali del marxismo mentre le libera dalle sue scorie produttiviste. La logica capitalista del mercato e del profitto, così come quella dell'autoritarismo burocratico del defunto "socialismo reale", è incompatibile con le esigenze di salvaguardia dell'ambiente. Gli ecosocialisti criticano gli attuali vicoli ciechi dell'ecologia politica, che non mette in discussione il potere del capitale. L'ecosocialismo è quindi una proposta radicale che mira non solo a una trasformazione dei rapporti di produzione, dell'apparato produttivo e dei modelli di consumo dominanti, ma anche a creare un nuovo paradigma di civiltà, rompendo con i fondamenti della civiltà capitalista/industriale.
14,00

L'imbroglio ecologico. L'ideologia della natura

L'imbroglio ecologico. L'ideologia della natura

Dario Paccino

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 235

Pubblicato nel 1972 da Einaudi nella prestigiosa collana “Nuovo Politecnico”, L’imbroglio ecologico accoglieva le istanze sociali che dagli anni Sessanta cominciavano a denunciare con forza il nesso tra assetto capitalistico del lavoro, salute, nocività in fabbrica e degrado ambientale. Al centro del lavoro di Paccino vi è la dimostrazione che il rispetto dell’uomo e della natura è strutturalmente incompatibile con il modello di sviluppo capitalistico, con un’economia di mercato che produce a prezzi sempre più bassi beni di consumo sempre meno utili e con una obsolescenza programmaticamente sempre più breve. Denunciando la contraddizione fra l’apparente e improvviso amore per l’ecologia dei paesi ricchi e industriali, esploso nei primi anni Settanta, e i devastanti inquinamenti, guerre, distruzione delle foreste – inevitabili conseguenze del successo economico dei ricchi e che colpiva e rendeva più poveri i due miliardi di abitanti poveri del pianeta –, Paccino ribadiva con forza che l’ecologia pensata e tradotta politicamente senza aver presenti i rapporti di produzione e di forza sociali, rappresentava ipso facto un imbroglio. È quest’uso ideologico e mistificato della natura che l’autore contesta e problematizza in tutto il suo lavoro teorico e militante, cercando di mettere al centro del dibattito i rapporti di potere ed i meccanismi socio-economici che determinano lo squilibrio, con l’obiettivo di dare vita a una ecologia conflittuale finalizzata a costruire un rapporto equo ed armonico tra gli esseri umani, le organizzazioni sociali e la natura. Non c’è dubbio che quanto era già chiaro cinquant’anni fa, oggi appaia ancora più drammaticamente evidente, in epoca di pandemie, riscaldamento globale e sfruttamento illimitato delle fonti energetiche. Introduzione di Gennaro Avallone, Lucia Giulia Fassini, Sirio Paccino.
20,00

Una teoria femminista della violenza. Per una politica antirazzista della protezione

Una teoria femminista della violenza. Per una politica antirazzista della protezione

Françoise Vergès

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 140

Il linguaggio ufficiale a proposito dell’uguaglianza uomini-donne è un repertorio di violenze: molestie, stupri, abusi, femminicidi. Queste parole descrivono una realtà crudele. Ma non ne nascondono un’altra, quella delle violenze commesse con la complicità dello Stato? In questo libro, Françoise Vergès denuncia la svolta securitaria della lotta contro il sessismo. Focalizzandosi sugli “uomini violenti”, si omette di interrogare le fonti di questa violenza. Per l’autrice non ci sono dubbi: il capitalismo razziale, i populismi ultraconservatori, lo schiacciamento del Sud attraverso le guerre e i saccheggi imperialisti, i milioni di esiliati e di esiliate, l’aumento delle misure carcerarie, mettono le mascolinità al servizio di una politica di morte. Contro l’aria del tempo, Françoise Vergès ci esorta a rifiutare l’ossessione punitiva dello Stato, a favore di una giustizia riparatrice. “La mia analisi non fornisce soluzioni per mettere fine alle violenze di genere e sessuali – la cui denuncia mostra oggi l’ampiezza –, ma vorrebbe contribuire alla riflessione sulla violenza come elemento strutturante del patriarcato e del capitalismo, e non come una specificità maschile. Questo libro cerca di immaginare una società postviolenta, non una società senza conflitti e contraddizioni, ma una società che non naturalizzi la violenza, che non la celebri, che non ne faccia il tema centrale della sua narrazione sul potere” (Françoise Vergès).
13,50

Biopotere e mobilitazione totale. Ernst Junger reload. Maschera e catastrofe 2

Biopotere e mobilitazione totale. Ernst Junger reload. Maschera e catastrofe 2

Manuel Rossini

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 140

Il biopotere è una realtà, una sorta di mutamento che solamente nel xx secolo e soprattutto oggi trova, silenzioso, invasivo e sotto gli occhi (chiusi) di tutti, piena realizzazione. E Jünger, benché non parlasse esplicitamente di biopotere ne intuì i meccanismi fondativi in netto anticipo rispetto alle ‘mode’ filosofiche diffuse dagli anni Settanta in poi. E ha offerto, inconsapevolmente, indirettamente e in silenzio, una lettura e una diagnosi del fenomeno del biopotere, perfino una sua fenomenologia per ‘immagini’. In questo volume – che inizia a prendere forma dopo la pubblicazione del saggio “Il sillabario del biopotere: immagine, dominio e mobilitazione totale” e che rappresenta uno sviluppo del precedente libro “I non luoghi dell’inumano. Maschera e catastrofe” – l’autore torna a confrontarsi con la questione dell’uomo e sull’uomo… sulle tracce di Ernst Jünger. Intende individuare, nel suo pensiero, le origini del biopotere, approfondire tale fenomeno e proporne una nuova interpretazione, osservando il mondo attuale e rileggendolo con filtri jüngeriani. Il mondo attuale è il mondo globale: un unico spazio e un unico tempo dominato e colmato dall’imperio del biopotere. Il biopotere deve rendere tutto e tutti uguali, fa sì che l’individualità si dissolva nel carattere totale dell’uniformità. Si apre così un mondo di nuove forme e, quindi, con un nuovo senso, dove anche la lingua cambia adattandosi al carattere del tempo, generando un mutamento perfino nella nostra forma mentis. Prefazione di Giovanni Giorgini. Postfazione di Luigi Iannone.
13,00

Reincantare il mondo. Femminismo e politica dei «commons»

Reincantare il mondo. Femminismo e politica dei «commons»

Silvia Federici

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 180

Il volume raccoglie i contributi di oltre vent’anni di riflessione e impegno militante che Silvia Federici ha dedicato ai temi dell’accumulazione capitalista, del lavoro riproduttivo e delle lotte per i commons. Dagli anni della militanza in “Midnight Notes” e delle battaglie contro la globalizzazione fino al suo più recente impegno nel movimento Ni Una Menos, passando per l’esperienza di Occupy e delle insorgenze arabe, un filo rosso unisce i saggi qui raccolti: la critica ai rapporti sociali capitalistici, esercitata attraverso un continuo corpo a corpo con Marx e il vasto dibattito sui commons, che l’autrice ha il merito di estendere alle attività che riguardano la riproduzione della vita quotidiana e della forza lavoro, ancora prevalentemente svolte dalle donne. Tra Africa, America Latina, Stati Uniti ed Europa i testi offrono un prezioso spaccato sulle sfide politiche del presente, sull’emergere di un nuovo movimento femminista e, più in generale, sulla profondità storica e geografica delle trasformazioni sociali e produttive, a cominciare dalla crisi e dal regime del debito. Il libro si rivela uno strumento prezioso non solo per “comprendere” il mondo, ma anche per “reincantarlo”, ovvero per “reinventare la vita”, imparando a riconoscere una logica diversa da quella dello sviluppo capitalista e costruire società fondate sull’uso comune delle ricchezze naturali e prodotte. “Questo aspetto della politica dei commons – scrive Federici nella sua introduzione – è da anni al centro del mio interesse perché sono convinta che la costruzione di forme più cooperative di riproduzione sia la condizione non solo per una ‘vita degna di essere vissuta’, ma anche per poter resistere all’avanzare dei rapporti capitalistici e creare una società non subordinata alla logica del profitto e del mercato”.
19,00

L'intelligenza in lotta. Sapere e produzione nel tardocapitalismo

L'intelligenza in lotta. Sapere e produzione nel tardocapitalismo

Hans-Jürgen Krahl

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 163

Questo libro, a cinquant’anni dalla scomparsa dell’autore, raccoglie una selezione essenziale dei suoi scritti più importanti, da tempo non più disponibili in italiano, rendendo così di nuovo accessibile un laboratorio teorico-politico di straordinaria attualità: è proprio in questi ultimi anni, infatti, che le intuizioni e le previsioni di Hans-Jürgen Krahl – dalla fine della separazione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale all’intellettualità di massa come nuova forza-lavoro, fino al linguaggio e alla vita della mente come risorse immediatamente produttive – si sono dispiegate in tutta la loro complessità, trasformando radicalmente il mondo in cui viviamo. Punto di riferimento imprescindibile per l’operaismo italiano, segno dell’attualità di questo francofortese anomalo è anche il rinnovato interesse per i suoi scritti dimostrato da molti giovani studiosi. Quello che avete tra le mani è di fatto un piccolo classico del pensiero critico contemporaneo, indispensabile per chiunque intenda non solo interpretare il mondo, ma anche trasformarlo. Postfazione di Detlev Claussen.
14,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.