CARSA
Memorie di pietra. Le lapidi e la storia di Chieti
Giovanni Carlucci
Libro: Libro in brossura
editore: CARSA
anno edizione: 2016
pagine: 144
Il convento di San Bernardino a Campli. Restauro e valorizzazione
Stefania Menna, Giulia Monte
Libro: Libro in brossura
editore: CARSA
anno edizione: 2016
pagine: 120
Altre menzogne
Fabiola Murri
Libro: Copertina morbida
editore: CARSA
anno edizione: 2016
pagine: 136
Un'autentica poetessa, per spirito, profondità del canto e sommessa potenza del grido. In controtendenza rispetto all'accumulo di materiali di superficie (e spesso residuali) caro a troppi poeti e artisti contemporanei, la sua parola si nutre di forze e di acque sotterranee, portatrici di luce attraverso le faglie, che nel suo caso sono anche ferite, alcune forse insanabili. (Alessio Di Giulio).
Frate Tommaso da Celano. Una vita per Francesco
Libro: Copertina morbida
editore: CARSA
anno edizione: 2016
pagine: 72
Un'opera dedicata a frate Tommaso da Celano e Francesco d'Assisi.
Spoltore. Temi del progetto
Rosa Branciaroli, Ilvi Capanna, Carlo Pozzi
Libro: Copertina morbida
editore: CARSA
anno edizione: 2016
pagine: 124
Nel racconto di una città uno degli aspetti più vividi è costituito dall'insieme dei suoi temi di architettura, temi che la città esprime nel tempo mettendo in gioco il disegno del suo spazio pubblico e i rapporti con l'esterno. Attraverso i temi la città esprime le sue aspirazioni profonde, quella sorta di potenzialità che consente la vita delle sue forme nel tempo, il loro perpetuarsi attraverso le trasformazioni. Ad alcuni dei temi più evidenti sono dedicati questo testo e i progetti di corso qui riportati. (Ilvi Capanna)
Palestrina e il santuario della Fortuna Primigenia
Libro: Copertina morbida
editore: CARSA
anno edizione: 2016
pagine: 79
Una guida a Palestrina, città d'arte.
Zirì-té. Voci dalla terra d'Abruzzo. Ediz. italiana e inglese
Stefano Schirato
Libro: Libro rilegato
editore: CARSA
anno edizione: 2016
pagine: 128
In terra d'Abruzzo, Zirì-tè era il verso di richiamo per le capre, l'unico modo per i pastori di attirare l'attenzione di questi animali piuttosto anarchici. La capra, contrariamente alle altre bestie da allevamento, non è affatto obbediente e si ribella facilmente al padrone: si inerpica, si nasconde e si isola su alture irraggiungibili. Zirì-tè, Zirì-tè! gridava invano il pastore, senza sapere però, che anch'egli possedeva lo stesso zoccolo duro della capra, perché nelle vene dei polsi, il sangue che gli scorreva dentro era quello abruzzese: gente caparbia, schietta, a tratti schiva.

