Carocci: Lingue e letterature Carocci
A portrait of the artist as a young man di James Joyce
Chiara Sciarrino
Libro
editore: Carocci
pagine: 128
Beatrice profetica. Poesia, storia e cittadinanza dalla Vita Nova alla Commedia
Marco Veglia
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2026
pagine: 152
A Giosue Carducci non sfuggiva il rapporto di «unità» che Dante imbastì tra Beatrice e la «cittadinanza» di Firenze
Dialoghi grammaticali. Dieci personaggi in cerca di Grammatica
Maria Giuseppina Lo Duca
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2026
pagine: 136
Una donna misteriosa si aggira per le strade delle nostre città e campagne, o si introduce nelle aule delle nostre scuole, o s
Voci di Pompei. Latino e cultura letteraria
Maria Chiara Scappaticcio
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2026
pagine: 228
La pioggia di leggera pomice che ha preceduto il flusso piroclastico dell'eruzione del Vesuvio del 79 d
Le traduzioni della Poetica di Aristotele. Dal Cinquecento a oggi
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2026
pagine: 324
La Poetica di Aristotele è senza dubbio l'opera di riferimento per la riflessione estetica e l'elaborazione delle poetiche occidentali. In epoca medioevale non ha goduto di grandissima considerazione, ma tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI, quando venne recuperato l'originale greco, pubblicato da Aldo Manuzio nel 1508, il trattato diventò oggetto di una decisiva opera di traduzione, in latino – grazie a Giorgio Valla (1498) e Alessandro de' Pazzi (1536) – e in volgare – la prima, in toscano, è quella di Bernardo Segni (1549). Abbastanza rapidamente, poi, in Europa se ne realizzarono varie traduzioni sulla base delle quali furono redatti numerosi commenti e trattati determinanti per la teoria e la produzione letteraria. La letteratura critica sulla ricezione della Poetica è senz'altro molto vasta, risulta invece meno ampia quella che studia l'influenza delle traduzioni in lingue moderne sul pensiero estetico e l'elaborazione delle poetiche. Analizzando una o – in chiave comparativa – più traduzioni del testo aristotelico sul piano sincronico o diacronico, i contributi raccolti nel volume mostrano, da una parte, quanto alcune scelte traduttive – di singoli lemmi o di campi semantici più estesi – siano modellate dall'ambito culturale coevo e, dall'altra, come esse abbiano influenzato la formulazione delle poetiche letterarie dal Cinquecento a oggi.
Marocco in prosa. Un percorso nella letteratura italiana (secoli XIX-XX)
Alberto Di Franco
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2026
pagine: 168
Tra Otto e Novecento, il Marocco è entrato nella letteratura italiana come meta di viaggio, fonte di avventura e terreno di confronto culturale. Il libro ne ricostruisce la storia, seguendo le tracce lasciate da Edmondo De Amicis, Giotto Dainelli, Luigi Barzini, Emilio Salgari, Maddalena Cisotti-Ferrara, Elisa Chimenti, Toni Maraini, Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia. Nei reportage, nei romanzi e nelle memorie prende forma l'immagine di un Marocco ricco di luoghi, volti e storie, insieme al riflesso di chi vi ha posato lo sguardo, con le proprie aspirazioni, curiosità e incomprensioni. È un percorso che intreccia letteratura, storia e antropologia, offrendo un'occasione per riflettere sugli incontri fra culture e sul loro significato.
Esilio e utopia. Nuove prospettive di letteratura comparata
Valerio Angeletti
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 152
Heimatlos, “senza patria”, è lo sguardo del comparatista. Partendo dalla condizione dell'esilio, stato di incertezza per antonomasia, il volume riflette sulla natura inclusiva e osmotica della comparatistica, campo di studi che si evolve con l'evolversi del mondo. Muovendo dalle letture di filosofi, critici e teorici del Novecento – esuli e non –, quali Walter Benjamin, Erich Auerbach, Leo Spitzer, Edward Said, Gayatri Spivak, Donatella Di Cesare e tanti altri, il libro sostiene che la letteratura comparata, disciplina dell'esule, rinnova il campo d'azione dell'umano se, costituendosi nell'erranza, privilegia i legami dialogici che sostengono la società civile. A donare vigore a questo sguardo esilico è l'utopia, poiché entrambi, esilio e comparatistica, trovano nel movimento il loro modus vivendi e crescono nell'accoglienza, cioè nella parola che, facendosi traduzione e filologia, diviene dialogo. Una letteratura comparata così intesa contribuisce a quel disegno goethiano di una filologia della Weltliteratur che, per mezzo filologico, aiuti a tradurre e disvelare la «storia interna dell'umanità», come la definiva Auerbach.

