Bompiani: Il pensiero occidentale
Critica del giudizio. Testo tedesco a fronte
Immanuel Kant
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2015
pagine: 1056
La tradizione esegetica ha riservato una grande considerazione alle prime due "Critiche" di Kant, per la loro importanza in ambito conoscitivo e pratico, per la loro incidenza e ripresa nella filosofia contemporanea. Solo ultimamente la "Critica del giudizio" (1790) è apparsa in tutta la sua importanza come il coronamento del sistema kantiano del sapere, che raggiunge, proprio nella scansione e nella connessione della trilogia, la sua completa organicità. In quest'opera Kant ha scoperto il fondamento dell'esperienza estetica e del finalismo della natura e ha raggiunto l'unità della filosofia, evidenziando l'articolazione tra ragione teoretica e ragione pratica, tra il conoscere e il desiderare, tra le grandi idee del soprasensibile e la libertà. Con l'aggiunta della prima introduzione alla "Critica del giudizio".
Opere dogmatiche. Testo greco a fronte
Gregorio di Nissa (san)
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2014
pagine: 2030
I Padri Cappadoci furono noti pensatori cristiani noti per la difesa dell'ortodossia e la conoscenza della filosofia greca. Il volume è dedicato a Gregorio di Nissa, del quale presenta le opere teologiche più significative. Trattasi del "Grande discorso catechetico", una sintesi della dottrina cristiana; "La Vita di Mose", un'interpretazione spirituale della vita di Mose; "L'anima e la resurrezione", che traccia una innovativa antropologia e una profonda teologia dell'amore di Dio; il "Contro Eunomio", che propone una nuova teologia trinitaria basata sul rapporto tra sostanza divina e persone (in greco: "ipostasi") divine; ed infine le "Opere teologiche minori", dedicate al medesimo rapporto tra sostanza ed ipostasi.
Opere e lettere. Scritti di arte, estetica e morale in collaborazione con Ludwig Tieck. Testo tedesco a fronte
Wilhelm H. Wackenroder
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2014
pagine: 1280
Wilhelm Heinrich Wackenroder (1773-1798) è ritenuto l'iniziatore del Romanticismo tedesco. Condividendo con l'amico Ludwig Tieck (1773-1853) l'esperienza di brevi viaggi in Franconia nel 1793, Wackenroder rimane folgorato dalla grandezza della pittura rinascimentale, concependo nel tempo la stesura di alcuni testi redatti sul modello delle cronache degli artisti di Vasari o nella forma di carteggi tra giovani apprendisti pittori. Istituisce intanto un rapporto ideale tra l'arte di Dürer e quella di Raffaello. Tieck integra quei testi con contributi propri, perfettamente in sintonia con l'amico. Nascono così le "Effusioni di cuore di un monaco amante dell'arte" e le "Fantasie sull'arte per gli amici dell'arte". Il carteggio tra Wackenroder e Tieck offre, inoltre, un quadro del dibattito estetico dell'epoca che interessa molti temi del tardo Illuminismo europeo, riferiti alla letteratura e alla drammaturgia: dalle teorie sui sentimenti al pensiero sul sublime.
Michail Bachtin e il suo circolo. Opere 1919-1930. Testo russo a fronte
Michail Bachtin
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2014
pagine: 2180
Michail Michajlovic Bachtin (Orel 1895 - Mosca 1975) è una figura fondamentale della cultura europea del Ventesimo secolo. A partire dal 1963, anno di riedizione in russo della sua prima monografia, quella su Dostoevskij (prima edizione 1929), seguita dalla pubblicazione, nel 1965, del suo secondo lavoro monografico, quello su Rabelais, e dalle due raccolte (rispettivamente nel 1975 e nel 1979) dei suoi scritti prodotti tra il 1919 e il 1974, l'interesse per Bachtin è andato via via aumentando. Ciò è attestato anche dalla traduzione delle sue opere in molte lingue e dall'influenza esercitata dal suo pensiero in ambiti disciplinari diversi. Il "circolo di Bachtin", costituitosi negli anni Venti, i cui maggiori rappresentanti furono Valentin N. Volosinov (1885-1936), Pavel N. Medvedev (1892-1938), Ivanov I Kanaev (1893-1984), non era una "scuola" nel senso accademico del termine, né Bachtin era un "caposcuola", né, in questo senso, un "maestro", sicché non solo l'espressione "circolo", ormai abbastanza in uso, può essere in questo caso fuorviante se le si attribuisce un significato di scuola, ma lo è anche, e a maggior ragione, l'espressione "di Bachtin", se la si intende in termini di derivazione, di appartenenza, di genealogia. Si tratta piuttosto di un sodalizio, di un'intensa e affiatata collaborazione, all'insegna dell'amicizia e sulla base di interessi e competenze diverse a partire dalle quali ci si trova a occuparsi di temi comuni.
La natura delibera-La natura e l'arte. Testo greco e latino a fronte
Basilio Bessarione
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2014
pagine: 316
Lo scontro fra Giorgio da Trebisonda e Bessarione visse il suo primo atto con la polemica sul "De natura et arte", all'incirca databile agli anni tra il 1455 e il 1458. In discussione era l'interpretazione di un passaggio chiave tratto dal secondo libro della "Fisica" aristotelica, che implicava concetti decisivi come la provvidenza divina e che era già stato dibattuto da due prospettive diverse dal maestro di Bessarione Giorgio Gemisto Pletone, nel suo "De Differentiis", e poi da Teodoro Gaza in un breve scritto oggi perduto. Ma oltre a un problema esegetico, si affacciava nello scontro tra Giorgio e Bessarione anche il confronto generale con la tradizione filosofica precedente, padri della Chiesa e maestri della Scolastica compresi. E altrettanto evidente appare la differenza tra le motivazioni e le strategie dei contendenti: la violenta invettiva di Giorgio era mirata a sostenere la sua talora "fideistica" sovrapposizione di aristotelismo e cristianesimo attraverso la diffamazione del platonismo; per difendere Platone dagli attacchi, Bessarione invece era stato spinto ad assumere in modo ponderato una posizione concordista che in precedenza non pareva aver considerato. Così facendo, il cardinale rinunciava alle più estreme istanze antiaristoteliche della polemica suscitata in origine dal suo maestro, ma questo non gli impediva di affermare la superiore religiosità e compiutezza del platonismo. Prefazione di John Monfasanti e Introduzione di Eva del Soldato.
Dialoghi per massoni. Testo tedesco a fronte
Gotthold Ephraim Lessing, J. Gottfried Herder
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2014
pagine: 544
Sono qui raccolti l'"Ernst" e "Falk/Dialoghi per massoni" (1778-1780) di Lessing e il "Dialogo su una società invisibile-visibile" (1793)insieme ai due dialoghi intitolati "Massoni" (1803) di J. G. Herder, opere che (con quelle di Fichte e Goethe) costituiscono il punto più alto della riflessione massonica in ambito filosofico. Lessing e Herder, salaci fustigatori dei costumi dell'epoca, propongono al mondo una visione di suprema idealità umana, ed aderiscono alla Massoneria perché tale è la sua autentica funzione. Entrano nelle ingarbugliate, rissose ed esoteriche logge tedesche e scagliano strali beffardi e graffianti contro una nascente confusa Massoneria, che vogliono purificare ed elevare a specchio delle virtù e dei valori universali umani. Inizia Lessing con cinque dialoghi in cui un Massone e un profano si confrontano con ironia, ma anche, quando serve, con sarcasmo, in un duetto conciso e concitato, analizzando i nascosti rituali delle logge e il vero segreto del pensiero massonico. Herder segue le orme del suo maestro dopo alcuni anni, con tre dialoghi nei quali verifica criticamente il pensiero massonico lessinghiano. Se Lessing era finemente ironico, Herder, con i tre vivaci e critici personaggi dei suoi due ultimi dialoghi, non risparmia frustate a una Massoneria priva d'idealità, ponendosi come il più importante riformatore del pensiero massonico dell'epoca. Saggio introduttivo di Claudio Bonvecchio.
Filosofia e religione. Testo spagnolo a fronte
Miguel de Unamuno
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2013
pagine: 1586
L'opera di Unamuno, che presenta tutti i tratti di organicità e sistematicità, non sarebbe comprensibile pienamente se non se ne evidenziassero le basi filosofiche e le preoccupazioni teologiche. È infatti alla luce di una filosofia della religione che le ricerche incentrate sull'unico problema, quello dell'ansia immortale di immortalità dell'uomo concreto, pervengono ad una prospettiva coerente ed unitaria anche se ciò non esclude un'evoluzione intellettuale ed esistenziale. Unamuno è un autentico uomo religioso che ha vissuto una struggente quanto tragica ansia di eternità, di sete di Dio, pur non avendo abbracciato totalmente nessun credo religioso positivo, giacché egli ha sempre reagito con veemenza contro ogni tentativo di volerlo incasellare. Unamuno è fautore di una religione poetica, issata sull'esperienza della parola creatrice, mediante la quale non soccombe alla tentazione del nulla. I nuclei fondamentali della riflessione unamuniana ruotano intorno a due temi, i quali rappresentano, per così dire, due facce della stessa medaglia: l'ansia per il destino umano e la preoccupazione per la personalità, da non intendersi in senso psicologico, ma etico-esistenziale, come emerge sia nell'opera sul "Sentimento tragico della vita" (1913) sia nei celebri poemi dove ribadisce che "Il fine della vita è di farsi un'anima".
Adagi. Testo latino a fronte
Erasmo da Rotterdam
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2013
pagine: 3104
Imponente serbatoio di proverbi, sentenze e massime di saggezza derivate dalla cultura greca e latina, gli "Adagia" - l'opera a cui Erasmo riservò i suoi maggiori sforzi, lavorandovi per oltre quarant'anni - sono il più grande repertorio paremiografico mai realizzato in età moderna, del quale si offre per la prima volta in Italia il testo latino affiancato da una traduzione integrale. Uno straordinario lavoro di disseppellimento degli autori antichi portò Erasmo a raggiungere, nell'ultima redazione stampata a Basilea nel 1536, quasi quattromiladuecento voci, che arrivano a oltre diecimila se si contano tutti i proverbi e le sentenze citati nel testo. Una summa unica, dunque, della morale e del pensiero antico, ma non solo. Erasmo infatti, nei suoi commenti, inserisce spesso riferimenti alle espressioni proverbiali del suo tempo, fiamminghe, francesi, inglesi, tedesche e italiane, gettando così un ponte affascinante tra la cultura antica e la vita quotidiana dell'Europa moderna. Quella degli "Adagia", a ben vedere, può costituire senza dubbio una lettura "interattiva": alla ricerca del proverbio più familiare al lettore, che può scoprirne le antiche radici classiche. Un indice completo dei proverbi greci, latini e italiani, nonché un indice analitico, fanno di quest'opera una vera e propria enciclopedia della cultura classica, vista attraverso la lente d'ingrandimento del proverbio, ora ironica e pungente, ora severa e pensosa.
Le grandi opere filosofiche e teologiche. Testo originale a fronte
Søren Kierkegaard
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2013
pagine: 2560
Nel 2013 ricorre il bicentenario della nascita di Sören Kierkegaard, uno dei più grandi pensatori dell'età moderna e, secondo alcuni, il più grande testimone della modernità. Kafka ha affermato che dai suoi scritti "emana tanta luce della quale ne arriva un po' in tutti gli abissi". Fra le due guerre mondiali, mediante la Kierkegaard-Renaissance, egli è diventato il padre dell'esistenzialismo, in quanto ha espresso la centralità del soggetto umano, ossia del "singolo", contro l'idealismo. Le sue opere più diffuse sono quelle che egli ha pubblicato con pseudonimi, che hanno valore estetico e grande portata filosofica. Tuttavia le sue opere più profonde sono le ultime di carattere religioso, in cui sale a livelli come quelli raggiunti da Agostino, da Pascal e da Dostoevskij. Quelli che presentiamo in quest'opera sono i più grandi scritti filosofici e religiosi, nella classica traduzione di Cornelio Fabro, con la sua magistrale monografia introduttiva, con una prefazione di Giovanni Reale e bibliografia aggiornata a cura di Vincenzo Cicero. La sua filosofia prese corpo da un doppio rifiuto, ossia il rifiuto della filosofia hegeliana e l'allontanamento dal vuoto formalismo della Chiesa danese. Secondo Kierkegaard la dimensione esistenziale dell'uomo è segnata dall'angoscia, dalla disperazione e dal fallimento o scacco esistenziale. La disperazione nasce da un rapporto serio dell'uomo con se stesso, mentre l'angoscia nasce dal confronto dell'uomo con il mondo.
Ermeneutica e psicologia del linguaggio. Testo tedesco a fronte
Heymann Steinthal
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2013
pagine: 890
"Ermeneutica e psicologia del linguaggio" restituisce, attraverso una scelta degli scritti più importanti di Heymann Steinthal, i risvolti fondamentali del suo pensiero. La prima sezione mette a fuoco i gangli costitutivi della sua filosofia del linguaggio (1855). L'autore vi argomenta, sulla scia dell'opera di W. von Humboldt, l'autonomia della lingua dalla logica nel processo di costituzione dell'esperienza. La tesi di Steinthal scompagina il dibattito ottocentesco sulla conoscenza e la rappresentazione ed esercita una sotterranea influenza su studiosi della statura di Croce, Benjamin e Cassirer. Nella seconda sezione è presentato il programma di ricerca della psicologia dei popoli, steso assieme a Lazarus nel 1859. La "Völkerpsychologie" si configura come un'alternativa alle filosofie della storia ottocentesca, volta a individuare un punto d'equilibrio tra sguardo sintetico e analitico sullo sviluppo spirituale dei popoli. La terza sezione riscopre una pagina singolare e poco conosciuta dell'ermeneutica del XIX secolo, già segnalata da Gadamer. Il processo dell'interpretazione è indagato da Steinthal in chiave psicologica e in rapporto alle principali proposte dello filologia e della filosofia del linguaggio coeve (Schleiermacher, Ast, Dilthey, Böckh).
L'uomo delinquente (rist. anast. quinta edizione, Torino, 1897)
Cesare Lombroso
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2013
pagine: 2176
Nel 1897 vede la luce la quinta edizione dell'"Uomo delinquente" di Cesare Lombroso, in quattro volumi, di cui uno contenente un Atlante. In quest'opera l'analisi dei caratteri somatici criminali attraverso le immagini si fa sempre più dettagliata e Lombroso cerca di stabilire le caratteristiche dei tipi criminali, differenziandole in base alle anomalie proprie della categoria cui appartengono. Si delinea quindi un profilo criminologico del pazzo morale e del pazzo epilettico; segue un'analitica descrizione dei mattoidi, vale a dire individui alienati che passano per geni, ma che in sostanza sono persone comuni affette da patologie psichiche che li spingono a dedicarsi ad attività estranee alle loro capacità. Conscio che la teoria atavica del delinquente è stata messa in discussione dagli studi dei suoi allievi e seguaci, Lombroso, pur restando fedele alla primitiva impostazione della teoria antropologica dell'"uomo delinquente", introduce in questa quinta edizione (la più completa che ci sia giunta) nuovi elementi nello studio del fenomeno criminale. Presentazione di Armando Torno
Il formalismo nell'etica e l'etica materiale dei valori. Testo tedesco a fronte
Max Scheler
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2013
pagine: 1440
Apparsa in versione integrale nel 1916, l'opera che offriamo al lettore in una nuova traduzione, accompagnata peraltro dal testo originale e da un esteso indice analitico che, in edizione italiana, restituisce la ricchezza del lessico fenomenologico (e le integrazioni editoriali apportate nel tempo al testo - fino all'ultima edizione tedesca, l'ottava), costituisce l'"opus magnum" di Max Scheler e, nell'ambito della ragione pratica, un modello di pensiero mai disgiunto dalla vita, capace di guidare, nel sentire e nei corrispondenti giudizi di valore, i nostri passi nel mondo: il nostro volere e il nostro agire. Muovendo da una concezione olistica della percezione assiologica, in linea con i più influenti orientamenti del pensiero filosofico e scientifico contemporaneo, quest'opera presenta una teoria dei valori che sfugge finalmente alla cieca alternativa del relativismo e dell'assolutismo etico e indica con precisione i criteri di correttezza dei giudizi di valore. Il volume tradisce, inoltre, l'intento più ambizioso di Scheler, quello di rifondare il classico personalismo declinandolo, appunto, nei termini di una personologia laica che, rivelando all'essere umano un possibile accesso alla propria identità personale e alla propria vocazione, tenta di strapparlo al destino. Presentazione di Roberta De Monticelli

