Libri di Immanuel Kant
Antropologia pragmatica
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Armando Editore
anno edizione: 2025
pagine: 426
"L’Antropologia pragmatica" (1798), l’ultima opera pubblicata da Kant, può essere considerata come il suo testamento spirituale, oltre che come un vero e proprio manifesto dell’Illuminismo europeo. Essa risponde alla domanda «che cos’è l’uomo?», ma con un approccio diverso da quello seguito nelle tre Critiche. In essa infatti Kant considera l’uomo non dal punto di vista critico-trascendentale o metafisico, ma da un punto di vista pragmatico, cioè pratico-empirico, avendo come oggetto d’indagine la conoscenza «di ciò che l’uomo fa di sé stesso o di ciò che egli può o deve fare di sé stesso». Scopo della presente edizione è di riproporre, in una nuova traduzione e con un commento dettagliato del testo, quest’opera di Kant, che, pur non avendo avuto la fortuna delle altre opere kantiane, contiene una quantità enorme di osservazioni e di conoscenze (come quelle sull’immaginazione, sul sogno, sulle malattie della mente, sulle passioni e sui comportamenti umani, sul carattere dei popoli) che ancora oggi sono per noi di grande interesse e di grande attualità.
Il battesimo dell'estetica
Alexander Gottlieb Baumgarten, Immanuel Kant
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 1993
pagine: 59
Critica della ragion pratica
Immanuel Kant
Libro
editore: La Scuola SEI
anno edizione: 1962
pagine: XLIV-148
Critica della ragione pura
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 910
Risposta a sa dimanda: ite est s'illuminismu?. Ediz. italiana e tedesca
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Catartica Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 80
“Dopo aver inaugurato la collana nel 2024 con Decraru de sos deretos de sa fèmina e de sa tzitadina di Olympe de Gouges, opera curata da Luana Farina Martinelli, proseguiamo ora il cammino con un altro classico che pone le fondamenta del concetto di autodeterminazione. Tradurre queste opere in sardo non è solo un esercizio culturale, ma un atto politico. Significa affermare che la lingua sarda può essere strumento di pensiero critico e di confronto con le grandi questioni della filosofia e della storia. Significa anche ribadire che l'autodeterminazione è un tema politico-culturale esistenziale.” (Dalla prefazione di Giovanni Fara)
Fundamental principles of the metaphysic of morals
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: StreetLib
anno edizione: 2017
Per la pace perpetua
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Editori Riuniti
anno edizione: 2020
pagine: 104
Per il grande filosofo tedesco la «pace perpetua» è il luogo in cui con maggiore chiarezza appare il nesso indissolubile tra morale e politica, che occupa un posto centrale nella sua filosofia della storia. Kant aveva una concezione ottimistica della storia, una concezione che noi non abbiamo più. Ma le sue idee restano tra le più audaci e illuminanti che mai siano state concepite sul grande tema e costituiscono, ancora oggi, una base di discussione e un sicuro orientamento per chiunque sia convinto che il problema dell’eliminazione della guerra è il problema cruciale del nostro tempo. […] «Qui, come negli articoli precedenti, non si tratta di filantropia ma di diritto, e ospitalità significa quindi il diritto di uno straniero, che arriva sul territorio altrui, di non essere trattato ostilmente. Può venirne allontanato, se ciò è possibile senza suo danno, ma fino a che dal canto suo si comporta pacificamente, l’altro non deve agire ostilmente contro di lui». […] «un diritto di visita spettante a tutti gli uomini, quello cioè di offrirsi alla socievolezza in virtú del diritto al possesso comune della superficie della Terra, sulla quale, essendo sferica, gli uomini non possono disperdersi all’infinito, ma devono da ultimo tollerarsi nel vicinato, nessuno avendo in origine maggior diritto di un altro ad una porzione determinata della Terra». Prefazione di Noberto Bobbio.
La pedagogia
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Cento Autori
anno edizione: 2020
pagine: 112
L’educazione, l’istruzione, la cultura sono le basi della vita moderna. Kant ha sempre sostenuto che l’educazione fosse il frutto di un giusto equilibrio tra libertà ed autorità e quindi un’esigenza primaria dell’uomo, senza di essa l’uomo non potrà mai sentirsi pienamente realizzato. Per rendere completa la sua educazione l’uomo oltre a curare il corpo deve fare lo stesso sia con la morale sia con la cultura solo così potrà sentirsi veramente libero.
I sogni di un visionario
Immanuel Kant
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2020
pagine: 96
L'occasione della stesura del trattato viene suggerita ad Immanuel Kant da Emanuel Swedenborg, uno svedese suo contemporaneo che, tra il 1749 e il 1758, pubblica un'opera intitolata Arcana coelestia, in cui sostiene di essere in contatto diretto con il mondo degli spiriti e le anime dei defunti. Lo scritto di Kant, nato come risposta alle sollecitazioni di molti intellettuali che chiedevano una sua opinione in proposito, lasciò tutti spaesati e venne reputato destabilizzante e ambiguo perché non si comprese se egli sostenesse o meno l'immortalità dell'anima. Scopo di questo pamphlet antimetafisico è infatti quello di mostrare, con una provocante vena ironica, quanto incapace sia la natura dell'uomo di conoscere lo spirito e tutto quel mondo immateriale che lo circonda. Kant inizia così a porre i primi paletti ai limiti conoscitivi della ragione umana, che saranno poi rinsaldati nella futura dottrina della "Dialettica trascendentale".
Bisogna sempre dire la verità?
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2019
pagine: 170
Da bambini ci viene insegnato che bisogna dire sempre la verità. Ma quando diventiamo adulti, se continuiamo a dire la verità sempre e in ogni caso, la nostra vita diventa un inferno. Nel 1796, il giovane Benjamin Constant scriveva che il dovere morale di dire la verità inteso incondizionatamente rende impossibile qualsiasi società. A prova di questa affermazione Constant riportava la tesi di un non meglio identificato filosofo tedesco, giunto ad affermare che la menzogna restava un crimine, anche se detta a un assassino che ci chiedesse se un nostro amico, da lui perseguitato, è ospitato in casa nostra. Il vecchio Kant si riconobbe nella posizione del filosofo tedesco e scrisse, a pochi mesi di distanza, la sua replica: un breve saggio dal titolo Sul presunto diritto di mentire per amore dell’umanità. Ma il tema della veridicità assoluta, come documentano i testi raccolti qui, attraversa tutta l’opera kantiana, alla ricerca di quella trasparenza in cui la vita e la verità passano l’una nell’altra, senza zone d’ombra: il sogno della filosofia, oppure il suo più terribile incubo?

