UTET: Classici latini
Ad familiares. Lettere ai familiari. Volume Vol. 1
Marco Tullio Cicerone
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2023
pagine: 848
«La patria ormai l’ho pianta più dolorosamente e più a lungo di quanto una madre abbia mai pianto la perdita dell’unico figlio», scrive Cicerone in una lettera all’amico Papirio Peto. Intimo affetto e impegno civile, questi i due fili che legano insieme il corpus di epistole che il celebre oratore scrisse tra il 63 e il 43 a.C., durante gli anni più tumultuosi della res publica. E tra privato e politica si dividono anche i numerosi destinatari delle lettere: da un lato si ritrovano i grandi protagonisti della scena pubblica, tra cui lo stesso Cesare, che Cicerone appella con un benevolo «mi Caesar», consapevole di quanto la retorica sia influente nei giochi di potere. Dall’altro invece gli affetti più intimi, tra cui la moglie Terenzia e l’adorata figlia Tullia, ma anche il fedele liberto Tirone, legato a Cicerone da un affetto sincero, capace di superare le differenze di status. Ciò che emerge dalle epistole non è solo il racconto perspicace e lucido della “rivoluzione romana”, quando il sangue fratricida bagnava le strade di Roma al culmine della guerra civile, ma anche il ritratto umano di uno dei più grandi protagonisti dell’età repubblicana, emblema di giustizia e di libertà, che non nasconde le sue preoccupazioni e fragilità nelle parole riservate ai confidenti più stretti. Se infatti grande è il timore dinnanzi all’avanzata dell’impavido Cesare, altrettanto grande è il dolore che prova avendo lasciato moglie e figlia da sole nell’Urbe teatro di guerriglia, un dolore accentuato dalla mancanza di notizie di quel figlio che ha deciso di salire sul carro di Cesare, voltandogli le spalle. Questo primo volume raccoglie le lettere scritte tra il gennaio 62 e il luglio 46 a.C., ovvero il periodo successivo al consolato di Cicerone. Sono anni cruciali per l’ascesa e poi l’assalto al potere di Cesare con la guerra civile, che in parte Cicerone è costretto a trascorrere lontano da Roma, prima con l’esilio a Brindisi poi con il proconsolato in Cilicia, senza però che venga mai intaccata la lucidità del suo sguardo sulle vicende politiche in corso. Le epistole ad familiares restano certamente una fonte storiografica di eccellenza, ma rimangono anche la più grande testimonianza della personalità umanissima di Cicerone, fondata su saldi ideali e principi, quelli di un uomo pronto a sacrificare la vita nel momento in cui Roma perdeva la sua libertà.
Le notti attiche. Testo latino a fronte
Aulo Gellio
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2017
pagine: 1497
Nella prefazione alla sua unica opera, “Le notti attiche”, Aulo Gellio ricorda di aver cominciato a stendere i venti libri che la compongono durante le fredde nottate trascorse in Attica negli anni di gioventù, quando, per completare la sua formazione, passeggiava per la città di Atene con gli intellettuali e i letterati più famosi della sua epoca. Di quell'epoca Gellio finirà per diventare quasi la voce emblematica e disincarnata, tanto che non ne saranno ricordati nemmeno i dati biografici, come l'anno di nascita, quello di morte o il luogo di provenienza. Onnivoro reporter di un universo libresco, compulsivo annotatore di cose dette o sentite, di fatti o citazioni, Gellio convoglia nelle “Notti attiche” un ventaglio enciclopedico di discipline, restituendo così l'immagine vivace di una stagione di straordinaria ricchezza culturale. Si tratta di una miscellanea erudita, uno zibaldone curioso, un'opera frammentaria e aneddotica dove trovano posto gli argomenti più disparati: dalla filologia alla mantica, dalla gastronomia all'enigmistica, dalla grammatica all'astrologia, dalla medicina alla musica. Scritte con uno stile limpido e curato, “Le notti attiche” sono una vera dispensa di nozioni culturali, un compendio del sapere umano nel II secolo d.C., una miniera di informazioni e citazioni che, a dispetto della scarsa fortuna che toccherà alla memoria del suo autore, continuerà a essere ampiamente saccheggiata nei secoli a venire.
Epistole ad Attico. Testo latino a fronte. Volume 1
Marco Tullio Cicerone
Libro
editore: UTET
anno edizione: 2015
pagine: 1566
La vita di Marco Tullio Cicerone, il più grande intellettuale e filosofo latino della tarda Repubblica, è scandita da un'incessante produzione di scritti: dialoghi e trattati filosofici sui più svariati argomenti, orazioni, opere di retorica. Nelle aule dei tribunali, non aveva rivali, e ancora oggi i suoi scritti incarnano il canone degli studi classici. Ma Cicerone visse in un'epoca difficile. Conobbe tre grandi guerre civili, quella tra Mario e Siila, la congiura di Catilina e infine le tensioni che si crearono a Roma al tempo di Giulio Cesare. Venne esiliato, si vide espropriare i beni da avversari politici, e perse le sue ricchezze e la sua famiglia. Più ancora che i suoi dialoghi e le sue orazioni, sono le lettere che scrisse al suo amico Tito Pomponio Attico tra il 68 e il 44 a.C. a contenere le più affascinanti riflessioni del filosofo sull'attualità, sulla storia e sulla sua vita personale, negli anni che videro il crollo della Repubblica romana e la tormentata e cruenta nascita dell'Impero. Questo primo volume raccoglie le lettere scritte tra il 68 e il 49 a.C, ovvero negli anni che precedettero il colpo di stato di Giulio Cesare. Cicerone racconta all'amico, che visse per un certo periodo ad Atene (e sempre si tenne lontano dai pubblici uffici), della propria carriera politica, dei propri rapporti con Pompeo, dei segreti e degli scandali dell'aristocrazia romana, ma anche della gioia per la nascita del figlio Marco... Con e-book scaricabile fino al 30-06-2016.
Epigrammi. Testo latino a fronte
Marco Valerio Marziale
Libro
editore: UTET
anno edizione: 2014
pagine: 947
Gli "Epigrammi" raccolgono in quindici libri le opere di Marco Valerio Marziale, il più grande poeta lirico della scena letteraria della Roma Flavia, dove giunse dalla Spagna per cercare fortuna nel 64 d.C. al tramonto della dinastia Giulio-Claudia, e fu attivo durante i regni di Vespasiano, Tito e Domiziano. Dopo le prime fasi della sua produzione, con il "Liber de spectaculis", celebrazione dei giochi del Colosseo, e con "Xenia" e "Apophoreta", raccolte di carmi d'occasione composti per i Ludi Saturnali, la poesia di Marziale si svincola dall'evento pubblico, ed evolve in direzione di una maturità stilistica e di una cinica disillusione nei confronti dell'umanità. I libri centrali della raccolta contengono un ritratto satirico, vivido e a tratti feroce, della società della Roma dei Flavi, in cui il talento del più grande autore d'epigrammi del mondo latino non trova il riconoscimento che merita, poiché questo era, in città, il destino dei poeti: sotto i "freddi mantelli" si celano, infreddoliti, gli "Ovidi e i Virgili", e non vi è ricchezza per gli intellettuali: "Appena tre o quattro hanno tratto guadagno da questo mestiere; tutti gli altri muoiono di fame". Autore sfortunato ma sempre dotato di pungente ironia, Marziale racconta la sua malasorte e quella del suo tempo, commentando - e facendo oggetto di satira le esistenze di nobili e politici, di uomini e donne, ritratti in episodi di vita quotidiana ed eventi mondani.
De rerum natura. Testo latino a fronte
Tito Lucrezio Caro
Libro: Copertina morbida
editore: UTET
anno edizione: 2013
pagine: 503
Scomparso per secoli dalle biblioteche di letterati e sapienti ostili alle tesi epicuree, e riscoperto solo in pieno Rinascimento grazie a un umanista che ne rinvenne una copia in un monastero tedesco, il "De rerum natura", poema filosofico in esametri composto da Lucrezio nel I secolo d.C, è un unicum nella storia della letteratura e del pensiero antico. Si compone di tre coppie di libri che hanno per argomento la fisica - il molteplice aggregarsi degli atomi, in un ciclo infinito di nascita e di distruzione - la natura e il cosmo. Ispirato alla tradizione greca di poemi didascalici oggi andati perduti, il "De rerum natura" è al contempo un'opera letteraria ricca d'immagini evocative, invenzioni linguistiche, picchi lirici e passaggi avvincenti quali la celebre fenomenologia dell'amore e la toccante descrizione della peste di Atene. Il capolavoro di Lucrezio è anche un viaggio iniziatico attraverso gli insegnamenti del maestro Epicuro. Solo conoscendo i principi che regolano la natura e l'uomo, infatti, il saggio potrà raggiungere l'unico traguardo davvero ambito: la prospettiva di prezioso distacco da cui contemplare le cose, libero dai travagli di ogni giorno, con la gioia e il sollievo dell'uomo salvo sulla riva che fissa lo sguardo sul mare in tempesta.

