Nella società occidentale moderna il lavoro è considerato il valore positivo per eccellenza. Esso è considerato nobilitante e salvifico, caratteristiche connotanti un vero e proprio culto. Ma non è sempre stato così: nell’antica Grecia e nell’antica Roma il lavoro era considerato degradante ed indegno dei veri cittadini, riservato alle persone rozze e agli schiavi. L’ozio non era considerato il padre di tutti i vizi, ma “conditio sine qua non” per poter esercitare la filosofia, lo studio, la politica, il mestiere delle armi, insomma le attività veramente degne di un libero cittadino. Quando si è verificato questo capovolgimento di valori? Quali sono le ragioni che ne sono all’origine? Quali le tappe di questo processo? Quali le conseguenze nella società attuale?
La religione del lavoro
| Titolo | La religione del lavoro |
| Autore | Paolo Santoné |
| Argomento | Società, scienze sociali e politica Sociologia e antropologia |
| Collana | I libri colorati. Oro: classici |
| Editore | Robin Edizioni |
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| Pagine | 290 |
| Pubblicazione | 01/2024 |
| ISBN | 9791254677063 |

