Esiste un desiderio umano più profondo e illusorio di quello di sconfiggere il tempo? Per secoli, l'aristocrazia europea ha rincorso l'immortalità non attraverso l'alchimia, ma attraverso il diritto. Nel suo Il fedecommesso in Italia tra Sette e Ottocento, Lorenzo Fabbrani Mirenda dischiude le porte di un mondo in cui la legge si fa strumento di un'ostinata resistenza contro la caducità della vita e la dispersione della ricchezza. Al centro della narrazione vi è un istituto giuridico che è molto più di un mero vincolo patrimoniale: è l'incarnazione di un ordine sociale, il vessillo di casati che guardavano al futuro con la pretesa di governarlo dal sepolcro. Ma cosa accade quando la granitica certezza dell'Ancien Régime si scontra con l'onda d'urto della Rivoluzione Francese e con l'avanzata inarrestabile di una nuova classe borghese, affamata di terra, di libertà e di libero mercato? Attraverso un'indagine che è al contempo rigorosa ricostruzione storica e profonda analisi sociologica, l'autore ci guida nel cuore di uno scontro epocale. Un viaggio affascinante tra antiche pergamene, tribunali in subbuglio e corti in bilico, dove il destino di una singola istituzione testamentaria diventa la lente per osservare il crollo di un vecchio mondo e le doglie del parto della modernità.
Il fedecommesso in Italia tra Sette e Ottocento
novità
| Titolo | Il fedecommesso in Italia tra Sette e Ottocento |
| Autore | Lorenzo Fabbrani Mirenda |
| Collana | Officina delle idee |
| Editore | Kimerik |
| Formato |
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| Pagine | 208 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791257631772 |

