La tradizione e la ricchezza pecuniaria e fondiaria del potere temporale del Vescovado di Asti, quivi insediatosi attorno al 400 d.C., unita alla rapida ascesa di quello comunale, assicurò al Comune, fra alto e basso Medioevo, una posizione di rilievo fra le comunità cittadine del nord Italia, soprattutto grazie alle fiorenti attività mercantili, feneratizie e bancarie che vi si esercitavano. Nel XIV secolo, con il passaggio nell'orbita viscontea, a partire dal 1342, Asti iniziava il suo lento e progressivo declino, dovendo cedere molti dei suoi antichi possessi feudali al confinante Marchesato di Monferrato. Dopo i Visconti, e fino al 1531, la città fu gestita dalla Casata francese degli Orléans, che, stipulata la pace di Cambrai, la cedette a Beatrice di Portogallo, Duchessa di Savoia. L'avvento di Emanuele Filiberto alla guida del Ducato Sabaudo eliminò tutti i superstiti privilegi di origine feudale sino ad allora concessi ad Asti (fra tutti: la soppressione del Senato locale e le amputazioni territoriali inflitte alla Diocesi, disomogeneamente distribuita fra Stato Sabaudo, Ducato di Monferrato e Stato di Milano) e ristrutturò – sebbene con una certa confusione terminologica e territoriale destinata a perdurare sino al 1750 – l'assetto amministrativo statale mediante l'iniziale creazione di sei province.
Le fonti musicali in Piemonte. Volume Vol. 3
| Titolo | Le fonti musicali in Piemonte. Volume Vol. 3 |
| Volume | Vol. 3 - Asti e provincia |
| Curatore | P. Cavallo |
| Argomento | Arti, cinema e spettacolo Musica |
| Collana | Cataloghi di Fondi musicali del Piemonte, 6 |
| Editore | LIM |
| Formato |
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| Pagine | XXXVI-428 |
| Pubblicazione | 05/2012 |
| ISBN | 9788870966794 |

