Genda è una rivista dedicata al rapporto tra cultura occidentale e cultura orientale. Genda numero zero è dedicata al paesaggio come abbandono; alla visione di quello che resta quando finisce una strada, si interrompe un percorso o un’azione e ci si ritrova in una condizione di empasse, voluta, cercata, costruita, a volte pianificata in serie. Genda nasce da un equivoco, è la storpiatura occidentale di Zhenda, parola di uso molto comune in Cina che significa - Davvero? – è anche il nome del fiore preferito dalla cultura induista per celebrare i suoi riti e le sue feste. Genda è contenitore di materiali accidentali, compressi, distanti e pericolosamente simili. La sua struttura simmetrica separa i due àmbiti, e nella rilegatura li ricompone e ridistribuisce. Scontri e incontri sono il risultato della distanza solo apparente di mondi in avvicinamento. Genda è indipendente ed è un oggetto, non è disciplinare, constata l’esistenza e la presenza di cose e accadimenti nel mondo, ha a che fare con l’esperienza.
Genda. Ediz. inglese e cinese. Volume Vol. 0
| Titolo | Genda. Ediz. inglese e cinese. Volume Vol. 0 |
| Volume | Vol. 0 - Landscape as abandon |
| Curatori | A. Martegani, S. Graziani |
| Traduttori | G. Racco, Y. Kang |
| Argomento | Arti, cinema e spettacolo Fotografia e fotografi |
| Editore | A+MBookstore |
| Formato |
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| Lingua | cinese |
| Pagine | 136 |
| Pubblicazione | 01/2015 |
| ISBN | 9788887071597 |

