Cosa rende così peculiare quel rapporto che chiamiamo «amicizia»? Rispondere a questa domanda significa comprendere il carattere politico della nostra forma di vita. Il testo è un dialogo con la tradizione filosofica occidentale e soprattutto con il luogo teorico tutt'ora più ricco su questo tema: il pensiero di Aristotele. L'intuizione aristotelica secondo cui l'amico è un «altro se stesso» rappresenta, infatti, lo strumento con il quale perlustrare un territorio visto di sfuggita dalla filosofia, che ha spesso discusso dell'amicizia solo per cenni e con toni mistico-sentimentali. L'amicizia non è un sentimento patetico e commosso, quanto una delle forme principali con cui ciascuno di noi può costruire il modo, unico e irripetibile, di essere umano. Il libro elegge l'amicizia a esempio principe dell'«individuazione»: quella biografia, grandiosa o miserabile poco importa, che ci distingue gli uni dagli altri. L'altro sé amicale non è dunque il sosia con il quale rispecchiarsi per trovare conferma dei propri vizi o delle proprie virtù. È, invece, la sponda linguistica con la quale confliggere o nella quale trovare rifugio.
Filosofia dell'amicizia. Linguaggio, individuazione, piacere
| Titolo | Filosofia dell'amicizia. Linguaggio, individuazione, piacere |
| Autore | Adriano Bertollini |
| Argomento | Scienze umane Filosofia |
| Collana | Forme di vita |
| Editore | DeriveApprodi |
| Formato |
|
| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 11/2021 |
| ISBN | 9788865484005 |

