Rubbettino: Classici della letteratura calabrese
Rime
Francesco Della Valle
Libro: Copertina rigida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2004
pagine: 94
Le "rime", l'opera più conosciuta di Francesco Della Valle, sono strutturate in due parti: la prima è dedicata a don Pietro Cantelmo, la seconda ad Alfonso Gonzaga. Sia nella prima che nella seconda parte vengono affrontati, pur se con procedure di poco diverse tra loro, gli stessi temi: l'innamoramento, l'indifferenza della donna, la morte dell'amata, il ricordo dell'amata morta. Inoltre, in entrambe le parti, il poeta si riserva una "sezione", "Proposte e Risposte", dove incontra o "finge di incontrare amici e conoscenti e con loro "dialoga".
Estetica di lettere ed arti belle
Domenico Anzelmi
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2004
pagine: 234
Organtino
Cesare Quintana
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2004
pagine: 120
Le sorelle
Maurizio Barracco
Libro: Copertina rigida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2004
pagine: 156
Libro della mascalcia
Giordano Ruffo
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2003
pagine: 154
Aretusa-Polifemo
Bernardino Martirano
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2003
pagine: 122
Rimatori del XV secolo. Roda, Coletta, Maurello
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2003
pagine: 136
La talia-Il vesbo furioso
Cesare Monitio
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2003
pagine: 92
Canzoniere
Galeazzo Di Tarsia
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2003
pagine: 122
Devastatrice
Nicola Misasi
Libro: Libro rilegato
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 268
In "Devastatrice", come già in "Sacrifizio d'amore", entra la civiltà cittadina, rumorosa, squilibrata, sovvertitrice, nella civiltà contadina, quieta, sonnolenta, arrotolata nelle proprie abitudini, ma foderata altresì da una moralità pruriginosa, farisaicamente onesta. Vi entra con Fosca, la compiuta protagonista del romanzo. È una rondine rovinosa, che torna, dopo anni, al suo tetto, alle scarse proprietà, lasciatele in eredità dal defunto marito, il marchese don Salvatore. Torna per realizzare un disegno, che la strappi dalla miseria o, almeno, da una vita senza agi e senza sfarzi: sposare il ricco, vecchio, rimbambito barone di Montalto. Fosca è una donna fatale, una bella dame sans merci, divoratrice di uomini e patrimoni. Ce ne sono tante nella letteratura italiana dell'Otto-Novecento. Ma è la prima ad apparire nella letteratura meridionale.
Senza dimani
Nicola Misasi
Libro: Copertina rigida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 156
"Senza dimani" ci trasporta negli anni del decennio francese in Calabria, della fuga dei Borboni da Napoli, del brigantaggio politico. La narrazione ha inizio da un giorno di ottobre del 1811. Presente e passato sono saldati dal personaggio narrante, Ettore di Serralta, al quale si aggiunge, in posizione di accorata solidarietà, il narratore, che afferra la penna a "difesa di un popolo generoso calunniato dagli storici della Rivoluzione". E, come sempre nei romanzi storici del Misasi, la storia politica e sociale si mescola con una grande storia privata di amore: quella di Ettore di Serralta, divenuto brigante, e di Bianca, figlia dell'Intendente borbonico. Qui, in "Senza dimani", Nicola Misasi ha dato il meglio del romanzo colto e il meglio del romanzo popolare. Primo, ha raccontato fatti, vicende, intrecci nel cui groviglio i protagonisti del romanzo si chiariscono al lettore attraverso le azioni e le loro parole. Secondo, ha raccontato le sue creature secondo le categorie del romanzo popolare, che esige i profili psicologici senza dialettica, tutti di un pezzo, organismi che sono mossi da un solo sentimento: o l'odio o l'amore.
Il romanzo della rivoluzione. Volume Vol. 2
Nicola Misasi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: XXVI-395
Il "Romanzo della Rivoluzione" è narrazione del sogno patriottico di rovesciare il trono borbonico e unificare l'Italia: patria e libertà. Vi si affianca un'altra coppia: patria e amore. Vince l'ideale patriottico dell'unità, vince l'amore con l'unione di Daniele e Regina, e di Diomede e Lucia. Rimane, come sempre, sconfitto il popolo meridionale e calabrese. Ciò che toglie al romanzo il lieto fine e il sapore del melodramma. È il Risorgimento incompiuto e il suo mancato appuntamento con il Sud che Nicola Misasi racconta. Prosegue in questo modo la battaglia, già ingaggiata fin dai "Racconti calabresi" del 1881, a difesa d'un popolo calunniato dagli storici della Rivoluzione del 1860, presi a modello dagli storici e politologi del nostro evo contemporaneo.

