Orthotes: Ricercare
Sulla forza. Pensiero musicale e ontologia
Pier Alberto Porceddu Cilione
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 348
Questo testo analizza il nesso concettuale tra suono e forza, sviluppando una ricerca filosofico-musicale sul tema della dinam
Conversazioni con Arrau
Joseph Horowitz
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 324
Claudio Arrau è stato uno dei più grandi pianisti del Novecento, uno dei pochissimi - e forse il solo - che abbia conservato i
Del dirigere
W. Richard Wagner
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 132
Questo fondamentale scritto sull'interpretazione musicale, che ha esercitato un grande influsso sull'arte direttoriale dell'ul
Lettere a Mathilde Wesendonk
W. Richard Wagner
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 200
Quella tra Wagner e Mathilde Wesendonk è una delle più celebri e tormentate relazioni della storia della musica, e la corrispo
A proposito del doctor Faustus. Lettere 1930-1951
Arnold Schönberg, Thomas Mann
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 144
Esuli entrambi dalla Germania nazista, Schönberg e Mann sono per dieci anni vicini di casa a Sunset Boulevard, Los Angeles
Lei sogna a colori? A colloquio con Eckhard Roelcke
György Ligeti
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 214
Compositore di origine ungherese nato nel 1923 da una famiglia di ebrei di lingua tedesca, Ligeti si racconta in questo libro-intervista intrecciando memorie indistricabili di vita e arte. Sfilano così i drammatici ricordi della giovinezza, quando la sua famiglia scomparve quasi tutta nei campi di concentramento; la sua capacità sinestesica di immaginare i suoni e i movimenti musicali come onde di colore e il lavoro coatto nell'esercito ungherese accanto ai nazisti; le dispute con Stockhausen e Boulez negli anni Sessanta e Settanta; le affermazioni internazionali, la lunga ricerca artistica della sua musica e le opinioni sull'attualità e la politica. L'autoritratto di un musicista che ha segnato il Novecento.
Kreisleriana
Ernst T. A. Hoffmann
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 148
Nel mondo spirituale di E.T.A. Hoffmann, magistrato e artista poliedrico – poeta, recensore e compositore musicale, scenografo e regista teatrale a un tempo – la musica svolge un ruolo primario, è espressione della Sehnsucht romantica, di una tensione mai appagata verso l'infinito. È la sfera del demoniaco e del soprannaturale che si contrappone alla prosaicità del quotidiano. Johannes Kreisler, il musicista generato dalla fantasia hoffmanniana e per taluni versi suo “doppio”, vive in modo tragico e grottesco questo dualismo arte-vita. Da un lato egli è l’artista-clown che intrattiene il suo pubblico salottiero, borghese e filisteo; dall'altro è vivente testimonianza di una crisi dell'arte mercificata e dell'artista divenuto incapace di creare. Ma in queste pagine ci parla anche lo Hoffmann recensore e critico che giunse alla poesia attraverso la musica. I Kreisleriana, nella finzione poetica gli scritti di Johannes Kreisler, fanno parte dei Pezzi fantastici alla maniera di Callot (1814-15); a essi si ispirò, nella composizione della Kreisleriana op. 16 per pianoforte, Robert Schumann, figura paradigmatica del romanticismo musicale.
La mia vita
Oskar Kokoschka
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 304
«Dirò ciò che ho visto, poiché sono un uomo che conosce il mondo con gli occhi», «Concepisco la vita e la morte in termini di colore». Il pittore Kokoschka narra i quadri della sua vita. Rapidi schizzi, larghe pennellate di colore per l’infanzia, la giovinezza per gli anni nella «Grande Vienna» del primo Novecento e a Berlino; l’incontro devastante con Alma Mahler e la parentesi nera della guerra con le gravi ferite nel corpo; poi gli anni di Dresda, Praga, Londra e Montreux con le nuove esperienze e i numerosi incontri che lo videro protagonista nella cultura del XX secolo. Uomo aspro, roccioso, trasgressivo, Oskar Kokoschka riempie di sé ogni pagina e con la scrittura e nella parola dipinge le sue fantasie, le sue arbitrarie certezze. «Non sono riformatore», «Non seguo le mode», «Non amo l’umanità». Autobiografia come autoritratto. La sua imponente figura in primo piano s’impone con tale prepotenza da respingere sullo sfondo eventi e personaggi: Klimt, Loos, Kraus, Cassirer, Liebermann, Schönberg, Furtwängler, Casals.
Discorso di Cristo morto
Jean Paul
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 102
«E quando Cristo scorse l'urto dei mondi in tumulto, la danzante fiaccolata dei celesti fuochi fatui e i banchi corallini di pulsanti cuori, e quando vide come una sfera dopo l'altra andava versando sul mare dei morti le sue anime corrose d'intima fiamma, così come un globo d'acqua sparge natanti luci sulle onde, grandeggiando come il più nobile tra i figli della finitudine, levò in alto gli occhi, contro il nulla e la vuota immensità, e disse: Quando annienterete l'universo e me?». Postfazione di Ubaldo Fadini.
Il bello musicale
Eduard Hanslick
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 132
Pubblicato nel 1854 "Il bello musicale" suscitò grande scalpore nel mondo culturale e artistico, e ben presto fu tradotto in tutte le lingue europee. Con questo scritto Eduard Hanslick rivoluzionava l'estetica musicale ed insegnava a "saper udire" la musica per quella che essa veramente è: pura forma, al di là di qualsiasi rappresentazione sentimentale e psicologica. Su questo famoso libro si è orientata poi tutta la cultura musicale contemporanea.
Arcano 17
André Breton
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 134
Sotto un cielo in cui brillano otto stelle una fanciulla inginocchiata in riva a uno stagno sta versando acqua da due anfore rispettivamente d'oro e d'argento. A destra della fanciulla, un ramo d'acacia, a sinistra una rosa sulla quale si è posata una farfalla. La carta che presenta questi tratti è l'Arcano 17. Esso segna, nel percorso iniziatico, la prima tappa dell'illuminazione mistica. Ma rappresenta anche la Donna consolatrice, emblema della speranza, che risolleva l'uomo in preda alle sofferenze terrene. La costruzione analogica di Arcano 17, nella sua ricchissima trama intertestuale, si configura come una chiamata a raccolta di luoghi, stagioni, vegetali, animali, minerali, colori, riferimenti mitologici, letterari, filosofici, storici, biblici che vanno a formare altrettanti anelli di una catena destinata a dare corpo al potente racconto lirico in prosa di André Breton.
Anni acerbi. Una biografia
Jean Paul
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 606
«Se si prescinde da Goethe – ha scritto Robert Walser – "Anni acerbi" è il più bel libro tedesco di narrativa». Poesia e amore in contrasto con la realtà: così Jean Paul ha sintetizzato la summa di questo singolare Bildungsroman, in cui la Bildung non è un armonico prender forma nei conflitti del mondo ma un’età ingrata, dove la «lanterna magica della vita» proietta nobili sogni e goffe figure, pensieri elevati e oscure meditazioni. Come Florestano e Eusebio in Schumann, o la coppia Narciso e Boccadoro descritta da Hesse, o ancora quella di Ulrich e Agathe nell’Uomo senza qualità, i due protagonisti, Walt e Vult, fratelli gemelli e riflessi dell’anima stessa di Jean Paul, incarnano l’eterno conflitto tra fantasia e ragione, stupore e disincanto, amore per il prossimo e amor proprio. Attraverso un abile gioco delle parti, Jean Paul vorrebbe mitigare tale conflitto, trovare un’eufonia tra il cielo e la terra, tra l’«evangelista» e la «bestia», ma invano. Walt e Vult, raffigurazioni opposte della vita e dell’anima, si osservano da lontano, «al fondo di una reciproca prospettiva ideale». Si può scorgere in questa polarità l’espressione più vigorosa e più spiccata dell’anima tedesca in età moderna, la tensione della gioventù, la stagione in cui si ha il cielo per padre e la terra per madre. "Anni acerbi" resta il più bel romanzo tedesco sugli anni di apprendistato, un’opera della quale Karl Kraus ha scritto: «Il mondo della propria infanzia è preferibile rivisitarlo sotto la guida di Jean Paul piuttosto che di Sigmund Freud».

