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Ombre Corte: Documenta

La guerra dentro. La psichiatria italiana tra fascismo e resistenza (1922-1945)

La guerra dentro. La psichiatria italiana tra fascismo e resistenza (1922-1945)

Paolo Francesco Peloso

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2008

pagine: 282

Se la Grande guerra (1915-1918) aveva visto contrapporsi i "gruppi-nazione", la "guerra" che si svolgerà dal 1922 al '45, prima subdola e poi deflagrante, è dentro al gruppo. È la guerra al nemico politico, al partigiano, al malato di mente, all'ebreo che fino al giorno prima erano stati il parente, il vicino di casa o il collega. Anche la psichiatria, come il resto della società, conobbe queste lacerazioni. Ci furono psichiatri che aderirono al fascismo e altri invece che dallo stesso furono braccati e perseguitati, psichiatri complici dello sterminio dei pazienti e altri invece che vi si opposero, psichiatri che promossero le leggi razziali e altri che ne pagarono le conseguenze. Ma la "guerra dentro" è anche la guerra senza trincea, che spinge il proprio vento di morte dentro le città, le case, gli ospedali psichiatrici. E, infine, la guerra dentro è anche il trauma della guerra e delle sue mille violenze nella vita mentale di ciascuno, e la fatica della psichiatria a riconoscerne il peso.
22,00

Una storia balcanica. Fascismo, comunismo e nazionalismo nella Jugoslavia del Novecento

Una storia balcanica. Fascismo, comunismo e nazionalismo nella Jugoslavia del Novecento

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2007

pagine: 238

II volume, raccoglie contributi di storici e studiosi italiani e del ex-Jugoslavia, attraversa la tormentata storia della Jugoslavia dal primo conflitto mondiale alla sanguinosa dissoluzione negli anni Novanta, dove centrali restano le vicende che ruotano attorno alla Seconda guerra mondiale. Quanta storia si intrecci con quella italiana, è documentato dalle polemiche storiografiche, politiche e diplomatiche esplose negli ultimi anni nel nostro paese, anche per il venire alla luce delle violenze perpetrare durante l'occupazione fascista. La tesi di fondo su cui si regge il libro è che ben prima dell'esplodere del drammatico conflitto etnico che ha portato dalla divisione attuale, i particolarismi si manifestavano con una certa forza, tanto da pregiudicare resistenza di un unico popolo. Lo testimoniano i numerosi episodi che qui gli autori si incaricano di analizzare, orchestrando un lavoro di ricerca che restituisce nelle sue linee generali un profilo storico utile per comprendere, non solo il passato, ma anche il presente e i suoi futuri sviluppi.
18,50

Colonia per maschi. Italiani in Africa Orientale: una storia di genere

Colonia per maschi. Italiani in Africa Orientale: una storia di genere

Giulietta Stefani

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2007

pagine: 202

Quella degli italiani che combatterono o lavorarono nelle colonie africane del fascismo è una storia poco e mal conosciuta. Questo libro intende fornire un contributo di conoscenza sui comportamenti e i sentimenti di quanti, militari o civili, furono coinvolti nella colonizzazione dell'Etiopia (1935-41). Attraverso lo studio di memorie e diari inediti, ma anche della propaganda e della letteratura coloniale coeva, il volume indaga sul significato del colonialismo per gli italiani in termini di identità maschile, sia sul piano dell'esperienza vissuta che su quello dell'immaginario e della rappresentazione, pubblica e privata. Partendo dall'ipotesi della conquista coloniale come "terapia" per arginare la "degenerazione" del maschio e dal mito dell'Africa come luogo di frontiera e "paradiso dei sensi", il saggio intreccia l'analisi dei modelli maschili e delle politiche coloniali del fascismo con la ricostruzione delle esperienze quotidiane e delle percezioni di sé degli italiani. In particolare, sulla scia di molti studi coloniali stranieri focalizzati sulle variabili di genere e razza, l'analisi si sofferma sulla sfera dei complessi e multiformi contatti con gli uomini e le donne della società locale. Ne emerge un complesso di relazioni tra colonizzatori e colonizzati sicuramente caratterizzato da gerarchie e razzismo, ma anche da rapporti amicali, erotici e omoerotici, paternalistici e, talora, paterni.
18,00

Nei campi di Tito. Soldati, deportati e prigionieri di guerra italiani in Jugoslavia (1941-1952)

Nei campi di Tito. Soldati, deportati e prigionieri di guerra italiani in Jugoslavia (1941-1952)

Costantino Di Sante

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2006

pagine: 269

Al termine del Secondo conflitto mondiale, oltre cinquantamila italiani - ex soldati, reduci dai lager nazisti, partigiani, deportati dalle zone dell'Istria e della Venezia Giulia - furono internati da Tito. A determinare tale decisione contribuirono diverse concause: il ricordo della passata occupazione fascista, la mancata consegna dei presunti criminali di guerra italiani e dei numerosi fuoriusciti anti-Tito ospitati all'epoca nei "campi profughi" aperti nel nostro Paese e, più in generale, la disputa sul confine. Per alcune migliaia di loro la prigionia si protrasse per diversi mesi nel dopoguerra. Internati negli oltre cinquanta campi sparsi sul territorio della nuova Jugoslavia comunista, inquadrati in "battaglioni di lavoratori" utilizzati nelle opere di ricostruzione, a centinaia morirono di stenti o, accusati di collaborazionismo con i nazifascisti, furono fucilati e gettati nelle foibe. La vicenda di questi prigionieri è stata poco studiata, anche perché gran parte dei documenti sono stati "secretati" dallo Stato italiano fino al 1997, mentre nella Repubblica jugoslava la loro memoria è stata completamente cancellata. Il libro, oltre a ricostruire la storia e il funzionamento dei luoghi di internamento titini e le memorie dei prigionieri, basandosi sulla documentazione conservata negli archivi italiani, mette in luce le responsabilità e gli interessi strategici che portarono a una così lunga e dura detenzione e che ne hanno favorito l'oblio.
22,00

Italiani senza onore. I crimini in Jugoslavia e i processi negati (1941-1951)

Italiani senza onore. I crimini in Jugoslavia e i processi negati (1941-1951)

Libro: Libro in brossura

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2004

pagine: 270

All'aggressione militare della Jugoslavia da parte italiana dell'aprile 1941 seguì, nei ventinove mesi dell'occupazione, una politica di 'pacificazione' attuata attraverso l'esercizio sistematico e pianificato della violenza ai danni della popolazione civile. All'indomani della cessazione della guerra, il governo jugoslavo presieduto da Tito reclamò, perché potessero essere giudicati, i militari e civili italiani ritenuti responsabili dei crimini. Nonostante gli accordi internazionali prevedessero la loro estradizione, il governo italiano si mosse per evitarne la consegna e impedire che i processi venissero celebrati, negando di fatto la possibilità che di quei crimini si potesse serbare una memoria giudiziaria.
18,00

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