Ombre Corte: Documenta
Auschwitz prima di «Auschwitz». Massimo Adolfo Vitale e le prime ricerche sugli ebrei deportati dall'Italia
Costantino Di Sante
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2014
pagine: 189
Prima di esporre nelle teche del suo museo la moltiplicazione dei beni appartenuti alle vittime, prima di diventare l'icona della sofferenza inflitta agli ebrei d'Europa, Auschwitz era un nome tra i tanti della galassia concentrazionaria nazista. Cosa si sapeva in Italia di questo campo nei primi anni dopo la Liberazione? Chi ne conosceva il funzionamento? Quale sorte era stata riservata agli ebrei deportati dai nazifascisti? Il libro risponde a queste domande attraverso uno dei primi documenti scritti in Italia sulla storia del campo di Auschwitz. A redigerlo fu Massimo Adolfo Vitale che, dopo aver assistito a Varsavia, tra il marzo e l'aprile del 1947, al processo al comandante del campo Rudolf Höss come osservatore italiano per conto dell'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane e del Ministero di Grazia e Giustizia, stilò un dettagliato resoconto del suo viaggio in Polonia. La sua relazione, la ricerca di notizie sui deportati italiani, la raccolta delle testimonianze dei sopravvissuti, tra cui anche quella di Primo Levi, e le battaglie che condurrà contro l'antisemitismo rappresentano ancora oggi un esempio e un antidoto contro il negazionismo, perché, come egli non si stancava di ripetere, "bisogna non dimenticare". Postfazione di Liliana Picciotto.
Stranieri indesiderabili. Il campo di Fossoli e i «centri di raccolta profughi» in Italia (1945-1970)
Costantino Di Sante
Libro
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2011
pagine: 176
Memorie oltre confine. La letteratura postcoloniale italiana in prospettiva storica
Gabriele Proglio
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2011
pagine: 174
Negli ultimi decenni si sono sviluppate forme di storia, di filosofia, di antropologia postcoloniale, ma la letteratura resta ancora una via maestra per comprendere che cosa stia succedendo nella cultura che fa da sfondo agli studi postcoloniali e che tocca continuamente nuove frontiere. Il libro di Gabriele Proglio si pone su questa strada, affrontando un tema di grande attualità: la necessità di sviluppare un approccio postcoloniale in prospettiva storica per quanto riguarda l'Italia. La letteratura postcoloniale in lingua italiana consente l'accesso a quella sfera della soggettività che il fascismo tentò di colonizzare - come parte integrante della colonizzazione materiale incontrando per altro resistenze di vario genere. L'Italia attuale, da cui muove esplicitamente il lavoro, è inserita nel mondo globale e si caratterizza come punto di incrocio di una rete di canali di migrazione. La figura del migrante sta quindi al centro della trattazione. Appoggiandosi alle proposte dei principali teorici di studi postcoloniali, essa articola la riflessione sull'ibridazione delle culture nell'esperienza e nella scrittura dei soggetti delle migrazioni (ma anche dei loro discendenti e dei loro interpreti). Si delinea così un universo terzo, che si confronta con quello di partenza e con quello di arrivo, illuminando le strategie di vita dei migranti e i loro movimenti attraverso il tempo e lo spazio.
Fine terra. Benjamin a Portbou
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 168
Agli inizi dell'autunno del 1940, il quarantottenne Walter Benjamin attraversa la sua ultima frontiera. Nel marzo del 1933, abbandonata una Berlino ormai avvolta da un'aria "assai poco respirabile", raggiunge Parigi, trovandovi un temporaneo rifugio, che nel giugno del Quaranta dovrà però abbandonare in seguito all'occupazione tedesca. Sottoponendosi a uno sforzo che per lui, sofferente di cuore, sarebbe potuto risultare fatale, il 25 settembre varcò clandestinamente il confine franco-spagnolo, seguendo un estenuante itinerario tra le montagne pirenaiche. In serata, giunto a Portbou, piccolo villaggio catalano, poiché sprovvisto dei documenti necessari per lasciare la Francia, sarebbe dovuto essere immediatamente riaccompagnato al confine. Tuttavia, gli venne concesso di passare la notte in paese. Prese così alloggio in un albergo, ma di lì a qualche ora si tolse la vita. Sulla base di documenti ritrovati nei primi anni Novanta del Novecento e di nuove testimonianze, il libro indaga minuziosamente sulle ultime ore della vita di Walter Benjamin, sul suo decesso e sulla singolare vicenda della sepoltura, presentando evidenze documentali, congetture e dubbi ancora irrisolti. Ma esso vuole essere anche una guida per chi, avendo scelto di recarsi in quel villaggio sulla riva del Mediterraneo, intenda sostare dinnanzi a ciò che, oggi, ricorda l'ultimo passaggio dell'apolide in fuga dall'Europa in fiamme.
Il fascismo in Europa 1918-1945
Arnd Bauerkämper
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2008
pagine: 160
Vencidos. Violenza e repressione politica nella Spagna di Franco (1936-1948)
Javier Rodrigo
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2006
pagine: 200
"Sono almeno tre i motivi che rendono culturalmente e storiograficamente rilevante l'iniziativa di proporre ai lettori italiani questo lavoro. In primo luogo perché esso fornisce una visione di sintesi, che l'autore opera districandosi e orchestrando una letteratura che conosce come pochi, della violenza politica perpetrata dai franchisti, dalla sollevazione militare del 17-18 luglio del 1936 al declinare degli anni quaranta. In secondo luogo perché se scarsamente nota era da noi la qualità della violenza politica nella guerra civile e nel franchismo, del tutto ignota era la sua articolazione minuta nell'universo penitenziario e concentrazionario, con i suoi dispositivi di riscatto e redenzione attraverso l'indottrinamento e il lavaggio del cervello, che utilizzò come ideologia quel singolare intreccio di cattolicesimo, patriottismo nazionalistico e anticomunismo noto con il nome di nazionalcattolicesimo. La terza ragione che fa apprezzare la pubblicazione del volume riguarda la preoccupazione costante del suo autore di collocare le proprie argomentazioni e riflessioni nel contesto del più recente dibattito spagnolo sul recupero della memoria storica, anche nella prospettiva di superare l'oblio del passato che contraddistinse gli anni della transizione." (dalla Prefazione di Alfonso Botti)
Purificare e distruggere. Volume Vol. 1
Michael Tregenza
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2005
pagine: 167
Tra il 1939 e il 1943, quasi due milioni di esseri umani vennero assassinati nelle camere a gas naziste. Per la maggior parte erano ebrei, ma anche disabili tedeschi e polacchi, prigionieri di guerra russi, rom e sinti, detenuti politici dei campi di concentramento. Le uccisioni di ammalati ritenuti un peso per la società, condotte nella Germania nazista a partire dal 1939, inaugurarono una pratica di sterminio delle "vite indegne di essere vissute" che avrebbe avuto il suo esito più catastrofico nel genocidio degli ebrei. Ripercorrendo il processo che portò alla morte di almeno 80.000 disabili, questo primo volume, relativo agli anni '39-'41, apre squarci impressionanti sulla natura degli esecutori del programma di "eutanasia".
I fantasmi della storia. Il passato europeo e le trappole della memoria
Régine Robin
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2005
pagine: 175
A partire dagli ultimi anni del secolo scorso, le società occidentali si sono riempite del loro passato e i cittadini sono stati investiti dal vortice dei discorsi pubblici sulla memoria. Ma se le società non possono vivere senza memoria, componente essenziale nella costruzione dell'identità, nondimeno è necessario domandarsi cosa significhi ricordare, oggi e nelle moderne democrazie di massa, e quali siano le insidie di una memoria che si va saturando. Sono queste le tematiche che il libro affronta, soffermandosi essenzialmente sull'esempio della Germania, il paese che forse più di ogni altro in Europa ha vissuto nell'ultimo secolo gli eccessi della storia.
Adelmo e gli altri. I confinati omosessuali in Lucania
Cristoforo Magistro
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2019
pagine: 200
"Omosessualità e fascismo. Il tema è ormai da alcuni anni noto e a poco a poco conosciuto non solo dagli storici e dagli attivisti gay. È in particolar modo la vicenda dei tanti confinati per "pederastia" ad attirare l'attenzione perché tende a rappresentare emblematicamente l'essenza della repressione nei confronti degli omosessuali. Controllo e persecuzione, emarginazione e discriminazione sono gli aspetti essenziali dell'atteggiamento fascista nei confronti di questi "anormali" così diversi dall'uomo virile fascista, ma soprattutto così poco riconducibili al modello di rispettabilità borghese e alle norme della morale sessuale cattolica. Insomma il confino di polizia è quell'atto formale che condensa nella sua massima espressione tutte le altre forme di confino sociale e familiare vissute da omosessuali e lesbiche nella loro esistenza, e non solo in pieno regime. L'indagine particolareggiata su questo universo confinario permette all'autore sia di ricostruire l'azione persecutoria attuata in diverse province italiane, da Venezia a Catania, da Mantova a Livorno, sia di indagare l'operato delle autorità lucane nel gestire i confinati per omosessualità. La ricerca fornisce dunque un contributo importante per ricostruire la storia dell'omosessualità nell'Italia fascista perché, attraverso quest'indagine su scala locale, è stato possibile individuare nuovi documenti che rendono più chiaro il fenomeno della repressione della pederastia, sia a livello numerico, sia nelle strategie utilizzate dalle forze dell'ordine" (dalla prefazione di Lorenzo Benadusi).
Precursori dello sterminio. Binding e Hoche all'origine dell'«eutanasia» dei malati di mente in Germania
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2011
pagine: 93
Nella Germania nazista degli anni trenta del Novecento fu all'opera un ceto di intellettuali che fornì le motivazioni razziali ed economiche alla base delle politiche criminali del decennio successivo. Tra loro si contavano colti professori universitari e brillanti tecnocrati, impregnati di un'ideologia eugenista che, teorizzando la necessità di allontanare dalla comunità tedesca il fardello rappresentato da tutte quelle esistenze considerate "zavorra", giungevano ad auspicarne la loro estinzione. Ma ancor prima dell'avvento di Hitler al potere simili discorsi avevano circolato largamente tra l'opinione pubblica. Tra i primi sostenitori della necessità di procedere a eliminazioni programmate di vite umane erano stati, agli inizi degli anni venti, il giurista Karl Binding e lo psichiatra Alfred Hoche. Nell'abiura dei più elementari principi umanitari, questi precursori dello sterminio, che predicavano la soppressione di tutti quei malati giudicati dalla scienza medica inguaribili, affidarono il loro messaggio a un breve testo destinato a fare scuola. Per la prima volta tradotto in italiano, "Die Freigabe der Vernichtung lebensunwerten Lebens" viene presentato e commentato da Ernesto De Cristofaro e Carlo Saletti.
R/esistenze lesbiche nell'Europa nazifascista
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2010
pagine: 190
In un contesto in cui la ricerca storica europea appare ancora fortemente condizionata da istanze maschili-bianche e le reti accademiche non sembrano certo distinguersi nell'investire sensibilità ed energie sulla storia dei soggetti "altri", quali le lesbiche sono indubbiamente, i lavori qui presentati assumono sicuramente una rilevanza particolare nel panorama storiografico. Frutto di un lavoro corale sulle poche fonti e testimonianze di cui ancora si dispone, il volume si avvale dei contributi di alcune note storiche del lesbismo che si occupano di esistenze e resistenze lesbiche nell'Europa dei nazifascismi, includendo anche il franchismo spagnolo. La barra che si è scelto di apporre su "resistenze" sta infatti a indicare come per le lesbiche la stessa esistenza possa essere considerata una forma di resistenza (all'eterosessualità obbligatoria, alla cancellazione di sé e delle proprie passioni), ancor più in periodi di forzata "normalizzazione" di tutte le donne come furono quelli dei fascismi europei del Novecento. Ma la "resistenza" che trova spazio in questo libro è anche quella di lesbiche politicamente consapevoli, che fronteggiarono e combatterono con determinazione e coraggio le dittature di Mussolini, di Hitler e di Franco. Nel volume vengono inoltre affrontate anche le questioni, spesso rimosse, relative alla "zona grigia" della sopravvivenza durante l'internamento e ai rapporti fra "asociali" e "politiche" nei lager.

