Navarra Editore: Officine
Donne disobbedienti
Ester Rizzo
Libro: Copertina morbida
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2019
pagine: 177
Ester Rizzo, scrittrice impegnata nell'ambito delle tematiche femminili, torna alle stampe riunendo in questo lavoro di ricerca alcune tra le figure che si sono distinte per la loro disobbedienza. Dalle donne contro le guerre, di tutti i tempi e di tutti i territori, alle disobbedienti indiane, in sari rosa, al fianco di Sampat Pal. Dalle italiane che cambiarono le leggi, come Rosa Oliva, alle monache forzate, che decisero di sovvertire il destino che altri avevano deciso per loro. Da suor Cecilia Basarocco, antesignana dell'opera di Medici senza Frontiere, a Malalai Joya, politica afgana che, a causa delle sue denunce, è costretta ancora oggi a vivere braccata. Disobbedienti sono state le madri, le mogli e le figlie che si sono dissociate dalle leggi feroci della 'ndrangheta, che hanno denunciato, collaborando con la giustizia. Le figure qui raccontate hanno contribuito al percorso dell'emancipazione femminile, hanno alzato la voce anche per quelle costrette al silenzio. Donne disobbedienti che infrangono le norme di un universo maschilista e patriarcale, che scardinano stereotipi che le vorrebbero sottomesse, che di fronte a leggi ingiuste impongono quelle dell'umanità e della fratellanza tra gli essere umani, di qualsiasi sesso.
Miseria e nobiltà in Sicilia. Vite di aristocratici eccentrici e poveri talentuosi
Antonino Cangemi
Libro: Libro in brossura
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2019
pagine: 164
Nel corso dei secoli la Sicilia ha generato una galleria di personaggi fuori dal comune, tante volte stravaganti, comunque creativi, spesso precursori in diversi campi. Il lavoro di Antonino Cangemi, assumendo la varietà di tale panoramica, propone due curiose linee guida: aristocratici eccentrici, da una parte, poveri talentuosi, dall'altra. Il barone Pisani, ad esempio, nell'Ottocento sperimentava pratiche terapeutiche basate sulla dignità umana dei "matti", che si sarebbero affermate solo un secolo dopo con Basaglia. O la spavalda cortigiana Macalda di Scaletta, a suo modo femminista ante litteram al tempo dei Vespri. E che dire dei primati raggiunti dai meno abbienti: come nel caso di Francesco Procopio dei Coltelli, che nel '600 fondava a Parigi la prima gelateria della storia, il Café Le Procope. O Nick la Rocca, emigrato negli Stati Uniti da Salaparuta (Tp), che agli albori del '900 incideva il primo disco di jazz. E ancora Petru Fudduni, che nel rione del Capo sfidava tutti improvvisando rime irriverenti. Così come quando si scopre l'ennesimo angolo di Paradiso nascosto in Sicilia, ugualmente leggendo queste pagine la sensazione sarà di non sapere mai abbastanza dei nativi di quest'isola, in cui tutti vogliono vivere e da cui tutti vogliono scappare, dove la bellezza confina spesso con l'indecenza.
Decollati. Storie di ghigliottinati in Sicilia
Salvatore Mugno
Libro: Copertina morbida
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2019
pagine: 218
Decollati. Storie di ghigliottinati in Sicilia è una raccolta di racconti relativi alle vicende e ai reati che condussero, nella Sicilia dell'Ottocento, nell'arco di un cinquantennio, a ventiquattro esecuzioni capitali. Si tratta del primo studio sull'uso della ghigliottina in Sicilia, sui tempi e sui luoghi in cui questo terribile strumento veniva utilizzato e sulle storie giudiziarie dei condannati, nel testo sono riportati i documenti unici relativi ai processi. Ne emerge un ampio e minuzioso affresco delle condizioni sociali, economiche, culturali e politiche della Sicilia borbonica e sabauda e, più in generale, del Regno delle Due Sicilie, prima, e del Regno d'Italia, dopo. Una particolare attenzione è dedicata inoltre alla lingua usata dal volgo e dal potere, sia nelle aule di giustizia che nel contesto civile, intrisa di barocchismi e latinismi. Prefazione di Renzo Paris.
Decollati. Storie di ghigliottinati in Sicilia
Salvatore Mugno
Libro: Libro in brossura
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2019
pagine: 129
Necessario complemento delle "storie" dei ghigliottinati, le sentenze qui raccolte costituiscono un dossier raro con cui le vicende dei "giudicabili" si coniugano con i più ampi contesti ed eventi culturali e storici in cui esse si calano. Scovate dall'autore, con straordinaria pertinacia, in lunghi anni di ricerche, tra migliaia di analoghi atti giudiziari, spesso di ardua decrittazione e trascrizione, presso gli Archivi di Stato di Trapani e di Palermo, esse costituiscono lo sfondo "scientifico" entro cui è maturato il suo lavoro saggistico e narrativo. Tali documenti, ricchi di informazioni sotto vari profili — giuridico, sociologico, linguistico, medico-legale — sono materia degna di preservazione e, soprattutto, di ulteriore studio. Il volume contiene anche una "descrizione tecnica" della ghigliottina che consente di conoscerne ogni dettaglio della fattura e del funzionamento.
Inchiesta a Ballarò. Il diritto visto dal margine
Libro: Copertina morbida
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2019
pagine: 190
Il mercato dell'usato di Ballarò a Palermo è uno scampolo di Europa del III millennio rimosso dalle narrazioni ufficiali. Vi si assembrano centinaia di poveri che commerciano in modo del tutto informale gli scarti della società che consuma e spreca. L'inchiesta di Clelia Bartoli prende avvio dalla contingenza che una sede del dipartimento di Giurisprudenza si affaccia proprio sulla piazza di questo mercato. Cosicché nuove generazioni di professionisti del diritto si formano dove il diritto sembra latitare. Tale circostanza, da inopportuno accidente, è stata trasformata in un campo di ricerca: Bartoli ha guidato un gruppo di studentesse e studenti in una serie di interviste ai mercatari per capire il diritto guardandolo da un'altra prospettiva, quella del margine, relativa a un'umanità che, pur stando sotto gli occhi dei giovani coinvolti nella ricerca, era del tutto esclusa dalla loro visuale. Clelia Bartoli ha voluto inoltre raccontare il delicato processo di rigenerazione urbana avviato da istituzioni locali, società civile e ateneo di Palermo, per la regolamentazione partecipata del mercato, integrando alle voci di mercatari e residenti quelle di chi sostiene che la legalità, anziché piegarsi all'interesse dei forti, può sporgersi e farsi più prossima a chi versa in condizioni di fragilità.
Portella della Ginestra. Primo maggio 1947. Sedici sopravvissuti raccontano la strage
Mario Calivà
Libro: Copertina morbida
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2019
pagine: 123
Il Primo maggio del 1947 duemila lavoratori della zona di Piana degli Albanesi, di San Giuseppe Jato e di San Cipirello, in provincia di Palermo, si riunirono a Portella della Ginestra per la festa del lavoro. Improvvisamente alcuni uomini, guidati dal bandito Salvatore Giuliano, spararono sulla folla, uccidendo dodici persone e ferendone più di trenta. È la strage di Portella della Ginestra, prima strage di Stato, evento spartiacque del dopoguerra che ha cambiato il corso della storia, da molti considerato il primo grande mistero dell'Italia repubblicana: mai sono stati identificati né movente né mandanti. Dell'eccidio di Portella della Ginestra si è scritto tanto, ma in questo lavoro di Mario Calivà parlano i diretti testimoni che hanno visto le vittime morire tra la folla festante. Rispetto alla precedente del 2017, in questa edizione le interviste sono quasi raddoppiate. Completano il lavoro di Calivà: la prefazione di Susanna Camusso; Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro con la ricostruzione del contesto storico; Alessandro Pontremoli e il suo contributo sulla funzione civile della testimonianza orale; Nicola Tranfaglia, con una riflessione sui diritti del lavoro.
Squadra Mobile Palermo. L'avamposto degli uomini perduti
Alessandro Chiolo
Libro: Copertina morbida
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2018
pagine: 128
Palermo tra il 1981 e il 1986 è la città che subisce la seconda guerra di mafia e che si prepara al maxiprocesso. Ma è anche la città che vanta un nucleo investigativo oltremodo valido, tanto da mettere paura ai corleonesi, che avranno necessità di eliminare quei poliziotti uno ad uno per proseguire la loro ascesa. Grazie alla testimonianza di Francesco Accordino, allora capo della sezione Omicidi, unico superstite, Alessandro Chiolo mette a fuoco in queste pagine gli uomini "perduti" di quella squadra Mobile - Roberto Antiochia, Ninni Cassarà, Natale Mondo, Beppe Montana, Calogero Zucchetto - che grazie alle voci dei familiari e di altri colleghi, emergono sotto il profilo umano oltre che professionale. Il contesto storico viene ricostruito tramite la lettura e l'analisi del "Rapporto Michele Greco + 161" , un documento unico, risultato delle intuizioni di quei professionisti su una Cosa nostra la cui struttura non era ancora conosciuta, le cui dinamiche risultavano di difficilissima interpretazione. Seguendo le evoluzioni di quelle indagini si arriva al "luogo naturale" in cui confluirono, e cioè quel "bunkerino", oggi divenuto "Museo Falcone Borsellino" grazie a Giovanni Paparcuri, scampato miracolosamente all'attentato di Rocco Chinnici e divenuto poi responsabile dell'informatizzazione dell'intero ufficio Istruzione, di fianco a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Prefazione di Francesco La Licata.
Lia Pasqualino Noto. L'artista che sfidò il suo tempo
Luisa Maria Leto
Libro: Copertina morbida
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2018
pagine: 158
Lia Pasqualino Noto (Palermo 1909-1998), pittrice e gallerista, ha vissuto quasi per intero il secolo breve, interpretando il fervore del cambiamento artistico e culturale soprattutto della prima metà del Novecento. In queste pagine, Luisa Maria Leto porta alla luce una parte del ricco epistolario dell'artista, inedito e custodito dalla famiglia - si ricordano tra i corrispondenti Guttuso, Carrà, Tamburi, Severini, Rizzo - attraverso il quale emerge la poliedrica identità di Lia Pasqualino Noto, non solo pittrice ma anche sensibile mediatrice culturale, critica intellettuale e promotrice di istanze relative all'essere donna in ambienti maschili. Il libro ripercorre la vita sia pubblica che privata dell'artista, dalla costituzione del Gruppo dei Quattro con Guttuso, Franchina e Barbera, alla nascita della prima galleria d'arte privata - oltretutto la prima fondata e gestita da una donna - alla mostra del '37, "Sessanta artisti italiani", che porta a Palermo il meglio dell'arte nazionale. Poi la guerra, che la vede mettere da parte la vita culturale e sostenere le vittime del fascismo, ospitando nella sua clinica ebrei ed anarchici. Un impegno trasversale quindi, quello di Lia Pasqualino Noto, diffuso nelle forme della creatività e dello scambio profondo con amici e sodali, sempre da protagonista, critica e consapevole, del suo tempo.
Placido Rizzotto. Dai Fasci siciliani dei lavoratori alla strage dei sindacalisti
Carmelo Botta, Francesca Lo Nigro
Libro: Copertina morbida
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2018
pagine: 156
In Sicilia il processo di emancipazione dei lavoratori e la riforma agraria sono stati essenzialmente una lotta contro la mafia. Attraverso la ricostruzione storica del movimento contadino dai Fasci siciliani dei lavoratori, il lavoro di Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro ripercorre le tappe salienti delle lotte dal basso contro un sistema feudale-latifondista-mafioso. Placido Rizzotto è divenuto simbolo di questo percorso, dei sessanta dirigenti sindacali e delle centinaia di contadini "senza nome" trucidati in Sicilia per il loro impegno politico e sociale. E come puntualizza Michelangelo Ingrassia nella prefazione: "(...) in queste pagine, accade al giovane Placido Rizzotto qualcosa che raramente gli era accaduto prima d'ora. Egli non entra in scena all'improvviso, da solo, appena tornato dalla guerra partigiana, sbucato da chissà dove (...). Rizzotto fu parte di un contesto, parte movimentata di un tutto, espressione di una realtà dinamica, simbolo vivente di una tradizione (...)". E così come aveva raccolto il testimone, il sindacalista corleonese lo consegnò a sua volta, a Pio La Torre e a Carlo Alberto Dalla Chiesa, protagonisti attivi di una Sicilia resistente, il cui lavoro viene restituito nel dettaglio in queste pagine, anche attraverso documenti rari, come il "Rapporto Dalla Chiesa sull'assassinio Rizzotto", custodito oggi alla Camera del Lavoro CGIL di Corleone.
La dura memoria della Shoah
Carmelo Botta, Francesca Lo Nigro, Rosa Cuccia, Michelangelo Ingrassia
Libro: Copertina morbida
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2017
pagine: 173
A dispetto del tempo che ci allontana sempre più da quella prima metà degli anni '40, la memoria della Shoah diviene e resta "dura", come suggerisce il titolo di questo libro. Resta dura da affrontare, perché la scelleratezza dei fatti rimarrà sempre incomprensibile e inaccettabile; ma al contempo dura diviene, nella sua solidità, grazie all'impegno di storici, studiosi e insegnanti che continuano ad approfondire il momento storico e politico del nazifascismo e a respingere il negazionismo, interrogando le coscienze. La dura memoria della Shoah offre un nuovo approccio all'analisi dello sterminio del popolo ebraico e delle minoranze "indesiderate", proponendo strumenti di informazione e di riflessione per uomini e donne di tutte le età. Nella prima parte, Ingrassia presenta una ricostruzione storica dettagliata, dall'origine del pregiudizio nei confronti degli ebrei fino al loro sterminio. Nella seconda, i curatori Botta e Lo Nigio presentano le voci dei sopravvissuti ai lager, che hanno incontrato personalmente; testimonianze preziose, in grado di creare un contatto ravvicinato, soprattutto con i più giovani. Nella terza parte, Cuccia propone numerosi e innovativi percorsi di didattica, inerenti allo studio della Shoah, fin dalla scuola primaria, supportando la teoria con la lettura di molti libri e film, per tutte le età.
Le mille. I primati delle donne
Libro: Libro in brossura
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2016
pagine: 395
Con "Le Mille. I primati delle donne" Ester Rizzo e le associate a "Toponomastica femminile" restituiscono attenzione e onori a mille donne di tutti i tempi e di tutti i luoghi che hanno conseguito un primato, spesso non riconosciuto dalla cosiddetta "cultura ufficiale". Attraverso un percorso trasversale che intreccia discipline, accademiche e non, premi, titoli, ambiti artistici e professionali, tra storia antica e recente, riemergono mille e più donne mediche, giornaliste, pittrici e registe a fianco delle viaggiatrici, delle presidenti che hanno pagato a caro prezzo ogni passo avanti in terreni per niente disposti ad accoglierle. Oltre alle più note, tra cui Margherita Hack, Emma Dante, Aung San Suu Kyi, Wislawa Szymborska, tornano alla luce nomi per lo più sconosciuti, come quello di Marie Paradis, prima donna a raggiungere la cima del Monte Bianco; di Carolina Beatriz Angelo, prima donna a votare in Portogallo, violando le leggi del tempo; o di Sarmiza Bildescu, prima donna al mondo a conseguire un dottorato in Diritto, dopo che il consiglio accademico della Sorbona di Parigi l'aveva autorizzata a frequentare le lezioni solo se accompagnata dalla madre o dal marito. Utilizzando il corretto linguaggio di genere, con questa opera le autrici mirano a superare pregiudizi e stereotipi atavici, per incoraggiare le donne a percorrere il proprio cammino.
Era di passaggio. Cronache, curiosità, articoli su Peppino Impastato
Salvo Vitale
Libro: Copertina morbida
editore: Navarra Editore
anno edizione: 2016
pagine: 188
Salvo Vitale ha condiviso con Peppino la militanza politica, le scelte e i momenti di lotta, all'interno di un personale rapporto di amicizia che lo ha impegnato costantemente a conservarne la memoria, a tutelarla e a farne comprendere la sua attualità. In questo senso, "Era di passaggio. Cronache, curiosità, articoli su Pappino Impastato" rappresenta il contributo più completo dell'autore, che ha raccolto e qui pubblicato materiali di origine differente, dalla stampa, sia cartacea che digitale, a stralci di discorsi pubblici, associati tra loro a formare un profilo complesso, non solo di Impastato ma anche della società dei nostri giorni. Un percorso che segue più binari, da un lato guardando agli anni '70, alla sua ostinata convinzione nel proporre modelli culturali ed educativi diversi rispetto alle pratiche mafiose, e di individuare nuove linee guida per "fare informazione", in una terra dove era forte lo scontro con la cultura del silenzio, sia nel pubblico che nel privato. Dall'altro lato, l'autore si sofferma su tempi più recenti, informando il lettore delle tante occasioni in cui la figura di Peppino è stata mistificata, ignorata, quando non offesa, negli ambiti più vari, dalla toponomastica, alla scuola pubblica, al mondo della pubblicità.

