Moretti & Vitali: Il tridente. Campus
Atque. L'ordinarietà dell'inatteso
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2013
pagine: 242
Questo fascicolo di Atque nasce dall'idea di indagare su quelle fasi del lavoro psicoterapeutico nelle quali ci si affida all'esperienza ordinaria, all'immediatezza dei vissuti e dei comportamenti, affrancandosi da forme di lettura dell'altro (e di sé) trasmesse da teorie o tradizioni di riferimento. È nostra convinzione che questi luoghi d'indagine abbiano da sempre segretamente caratterizzato ogni psicoterapia; che essi siano stati, e siano ancora, travolti da rappresentazioni e resoconti dogmaticamente fantasiosi di ciò che avviene in una seduta; che, viceversa, una maggiore attenzione a essi, e a ciò che in essi si insinua o si produce, possa costituire la via règia del contatto con quanto di sottilmente pervasivo e nascosto ci attraversa, ci lega agli altri e (nel rapporto con gli altri) ci costituisce. Riteniamo, in breve, che vada ampliata e posta in primo piano la pratica del sensibile, dell'immediato, dell'"afferrabile" all'interno del dialogo: non ci sono plessi più degni e produttivi di questi per giungere all'individuazione di quanto permea la nostra presenza e le nostre relazioni, evitando ricorsi ideologici o semplicistici all'"inconscio": riteniamo del resto che non ci sia aspetto più nascosto e inatteso di quello che ci coglie nel quotidiano, "nella nostra stessa dimora", come pure aveva intuito il Freud più sensibile. Come è usuale nella tradizione di Atque, la presentazione di queste prospettive terapeutiche avverrà tenendo in mente le loro intersezioni...
Aver cura della bellezza. Immagini della mente estetica
Raffaella Trigona
Libro
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2012
pagine: 120
In questo saggio si raccontano molte storie che tutti conosciamo bene ma che qui possiamo riscoprire e reimmaginare sotto una nuova prospettiva. Si raccontano alcune storie sulle nostre origini remote che forse non tutti conosciamo ma che ci riguardano da vicino. Si offre quel tanto di savoir faire che permette di scoprire in modo consapevole e competente cosa significhi oggi avere cura della bellezza. Saper cambiare abitudini percettive, saper osservare, saper ascoltare, sapere immaginare, sono tutte abilità estetiche al centro di questa riflessione. Non sono riducibili al solo pensiero razionale ma non per questo si deve rinunciare a comprenderne le dinamiche e i processi di mutamento, come si originano e come evolvono. L'estetica non si trova né all'origine né alla fine del processo di costruzione dell'identità umana, ma nel circolo ricorsivo tra di esse. Vi è, dunque, un comprendere estetico prima che un apprendere, che arricchisce lo sguardo con cui osserviamo il mondo, la qualità e la bellezza dei nostri percorsi di formazione. Questo comprendere fornisce le condizioni di un apprendimento costruttivo, favorendo possibili processi creativi tanto nel nostro agire quotidiano quanto nel campo delle scoperte scientifiche e delle produzioni artistiche. In tale ottica i due esempi letterari trattati - "La teoria dei colori" di Goethe e le "Lezioni americane" di Italo Calvino - sono solo apparentemente lontani tra di loro e dalle nostre esperienze.
Jung dopo Jung. Saggi critici
M. Ilena Marozza
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2012
pagine: 290
"Io non ho mai rifiutato di bere il calice dolce-amaro della filosofia critica, ma l'ho sorbito con cautela, se non altro in refracta dosi (...) In tutti i casi la critica filosofica mi ha aiutato a comprendere il carattere soggettivo di confessione di ogni psicologia, anche della mia". In questo modo Jung individuava, nel 1929, uno dei punti più significativi del suo dissenso da Freud, secondo lui volutamente insensibile al coinvolgimento filosofico del pensiero psicoanalitico. A partire dal riconoscimento della sensibilità junghiana agli sfondi culturali, antropologici ed epistemologici che influenzano la nascita di ogni pensiero psicologico, i saggi raccolti in questo volume inseguono, nella vasta e piriforme opera junghiana, il pensatore inquieto, critico e aperto all'esperienza, lo psicologo lontano da ogni dogmatismo, il terapeuta consapevole che lo scopo di ogni psicoterapia non consiste nella scoperta o nella conferma di una qualche specifica teoria, ma nel riuscire a pensare psicologicamente, utilizzando la propria esperienza, in tutte le sue molteplici sfaccettature, come fonte e alimento del pensiero. In questi saggi si cerca un rapporto con il testo junghiano per individuare quelle linee minimali ma essenziali che consentono di stabilire, nel presente, una continuità con il modo junghiano di concepire lo psichico, tenendo nello stesso tempo in considerazione l'esplicito invito rivolto da Jung alla psicologia ad "adottare un linguaggio che vari con lo spirito del tempo".
Mondi in un rettangolo. Il gioco della sabbia: aperture sul limite nel setting analitico
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2012
pagine: 317
Jung pone un problema universale: "come ci si confronta in pratica con l'inconscio"? Una libera lettura del suo saggio sulla funzione trascendente suggerisce che le immagini, nel confronto fra conscio e inconscio, per prendere vita e corpo, per toccarci, hanno bisogno di essere sentite e condivise con pienezza sul piano sensoriale, trovando così un contorno, un limite che le individua. Il tentativo di dire l'indicibile, di rappresentare l'irrappresentabile trova nel gioco della sabbia uno spazio potenziale, grazie al gesto e alla parola che lo accompagna. In "Mondi in un rettangolo" il "limite" sorprende e svela: apre l'accesso all'inconscio. Il volume raccoglie saggi di più autori ed è suddiviso in tre parti (limite e corpo, limite e tempo, limite e spazio) introdotte da brevi intermezzi: suggestioni e immagini che accompagnano l'esperienza e nutrono la riflessione.
Mozart come Dante. Il flauto magico: un cammino spirituale
Maria Soresina
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2012
pagine: 120
Più di cinque secoli separano Mozart da Dante. Cosa possono avere in comune? Apparentemenre nulla, se non la genialità. Tuttavia "Il Flauto magico" presenta straordinarie analogie con la "Divina Commedia", a cominciare dalla prima scena, che vede Tamino, il protagonista, fuggire davanti a un serpente proprio come Dante davanti alle tre bestie. Maria Soresina, non nuova a paralleli arditi, accompagna il lettore, scena dopo scena, a scoprire, grazie al costante rimando al poema dantesco, il significato spirituale di questo capolavoro di Mozart. Si vedrà allora che "Il Flauto magico" non è una fiaba, come in genere viene detto, ma la rappresentazione di un cammino iniziatico. Mozart, come Dante, usa simboli quali il passaggio attraverso il fuoco e l'acqua. Mozart, come Dante, insegna un cammino che conduce a Dio senza mediazione ecclesiastica: Tamino vi giunge guidato da Pamina, Dante da Beatrice, entrambe immagine della scintilla divina, l'eterno femminino che ci trae verso l'alto. Mozart, come Dante, era animato da una forte passione politica e dalla speranza in un'imminente vittoria della ragione sull'oscurantismo e sulla superstizione: "allora la terra sarà un paradiso" in cui regneranno la tolleranza e l'amore tra gli uomini.
L'individuo e la contemporaneità. Dilemmi, difficoltà e incertezze: sguardi a confronto
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2011
pagine: 173
In questo libro scritto a più mani si confrontano differenti sguardi e differenti letture del rapporto che intercorre fra l'individuo e la società contemporanea. Ciascun saggio rappresenta una diffrazione dell'unico paradigma che al libro stesso dà il titolo. Gli approcci diversi non approdano a confusione ma al contrario offrono una visione d'insieme dentro la quale il sapere analitico e quello sintetico si implicano e si rimandano l'un l'altro. L'esistenza umana è così complessa e profonda da non poter essere colta da un solo punto di vista: ciascuno di essi fa luce su qualche importante aspetto dell'insieme e rilancia con originalità e pertinenza la riflessione sui nuclei cruciali della vita quali il narcisismo, la libertà, la solitudine, la pressione del collettivo che spesso offusca e persino annulla l'individualità, e nondimeno la capacità dell'individuo di essere flessibile e di trovare via via nuove forme di adattamento e di creatività. Individualità e individuazione stanno fra loro in un rapporto che gli autori del libro esplorano coniugando i codici dell'interiorità con quelli della vita sociale e dimostrando come oramai sia necessaria una visione che si ponga sul crocevia dei saperi.
Il segno del padre. Nel destino dei figli e della comunità
Paolo Ferliga
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2011
pagine: 256
Nell'epoca moderna, da Amleto ai nostri giorni, l'immagine del padre, sia di quello terreno che di quello divino, si è sempre più sbiadita, tendendo a scomparire dalla vita della comunità e generando nei figli un vuoto spesso incolmabile. In un confronto serrato con il pensiero di Jung, l'autore mostra come tale immagine sia stata, per nostra fortuna, sapientemente conservata dall'inconscio collettivo. Nei miti e nei sogni, ma anche nei testi sacri e nella poesia, è infatti possibile rintracciare l'archetipo del Padre, vera e propria immagine guida, in grado di aiutare uomini e donne a dare un senso al proprio destino. Paolo Ferliga evidenzia a questo proposito come il contributo di Freud sul complesso di Edipo possa essere accolto in una prospettiva archetipica. Simbolicamente il padre si presenta infatti come portatore di un segno caratteristico: la ferita, dolorosa ma indispensabile, perché i figli possano separarsi dal protetto mondo materno e affrontare con coraggio ed entusiasmo la vita. La presenza del padre, indispensabile fin dalla nascita accanto a quella della madre per lo sviluppo psichico e affettivo dei figli, diviene fondamentale nel corso dell'adolescenza, per iniziarli alla vita della comunità, al mondo dei valori e dello spirito. Ma anche i figli sono importanti, come mostra la vicenda di Abramo e Isacco, per la piena realizzazione di un uomo e si svelano spesso come il suo destino più autentico.
Riconnessioni. Dall'alessitimia all'anima
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2011
pagine: 272
Alessitimia è un termine coniato una quarantina di anni fa, letteralmente significa "non avere le parole per le emozioni". In pratica si tratta di un insieme di deficit della competenza emotiva ed emozionale, palesato dall'incapacità di mentalizzare, percepire, riconoscere e descrivere verbalmente i propri e gli altrui stati emotivi. È un disturbo che si presenta sempre più frequentemente in pazienti psichiatrici e non solo: è sovente accompagnato da forme d'ansia, da panico ed è correlato a somatizzazioni di varia natura, che vanno dalla tachicardia all'ipertensione, dalla dispepsia ai disturbi della sfera sessuale. Come diagnosticare e curare oggi una morbo che va sempre più diffondendosi ? Un gruppo di psicologi analitici e di psicologi-psichiatri analitici di estrazione junghiana si confronta alla ricerca di nuove possibilità di cura che, pur non trascurando gli aspetti neuropatologici, tracciano percorsi terapeutici che si orientano a considerare come centrale, se non addirittura determinante, l'approccio umanistico: quello che solo le psicoterapie umanistiche o, quando possibile, gli approcci psicoanalitici possono offrire. Saggio introduttivo di Augusto Romano.
Derrida e il dono del tempo
Lorenzo Barani
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2011
pagine: 284
Nel mondo dell'Amministrazione globale il tempo calcolatorio pretende di essere tutto il tempo. Tanto che il suo dono, nell'età del dominio dell'Economico, appare impossibile. C'è invece un resto del tempo. Ed è questo a essere seducente per il pensiero. Questo resto è ciò per cui si scrive. Si scrive per sfuggire all'astrattezza del tempo che manca se stesso a causa della sua estrema disciplinarizzazione. È necessario, come fa Agostino, immergere il proprio pennino contemporaneamente nel sangue antico e nel presente. Così s'intravvede un tempo pieno, il miracolo del dono reciproco di tempo e scrittura, di identità e di differenza. Perciò la filosofia e la letteratura, secondo Derrida, hanno da dire qualcosa: per la forma del loro camminare nelle vie della mancanza, del loro affidarsi all'altro. Si scrive per resistere, e resistenza è allevare i sentimenti, dare loro il nome e narrarli. Nel coraggio della scrittura si possono scoprire le chiavi per entrare nelle cripte dell'esistenza, nel destino di segni aperto all'ulteriorità e al portento del tempo,
Freudiana. Sentieri interrotti nella storia della psicoanalisi
Antonino Trizzino
Libro: Libro in brossura
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2010
pagine: 119
"La psiche è estesa, non ne sa niente", le ultime parole scritte da Freud nell'estate del 1938, il lascito estremo, quasi a sua insaputa. Un anno prima della morte del padre, la psicoanalisi si dichiara a sorpresa come un progetto finito. Mai la scrittura freudiana è apparsa così visionaria, mai è riuscita a ottenere perimetri più diffusi. Freud fa spazio a qualcosa di nuovo, parla contro se stesso, disegna vie di fuga fino a quel momento impensabili. Deviazioni intorno a cui sono raccolti questi scritti. Vi appaiono interventi e divagazioni nati in occasioni diverse su alcuni passaggi cruciali e poco esplorati della storia della psicoanalisi; cruciali ma, come l'enigmatico aforisma freudiano, inesorabilmente interrotti: il celebre saggio di Freud sul "perturbante", il controverso rapporto che lo legò all'allievo Viktor Tausk, le strategie di "misurazione dell'inconscio" ideate da Bleuler, Jung e Benussi all'inizio del Novecento. E anche dove lo sguardo si posa su temi disparati e in apparenza eccentrici - dall'evoluzione del concetto di tempo in Heidegger, Uexkull, Landolfi alla genesi delle "macchine influenzanti" nella schizofrenia, dal "comico" in Kant, Schopenhauer e Bataille alla fenomenologia di Wile E. Coyote -, sempre riaffiorano nuovi e radicali interrogativi sul senso e sulla crisi della psicoanalisi.
Atque. Corpo-linguaggio
Libro: Copertina morbida
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2010
pagine: 226
Il tema di questo libro è il linguaggio assunto nella sua intrinseca relazione col corpo, per cui è ciò che contrassegna e intercetta le nostre esperienze del mondo e gran parte delle nostre prestazioni cognitive e performative, e non solo. La prima parte analizza i modi del linguaggio sia, in generale, nelle nostre pratiche quotidiane sia, nello specifico, nelle pratiche psicoterapeutiche. Strettamente connessa con le riflessioni sui modi del linguaggio e del suo intreccio con la sensibilità, la seconda parte riflette sulle variazioni, potenzialmente infinite, dei problemi con i quali il pensiero è sempre più stimolato a confrontarsi quando ha da affrontare la questione della percezione. Ancora più fondamentalmente si pensa il nesso sistematico Corpo-Linguaggio. La terza parte indaga la sensibilità e il linguaggio ruotando esplicitamente intorno al pensiero di Helmuth Plessner che pone il linguaggio in una linea di confine che fondamentalmente coincide con la quota psichica, dove il soggetto - attraverso intuizioni "precisabili" - si "accorge" della dimensione psichica in quanto carattere interindividuale dell'esperienza degli oggetti. Ruota intorno al pensiero di Paul Valéry e in particolare al rapporto del linguaggio con la sensibilità e le emozioni. Ruota, infine, intorno alla teoria della percezione di Wilfred Sellars che rende conto di quell'incongruenza che, tra sensibilità e linguaggio, già Jung intravedeva nell'Ulisse di Joyce.
Le segrete cose. Dante tra induismo ed eresie Medievale
Maria Soresina
Libro
editore: Moretti & Vitali
anno edizione: 2010
pagine: 264
La "Divina commedia" è attraversata da enigmi, sconcertanti presenze e strane assenze. Chi è il "veltro"? Perché l'infedele e "meretrice" Cunizza è in Paradiso e Francesca da Rimini in Inferno? Perché Dante non cita mai i Catari, la grande "eresia" che a quel tempo era così diffusa proprio nelle zone in cui egli viveva? Queste sono solo alcune delle domande che da sempre si pongono lettori e critici. Per trovare una soluzione è spesso necessario allargare il campo, spingere lo sguardo altrove. È quanto ha fatto Maria Soresina. Da appassionata studiosa delle filosofie indiane, l'autrice ha notato una serie di sorprendenti analogie tra queste e il poema dantesco, come la corrispondenza tra la legge del karma e quella del contrappasso, o la presenza del guru come guida nel cammino. Da qui è nata l'ipotesi di inoltrarsi in un confronto più approfondito tra questi due mondi. Un'intuizione che ha fornito una chiave di lettura in grado di ripercorrere la trama di enigmi e di indizi di cui il poema è intessuto, e di penetrare così nel significato profondo, nelle segrete cose, di un'opera tanto ricca di simboli e di allegorie.

