Mimesis: Eterotopie
Guerra e guerrieri. Discorso di Verdun
Ernst Jünger, Friedrich G. Jünger
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2012
pagine: 80
"La guerra è l'evento che ha dato la fisionomia al volto del nostro tempo". Così scriveva Friedrich Georg Jünger nel 1930 nello scritto "Guerra e guerrieri", un breve saggio che è diventato fondamentale nel dibattito filosofico e politico novecentesco. In questo scritto l'autore tedesco tenta di mettere a fuoco il senso della guerra senza confini che era esplosa nel corso della Primo conflitto mondiale, ma che avrebbe sempre più dato forma alla esistenza degli uomini anche nei decenni a venire. Ancora oggi "Guerra e guerrieri", oltre che una eccezionale testimonianza della mutazione dello natura della guerra avvenuta nel corso della Prima guerra mondiale, ci pone dinanzi all'immagine della violenza senza forma che caratterizza la vita contemporanea. A "Guerra e guerrieri" segue il discorso che Ernst Jünger pronunciò nel 1979 nella città di Verdun per sancire una nuova amicizia tra la Francia e la Germania: il grande scrittore e filosofo, nonché eroe della Prima guerra mondiale, in poche righe ripensa alla sua vita in guerra e alla pace planetaria a cui oggi l'uomo deve aspirare come sua unica salvezza.
L'ultima era. Comparsa, decorso, effetti di quella patologia sociale ed ecologica chiamata civiltà
Enrico Manicardi
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2012
pagine: XIX-290
"L'ultima era" analizza il presente che stiamo vivendo, il passato antecedente la comparsa dell'agricoltura con lo scopo di guardare a un futuro liberato dalle aspettative catastrofiche in avanzato stato di realizzazione. Lo spettro della crisi agita ormai le preoccupazioni di tutti, ma la domanda più pertinente sembra essere elusa: che cos'è questa crisi che ci tormenta? È soltanto uno stato passeggero in procinto d'essere superato da una Nuova Economia, una Nuova Politica, una Nuova Ecologia, o è qualcosa di cronico, di radicato fin nel profondo del nostro stesso modo civilizzato di vedere le cose? Mentre si continua a disboscare foreste, a sventrare montagne, a erodere suoli, a contaminare fiumi, a ingrigi re spazi celesti, a schiavizzare persone e animali riducendo tutto quel che esiste a carburante della Megamacchina, il tecno-capitale rigenera se stesso presentandosi in versione "green" per rendere ancora più efficace e silenzioso il suo canto di morte. Stiamo segando il ramo sul quale siamo seduti, diceva Brecht; siamo comodamente sistemati su di un treno high-tech che corre all'impazzata verso il precipizio, attualizza Mascardi. Dall'una come dall'altra metafora emerge una cosa certa: non basterà ridurre il carico di devastazione che ci sta uccidendo; non basterà decrescere né rallentare la marcia ferale che abbiamo imposto alla vita su questo Pianeta. La civiltà non è sanabile: non servirà renderla più "verde", più "equa", più "sostenibile". La civiltà è un cancro che ci sta divorando.
Robert Nisbet e il conservatorismo sociale
Spartaco Pupo
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2012
pagine: 190
Sociologo, storico della cultura, docente nei più prestigiosi atenei americani, Robert A. Nisbet è stato anche uno degli esponenti più influenti del conservatorismo del Novecento. Sulla scia di Burke e Tocqueville, ha sostenuto, in polemica con lo statalismo, l'individualismo e il liberalismo, l'importanza del pluralismo, dell'autorità politica, della comunità e della tradizione. Il volume costituisce una chiara e agile introduzione al pensiero politico di Nisbet, di cui ripercorre le tappe e i testi fondamentali, e illustra i caratteri propri del suo conservatorismo sociale, che egli ha voluto libero dall'estetismo religioso, dal nostalgismo, dal passatismo ad ogni costo e capace di affrontare la complessità del presente.
Indignarsi è giusto
Ferruccio Capelli
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2012
pagine: 179
In "indignarsi è giusto" si intrecciano due narrazioni: la ricostruzione delle radici e delle ragioni dell'indignazione e la proposta di una cultura politica "non liberista". Il libro si articola in tre parti: inizia con la ricostruzione dei trent'anni della globalizzazione liberista; mette a fuoco la cesura storica rappresentata dalla grande crisi iniziata nel 2008; si conclude sottolineando l'esigenza e delineando la possibilità di un nuovo umanesimo. Nel corso del 2011 l'indignazione ha animato imponenti movimenti in Europa e nel mondo. Essa è provocata dal fatto che dopo anni di crisi vengono riproposte esattamente le stesse idee e le stesse politiche che hanno causato il deragliamento dell'economia mondiale: apologia del mercato, privatizzazioni, liberalizzazioni a oltranza. Perfino la guida dei governi viene ora affidata direttamente agli esponenti dell'establishment, in quanto "tecnici dell'economia". Con la novità, rispetto agli anni che hanno preceduto la crisi, di un taglio radicale dei diritti sociali e della protezione dei cittadini. Il libro prospetta la possibilità di una via d'uscita. Nell'ultima parte, infatti, delinea le coordinate di una visione non liberista ed evidenzia le tracce, già esistenti, di un'altra risposta.
Sociologia del segreto
Raffaele Federici
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2012
pagine: 136
I fatti dei segreti sembrano "colpire" diversamente, esistono, e non è possibile fare nulla, indipendentemente dagli schemi concettuali e dagli apparati percettivi: di fronte al segreto non è possibile chiudere gli occhi ma occorre probabilmente separare per aprire un possibile confronto fra mondi interiori e mondi esteriori. Da un punto di vista strettamente cognitivo, ogni persona tende a confondere la propria verità con le proprie certezze e con i propri segreti. La mente dell'attore sociale si costruisce in opinioni, ovvero di giudizi critici circa le relazioni che via via costruisce. Non esistono i fatti ma interpretazione di fatti, allora negli scambi, nelle comunicazioni, le persone si interpretano, ricercano motivazioni, e, a loro volta, i loro sguardi diventano una inafferrabile cascata di interpretazioni di stati d'animo e di esperienze vissute: visibili e non visibili, dette o nascoste dal segreto. Il segreto è un luogo, non solo un fatto, è il luogo dello scambio: vale a dire un rapporto a-simmetrico di mutua influenza. Forme osservabili solo cambiando prospettiva: non più attraverso la rigidità delle categorie interpretative a cui la scienza ha abituato l'osservatore ma attraverso le gelatinose, sulfuree e porose suggestioni che rimandano ad un ordito sociale mediatizzato, confuso e disordinato.
Il vampiresco. Percorsi nel brutto
Iris Gavazzi
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2012
pagine: 144
Eroe capovolto, mostro seduttore, mellifluo incantatore, oscuro e perturbante, il vampiro si offre allo sguardo estetico coprendosi il volto e scoprendosi soggetto artistico. Il saggio evidenzia la posizione occupata dalla categoria del vampiresco nei territori avvincenti del negativo artistico, seguendo le linee tracciate dal brutto nella sua secolare esistenza. Fra le pieghe dei materiali estetici e attraverso il rimosso che, in epoche diverse e in linguaggi alternativi, ha parlato all'uomo senziente, si scoprono inedite potenzialità e inesplorate soluzioni nel tentativo di fissare il camaleontico brutto in una definizione conclusiva. Filo conduttore, fatalmente rosso, è il sangue del vampiro. Lo stesso sangue che simbolicamente si annida nell'estetica della paura, che seduce attraverso un cadavere esposto nella necrocultura, che mistifica e si nasconde nel kitsch, che, esibito e ostentato nel pulp, scorre, ultimo baluardo di umanità, nelle vene dei cyborg. Il sangue del vampiro ci guida tra queste manifestazioni artistiche che, dinamiche, si muovono tra le polarità del positivo e del negativo, della vita e della morte, tra un sentire organico e un'estetica inorganica, indirizzandoci verso i territori incerti e sfumati di cui il vampiro è signore.
Il tempo della precarietà. Sofferenza soggettiva e disagio della postmodernità
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2012
pagine: 236
L'esistenza umana è ontologicamente confrontata con le insidie e la durezza della realtà. Mai però come oggi, a causa della crescente fragilità dei legami sociali, si è dato un periodo tanto gravido di incertezze e inquietudini. Le istituzioni della modernità che avevano nel bene e nel male organizzato e governato la dinamica della vita individuale e collettiva, primo tra tutti il lavoro, sembrano, infatti, ora incapaci di fornire alla soggettività un efficace ancoraggio sociale. Per questo motivo la contemporaneità può essere descritta come "Il tempo della precarietà". In questo tempo, integralmente orientato dal "discorso del capitalista", il carico dovuto alla preoccupazione e alla sofferenza per lo svilimento della dimensione lavorativa ha infatti raggiunto livelli insostenibili e fino a pochi anni fa addirittura inimmaginabili. In questo libro si sono raccolte argomentazioni e testimonianze teoriche e cliniche che, attraverso la psicoanalisi e la sociologia, interrogano a fondo la questione della precarietà e della sofferenza che immancabilmente ne deriva. Parlare di precarietà, tentare di definirla oltre il luogo comune, diventa allora un punto di partenza essenziale per poter riconoscere, nell'ordine di questa inedita condizione sociale generalizzata, la dimensione sempre singolare di ogni sofferenza. Prefazione di Massimo Recalcati, postfazione di Danilo Gruppi.
Istruzioni pagane
Jean-François Lyotard
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2012
pagine: 75
Un dialogo letterario e tutto politico, dalla penna di uno dei massimi filosofi contemporanei. Jean-François Lyotard mette in scena il confronto tra un anonimo parigino e un dissidente sovietico (siamo alla metà degli anni Settanta). La Francia si prepara alle elezioni amministrative e l'appuntamento con le urne è occasione per un confronto senza tempo con il valore della rappresentanza. Quale rapporto c'è tra i cittadini e i detentori del potere? Quali possibilità ha in Francia l'azione dei progressisti e in Urss quella dei dissidenti? Queste domande sono spunto per una riflessione sul mondo classico. La storia delle origini della democrazia, le narrazioni mitologiche, aiutano a chiarire la posta sempre in gioco nel campo politico e le tesi quanto mai attuali del grande teorico della postmodernità. In questo libro si affaccia la posizione politica di Lyotard: un'azione meno apertamente conflittuale può produrre più vantaggi e risultati più duraturi nel continuo e necessario confronto tra governanti e governati. Questo libro dà finalmente l'occasione al lettore italiano di confrontarsi con un testo che viene da un preciso momento storico, ma senza date di scadenza e denso di una comprensione profonda dei meccanismi del potere politico.
Sociologia della cultura tra critica e clinica. Bataille, Barthes, Lyotard
Carlo Grassi
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2012
pagine: 112
Tobin tax. Perché una tassa sulle transazioni finanziarie
James Tobin
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2011
pagine: 55
Consigliere economico di John Kennedy, premio Nobel per l'economia nel 1981, James Tobin non era certo un militante no global. Eppure il suo nome si è involontariamente legato al movimento altromondialista per la famosa Tobin tax. Una proposta di buon senso, che nel mondo governato dal capitale finanziario ipotizza di tassare dello 0,1 % le transazioni finanziarie fatte per speculare sul denaro. Questo libro contiene lo scritto in cui il famoso economista spiega la sua proposta. Recentemente adottata anche da Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, la Tobin tax fatica a diventare realtà. Ancora oggi questa proposta incassa il no dei signori della finanza. Questo libro ce la fa finalmente capire, dalle parole non politicamente manipolate del suo ideatore.
Indignados
Enrique Dussel
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2011
pagine: 48
Sono i giovani laureati, molto preparati, a svolgere un lavoro che non dà loro lo stipendio sufficiente per vivere. La generazione mille euro è esplosa nella rabbia, nell'indignazione. Ma è un caso che il nome, come il primo movimento, venga da un paese latino? Il filosofo argentino Enrique Dussel non lo crede. Non è un caso, perché il pensiero latino, con le sue radici nell'America del sud, ha sempre saputo incarnare l'alterità radicale alla ragione del capitalismo. In questo libro inedito Dussel approfondisce le radici filosofiche e storiche di un'indignazione che oggi è fenomeno d'attualità, ma che viene da una cultura millenaria. Allenata a stare ai margini, sopravvivendo, la cultura latino-americana ha oggi la sua chance di rappresentare la vera alternativa al capitalismo che non sa più produrre benessere, ricchezza e sapere.

